10 Aprile 2020

‘Tanti morti, personale senza protezioneª Sulle Rsa della Liguria il faro dei magistrati

 

Marco Grasso / GENOVA Con il passare dei giorni il conteggio si sta facendo sempre più spaventoso. Il coronavirus ha fatto strage nelle residenze per anziani, dove il personale Ë stato lasciato spesso senza protezioni né istruzioni. Strutture piene di ospiti fragili che, all’ inizio di marzo, hanno accolto pazienti dimessi dagli ospedali ai quali non era stato effettuato il tampone ed erano frequentati da operatori sanitari che contagiati in altre strutture, risultati poi positivi al Co vid -19. ‘Continua senza sosta a consumarsi nella nostra re gione il dramma nelle residenze per anziani – denunciano i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che chiedono un incontro con la Regione – In queste strutture la situazione Ë allarmante: i decessi e i casi di infezione crescono di giorno in giorno così come i contagi di operatori. Gli ospiti muoiono nella totale solitudine mentre i familiari non possono assistere i propri cari sul letto di morte. Parliamo di anziani fragili che non hanno la capacità di difendersi e di contrastare eventuali abusi o inefficienze». I magistrati stanno raccogliendo i dati dei decessi per capire se – come accade in Lombardia, dove la Procura di Milano ha preso la strada della contestazione di epidemia colposa – esistono anche in Liguria possibili ipotesi di reato. ‘» un terreno molto delicato, an che perché stiamo parlando di un’ emergenza generale e, pare di capire, non esistono protocolli univoci per le rsa – ragiona il procuratore capo Francesco Cozzi – occorre capire, più in generale, come sono state protette persone indifese e, eventualmente, se dopo i contagi sono stati isolati e trattati con prudenza. Insomma, se ci sono morti che potevano essere evitate». IL DATO LIGURE: 801 MORTI IN 45 GIORNI Fra il 20 febbraio e il 5 aprile ci sono stati 801 morti in Liguria tra gli ospiti delle residenze per anziani; 240 sarebbero cor relate al coronavirus. Questa prima stima Ë frutto di un censimento effettuato da Alisa, la cabina regionale della sanità ligure, e si basa su una sorta di autocertificazione, diagnosi effettuate dalle stesse strutture sanitarie. Ecco perché, ragionano gli inquirenti, Ë un dato che va preso con cautela, e potrebbe nascondere decessi attribuiti ad altre cause di morte. Per ora l’ unico fascicolo aperto per omicidio colposo, coordinato dai pm Francesco Pinto e Francesca Rombolà, riguarda il caso specifico di Casa Serena, rsa di Genova, e del decesso di due sorelle. Una delle vittime Ë morta pochi giorni dopo essere stata dimessa. L’ altra Ë spirata dentro la struttura, senza diagnosi di Co vid -19. Quanti casi simili, si stanno chiedendo in queste ore gli investigatori, sono nascosti in certificati di morte che riportano crisi respiratorie o cardiache, o polmoniti? ‘FOCOLAI NEL 30% DELLE STRUTTUREª In questa difficile trincea si batte da fine maggio Ernesto Palummeri, geriatra, massimo esperto in Liguria in materia di anziani. Alisa lo ha nominato in corsa commissario per le rsa, a fine marzo, quando sta va diventando chiaro che la vera emergenza, italiana oltre che ligure, erano le case di riposo. A Milano ha fatto scalpore il caso del Pio Albergo Trivulzio, con 70 morti. Ma a Genova ci sono casi come la Residenza San Camillo, vicenda sollevata dal Secolo XIX, con 40 morti: ‘» una situazione a macchia di leopardo – spiega Palummeri – dove il virus Ë entrato si Ë diffuso molto rapidamente e ha fatto molto male. Abbiamo altre criticità, a Borghetto Vara e Borghetto Santo Spirito, a Villa Crovetto a Bogliasco, che presenta sette casi in una struttura relativamente piccola. Quello che stiamo cercando di fare ora Ë di isolare e proteggere queste persone». Ma più l’ indagine si estende e più arrivano segnalazioni di grande difficoltà. Al Don Orione Pavera no, nel quartiere genovese di San Fruttuoso, a inizio settimana un familiare ha contato cinque bare in un giorno, le vittime sarebbero oltre dieci. Parte del personale, decimato dalle malattie, dorme in struttura per proteggere gli ospiti e le proprie famiglie. Sospetti focolai sono stati segnalati anche alla Sacra Famiglia di via Lin neo e alla Camaldolina di via Chiodo, a Genova. NON ESISTE (PI) UN CONTO DELLE VITTIME Nei giorni dell’ emergenza emerge anche un dato sori prendente: Alisa e l’ anagrafe di Genova non dispongono di un dato sulla mortalità nelle rsa riferibile al 2019. Ne teneva il conto il vecchio dipartimento Anziani della Asl, diretto proprio da Palummeri fino al 2011, poi smantellato per scelte politico -sanitarie. Di certo c’ Ë che i morti di marzo fra tutti i residenti a Genova, a marzo, sono stati 1.135 (il 94% over 65), ovvero quasi il doppio della media degli ultimi 5 anni, 699. E proprio per analizzare il significato dei numeri, e scovare anomalie statistiche, la Procura potrebbe affidare un primo parere a un esperto di statistica o di epidemiologia. Per capire se esistono gli estremi per contestare un reato.In questo senso va anche un esposto presentato dal Codacons. ‘La protezione delle rsa Ë al centro del nostro impegno – ha detto ieri l’ assessore Sonia Viale – ieri sono arrivati 113 medici volontari che saranno operativi subito».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this