Due viadotti dell’ A20 a rischio crollo
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fonte:
- Gazzetta del Sud
scarsa manutenzione dei giunti. indagati i dirigenti del cas minaldi, pirrone, sceusa e trainiti
Riccardo D’ AndreaMessina Pericoli incombenti e mai disinnescati. Campanelli d’ allarme suonati a ripetizione ma non ascoltati. Rischi per gli automobilisti in transito sottovalutati. Inerzie che hanno spinto la Procura di Messina a sequestrare due viadotti che sovrastano la trafficatissima autostrada A20 Messina-Palermo, nei territori di Spadafora e Venetico. A dir poco preoccupante la fotografia scattata nel corso di approfondite indagini coordinate dall’ organo inquirente di Palazzo Piacentini, guidato dal procuratore Maurizio De Lucia, ed effettuate dagli uomini della Polizia giudiziaria della Polizia stradale di Messina. Riscontrate, infatti, rilevanti criticità della viabilità e dell’ infrastruttura viaria su ponti autostradali, in particolare dell’ A20. A causa delle difficoltà di rilevamento, si è rivelata preziosa la consulenza tecnica di alcuni professori del dipartimento di Ingegneria dell’ Ateneo peloritano, specialisti in campo strutturale edile, civile e industriale. Gli indagati Al termine delle indagini e degli accertamenti, avviati nel 2014, la magistratura ha individuato profili di responsabilità nei confronti dei direttori generali del Consorzio autostrade siciliane dell’ epoca e attuale, Salvatore Pirrone e Salvatore Minaldi, oltre che dei responsabili dell’ Area tecnica e di esercizio Maurizio Trainiti e Gaspare Sceusa, che nel tempo hanno rivestito le rispettive cariche «senza adempiere in modo risolutivo alla manutenzione e al ripristino delle strutture interessate». Ragion per cui devono rispondere, a vario titolo, di aver indebitamente rifiutato di compiere atti del proprio ufficio per ragioni di sicurezza, nonché di aver omesso di provvedere ad effettuare lavori necessari a rimuovere situazioni di pericolo, sebbene obbligati alla conservazione o alla vigilanza della costruzione. Le anomalie Sotto la lente sono finiti due cavalcavia, il numero 3 e il numero 4, posti sull’ autostrada Messina-Palermo e ricadenti nei Comuni di Spadafora e Venetico. In particolare, dai rilievi è emerso un degrado avanzato delle cosiddette “selle Gerber”, ossia elementi che sopportano tutto il peso del ponte soprastante e del relativo traffico viario. All’ origine, la cattiva o la mancata manutenzione dei giunti che, lasciando posto a infiltrazioni dell’ acqua piovana, hanno danneggiato il calcestruzzo di copriferro e lo stesso ferro dell’ opera. Ne è conseguita una diffusa corrosione delle armature, oltre a un degrado significativo delle banchine di bordo, a causa del cattivo convogliamento e smaltimento delle acque piovane. I rischi Messe così a rischio l’ integrità del sistema e anche la stabilità delle strutture portanti, tenuto conto che le condizioni di degrado avanzato delle armature avrebbero potuto far perdere l’ appoggio delle travi della campata centrale, con il rischio di un crollo sulla sottostante sede autostradale. Prima di arrivare allo scenario peggiore, verificate sia la corrosione del ferro che la caduta di calcinacci, con pericoli per la sicurezza della circolazione. Ecco perché si è deciso di apporre i sigilli ed è stata ravvisata la necessità di urgenti interventi di ripristino delle strutture, di evitare o ridurre il transito dei veicoli sulle soprastanti vie, sulle quali adesso si circola lungo la porzione centrale della carreggiata. Fatto non di poco conto, inoltre, che le anomalie erano state segnalato dall’ organo di vigilanza del ministero delle Infrastrutture e trasporti, già dal 2014, che aveva richiesto al Cas di eseguire un corretto e puntuale monitoraggio delle condizioni delle opere d’ arte e di una altrettanta corretta manutenzione delle stesse, finalizzate all’ utilizzo delle infrastrutture in assoluta sicurezza. Il provvedimento L’ atto di sequestro è stato firmato dal gip del Tribunale di Messina Valeria Curatolo, che ha sposato il quadro costruito dalla Procura. Nominati invece quali custodi giudiziali il Dipartimento tecnico della Città metropolitana di Messina per quel che concerne il cavalcavia n. 3 della strada provinciale n. 55 Spadafora-San Martino e l’ Ufficio tecnico di Venetico per il viadotto n. 4 lungo la strada comunale dell’ omonimo centro tirrenico. La posizione del Cas L’ avv. Franco Restuccia, presidente del Cas, ha precisato che il provvedimento «è l’ esito di una inchiesta avviata 6 anni fa», quando alla guida dell’ ente di contrada Scoppo «vi era un’ altra governance». Ma il problema sarà affrontato nel corso di un vertice in programma oggi nella sede di Boccetta. Dal canto suo, il dg Minaldi ha specificato che per i ponti n. 3 e 4 è sono in itinere gli appalti in seguito all’ approvazione delle progettazioni volte alla verifica delle parti degradate e ai relativi interventi. Le reazioni «Siamo di fronte all’ ennesima tragedia sfiorata. La condizione dei cavalcavia e dei viadotti della Sicilia è sempre più precaria e, da tempo ormai, denunciamo il totale degrado e abbandono in cui versano oltre alla totale indifferenza di chi dovrebbe vigilare sulla loro sicurezza». Lo dicono in una nota congiunta il segretario regionale della Filca Cisl, Paolo D’ Anca e quello della Filca di Messina, Pippo Famiano. «Finalmente – sottolinea il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi – le tante denunce presentate alla magistratura sono state accolte, nell’ interesse di migliaia di automobilisti che ogni giorno utilizzano la rete autostradale siciliana. Da anni denunciamo come l’ A20 sia fatiscente e in numerosi esposti abbiamo chiesto di intervenire a tutela dell’ incolumità degli utenti, dopo segnalazioni dei cittadini circa corrosioni e perdite di calcinacci da ponti e viadotti».
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