Rincari su quasi tutti i prodotti, solo la lattuga bianca costa di meno
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fonte:
- Corriere della Sera
la crisi per il covid-19 è solo l’ ultima aggravante dopo il maltempo e la situazione in altri paesi il codacons: sugli speculatori vigilino i nas
Per chi ama svegliarsi e sorseggiare una spremuta di arancia, l’ emergenza del coronavirus deve aver reso la colazione ancora più aspra. Nei listini del Caat, il Centro Agro Alimentare, gli agrumi «Tarocco» della Sicilia, ormai arrivati a fine stagione, sono quotati poco meno di due euro. Nel mercuriale di febbraio, prima della quarantena, valevano la metà. Una bella differenza che pesa sui conti familiari perché incide negativamente su tutta la filiera della distribuzione. Con il cliente finale costretto a spendere in media il 20-30 per cento in più per fare la spesa. Ma con alcune sorprese. Il Covid-19 ha innalzato i prezzi di frutta e verdura, della carne di pollo e non quella di bovino. Ma non è tutto. Non ha inciso sulle tariffe di olio e di vino. Mentre la benzina (e non il gpl) ha, per una volta, abbassato le sue quotazioni. Proprio adesso che siamo costretti a stare a casa. La pandemia presenta il conto. Al mercato all’ ingrosso dell’ ortofrutta, l’ unico prodotto immune ai rincari è la lattuga bianca. L’ insalata costa 25 centesimi in meno di un mese fa. Il motivo? Per il momento, basti sapere che questa non è lo stesso una buona notizia per gli ambulanti dei mercati presi di mira dalle lamentele dei clienti per gli aumenti. «Non dipendono da noi. Il nostro rincaro è sempre lo stesso. E serve per pagare il 68 per cento di tasse, il mutuo e le spese», risponde Enzo Torraco, il rappresentate del mercato di piazza Foroni. Sì, ma come spiegare questo innalzamento dei prezzi? «È dettato da vari fattori: il passaggio di stagione, il maltempo al Sud. E l’ emergenza sanitaria, che ha creato problemi nei trasporti e ha messo alle corde anche la Spagna, e la concorrenza dei supermercati». La grande distribuzione, che fa affari d’ oro in questi giorni, ha moltiplicato la richiesta di frutta e verdura.E i risultati si vedono. Il rincaro sulle pere e le mele si aggira intorno ai 10 centesimi al chilo, le melanzane sono raddoppiate, i peperoni e le zucchine verdi sono quasi introvabili. Anche i pomodorini, le carote e le zucchine sono diventate salatissime (di prezzo). Bene, ma il prezzo della lattuga perché scende? «Nei supermercati si vende, in particolare, l’ insalata in busta. E non quella», spiega Torraco, che conosce bene il Caat. Prima di aggiungere: «Rifornisce anche la Costa Azzurra. E le piattaforme della grande distribuzione acquistano con un mail la merce ancora prima che sia messa in vendita». Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. «Si fanno sentire gli effetti del coronavirus sui prezzi al dettaglio», attacca il Codacons, che chiede l’ intervento dei Nas contro le speculazioni sui listini. Ma per il resto dei prodotti, la situazione sembra stabile. Nel mercuriale della Camera di Commercio non sono aumentate le quotazioni di formaggi, vini o pesce. Crescono solo quelle dei prodotti della filiera avicunìcola. La spiegazione? Sempre la stessa. Nel Nord Italia la corsa alle derrate alimentari ha avuto un effetto dicotomico rispetto alla domanda: l’ ha incentivata molto, per quanto riguarda la grande distribuzione anche in termini di raddoppio degli ordini, mentre per gli altri canali commerciali si è praticamente interrotta. Il pollo è la carne più richiesta nel banco frigo. Pe questo si è assistito a un aumento record. In un mese il suo prezzo ha fatto un balzo del 30 per cento.
paolo coccorese
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