1 Aprile 2020

Generi alimentari e rincari c’ è chi minaccia azioni legali contro le false notizie

Lentini. È uno degli effetti dell’ emergenza Coronavirus. Che non sono più ovviamente solo sanitari, ma adesso anche sociali ed economici. L’ aumento dei prezzi dei generi alimentari non sembra aver risparmiato nessuna regione italiana. Il Codacons, che nei giorni scorsi ha chiesto l’ intervento dei Nas contro le speculazioni sui listini, ha raccolto da tutta Italia centinaia di segnalazioni dei consumatori che denunciano sensibili rialzi dei prezzi dell’ ortofrutta nei mercati, nei supermercati e nei negozi di generi alimentari. Per il presidente Carlo Rienzi «si tratta di rincari che non appaiono in alcun modo giustificati, non essendosi verificate forti riduzioni della produzione o eventi climatici che abbiano influito sui listini». Il fenomeno non ha risparmiato neppure l’ isola, tanto che venerdì il governatore Nello Musumeci ha annunciato controlli a campione sui prezzi del settore agroalimentare, dando mandato per questo al Nucleo operativo per la sicurezza agroalimentare del Corpo forestale della Regione Siciliana. «Una operazione – ha spiegato – che serve a tutelare il consumatore in un momento in cui, a causa dell’ emergenza, c’ è stata purtroppo una ingiustificata corsa collettiva a riempire le dispense. Non vorremmo che qualcuno ne abbia approfittato per operare inammissibili rincari». Anche tra Lentini, Carlentini e Francofonte sono in molti ad aver segnalato sui social aumenti dei prezzi di alcuni generi alimentari. Tanto da spingere il commissario per la sezione di Lentini e Carlentini della Lega Sicilia Salvini Premier, Enzo Nicastro, a scrivere ai sindaci del territorio per suggerire loro, «considerata la precaria situazione economica di molti cittadini a causa dell’ emergenza», di «attivarsi per verificare, attraverso accertamenti della Guardia di Finanza, eventuali aumenti ingiustificati di alcuni prezzi, in particolare di quelli di generi prima necessità come alimentari, prodotti per l’ igiene e dispositivi di protezione individuali, per scongiurare l’ insorgere di possibili atteggiamenti di sciacallaggio». Sui social, come spesso accade con sempre maggiore frequenza, qualcuno ha persino usato parole grosse e fatto affermazioni pesanti. Tanto da costringere un noto centro commerciale della zona a minacciare addirittura azioni legali. «Per difenderci – scrive la direzione – dai tentativi di diffamazione pubblicati nei social accusandoci di speculare sui prezzi di vendita in questo momento di necessità».Silvio Breci.

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