1 Aprile 2020

Col virus vola il carrello della spesa

ROMA – I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona – che compongono il cosiddetto carrello della spesa – accelerano a marzo: da +0,3% di febbraio a +1,2%. Lo rileva Istat, segnalando che i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’ acquisto, invece, rallentano da +0,8% a +0,7%, registrando in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’ intero paniere. Sono questi dunque i primi effetti dell’ emergenza coronavi rus sulla dinamica dei prezzi al consumo. In generale, a marzo 2020 l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività , al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua (da +0,3% del mese precedente). La decelerazione dell’ inflazione, sottolinea l’ istituto di statistica, è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (che registrano un’ inversione di tendenza da +1,2% a -2,7%) e dei servizi (che rallentano la loro crescita da +1,0% a +0,6%); tali andamenti sono stati solo in parte compensati dall’ accelerazione dei prezzi dei beni alimentari (da +0,4% a +1,2%) e dei tabacchi (da +1,5% a +2,5%). L’ inflazione di fondo, prosegue Istat, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rimangono stabili a +0,7%. La variazione congiunturale dell’ indice generale è dovuta all’ aumento dei prezzi dei tabacchi (+2,3%) e in misura minore dei beni alimentari (+0,4%), solo in parte compensato dalla diminuzione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-2,2%). L’ inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’ indice generale e a +0,2% per la componente di fondo. Nell’ Eurozona, secondo la stima effettuata dall’ Eurostat, l’ inflazione si è attestata a marzo allo 0,7% su base annua, evidenziando un calo rispetto al l’ 1,2% di febbraio e allontanandosi dal target del 2% fissato dalla Banca centrale europea. L’ emergenza coronavirus “conferma i propri effetti dirompenti sull’ economia, e se da un lato abbatte i prezzi nel comparto energetico e dei carburanti, dall’ altro fa impennare i listini degli alimentari”, commenta il Codacons. La “nostra preoccupazione è che si stiano verificando negli ultimi giorni forti speculazioni sui listini dei generi alimentari, confermate dalle segnalazioni che stanno pervenendo al Codacons da parte dei consumatori, con rincari dei prezzi su larga scala che non appaiono in alcun modo giustificati”, avverte il presidente Carlo Rienzi. L’ Ufficio Studi di Confcommercio parla invece di “un dato in larga parte atteso, in considerazione del brusco rallentamento dell’ economia che ha coinvolto in primo luogo la domanda di energetici e larga parte dei servizi (per i quali in molti casi l’ andamento dei prezzi è frutto di stime”. “Soprattutto durante l’ emergenza, – aggiunge – la stabilità dei prezzi sostiene il valore del reddito disponibile e dei risparmi. Anche per questa ragione i provvedimenti di supporto al sistema produttivo e alle famiglie devono essere ben progettati: è necessario che agli ingenti trasferimenti e alle importanti iniezioni di liquidità corrisponda il funzionamento e l’ integrità delle principali filiere produttive, al fine di evitare un eccesso di pressione della domanda che potrebbe comportare, nel breve termine, sfavorevoli tensioni inflazionistiche”.

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