«A che servono i ventilatori?» La frase costa cara a Pallaria
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fonte:
- Gazzetta del Sud
passo indietro dopo il servizio in tv di “report”
Catanzaro Una frase racchiude meglio di altre il senso di precarietà e il caos che regna attorno alla disastrata sanità calabrese. «Io non mi sono mai interessato di edilizia sanitaria, di attrezzature sanitarie, quindi è una cosa che io mi occupo di altre cose. In questo frangente siamo stati catapultati quindi se lei mi dice: “Che cos’ è un ventilatore?” Io non le saprei nemmeno dire». A parlare così, davanti alle telecamere della trasmissione Report, è Domenico Pallaria. Che è sì capo della Protezione civile calabrese, ma anche di altre svariate emergenze calabresi: Lavori pubblici, infrastrutture, rifiuti, nuovo ospedale di Vibo Valentia. È stata una ricostruzione per lunghi tratti non inedita, ma non per questo meno efficace, quella operata lunedì sera dalla trasmissione di RaiTre. Si parla di ospedali fantasma, di altri che funzionano a singhiozzo per via del personale che manca. Ma si affronta soprattutto il tema dell’ emergenza sanitaria determinata dal coronavirus. Pallaria, chiamato a gestire la crisi assieme al dirigente del dipartimento Salute Antonio Belcastro, ammette di non essere un esperto. E quando le telecamere di Report chiedono alla governatrice Jole Santelli il perché di questo incarico conferito a chi sostiene di non conoscere le funzioni di un ventilatore polmonare, la risposta è la seguente: «Chi avrei dovuto nominare?». Al termine di una giornata convulsa, comunque, la governatrice ha chiesto e ottenuto le dimissioni dello stesso Pallaria (l’ interim è passato a Fortunato Varone) per stoppare ogni polemica in una fase delicatissima come quella attuale. E anche se la formula scelta dal protagonista è un po’ diversa («ho rimesso il mandato nelle mani della presidente»), la sostanza non cambia perché la Protezione civile calabrese ha già un nuovo responsabile. Tutto questo, come era prevedibile, è bastato per innescare la polemica politica. Dal Movimento 5 Stelle il commento più duro: «Pallaria deve dimettersi». Per i pentastellati il super dirigente, capace di restare in sella con i vari Chiaravalloti, Loiero, Scopelliti, Oliverio e Santelli, «alla luce di queste considerazioni, di quanto emerso nella trasmissione di servizio pubblico Report e dalle stesse disarmanti ammissioni del dirigente regionale Pallaria da poco nominato a capo dell’ emergenza Covid, ci si chiede se non sia il caso di valutare un avvicendamento alla guida della Protezione Civile calabrese con una figura di maggiore e comprovata esperienza sul campo. Auspichiamo – aggiungono i portavoce Laura Ferrara, Anna Laura Orrico, Elisa Scutellà, Alessandro Melicchio, Massimo Misiti, Riccardo Tucci e Giuseppe Fabio Auddino – che la presidente Santelli non rimanga indifferente al grido di stupore e indignazione levatosi da cittadini e addetti ai lavori sulla vicenda e che affronti prontamente la questione, poiché di questione dirimente si tratta». Si fa sentire pure il Pd attraverso il capogruppo in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua: «Non c’ era bisogno di Report né di Giletti per capire lo sperpero di denaro pubblico dovuto ad una gestione allegra della sanità calabrese in questi ultimi 30 anni, di cui 10 di commissariamento. Le dichiarazioni del dirigente della protezione civile testimoniano invece la disorganizzazione e l’ improvvisazione che guida la politica nelle scelte di responsabilità. È imbarazzante per i calabresi e dovrebbe essere mortificante per chi ha compiuto tali scelte». Sulla stessa linea ci sono pure il segretario regionale della Uil, Santo Biondo, e altre associazioni il Codacons. Un crescendo di attacchi fino all’ epilogo: Pallaria da ieri non è più il capo della Prociv calabrese. an.ri.
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