28 Marzo 2020

Scoppia il caso nidi privati

 

GALLARATE – «Non dimenticatevi di noi», è l’ appello che si alza da varie categorie a denunciare una mancanza di tutele e debolezze messe a dura prova dall’ emergenza virale. Al coro si aggiungono anche gli asili nido, in particolare quelli privati, le cui difficoltà sono di seguito illustrate da Isabella Bisanzio, titolare di un nido attivo da vent’ anni a Gallarate e da un secondo, approdato meno di un anno fa a Castano Primo, senza avere però finora avuto grande fortuna, al punto che ormai è lei stessa a darne per certa la prossima chiusura. «Quando sentiamo che il Codacons invita a non versare le rette dei nidi abbiamo la misura dell’ abbandono che stiamo vivendo», attacca Isabella, che ricorda come i nidi privati si spartiscano in genere l’ offerta con i corrispettivi comunali, più tutelati. «Per il mese di marzo, chi come me aveva previsto l’ eventualità di sospendere il servizio per un periodo prolungato, ha potuto chiedere da contratto il versamento di metà della retta che ancora ci consente di onorare gli affitti ed evitare il fallimento. In compenso abbiamo garantito un servizio on-line che propone negli stessi orari le stesse attività di prima, canzoni, lingue, attività motorie, solo ovviamente da remoto. Con le famiglie ci siamo insomma venuti incontro di buon grado, ma capisco che alla lunga anche una retta dimezzata diventi un problema. Chiediamo perciò che venga riconosciuto il bonus nidi preesistente allo stato di emergenza ma vincolato alla frequenza. Se venisse tolto in via eccezionale tale obbligo il rimborso dimezzerebbe ulteriormente la retta e si andrebbe quindi a pagare un quarto del totale». Intanto, il suo come altri nidi ha sospeso le buste paga e chiesto la cassa integrazione per i dipendenti all’ 80% dello stipendio per 90 giorni: «Ma ancora non sappiamo se sarà accettata». Il problema, assicura Isabella, si fa sentire in quei nidi che, sempre come il suo, non abbiano alcuna convenzione con il comune. Diverso è invece il discorso riguardante i nidi comunali: «Molti comuni hanno deciso per la sospensione della retta e messo le educatrici in ferie».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this