22 Marzo 2020

D e c a r o – s c e r i ff o spopola in Cina

BARI. Il «metodo Decaro» per disincentivare assembramenti e convincere, anzi costringere, i baresi a tornare a casa anziché stare in giro a bivaccare, sta spopolando anche all’ estero. Dopo aver fatto il giro dei Tg italiani e del , prima in lacrime davanti ai locali chiusi e poi mentre manda via giovani da un parco cittadino e da una spiaggia, i video del sindaco di Bari, Antonio Decaro, sono arrivati in Cina e in Spagna e lunedì il primo cittadino rilascerà una intervista al «Wall Street Journal». Durante il tg dell’ emittente spagnola LaSexta, la giornalista, parlando della situazione coronavirus in Italia e ricordando che più di 50mila persone sono state multate per non aver rispettato le restrizioni imposte dal Governo, porta l’ esempio del sindaco Decaro. «Il sindaco di Bari, la capitale della regione Puglia, nel sud dell’ Italia – dice la giornalista -, pattuglia zone verdi, parchi giochi e aree per il tempo libero per ordinare agli irresponsabili di andare a casa». Anche la tv cinese ha rilanciato uno dei video del sindaco, quello nel quale Decaro manda a casa le persone che prendono il sole e giocano sulla spiaggia barese di «Pane e pomodoro». Il video è stato riproposto integralmente con la voce di Decaro sottotitolata in cinese. Intanto, a fronte delle tantissime violazioni registrate sul territorio al divieto di spostamenti imposto come misura di contenimento del coronavirus, il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, tra cui le procure competenti per la Puglia, in cui si chiede di indagare i responsabili per il reato di concorso in epidemia. «Chiediamo alla magistratura di attivarsi anche in Puglia contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi giorni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa chiudendo negozi e attività – spiega il presidente Carlo Rienzi – In tutta Italia si ha notizia di assembramenti ingiustificati nei parchi, sulle panchine, su litorali e spiagge e in altri luoghi pubblici, e di cittadini che continuano a uscire di casa senza averne alcuna necessità. Costoro vanno identificati e verso di loro le Procure dovranno agire per il reato di concorso in epidemia. Anche chi fa jogging, in assenza di preciso certificato medico che prescriva attività sportiva all’ aperto, incorre nello stesso reato».

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