I medici di famiglia: «Abbiamo difficoltà a contattare il servizio epidemiologico»
-
fonte:
- La Sicilia
Mascherine che mancano, le ipotesi di materiale requisito dalla Protezione civile, con medici e infermieri dei reparti sensibili lasciati a mani nude a combattere contro il virus e infine anche la carenza di tamponi tra tutto il personale sanitario in prima linea sempre a contatto con i malati Covid, per di più alla luce di una indiscrezione captata in ambienti medici che racconta che alcuni tamponi sarebbero stati effettuati anche in alcuni reparti su pazienti ricoverati per altre patologie che sarebbero, però, risultati positivi. Un dato che potrebbe confermare che soprattutto negli ospedali servirebbero tamponi «a tappeto» per evitare che questi possano diventare autentici lazzaretti.Ma in questa confusione generale per la guerra a un nemico invisibile c’ è anche la burocrazia che ci mette lo zampino. Ieri e nei giorni precedenti c’ era tra i medici forte malumore per il ritardo nella consegna dei referti dei tamponi e non certo perché gli ambulatori non lavorassero a ritmo serrato, ma perché appare quantomeno inverosimile che ancora oggi gli unici laboratori abilitati a livello regionale a fare i tamponi ufficiali siano soltanto i due policlinici di Palermo e Catania ( Solo adesso si apprende che da oggi dovrebbero scendere in campo i laboratori delle strutture sanitarie private).Così ieri pomeriggio si attendeva ancora il referto del tampone di una cassiera di un market catanese trasportata in ospedale. Ritardi forse causati dalla mole di lavoro, mentre la Regione soltanto adesso avrebbe emanato un decreto ad hoc per i laboratori.Paradossale che anche l’ Asp deputata a fare i tamponi in casa dei sospetti malati effettui soltanto il prelievo del tampone che poi viene inviato al Policlinico per l’ esame e l’ ufficializzazione del caso. E’ chiaro che in questo caso anche i tamponi potrebbero essere falsati da un carico di lavoro non indifferente.. Addirittura si sostiene che in alcuni ospedali i risultati di tamponi sarebbero arrivati dopo 72 ore, mentre il virus ovviamente non attende i tempi di questa burocrazia.Il Codacons sprona la Regione. Intanto l Codacons Medici, preso atto delle numerose segnalazioni da parte dei medici di famiglia sulle difficoltà di contatto (via telefonica o via mail) con il servizio di epidemiologia delle Asp della Regione per il sempre maggiore numero di casi di contagio e di conseguenti contatti sospetti e ciò nonostante il notevole impegno di tali servizi, chiede all’ assessore Razza «l’ Immediato potenziamento dei servizi di epidemiologia impiegando i medici Asp addetti ad altri servizi o i medici Inail e Inps e la modifica immediata delle linee guida nel rapporto tra epidemiologia ed medici di famiglia che dovrebbero in particolare segnalare i sospetti contatti meritevoli di isolamento con immediata esecutività in merito senza attendere il consenso da parte di tali servizi e ciò in attesa o di eventuale silenzio assenso (se decisione condivisa) o di non condivisione con successiva modifica del provvedimento da parte dell’ epidemiologia. Tutto ciò consentirebbe un minore sovraccarico di epidemiologia ed un più pronto contenimento del contagio».G. Bon.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: Coronavirus, mascherine, medici
