Niente rimborso hotel di Favaro «denunciato» dall’ Ucraina
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fonte:
- Corriere del Veneto
Il viaggio era stato prenotato a gennaio e ora, vista la situazione nazionale e internazionale, non si potrà più fare. Ma, per l’ albergo di Favaro Veneto che aveva fermato le camere, nessun rimborso è dovuto, neppure se a chiederlo è il console ucraino. E, allora, anche il consolato si è rivolto al Codacons. Il tour era stato organizzato con un’ agenzia di viaggi del posto e avrebbe coinvolto 80 bambini e 15 adulti, che non si sarebbero fermati solo nel Veneziano ma avrebbero toccato varie località italiane. Con il blocco dei viaggi, consolato e agenzia hanno annullato tutto e hanno chiesto alle varie strutture il rimborso dei depositi; tutti hanno accettato, tranne l’ albergo di Favaro, a cui erano stati versati circa 600 euro. «Nonostante le richieste verbali, telefoniche e via mail sia da parte dell’ agenzia che da parte nostra, l’ hotel ha negato il diritto al rimborso del deposito versato – spiega il console generale Roman Goriainov – senza fornire giustificazioni né indicazioni di legge per il mancato diritto al rimborso». La protesta è arrivata anche nella casella postale dell’ Associazione veneziana Albergatori, che ha subito risposto: «Abbiamo appena ricevuto la comunicazione del console al quale spiegheremo che non possiamo intervenire nel caso specifico – rimarca il direttore Claudio Scarpa – in quanto non si tratta di un nostro socio e quindi non può essere rappresentato dall’ Associazione veneziana albergatori». Intanto Codacons ha deciso di muoversi: se l’ hotel non provvederà ai sensi del codice del turismo a rimborsare le somme richieste, si prepara ad avviare una causa contro l’ albergo con possibile denuncia penale in Procura. Ieri sono invece continuate le denunce contro chi non rispetta i dettami della quarantena e viene sorpreso fuori casa sprovvisto di autocertificazione (e motivo valido): tre sono stati scoperti dai carabinieri in calle del Magazen, a Cannaregio, nascosti con addosso un grammo di marijuana; i militari hanno staccato denunce anche a Martellago, Mirano e Marghera. Sono invece stati i vigili di Jesolo a fermare altri tre «fuggitivi»: di questi, uno aveva con sé 60 grammi di «erba», emersi proprio grazie ai controlli approfonditi che sono seguiti alla verifica dell’ autocertificazione, abbastanza per vedersi staccare una seconda denuncia, per possesso di sostanze stupefacenti.
gi. co.
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