«Registrata una impennata delle sindromi para influenzali»
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fonte:
- La Sicilia
Giuseppe BonaccorsiNon è il caso finora di far cresce l’ allarme più di quanto ce n’ è e i casi segnalati potrebbero essere tutti riconducibili alla coda dell’ influenza. Ma il dato che emerge da una chat tra molti medici di famiglia della provincia e della città deve far pensare. Secondo questo tam tam sul web ogni medico di famiglia aderente alla chat avrebbe cominciato a segnalare dai 4 ai 5 casi da sindromi para influenzali esplosi in questo fine settimana e soprattutto nelle ultime 24-48 ore rispetto ai dati dei giorni precedenti.Il numero secondo alcuni infettivologi potrebbe, però, essere collegato anche all’ aumento della psicosi nei pazienti colpiti da piccoli sintomi, che ormai anche al minimo colpo di tosse chiamano al medico di riferimento, ma i medici di famiglia aggiungono che sì questo è possibile e non è il caso ancora di allarmarsi, ma nella maggior parte dei casi segnalati questi presenterebbero insorgenza di febbre che varia da 37,5° sino a 38-39° e poi tosse. «E siccome per noi in questo momento e in casi del genere potrebbe trattarsi anche di Covd abbiamo segnalato i numeri al servizio epidemiologico delll’ Asp perché ci sembra che sia un dato significativo». ha spiegato un medico raggiunto per telefono. I medici generici aggiungono che ovviamente non possono dire con certezza se questa insorgenza è causata dai cosiddetti rientri in Sicilia, frutto di una scellerata scelta di quei cittadini che non rispettano le regole, ma anche questa supposizione non può essere esclusa a priori e andrebbe approfondita. A questo punto i medici si sono limitati a imporre ai pazienti con sintomi un isolamento preventivo dagli altri componenti della famiglia, con la salvaguardia soprattutto dei soggetti fragili. Inoltre è stato prescritto ai malati un antipiretico e la raccomandazione di chiamare immediatamente il medico di riferimento qualora dovessero insorgere difficoltà respiratorie «Certo è – ha concluso un medico catanese -che questo dato per noi è sospetto».«Secondo i medici di famiglia catanesi – ha aggiunto il dott. Antonio Rizzo del Codacons – a questo punto l’ atteggiamento corretto che ogni cittadino dovrebbe adottare è quello di indossare una mascherina perché oltre a potere essere egli stesso un veicolo infettivo anche la persona che abbiamo davanti potrebbe essere un agente infettivo per di più visto che aumentano i casi di soggetti asintomatici. Insomma non sono soltanto i casi conclamati ad essere infettivi. Un errore tattico gravissimo per la lotta al virus – puntualizza iil dott. Rizzo – ed ecco perché noi medici di famiglia eravamo sin dall’ inizio a favore di mascherine per i medici e per tutti i pazienti per evitare che l’ epidemia dilagasse». Intanto Lo Snami in una nota spiega che «Il vaso è colmo, adesso basta». Quello che ha messo in subbuglio la categoria, «che è quotidianamente a rischio contagio, ma senza però fare affidamento su adeguate misure di sicurezza, è che queste mascherine sono garantite, invece, al personale ospedaliero».«Visto il progredire del contagio anche in Sicilia – si legge in una nota del sindacato – e la superficialità con cui le autorità sanitarie competenti hanno lasciate inascoltate le nostre richieste di maggiore sicurezza, non concedendoci nemmeno una mascherina, abbiamo deciso di assumere un atteggiamento di disobbedienza civile nei confronti di quanto non è previsto per legge nel nostro contratto di lavoro. Gli studi dei medici di famiglia, a seguito della chiusura arbitraria di ambulatori e uffici pubblici, sono stati presi d’ assalto da pazienti, che necessitavano solamente di un’ esenzione, accalcandosi nelle sale d’ aspetto degli studi medici e adducendo il pericolo del contagio». Appaiono inaspriti anche i rapporti con l’ Azienda sanitaria provinciale. Aggiunge lo Snami: «Ci è stata richiesta da parte dell’ Asp la disponibilità a collaborare e non ci siamo sottratti, ma non c’ è stata reciprocità…».
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