6 Marzo 2020

La viabilità cambia nel rione Bellavista e parte la diffida

Ennesima inversione del senso di marcia a Bellavista e la città si spacca. Sullo sfondo una battaglia vinta dagli esercenti, che questo cambio l’ hanno caldeggiato, ma soprattutto la guerra appena innescata dai cittadini che invece sono del tutto contrari all’ inversione. E il conflitto scoppia tra Comune e Codacons perché a Palazzo de Nobili è già pervenuta la diffida attraverso la quale il Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti di utenti e consumatori punta a mantenere lo status quo in via Nuova e via De Seta. Tanti i dubbi esposti rispetto a istanze che avrebbero letteralmente azzerato le risultanze del periodo di sperimentazione e della valutazione dei flussi di traffico. Ecco perché la diffida è arrivata anche sui tavoli del comandante della Polizia municipale e del prefetto. E la Prefettura si è già mossa. Una delegazione del comitato del no è stata ricevuta dal viceprefetto che della questione parlerà con il numero uno dell’ Ufficio territoriale di governo e che – questa la promessa – farà in modo che i cittadini siano ricevuti dal sindaco. Una garanzia, la sua, che comunque non fa abbassare la guardia al Codacons che anzi rilancia: «Riterremo responsabile il sindaco e le sigle delle associazioni, che hanno esercitato pressioni intollerabili, nel caso si dovessero verificare incidenti. Tante sono, d’ altronde, le segnalazione portate al vaglio del vicepresidente nazionale, Francesco Di Lieto, da parte di chi boccia la scelta in base alla quale via Nuova e via De Seta diverranno percorribili “a scendere”, in uscita da corso Mazzini e fino a viale dei Normanni. Nel mirino di Codacons e cittadini finisce così la frequenza dei cambi che continua nonostante – è scritto nella diffida – «la Polizia municipale abbia registrato un pericolo creato dai veicoli che percorrono, a velocità più sostenuta, Bellavista in discesa». Rischi anche per i pedoni, dunque, ma ciò che sembra non andare proprio giù al Codacons è quel sì che il Comune sembrerebbe aver detto su pressione di alcune associazioni di categoria. Il timore, insomma, è che «il consenso conti più della sicurezza». Da qui la scelta di sposare la battaglia di oltre 200 famiglie preoccupate. Sì, perché le pressioni di alcuni commercianti sarebbero in totale antitesi rispetto alla sintonia che sulla vicenda si registra tra le preoccupazioni dei residenti e le valutazioni dei vigili urbani. Oltretutto il fronte dei commercianti non sarebbe poi così compatto. Qualche crepa si intravvede perché tra chi vive a Fondachello, Bellavista e Stratò prevale l’ amarezza per non essere stati coinvolti in una decisione che li costringe a «circumnavigare il centro storico». an.sc. I residenti del quartieresono stati ricevutiieri dal viceprefetto.

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