5 Marzo 2020

Calcio blindato

ROMA Lo scudetto a porte chiuse. La Lega calcio vive malissimo l’ imposizione, ma visto il propagarsi del virus malefico non ci sono altre strade. Giocare senza tifosi uccide lo spettacolo però è l’ unica soluzione per riuscire a portare in fondo la stagione. Alcuni presidenti (più di altri) non hanno nascosto il mal di pancia. Lotito, nelle eterne quattro ore in cui è durato un velenoso e tormentato Consiglio di Lega nella sala presidenziale del Coni a Roma, ha sbraitato e battuto i pugni contro l’ ipotesi di traslocare la ventisettesima giornata al 13 maggio, facendo prevalere lo scorrimento del calendario. Ma soprattutto, interpretando una bozza del decreto governativo finita nelle sue mani, si era fatto l’ idea che il prefetto di Roma avrebbe potuto aprire le porte per le partite della Lazio e dei giallorossi. La solita Lega: spaccata alla meta. Si è discusso di tutto, di incassi persi e di rimborsi. Alla fine il presidente Dal Pino, esasperato, ha minacciato le dimissioni se non si fosse arrivati a un accordo. Così il ristretto comitato si è allineato (l’ assemblea non si è svolta perché mancava il numero legale). Anche l’ Inter, rappresentata da Marotta e Antonello, dopo le altre 19 ha benedetto con senso di responsabilità la nuova ipotesi di calendario pur con una serie di distinguo. Ma parlare di unità sarebbe un controsenso. Oggi dagli uffici milanesi di via Rosellini dovrebbe uscire il nuovo calendario. Juventus-Inter, la partita più attesa dell’ anno, traslocherà ancora, tornando domenica sera alle 20.45. La Lega è uscita dall’ infuocato Consiglio con due bozze della prossima giornata, quella dei sei recuperi. La prima ricalcava quella fatta trapelare un paio di giorni fa, con il derby d’ Italia e altre tre gare di lunedì, come se si potesse giocare a porte aperte. L’ altra, più realistica, in linea con quanto sta accadendo, è quella che vedrà la luce: sabato sera si giocherà Samp-Verona alle 20.45; domenica Milan-Genoa alle 12.30, Sassuolo-Brescia e Parma-Spal alle 15, Udinese-Fiorentina alle 18 e Juventus-Inter alle 20.45. Il calendario resta una specie di sudoku con due grandi interrogativi: dove sistemare il recupero Inter-Sampdoria, un cruccio per Marotta, Conte e tutta l’ Inter, e le due semifinali di ritorno di Coppa Italia perché, dopo Juve-Milan, è stata rinviata anche quella tra il Napoli e i nerazzurri per volere del prefetto e c’ è chi sussurra su pressioni del club di De Laurentiis. Gira una suggestiva quanto folle idea di farle giocare in estate. Siamo all’ assurdo che la Lega, per trovare date, dovrebbe tifare contro Juve e Inter nelle Coppe. Un’ incongruenza figlia di un calendario saturo e di un peccato originale: si doveva cominciare la stagione in anticipo, agli inizi di agosto, lasciandosi una sorte di paracadute. Ora invece si litiga su tutto, senza tenere conto della gravità della situazione. E siccome il decreto governativo chiude gli stadi, ma consiglia e non impone le porte chiuse come unica soluzione per andare avanti, la confindustria del pallone ha chiesto alla Federcalcio, dopo un vertice pomeridiano in Via Allegri, di assumersi l’ onere del provvedimento. E il presidente Gravina, con grande senso di responsabilità, non si è tirato indietro. Quindi ogni casella sta andando al suo posto. Ma resta un forte senso di precarietà, che sta scoraggiando i tifosi alle prese con soldi spesi nei biglietti e rimborsi che in alcuni casi non arriveranno. Il Codacons, l’ associazione che tutela i consumatori, minaccia una maxi class action contro i club. Caos, dunque. E per almeno un mese. Il decreto del premier Conte vale sino al 3 aprile e chiude le porte del campionato per le prossime tre giornate. Ma inevitabilmente sarà allargato alle gare delle coppe europee: anche Juve-Lione di Champions del 17 marzo sarà senza tifosi, così come Inter-Getafe e Roma-Siviglia due giorni dopo. L’ Uefa si adegua alle disposizioni dei vari Paesi. E in Italia il calcio, adesso, è chiuso. «Però almeno si ricomincia», dice Marotta. E sembra davvero l’ unica buona notizia.
monica colombo

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