Conto da 200 milioni Brescia, no rimborsi per tessere e biglietti
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fonte:
- Giornale di Brescia
il dato calcio a porte chiuse: la perdita stimata il codacons pronto alla battaglia con i club
Calcio a porte chiuse, una scelta che non piace a tutti: a mugugnare sono soprattutto i club delle serie inferiori che affidano gran parte dei loro introiti proprio ai botteghini. Senza contare ovviamente tutto l’ indotto che gira intorno allo stadio: dai bar che si trovano dentro l’ impianto o nelle immediate vicinanze, ai ristoranti, fino agli ambulanti che vendono panini, bibite, gadget. Un mondo di piccolo commercio che verrà messo in ginocchio. Senza contare le immancabili proteste per il fatto che dieci club di serie A non prevedono il rimborso dei biglietti, né degli abbonamenti. Tra queste anche il Brescia, oltre ad Atalanta, Genoa, Inter, Juventus, Lecce, Roma, Sampdoria, Spal e Udinese. Sull’ argomento è già intervenuta l’ Antitrust, ora è sceso in campo anche il Coda Tifosi. Niente stadio e no rimborso cons che chiede alle società di restituire ai tifosi il prezzo del biglietto o la quota dell’ abbonamento. Il Sole 24 ore stima che giocare le partite a porte chiuse per Serie A, B e C da qui a fine stagione potrebbe comportare una perdita di ricavi stimata trai 150 e i 200 milioni (aggiungendo anche i ricavi derivanti da gare europee). In cambio, scrive il quotidiano, il governo potrebbe riconoscere un aiuto pubblico ai club. //
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