29 Febbraio 2020

BRACCIO DI FERRO SULLE PORTE CHIUSE

il consiglio dei ministri intenzionato a prorogare fino all’ 8 marzo il decreto che vieta l’ ingresso degli spettatori negli stadi delle regioni a rischio. altre otto partite senza tifo
CALCIO ROMA Le porte restano chiuse. E non solo per questo week-end ma si andrà avanti così anche la prossima settimana. Dunque fino all’ 8 marzo compreso. Questo è quanto emerso dal Consiglio dei Ministri andato avanti fino alla tarda sera di ieri. Respinti i buoni propositi che il mondo dello sport, e specialmente il calcio, avevano consegnato nelle mani del ministro Vincenzo Spadafora che aveva portato in Aula la mozione per far terminare il decreto venerdì 6 marzo. Niente da fare, due ministri in particolar modo si sono schierati contro. A dire il vero, sotto suggerimento di qualche governatore, si è anche parlato di rinviare le gare nelle zone a rischi. Troppo più importante la salute e soprattutto la par condicio con il resto delle attività presenti nelle regioni interessate dall’ emergenza. Il calcio aveva tentato di aprirsi un varco. Nella mattinata di ieri sono andati in scena una serie di incontri tra Spadafora e il presidente del Coni Malagò e con i rappresentanti di Figc, Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Dilettanti, associazione Calciatori e associazione Arbitri, nel corso delle quali tutti gli interlocutori hanno dimostrato grande responsabilità, consapevolezza e volontà di collaborazione. Le porte chiuse in mezzo campionato, 6 partite su dieci questa giornata e 7 su dieci la prossima (se confermate le restrizioni nelle sette regioni), non piacciono e creano enormi problemi non solo economici, ma anche di immagine in tutto il mondo. Specialmente in una stagione dove la lotta scudetto è più accesa che mai. Giocare Juventus-Inter, un big match con vista tricolore senza tifosi oltre ad un mancato incasso di quasi 5 milioni di euro è un danno alla reputazione a livello planetario che mette ancor di più in cattiva luce il nostro Paese già guardato con molta diffidenza. La Juve ha fatto fortissime pressioni sui vertici per far riaprire le porte dello Stadium. Tentativo inutile perché il Governo non ha cambiato la sua posizione. Anzi. Anche la prossima giornata di campionato e il turno di coppa Italia tra Juve e Milan di mercoledì sera si disputerà senza tifosi. L’ Udinese, che gioca oggi a porte chiuse contro la Fiorentina, ha tentato invano di rinviare l’ incontro. SALVA SPORT Secondo l’ esecutivo, è fondamentale in questo particolare momento di crisi la tutela delle categorie dell’ indotto, che altrimenti sarebbero ulteriormente penalizzate da un mancato introito economico. Niente da fare Le gare a porte chiuse di questo week-end sono: Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e come detto la partitissima scudetto Juventus-Inter domenica sera. Senza tifosi anche il posticipo di lunedì tra Samp e Verona inizialmente salva in quanto il decreto in principio aveva scadenza primo marzo. Vietata la trasferta per i tifosi dell’ Atalanta a Lecce. Il prossimo turno si dovrebbe dunque giocare senza tifo: Spal-Cagliari, Bologna-Juventus, Atalanta-Lazio, Verona-Napoli, Genoa-Parma, Inter-Sassuolo e Torino-Udinese. Di nuovo c’ è però che la prossima settimana dovrebbe essere emanato un decreto salva sport con aiuti economici per le varie federazioni. Calcio compreso. CASO RIMBORSI Le chiusura delle porte ha portato anche un’ altra grana per i club, i possessori di biglietti e abbonamenti hanno diritto al rimborso: «Eventuali clausole contenute in condizioni di abbonamento o di vendita – scrive il Movimento per i consumatori – non possono derogare tale principio, previsto dal Codice Civile (artt.1463 e 1464)». L’ Inter, difatti, ha già comunicato le modalità di rimborso per il match di Coppa con il Ludogorets di giovedì scorso, così come il Milan per la gara contro il Genoa. Resta aperto invece il caso della Juve che non vuole predisporre il rimborso per i tagliandi del big match con l’ Inter di domenica sera. Il Codacons minaccia di denunciare il club bianconero: «La Juventus – sostiene Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione dei consumatori – rischia di rispondere del reato di appropriazione indebita». Emiliano Bernardini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this