13 Febbraio 2020

L’ allarme della Sicilia: adesso rischiamo l’ isolamento

preoccupazione espressa pure da musumeci, codacons e assoturismo
Air Italy ferma i motori, la Sicilia perde sette rotte, si riaccendono i timori sulla carenza di collegamenti e sul carobiglietti: è l’ effetto domino provocato dall’ improvvisa liquidazione dell’ ex Meridana, coinvolta nell’ Isola con tre voli su Palermo e altri quattro su Catania. Il governatore della Regione siciliana, Nello Musumeci, preoccu pato per il «triste epilogo» del vettore sardo e per le «inevitabili conseguenze in termini di disagi nella mobilità e di incertezze tra i lavoratori dipendenti», ha già chiesto al ministro competente in materia «di creare una occasione di confronto sul trasporto aereo in Italia e, in particolare, sul basso livello di accessibilità alla nostra Isola». Su questo fronte, prosegue Musumeci, «apprendo dalla stampa notizie di alcune iniziative da parte di privati finalizzate alla creazione di nuove compagnie, anche in Sicilia. Guardiamo a tali tentativi con rispetto e attenzione. Dal canto suo, il governo regionale ha av viato, da tempo, altri contatti, senza tuttavia nasconderci le difficoltà del mercato. Ma abbiamo almeno il diritto di provarci». Il riferimento è ad Autolinee siciliane, il nuovissimo vettore che ha già annunciato i primi voli a partire da giugno, ma anche all’ intenzione, da parte della Regione, di creare una compagnia di propria iniziativa – idea ribadita qualche giorno fa dall’ assessore al Turismo, Manlio Messina. Intanto, da Roma, il viceministro alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, conferma al nostro giornale «l’ interesse di Ryanair ad acquisire Air Italy, anche se mancano ancora i contorni dell’ of ferta. Seguiremo con attenzione la trattativa. La liquidazione della compagnia sarda è stata una doccia gelata, ma per le destinazioni siciliane non credo ci saranno ripercussioni sul costo dei biglietti. In ogni caso, il decreto legge sulle tariffe sociali è in dirittura d’ arrivo: entro l’ inizio dell’ estate tanti siciliani voleranno a prezzi scontati». Francesco Tanasi, segretario del Codacons, sente invece già odore di rincaro, tanto che «fra qualche settimana potremmo assistere alle stesse scene vissute lo scorso Natale, con biglietti a costi esorbitanti. Meno voli, infatti, significa più domanda per le tratte rimaste, dun que, un inevitabile rincaro nell’ offerta. Per carenza di collegamenti e caroprezzi l’ Isola è in stato d’ emergenza. L’ Esecutivo deve intervenire subito». Preoccupato per la liquidazione di Air Italy anche Vittorio Messina, presidente di Assoturismo e di Confesercenti Sicilia, «perché togliere sette rotte a una regione tagliata fuori dall’ alta velocità, mentre l’ estate si avvicina, significa infierire un altro durissimo colpo ai trasporti e al comparto ricettivo del territorio. Sembra quasi che il Sud Italia, da Salerno in giù, non interessi a nessuno». (*ADO*)

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