Flotta a terra dopo 56 anni Air Italy si ferma, 1.200 esuberi
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fonte:
- la Repubblica
la compagnia ha scelto la via della liquidazione ma fino al 25 febbraio collegamenti assicurati
ROMA – Air Italy getta la spugna. Dopo 56 anni di storia, iniziata nel 1963 con la livrea Alisarda e poi Meridiana, la compagnia chiude e va in liquidazione. Il governo – colto di sorpresa – si ritrova l’ ennesimo problema da risolvere: ci sono 1.200 posti di lavoro a rischio, oltre ai collegamenti da e verso la Sardegna. La compagnia ha infatti annunciato che fino al 25 febbraio non ci saranno problemi per i passeggeri in possesso di un biglietto. Dopo quella data gli utenti – che il Codacons calcola in 35 mila persone saranno riprotetti da altre compagnie. In alternativa potranno chiedere la restituzione integrale del prezo dei biglietti. Ieri mattina il cda di Air Italy ha annunciato di voler scrivere la parola fine per la compagnia, mettendola in liquidazione: i soci della linea aerea fondata dall’ Aga Khan e dal 2017 ceduta di fatto al colosso del Golfo Qatar Airways, hanno deciso di mollare e chiudere senza procedere ad un impegnativo rilancio della società che sarebbe costato almeno 200 milioni di euro per il solo 2020. Finisce nel peggiore dei modi, dunque, il sogno di Air Italy di mettere all’ angolo Alitalia, oggi in amministrazione straordinaria e in attesa di una soluzione definitiva. Anzi, i numeri di Air Italy fanno il paio con la crisi Alitalia, compagnia dieci volte più grande per passeggeri e flotta, ma con gli stessi problemi di rilancio. Air Italy, in tre anni, non è riuscita a mantenere le promesse, come il pareggio di bilancio. Anche la sfida lanciata ad Alitalia, con i collegamenti a basso costo verso gli Usa, è fallita. Una strategia di espansione costosa e perdente che ha creato solo grattacapi a Air Italy, vista la reazione furibonda di un nutrito gruppo bipartisan di senatori statunitensi che nei mesi scorsi hanno protestato contro l’ astuta mossa del proprietario occulto Qatar Airways. I voli di Air Italy, infatti, sono ufficialmente italiani visto che il colosso del Golfo – a causa della stringente legislazione europea – ne possiede il 49% contro il 51% dei soci tricolori. Ma la “testa” si trova nel Golfo Persico. A questo pasticcio si aggiunge lo smacco dei tre Boeing 737 Max entrati in flotta nei mesi scorsi; giusto in tempo per essere confinati a terra, in seguito alle tragedie della Lion Air e della Ethiopian. In queste ore i due liquidatori Enrico Laghi (già commissario Alitalia e Ilva) e Franco Lagro, dovranno gestire le spoglie della linea aerea. Mentre i soci Alisarda e Qatar Airways, si sono impegnati a garantire il pagamento di tutti i creditori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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