4 Febbraio 2020

L’ Asp ha predisposto una circolare Il Papardo struttura di riferimento

l’ ex primario di malattie infettive, mondello: «protocolli attivati» l’ assessore calafiore: «giusta prevenzione ma senza allarmismi»
Emanuele Rigano Impennata nella vendita delle mascherine, perché anche a Messina molte farmacie sono state prese d’ assalto rimanendo addirittura sprovviste per l’ incontrollata e inconsueta (rispetto ai regolari trend) richiesta. Una psicosi da coronavirus, secondo la maggior parte degli esperti immotivata: ma da Roma alla Regione e a cascata negli enti locali si sta cercando di farsi trovare pronti se si dovessero registrarsi casi. «In città la struttura di riferimento è il Papardo», nello specifico l’ unità “Malattie infettive”. Lo rivela il dottor Lorenzo Mondello, che sino a poco tempo fa la dirigeva, tanto che nella circolare dell’ Assessorato regionale alla Salute del 29 gennaio risulta ancora il suo nome, non essendo stato individuato un sostituto ufficiale. «Lo Spallanzani di Roma resta il centro di riferimento se dovessero essere accertati casi, ma negli ospedali di distretto è necessario l’ alto isolamento respiratorio. Il protocollo vuole che i malati saltino il passaggio dal Pronto soccorso e se gli operatori del 118, ricevendo una chiamata, avvertissero un sospetto fondato di malattia da coronavirus, vadano in ospedale direttamente nel reparto in cui vi è l’ isolamento respiratorio per evitare che facciano il triage. Al Papardo era stato allestito all’ epoca per la Sars ma non è mai stato, fortunatamente, utilizzato». Attivo comunque anche il presidio del Policlinico, che vanta tre posti in isolamento a pressione negativa. Tutti i presidi Asp, invece, sono stati dotati di mascherine di ultima generazione Ffp3 ed è stato disposto l’ uso di guanti e tute da usare nell’ eventualità di casi sospetti. Ma fin qui, è giusto, sottolinearlo, non vi è stato alcun allarme. A proposito dell’ Asp, nelle prossime ore dovrebbe essere diffusa nelle strutture pubbliche ma non solo, un vadevecum definito e sottoposto la scorsa settimana prefettura e comune. «Ho incontrato il direttore generale dell’ Asp, che ha predisposto una specifica circolare – ha fatto sapere l’ assessore comunale Alessandra Calafiore – proprio perché a loro spettano competenza e operatività primaria sul campo. Attendiamo di riceverla in modo da darne diffusione e fare la nostra parte a livello di prevenzione e informazione. Con cautela, senza creare allarmismi». A differenza di altri distretti, come quelli di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta e Genova-Savona, non sono state invece predisposte direttive particolari dall’ Autorità di sistema portuale dello Stretto. «Non abbiamo competenze specifiche, l’ obbligo della libera pratica sanitaria, quindi della richiesta della visita a bordo le navi, ce l’ hanno solamente quelle imbarcazioni che provengono da paesi extra Ue, oppure da paesi sotto osservazione sanitaria o ancora per situazioni particolari, comunque soggetta a controllo del Ministero della Salute attraverso le Usmaf – ha spiegato il presidente Mario Mega -. Stiamo comunque cercando di monitorare la situazione con la Capitaneria di porto, più che altro perché la prossima nave da crociera arriverà il 15 febbraio. Ma non sono previsti rafforzamenti dei controlli». Codacons Sicilia:«Stop intolleranza» «Contro la psicosi da coronavirus e atti di intolleranza verso la comunità cinese» una delegazione di dirigenti regionali e volontari del Codacons in Sicilia hanno pranzato in un ristorante cinese a Catania. «Abbiamo deciso di compiere un gesto simbolico – spiega la coordinatrice Sara Seminara – per combattere fake news e bufale e per contrastare i crescenti casi di intolleranza che si sono verificati in alcune città. L’ allarme sta infatti provocando un danno economico ingente a negozi e ristoranti asiatici, da cui gli utenti si tengono immotivatamente lontani nella errata convinzione che tali luoghi possano essere veicoli di contagio, ma soprattutto sta generando atti di intolleranza verso la comunità cinese, estremamente pericolosi e da stroncare sul nascere».

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