Sanremo, per Benigni 300 mila euro e scoppia il caso dei maxi-compensi
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fonte:
- Il Messaggero
IL FESTIVAL Più economico di John Travolta e Jennifer Lopez, più caro di Sharon Stone e Hugh Grant. Le prime indiscrezioni circolate ieri sul cachet di Roberto Benigni, ospite della serata del 6 febbraio a Sanremo sarebbero, secondo il Codacons, «decisamente esagerate». La cifra in questione si aggirerebbe secondo quanto rivelato dal sito Dagospia – intorno ai 300.000 euro, un gettone importante, circa la metà di quanto concesso ai conduttori nella storia recente di Sanremo, Amadeus e Baglioni inclusi. Cosa farà esattamente l’ attore sul palco dell’ Ariston non è stato ancora rivelato, anche se Amadeus in conferenza stampa ha parlato di «qualcosa che resterà nella storia della televisione», invitando il pubblico «a prestare la massima attenzione alla sua partecipazione». Per il Codacons i 300mila euro a Benigni sarebbero una «cifra spropositata se si considera il ridimensionamento dei costi dell’ azienda, che dovrebbe rendere pubblici i compensi di ospiti e conduttori». A favore dell’ attore le cui performance medie nelle sue apparizioni televisive, suggerisce il festival, non sono mai durate meno di 40 minuti – gioca il gradimento riscosso presso il pubblico, che, tradotto nella lingua televisiva, corrisponde a un incremento del valore della pubblicità. Quando nel dicembre 2014 andò in onda su RaiUno con I Dieci Comandamenti, Benigni fece nove milioni di telespettatori e il 33% di share: più di quanto avesse totalizzato il Sanremo di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. In quell’ anno, il 2014, il cachet di Benigni aveva rischiato di sfiorare i quattro milioni (cifra mai confermata), praticamente il doppio di quanto ricevuto nel 2012 per lo show sulla Costituzione, La più bella del mondo, un milione e 800.000 euro. IL PARAGONE Ma i 300.000 euro che sarebbero stati richiesti per Sanremo 70 dall’ attore stupiscono ancora di meno, se paragonati alla cifra incassata dallo stesso Benigni, quest’ anno, per lo show Benigni c’ è di Rai 2. Immagini di repertorio pagate dalla Rai, direttamente all’ attore, che detiene il controllo sui propri diritti di immagine, 160.000 euro. «Come in tutti i grandi eventi i conti si fanno comparando i costi con i ricavi è stato ieri il commento dell’ associazione di esperti di marketing e comunicazione IAA International Advertising Association Sanremo è un’ industria che produce oltre 30 milioni di euro solo di raccolta pubblicitaria. Se da un lato ha buon senso essere attenti con le spese, dall’ altro bisogna investire per mantenere attrattivo l’ evento. Rai sta operando con giudizio. Benigni è un premio Oscar e un artista conosciuto nel mondo, può valere un mezzo cachet di qualsiasi rockstar». Ma il Codacons, «pronto a rivolgersi alla Corte dei Conti contro qualsiasi spreco di denaro pubblico», punta il dito anche contro le altre cifre trapelate in questi giorni: i presunti 140mila richiesti dalla sempre più lontana dall’ Ariston Georgina Rodriguez (poco meno di quanto prese Dustin Hoffman nel 2004) e i 50.000 euro per Antonella Clerici. LA BATTUTA Assume intanto un tono involontariamente grottesco la battuta con cui Benigni annunciò da Fabio Fazio la sua prossima partecipazione al festival, da cui manca dal 2011: «Sono l’ unico nome confermato a Sanremo, nemmeno Amadeus è certo», disse. E quelle parole rischiano di diventare realtà, con il balletto dei cachet a rallentare le trattative e il caso Cally ancora in stallo, con il fronte dei cantanti (uomini e donne) in maggioranza a favore della partecipazione e la politica ancora nettamente contro. Ilaria Ravarino © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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