17 Gennaio 2020

Raggi difende il blocco dei diesel e firma lo stop anche per oggi

di Laura Barbuscia Cresce l’ incubo delle polveri sottili nella Capitale. Il blocco straordinario dei veicoli a gasolio, compresi i diesel Euro 6 – che doveva concludersi ieri – è stato prolungato ad oggi, sempre dalle 7,30 alle 10,30 e dalle 16,30 alle 20,30. L’ effetto della misura restrittiva imposta dal Campidoglio, nelle prime 72 ore, è stato praticamente nullo. I livelli di Pm10 continuano a non diminuire. Anzi, ad aumentare. E si confida nelle variazioni meteorologiche. Eppure, secondo il presidente della Commissione mobilità, Enrico Stèfano, lo stop allo smog « ha reso la città più vivibile. E le attese in fermata per i bus, con meno macchine, si sono dimezzate da 40 a 20 minuti». Virginia Raggi difende la sua scelta, glissa sulle polemiche e punta sull’ obiettivo della tutela della salute pubblica: «Se non intervenissimo, la situazione peggiorerebbe e il ritorno alla normalità sarebbe più lontano » . E a chi ribatte che i motori diesel Euro 6 non inquinano, la sindaca risponde postando analisi e grafici degli esperti capitolini. Ma «il blocco delle auto diesel Euro 5 ed Euro 6 a Roma – spiega l’ Unione petroliera – evita l’ immissione in atmosfera di 30 chili di Pm10, vale a dire appena lo 0,15% del totale immesso giornalmente nella capitale da tutte le fonti inquinanti ». Inoltre, «pulizia e manutenzione delle strade cittadine – aggiunge l’ Up – darebbero risultati di gran lunga superiori». Dati per dati, l’ Up cita quelli di Stoccarda che «a fronte di un triplicarsi del numero di giorni di lavaggio delle strade, ha registrato una riduzione del 60% dei superamenti delle concentrazioni giornaliere del Pm10». Gli ultimi dati – validati dall’ Arpa Lazio – del resto lasciano poco spazio alla speranza: martedì scorso, primo dei tre giorni di stop della circolazione ai diesel, dentro la Fascia verde, si sono verificati sforamenti in 9 centraline su 13. Mentre, il giorno prima, senza i provvedimenti restrittivi, erano otto su tredici le centraline che monitorano l’ aria con i livelli fuorilegge. Non è andata meglio neppure l’ altro ieri, quando è stato registrato un aumento in quasi tutte le stazioni di misurazione, con il picco di via Tiburtina, dove si è passati dai 67 microgrammi di martedì ai 74 di mercoledì. Cresce lo smog, insomma. E con questo anche la rabbia degli utenti. C’ è chi parla di patto di fiducia tradito tra la Pubblica amministrazione e i cittadini: «Questo provvedimento – spiegano gli artigiani di Cna – è stato preso a pochi mesi di distanza dall’ adozione di una norma che vieta l’ accesso in città a tutti i veicoli diesel fino a Euro 3, obbligando gli imprenditori a sostenere costi per decine di migliaia di euro, senza incentivo alcuno e senza specificare che in caso di emergenza i diesel Euro 6 sarebbero stati comunque penalizzati». Molti gli utenti, sostenuti da Codacons, che hanno deciso di contestare le multe o provare a farsi riconoscere un danno da risarcire, o semplicemente per pretendere un chiarimento. « Al momento dell’ acquisto mi sono state garantite le basse emissioni del motore e la possibilità di circolare anche nei casi di limitazioni legate all’ inquinamento – sintetizza la questione Alfonso – Lunedì scorso ho scoperto che anche la mia auto non può circolare » . Altro paradosso: i mezzi pubblici (bus e auto della polizia locale) vanno a gasolio. Oltre il danno, la beffa. E dalla prossima domenica altro blocco: tornano le domeniche ecologiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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