Rassegna stampa del 30 dicembre 2019
Saldi: Codacons,saranno un flop totale; acquisti in calo 10%
Spesa media scende a 145 euro. Solo 40% italiani farà compere
ROMA
(ANSA) – ROMA, 30 DIC – I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che prevede una “pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti”. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre – spiega il Codacons in una nota – la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. – “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”.(ANSA).
>>>ANSA/ Primi saldi dal 2 gennaio, spesa media 145-179 euro
Sicilia al via, altre regioni il 4-5. Codacons,flop vendite -10%
ROMA
(di Laura Cafaro) (ANSA) – ROMA, 30 DIC – Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un “flop totale” con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Per questo, l’organizzazione dei consumatori liquida come “inutili e obsoleti” i saldi di fine stagione che “andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: “se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi – spiega l’associazione – quest’anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’articolo desiderato”. Nel periodo dei saldi, poi, “il rischio dell’inganno è sempre dietro l’angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta”, avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinario’ che quello scontato e di “diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%”.(ANSA).
Msn, 30/12/2019 19:14
Saldi invernali al via dal 4 gennaio, ecco il calendario. Codacons: “Saranno un flop totale”
© Internet (altro) Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. Ultimi giorni di shopping natalizio: tanta gente, ma acquisti in frenata «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Per questo, l’ organizzazione dei consumatori liquida come «inutili e obsoleti» i saldi di fine stagione che «andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce». Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: «se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi – spiega l’ associazione – quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’ articolo desiderato». Nel periodo dei saldi, poi, «il rischio dell’ inganno è sempre dietro l’ angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta», avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinariò che quello scontato e di «diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%».
giornaledisicilia.it, 30/12/2019 19:12
Saldi invernali 2020, la Sicilia si prepara al 2 gennaio: flop per il Codacons
“Flop totale” per i saldi invernali in partenza in Sicilia il prossimo 2 gennaio. Ad affermarlo il Codacons che prevede anche una riduzione del numerodi consumatori che deciderà di fare acquisti e della spesa media. “Il Black Friday di fine novembre ha portato migliaia di siciliani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi – inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perchè i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività”. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni, i saldi invernali “si tradurranno in una debacle totale”: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -15% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 130 euro, stima il Codacons. Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 35% dei siciliani approfitterà degli sconti. In tale contesto i saldi di fine stagione “appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il black friday che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”, conclude Tanasi. © Riproduzione riservata.
Il Fatto Nisseno, 30/12/2019 19:01
Saldi, Sicilia si prepara al 2 gennaio. Codacons: “Flop totale annunciato”
palermo – i saldi invernali in partenza il prossimo 2 gennaio in sicilia
PALERMO – I saldi invernali in partenza il prossimo 2 gennaio in Sicilia “saranno un flop totale”, e si ridurra’ sia il numero di consumatori che decidera’ di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. “Il Black Friday di fine novembre ha portato migliaia di siciliani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi – inoltre la partenza degli sconti cosi’ ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perche’ i portafogli dei consumatori sono stati gia’ svuotati dalle festivita’”. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni, i saldi invernali “si tradurranno in una debacle totale”: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -15% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 130 euro, stima il Codacons. Diminuisce inoltre il numero di cittadini che decidera’ di fare compere durante i saldi, e appena il 35% dei siciliani approfittera’ degli sconti. In tale contesto i saldi di fine stagione “appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il black friday che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facolta’ di scegliere quando e come scontare la propria merce”, conclude Tanasi.
TeleBorsa, 30/12/2019 18:43
economia
Saldi invernali, Codacons prevede pesante flessione
complice il black friday, quest’ anno le famiglie spenderanno l’ 1,3% in meno rispetto al 2019, sottolinea anche federconsumatori
(Teleborsa) – Scaldano i motori i saldi invernali – al via in Sicilia già il 2 gennaio, mentre nelle altre regioni si parte il 4 o il 5 gennaio – che “saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media”. Ad affermarlo il Codacons , che prevede una “pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti”. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre – precisa il Codacons nella nota – la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale : solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. – “In tale contesto – si legge ancora – i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati, per fare posto sia a iniziative come il “Black Friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Secondo le rilevazioni dell’ O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, gli acquisti verranno effettuati dal 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 milioni di famiglie) e l’ andamento delle vendite sarà in lieve calo: rispetto allo scorso anno si registrerà una diminuzione del -1,3%, per una spesa media di 179,20 euro per ogni famiglia. Un calo – sottolinea Federconsumatori – ascrivibile specialmente all’ andamento delle vendite in occasione del Black Friday : se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi, quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi il capo desiderato.
Ansa, 30/12/2019 18:19
Saldi dal 2 gennaio, spesa media 145-179 euro
sicilia al via, altre regioni il 4-5. codacons,flop vendite -10%
Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un “flop totale” con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. Primi saldi dal 2 gennaio, spesa media 145-179 euro “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Per questo, l’ organizzazione dei consumatori liquida come “inutili e obsoleti” i saldi di fine stagione che “andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: “se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi – spiega l’ associazione – quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’ articolo desiderato”. Nel periodo dei saldi, poi, “il rischio dell’ inganno è sempre dietro l’ angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta”, avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinario’ che quello scontato e di “diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%”.
ilmattino.it, 30/12/2019 18:17
Saldi invernali al via dal 2 gennaio, il Codacons: «Saranno un flop totale»
Saldi al via: gli sconti inizieranno dal 2 gennaio in Sicilia, Valle d’ Aosta e Basilicata, il 4 gennaio in tutte le altre regioni italiane tra cui il Lazio. Saldi invernali, sconti al via dal 4 gennaio E arrivano già le prime polemiche: secondo il Codacons i saldi invernali saranno un « flop totale » , e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Il Codacons prevede una «pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti». «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre – spiega il Codacons in una nota – la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». – «In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il »black friday« che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce». Ultimo aggiornamento: 17:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA.
corriereadriatico.it, 30/12/2019 18:14
Saldi invernali al via dal 2 gennaio, il Codacons: «Saranno un flop totale»
Saldial via: gli sconti inizieranno dal 2 gennaio in Sicilia, Valle d’ Aosta e Basilicata, il 4 gennaio in tutte le altre regioni italiane tra cui il Lazio. E arrivano già le prime polemiche: secondo il Codacons i saldi invernali saranno un « flop totale » , e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Il Codacons prevede una «pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti». «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre – spiega il Codacons in una nota – la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». – «In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il »black friday« che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce». Ultimo aggiornamento: 17:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Msn, 30/12/2019 17:51
Saldi invernali al via dal 2 gennaio, il Codacons: «Saranno un flop totale»
Saldi al via: gli sconti inizieranno dal 2 gennaio in Sicilia, Valle d’ Aosta e Basilicata, il 4 gennaio in tutte le altre regioni italiane tra cui il Lazio. Saldi invernali, sconti al via dal 4 gennaio E arrivano già le prime polemiche: secondo il Codacons i«»
Patrimoni e Finanza, 30/12/2019 17:27
Saldi invernali, Codacons prevede pesante flessione
(Teleborsa) – Scaldano i motori i saldi invernali – al via in Sicilia già il 2 gennaio, mentre nelle altre regioni si parte il 4 o il 5 gennaio – che “saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di.
ilmessaggero.it, 30/12/2019 17:17
Saldi invernali al via dal 2 gennaio, il Codacons: «Saranno un flop totale»
Saldi al via: gli sconti inizieranno dal 2 gennaio in Sicilia, Valle d’ Aosta e Basilicata, il 4 gennaio in tutte le altre regioni italiane tra cui il Lazio. Saldi invernali, sconti al via dal 4 gennaio E arrivano già le prime polemiche: secondo il Codacons i saldi invernali saranno un « flop totale » , e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Il Codacons prevede una «pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti». «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre – spiega il Codacons in una nota – la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». – «In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il »black friday« che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
(Sito) Adnkronos, 30/12/2019 16:33
Saldi invernali, Codacons: “Sarà flop totale”
I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce” conclude Rienzi. Infine, come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. è improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) girare. nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) consigli per gli acquisti. cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) negozi e vetrine. non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. la merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. è rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) pagamenti. nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) fregature. se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. conclude il Codacons. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.
Abruzzo , 30/12/2019 16:25
SALDI FLOP: CODACONS, BLACK FRIDAY E NATALE ANNULLANO VENDITE DURANTE SCONTI
Pubblicazione: 30 dicembre 2019 alle ore 16:03L’ AQUILA – I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione.”Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”.Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti.”In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il ‘black friday’ che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”.Infine, come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza:1) conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.2) le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. è improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.3) girare. nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.4) consigli per gli acquisti. cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.5) diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.6) servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto.7) negozi e vetrine. non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. la merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.8) prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. è rimesso alla discrezionalità del negoziante. il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.9) pagamenti. nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.10) fregature. se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
New Sicilia, 30/12/2019 16:25
Sicilia, i saldi invernali 2020 “saranno un flop totale”: il Codacons lancia l’ allarme
Ascolta audio dell’ articolo PALERMO – I saldi invernali in partenza il prossimo 2 gennaio in Sicilia saranno un flop totale , e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons , che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. ” Il Black Friday di fine novembre ha portato migliaia di siciliani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Segretario Nazionale Francesco Tanasi -. Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti “. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -15% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 130 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 35% dei siciliani approfitterà degli sconti. ‘ In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il ‘Black Friday’ che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce ‘ conclude Tanasi. Infine, come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza : conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile , ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). si hanno due mesi di tempo , non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto; le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce ‘saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. è improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori; nei giorni che precedono i saldi è bene andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi; consigli per gli acquisti: cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio (così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose delle quali non si aveva alcun bisogno), valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche), pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità, diffidare dei marchi molto simili a quelli noti ; diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto; servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto; non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato . Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno: la merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce; prova dei capi : non c’ è l’ obbligo, ma il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati ; nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi , senza oneri aggiuntivi; se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons , oppure chiamate i vigili urbani .
redazione newsicilia
Corriere di Ragusa, 30/12/2019 16:09
Codacons: “I saldi invernali dal 4 gennaio saranno un flop totale”
“i saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media”: ad affermarlo il codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. “il black friday di fine novembre – si
“I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media”: ad affermarlo il Codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. “Il Black Friday di fine novembre – si legge nella nota – ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti. Gli acquisti durante il periodo di sconti – prosegue il comunicato – faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il ‘black friday’ che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti – conclude il Codacons – la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce’.
New Sicilia, 30/12/2019 15:35
L’ arcivescovo, sulla sua moto, invita i giovani a non correre
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Ragusa Oggi, 30/12/2019 15:23
I saldi invernali? Secondo il Codacons saranno un flop: “Meglio abolirli e fare promozioni tutto l’ anno”
I saldi invernali in partenza il prossimo 2 gennaio in Sicilia saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. “Il Black Friday di fine novembre ha portato migliaia di siciliani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Segretario Nazionale Francesco Tanasi – Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -15% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 130 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 35% dei siciliani approfitterà degli sconti. “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce” conclude Tanasi. Infine, come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. è improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) girare. nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) consigli per gli acquisti. cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) negozi e vetrine. non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. la merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. è rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) pagamenti. nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) fregature. se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
secoloditalia.it, 30/12/2019 15:18
“Due ministri all’ Istruzione è uno spreco di soldi”. Esposto del Codacons
dopo l’ addio di fioramonti, il governo giallorosso ha deciso di spaccare il ministero dell’ istruzione a metà. raddoppiando i dicasteri e i conseguenti costi. uno per la scuola e l’ altro per università e ricerca. complimenti al m5s che voleva ridurre i costi della politica. complimenti anche al pd che predica
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Cesena Today, 30/12/2019 14:52
Shopping a prezzi scontati, conto alla rovescia ai saldi invernali: le informazioni ed i consigli utili
per il corretto acquisto degli articoli in saldo, si ricordano alcuni principi di base
La caccia all’ affare partirà nel lungo ponte dell’ Epifania. Scattano sabato 4 gennaio e si protrarranno fino a mercoledì 4 marzo i “saldi invernali”. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, si ricordano alcuni principi di base. In primis la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’ obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Non c’ è l’ obbligo della prova dei capi. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Per quanto concerne i pagamenti, le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’ adesivo che attesta la relativa convenzione. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. Vige l’ obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Shopping intelligente: i consigli anti-fregature Prima dei consueti giri di shopping è utile conoscere le regole stilate dal Codacons per evitare fregature e acquistare in tutta sicurezza reclamando i propri diritti nel caso ce ne sia bisogno. Conservate sempre lo scontrino – Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Le vendite devono essere realmente di fine stagione – La merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Girate – Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. A volte basta qualche giro in più per evitare l’ acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Consigli per gli acquisti – Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Negozi e vetrine – Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Prova dei capi – Non c’ è l’ obbligo, è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti – Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Fregature – Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
Soverato.com, 30/12/2019 14:33
Botti di Capodanno, il Codacons chiede ai sindaci calabresi ordinanza per vietarli
Non si tratta solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, anche prescindendo dalle disgrazie, costituisce un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali. E’ bene precisare – sottolinea il Codacons – che tutti i botti sono pericolosi, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali ed usati correttamente. Senza considerare gli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo giorno dell’ anno ovunque si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo. Ricordiamo che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’ aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, soggetti asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’ inquinamento. È scientificamente dimostrata la correlazione tra i fuochi d’ artificio e patologie di tipo respiratorio che vanno dall’ asma a problemi cardiovascolari. La causa è proprio il peggioramento della qualità dell’ aria dovuto all’ emissione di sostanze inquinanti che compongono questi esplosivi. Inoltre, sempre secondo il Codacons, è accertato che i botti fatti scoppiare nelle vicinanze di un cane o di un altro animale, producono danni irreversibili. Una ragione in più perchè siano vietati. Alcuni Comuni hanno già deciso di porre uno stop alla scia di sangue che puntualmente si registra a Capodanno, emettendo ordinanze che vietano i botti. Chiediamo pertanto a tutti i sindaci calabresi di adeguarsi a questa misura di civiltà. Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – sostiene il Codacons – per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine.
ilfattoquotidiano.it, 30/12/2019 14:28
Sanremo 2020, “anche Rula Jebreal tra le donne del Festival”: impazza il totonomi. Ecco chi potrebbe salire sul palco dell’ Ariston
il sito dagospia aggiunge alla lista rula jebreal: “il conduttore avrebbe incontrato la settimana scorsa in un famoso hotel di milano la giornalista per chiederle di affiancarlo per una sera sul palco dell’ ariston”, scrive il sito diretto da roberto d’ agostino aggiungendo che la jebreal avrebbe dato la sua disponibilità. se l’ operazione andrà in porto lo scopriremo nei prossimi giorni
“Ho sempre detto che immagino un Sanremo imprevedibile e non avere una coppia fissa ma due donne diverse ogni sera va in questa direzione. Voglio serate che non siano una copia dell’ altra . Pescherò personaggi dal varietà, dal giornalismo dal gossip; un panorama completo di donne di vari mondi e ambienti differenti in modo che il pubblico a casa abbia qualcosa di diverso dalla sera precedente. Penso a un Sanremo numero 70 all’ insegna della donna”, ha dichiarato Amadeus in un’ intervista al Corriere della sera . Da settimane impazza il totonomi tra molti rumors e poche certezze. Il sito Dagospia aggiunge alla lista Rula Jebreal: “Il conduttore avrebbe incontrato la settimana scorsa in un famoso hotel di Milano la giornalista per chiederle di affiancarlo per una sera sul palco dell’ Ariston”, scrive il sito diretto da Roberto D’ Agostino aggiungendo che la Jebreal avrebbe dato la sua disponibilità. Se l’ operazione andrà in porto lo scopriremo nei prossimi giorni, certa invece la presenza di Antonella Clerici : “Penso proprio che ci andrò, andrò a trovare Amadeus anche solo per un’ ospitata”, ha spiegato al settimanale Oggi . Invito già arrivato durante Sanremo Giovani all’ intera giuria formata da Pippo Baudo , Gigi D’ Alessio , Carlo Conti , Piero Chiambretti e, appunto, Antonella Clerici . Nella lista dei desideri anche Monica Bellucci , ipotesi che l’ attrice in un’ intervista a La Stampa non ha smentito: “Mi hanno fatto una proposta molto carina, ma bisogna vedere i tempi: ci sono gli impegni di lavoro e soprattutto le mie bambine”. Non ci sarà Chiara Ferragni , il Codacons si era scatenato dopo i rumors circolati nelle scorse settimane. Sembra probabile l’ arrivo all’ Ariston per una sera di Diletta Leott a, resta calda anche l’ ipotesi Georgina Rodriguez , compagna del calciatore Cristiano Ronaldo. Sui social sono in molti a invocare l’ arrivo di Vanessa Incontrada , volto delle fiction Rai e già protagonista del varietà “Vent’ anni che siamo italiani” con Gigi D’ Alessio. In Riviera arriverebbero anche il duo femminile del Tg1, Laura Chimenti ed Emma D’ Aquino . Quest’ ultima dovrebbe condurre anche il Question Time, vale a dire la conferenza stampa quotidiana, in onda su RaiPlay. “Non è dieci ragazze per me, non c’ è un beato tra le donne. Ognuna di loro porterà e racconterà qualcosa, può essere una riflessione più impegnata oppure un momento di spettacolo più leggero e all’ insegna del divertimento. Il problema è che qualsiasi cosa tu faccia a Sanremo sei criticabile : c’ è sempre qualcuno che ti dice che la potevi fare meglio e in maniera diversa”, ha aggiunto il conduttore e direttore artistico della kermesse al Corriere della sera. Il prossimo 6 gennaio in una puntata speciale dei Soliti Ignoti saranno svelati i 22 big in gara, certa la presenza a Sanremo 2020 di Rosario Fiorello : “Come ha detto Amadeus ce lo eravamo ripromessi 30 anni fa, quindi vado con assoluto piacere. Spero di avere ancora lo stesso atteggiamento che ho avuto con VivaRaiPlay! . Io mi preoccupo sempre, invece vorrei andarmi a divertire. Che paura dobbiamo avere? In fondo stiamo facendo solo spettacolo.” Nel corso della sua ospitata a Che tempo che fa era invece arrivato l’ annuncio di Roberto Benigni : “Eccome se ci vado! Sono io che lo preparo, sono la cosa sicura, Amadeus non so se verrà! Quando mi dicono Sanremo per me è come dire Pinocchio, è una favola, è il 70esimo anniversario, è la festa degli italiani più bella, è veramente una favola! Sarà un Sanremo straordinario. ” Nel cast fisso per cinque sere, dal 4 all’ 8 febbraio, ci sarà Tiziano Ferro : “Che giornata pazzesca! Ebbene sì, farò parte del cast di Sanremo. 5 sere, ogni sera qualcosa che sto – stiamo pensando! Grazie Amadeus per aver pensato a me”, ha twittato il giorno dell’ ufficialità. Prima di continuare Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’ abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’ informazione libera ed indipendente. Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it. Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana. Grazie, Peter Gomez Diventa sostenitore Articolo Precedente Domenica In, Paolo Fox svela l’ Oroscopo 2020 e a Mara Venier prevede il Festival di Sanremo 2021.
AgenPress, 30/12/2019 14:01
Istruzione, Codacons: da raddoppio ministeri aumento costi per la collettività
Agenpress . Lo sdoppiamento del Ministero della pubblica istruzione comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese in capo alla collettività. Ad affermarlo il Codacons , che annuncia per domani un esposto alla Corte dei Conti affinché apra una indagine per verificare eventuali danni erariali. “Sdoppiare il dicastero dell’ istruzione è una follia, inutile e costosa, che porterà ad un aumento dei costi della macchina burocratica – spiega il presidente Carlo Rienzi – Oggi il Ministero in questione costa oltre 59 miliardi di euro all’ anno, e lo sdoppiamento tra scuola e università deciso dal Premier Conte determinerà un incremento generale dei costi, tra nuove sedi, uffici, personale, senza contare gli stipendi di ministri, dirigenti e capi di gabinetto, che faranno impennare i costi della politica a carico dei cittadini”. Per tale motivo il Codacons presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti affinché verifichi se il provvedimento deciso dal Presidente del Consiglio configuri uno spreco di pubbliche risorse con conseguente danno erariale. L’ associazione inoltre – che la notte del 31 dicembre diffonderà un video-denuncia dove il presidente Carlo Rienzi spiegherà tutte le criticità che nel 2020 attendono gli italiani – chiede al Capo dello Stato di non firmare il decreto di nomina dei due nuovi ministri, se la nuova misura voluta dal Premier non sarà a costo zero per la collettività.
Firenze Today, 30/12/2019 13:15
Weekend di sconti: al via i saldi
I saldi invernali 2020 inizieranno il 4 gennaio e dureranno sessanta giorni, dunque fino al 3 marzo successivo. Così, in conformità alla legge regionale in materia ‘Codice del Commercio’, stabilisce una delibera della Regione Toscana, approvata dalla giunta su proposta dell’ assessore competente Stefano Ciuoffo, riunita al completo con presidente Enrico Rossi. Il commento dei rappresentanti di categoria “Abbiamo ampiamente discusso, in questi anni, per arrivare ad una data unica su tutto il territorio nazionale e l’ abbiamo ottenuta; però, l’ inizio dei saldi invernali, a ridosso del Natale e a pochi giorni dall’ inizio della stagione invernale, rappresenta una beffa. – commenta Fabio Tinti Presidente Fismo Toscana – Oggi, la maggior parte delle persone preferisce aspettare l’ inizio dei saldi per acquistare capi pesanti e di maggior impatto sul budget familiare; limitandosi ad acquistare accessori e piccoli gadgets nel periodo natalizio, ciò a discapito e danno del fatturato delle imprese del settore”. Ed in un contesto di poca chiarezza, ognuno cerca di arrangiarsi come può: sms, finte vendite promozionali, cartelli ammiccanti e decine di altri stratagemmi al limite del principio di leale concorrenza; tutto ciò con il rischio di perdere il rapporto di fiducia con il cliente, o quantomeno di alterare uno dei principi cardine del lavoro degli imprenditori, quello della trasparenza. “Come Confesercenti sosteniamo, ormai da molti anni, che una data di inizio, delle vendite di fine stagione, così ravvicinata alle festività natalizie sia penalizzante per le imprese del settore; inoltre, è necessario un cambiamento della durata. – afferma Nico Gronchi Presidente Confesercenti Toscana – La nostra proposta è far partire i saldi realmente a fine stagione e con una durata limitata. Poi possiamo, anche, aprire una discussione su natura e modalità delle vendite promozionali, su chi deve effettuare i controlli necessari sul corretto svolgimento nel rispetto del principio di trasparenza nei rapporti dell’ utente finale; ma di fatto, senza l’ introduzione di una norma che ne regoli data e durata sarà molto difficile far ripartire le nostre piccole imprese”. “Oggi come mai prima d’ ora è necessario un cambiamento. Cambiare si può e si deve: riportare i saldi a fine stagione, limitarne la durata, rendere tutto chiaro e trasparente è semplice, è nell’ interesse di tutti, facciamolo! – conclude Nico Gronchi – E proprio in quest’ ottica le associazioni di categoria hanno avanzato una proposta di modifica all’ attuale legge sul commercio; per ottenere una modulazione delle sanzioni sul rispetto delle regole in ambito di vendite promozionali e trasparenza sui prezzi; con differenziazioni tra piccoli negozi, media e grande distribuzione”. Il decalogo per comprare con i saldi Decalogo Come ogni anno, infine, il Codacons mette in guardia i consumatori della regione da possibili fregature, e diffonde i consigli utili per fare acquisti in sicurezza durante i saldi: 1 Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2 Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3. Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’ acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. 4 Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. 5. Diffidate degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6 Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7 Negozi e vetrine . Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8 Prova dei capi : non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9 Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10 Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
Wall Street Italia, 30/12/2019 12:10
Crac bancari: ogni risparmiatore ha perso in media 34.427 euro
Dal caso Cirio agli scandali Parmalat, Veneto Banca e Popolare di Vicenza all’ ultimo della Banca Popolare di Bari. I crac bancari e finanziari degli ultimi anni, tra fallimenti e liquidazioni che si sono succeduti nel nostro paese e all’ estero, hanno trascinato nel baratro oltre 1,3 milioni di risparmiatori italiani, i quali hanno visto andare in fumo complessivamente più di 45,4 miliardi di euro investiti in azioni, obbligazioni e titoli vari. Così il Codacons che stima una perdita media di 34.427 euro a risparmiatore. Con il caso di Banca Popolare di Bari , l ‘associazione dei consumatori trae spunto per aggiornare i conti dei principali default registrati a partire dall’ anno 2000 e che hanno coinvolto le tasche degli italiani, cancellando i risparmi investiti. Si parte con i casi Bipop-Carire, Argentina e Cirio che tra il 2001 e il 2002 hanno coinvolto complessivamente più di 500mila risparmiatori italiani, passando per gli scandali Parmalat (2003, 110mila investitori) e Lehman Brothers (2008, 100mila investitori), fino ad arrivare ai più recenti Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza (2016, oltre 206mila investitori coinvolti). Banca Popolare di Bari ha bruciato fino ad oggi 1,5 miliardi di euro di risparmio dei 70mila soci attraverso l’ azzeramento del valore delle azioni, e al momento non si conosce il destino dei 213 milioni di euro investiti dai piccoli risparmiator i in obbligazioni della banca. Il conto totale per la collettività – dice il Codacons – è abnorme: dal 2001 ad oggi più di 45,4 miliardi di euro di risparmi sono letteralmente andati in fumo, e solo una minima parte di tali investimenti è stata poi recuperata dai piccoli risparmiatori. Ecco di seguito tutti i numeri del rapporto Codacons sui principali dissesti e fallimenti bancari e finanziari che hanno coinvolto i risparmiatori italiani dal 2000 ad oggi:
New Sicilia, 30/12/2019 10:42
“Attuazione dello Statuto Speciale della Regione Siciliana”: parla il Codacons Sicilia
PALERMO – Tra i doni di Natale che le famiglie siciliane hanno appena finito di scartare spicca la bozza di decreto legislativo che reca norme di ” Attuazione dello Statuto Speciale della Regione Siciliana ” che il 23 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha confezionato per ripianare in dieci anni il ” disavanzo derivante dagli effetti del riaccertamento straordinario “, sul quale l’ attività di controllo della Corte dei Conti ha accesso un faro.In merito a ciò prende parola il Codacons Sicilia, che afferma: “Posto che il disavanzo sembri in larga parte esser figlio delle eredità degli anni precedenti e senza dubitare della necessità di ricorrere alla dilazione decennale di 2 , 1 miliardi di euro per scongiurare il rischio default, quel che sorprende è la soddisfazione per il risultato ottenuto che la nostra classe politica ha espresso con toni quasi trionfalistici. Quale sia, in senso tecnico, il costo dell’ operazione è materia per gli economisti. Di sicuro è stato intimato ai nostri amministratori locali di ridurre la spesa con ‘provvedimenti controllati’ dallo Stato e di adottare precise misure entro i prossimi 90 giorni, altrimenti il disavanzo dovrà esser ripianato in 3 anni. Più che una misura di attuazione delle norme dello Statuto, sembra una chiara diffida che il Governo nazionale rivolge ai nostri politici con l’ imposizione di un regime di controllo”.Quel che si teme sono le conseguenze negative di ciò che già avuto parecchi problemi e gli investimenti non ne devono affatto risentire.”Tutto questo, però, non può non avere ripercussioni economiche, sociali e culturali – continua il Codacons – . Se, da un lato, l’ aumento del debito generalmente determina una contrazione dei consumi, dall’ altro lato, la riduzione della spesa non potrà di certo incentivare la politica degli investimenti , essenziali per lo sviluppo della Sicilia. Inoltre, il recente provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri, più che della diffida, ha il sapore del ricatto, dell’ ingerenza, del commissariamento, della continua erosione dei principi di libertà che contribuiscono ad alimentare quei sentimenti di rassegnazione e frustrazione che inducono ad abbandonare una terra che, da sola, possiede oltre un quarto del patrimonio artistico italiano. Con quest’ ultimo regalo di Natale è stata iscritta l’ ennesima ipoteca sul valore dell’ autonomia e sulla capacità di autogestione delle risorse dei Siciliani”.Le istituzioni locali sono comunque vicine alla problematica e si deve tener conto dei valori degli stipendi per i lavoratori.”Si apprezza, poi, che Musumeci e Armao – conclude il Codacons – , al termine della loro trasferta a Roma, abbiano dichiarato che non saranno effettuati tagli pesanti a carico delle fasce più ‘deboli’ della popolazione. Tuttavia, sul concetto di ‘debolezza’ è richiesto un chiarimento di carattere pratico, giacché la media delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti in Sicilia si aggira intorno ai 15mila – 16mila euro annui pro capite, rispetto ai 27mila della Lombardia (cfr. Il Sole 24 Ore – 2018) e una famiglia si considera ‘assolutamente povera se sostiene una spesa mensile per consumi pari o inferiore a tale valore monetario’ (cfr. ISTAT, dicembre 2018) . In attesa di ricevere le giuste rassicurazioni, quel che le famiglie siciliane si aspettano è il forte segnale di cambiamento, è la coraggiosa e vera attuazione dei principi dello Statuto cui la politica locale deve informare il proprio operato con spirito non più remissivo, ma pretensivo. L’ augurio, per il nuovo anno deve esser quello di non trattare più sui debiti che piegano le famiglie e i contribuenti siciliani, ma di discutere con schiena dritta dei crediti che la nostra Regione vanta nei confronti dello Stato”.Immagine di repertorio.
redazione newsicilia
Ragusa Oggi, 30/12/2019 09:09
Il Codacons alle forze dell’ ordine: “Un tour de force per sequestrare i botti pericolosi”
Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons scende in campo contro i botti di capodanno e chiede a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili Urbani un tour de force e uno speciale dispiegamento di forze per effettuare controlli e sequestrare i botti pericolosi in tutte le città. “Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – afferma Tanasi – Per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine”. Già molti comuni hanno risposto al nostro appello, emanando delibere che vietano i botti nella notte del 31 dicembre , ma occorre fare di più. Ogni 1 gennaio si fa la triste conta di vittime e feriti in Italia legati all’ uso di petardi e altri materiali fatti esplodere per festeggiare l’ arrivo del nuovo anno – conclude Tanasi.
Il Quotidiano della Calabria, 30/12/2019 05:40
codacons appello per la evitare disgrazie e tutelare bambini e anziani
«Fotografate e segnalate chi spara i botti»
«Non si tratta solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, anche prescindendo dalle disgrazie, costituisce un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali». A sottolinearlo, in una nota, il Codacons. «E’ bene precisare – si legge – che tutti i botti sono pericolosi, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali ed usati correttamente. Senza considerare gli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artifi cio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. Alcuni Comuni hanno già deciso di porre uno stop alla scia di sangue che puntualmente si registra a Capo danno, emettendo ordinanze che vietano i botti. Chiediamo pertanto a tutti i sindaci calabresi di adeguarsi a questa misura di civiltà.Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – sostiene il Codacons – per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine».
Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria), 30/12/2019 05:37
Vietare i botti per la fine dell’ anno
catanzaro Da un lato l’ appello ai calabresi, affinché non acquistino botti di fine anno, dall’ altro quello alle amministrazioni comunali perché li vietino tout court. È il Codacons a farsi portavoce di questa istanza, affermando che «si tratta di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi», ritenendola «una pseudomoda che, anche prescindendo dalle disgrazie, costituisce un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani e animali». L’ associazione per la tutela dei consumatori ritine senza mezzi termini che «tutti i botti sono pericolosi, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali e usati correttamente. Senza considerare – afferma – gli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio: infatti, anche quelli perfettamente esplosi senza inconvenienti provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili». Un dettaglio non di poco conto, evidenzia il Codacons: «Il primo giorno dell’ anno, ovunque si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo. Ricordiamo che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’ aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa – spiega ancora – che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, soggetti asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’ inquinamento». Del resto, per il Codacons «è scientificamente dimostrata la correlazione tra i fuochi d’ artificio e patologie di tipo respiratorio che vanno dall’ asma a problemi cardiovascolari. La causa è proprio il peggioramento della qualità dell’ aria dovuto all’ emissione di sostanze inquinanti che compongono questi esplosivi». C’ è poi l’ aspetto legato alla salute degli animali: «È accertato che i botti fatti scoppiare nelle vicinanze di un cane o di un altro animale, producono danni irreversibili. Una ragione in più perché siano vietati. Alcuni Comuni – sottolinea l’ associazione – hanno già deciso di porre uno stop alla scia di sangue che puntualmente si registra a capodanno, emettendo ordinanze che vietano i botti. Chiediamo pertanto a tutti i sindaci calabresi di adeguarsi a questa misura di civiltà». Prima rigaseconda rigaterza riga.
Gazzetta del Sud, 30/12/2019 05:36
Conte allo slalom di gennaio Il primo nodo è la prescrizione
il premier prepara il vertice della ripresa, ma resta l’ ombra sui possibili nuovi gruppi: m5s in agitazione, pd attendista
Michele Esposito ROMA Sarà la giustizia, e in particolare la prescrizione, la prima tappa dello slalom di gennaio di Giuseppe Conte. Tappa spinosissima, perché M5S, Pd e Iv viaggiano su binari lontanissimi e il rischio è che lo stallo sulla riforma Bonafede inquini sul nascere il confronto nel governo dal quale il presidente del Consiglio vuol far ripartire la sua agenda. Del resto, nonostante nella conferenza di fine anno abbia dato un suo netto imprinting alla direzione del governo giallorosso, la maggioranza resta fragile. Con l’ ombra del nuovo gruppo alla Camera che, nonostante l’ appello del premier a non destabilizzare, resta un’ ipotesi sul tavolo. Il capo del governo arriverà al vertice sulla giustizia previsto il 7 gennaio probabilmente dopo aver completato l’ insediamento di nuovi ministri alla Scuola e all’ Università e Ricerca Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi. La scelta dello spacchettamento, a livello numerico, avvantaggia il Pd e, allo stesso tempo, frena la possibile richiesta di un mini-rimpasto da parte dei Dem dopo le Regionali. Il Movimento, dal canto suo, si consola con la promozione della sua sottosegretaria, la deputata Azzolina. L’ indicazione trova il gradimento dei vertici e forse scontenta l’ ala ortodossa (tra i papabili c’ era anche il presidente della commissione Cultura Luigi Gallo) ma non dovrebbe creare ulteriori crepe in un Movimento dove, da giorni, è in atto un tutti contro tutti. Oggi è il “dissidente” Gianluigi Paragone a parlare. «Proveranno a espellermi, certo. Forse ce la faranno pure, ma poi metterò in evidenza che il collegio dei probiviri è composto da persone che sono incompatibili, come la ministra Dadone che non può essere ministro e probiviro insieme», attacca il senatore. Difficile, tuttavia, che Luigi Di Maio aumenti la tensione optando per espellere subito dissidenti e ritardatari sui rimborsi. Più facile che, almeno alla Camera, siano i dissidenti ad andar via. L’ ipotesi del gruppo «contiano», guidato da Lorenzo Fioramonti, resta concreta e potrebbe raccogliere almeno una decina di scontenti M5S ma, arrivare a quota 20 deputati – necessaria per avere l’ ok della Camera – non è semplice. E già fioccano smentite, come quelle di Nadia Aprile o di Mara Lapia, che sottolinea: «Il M5S è la mia casa e lo rivendico». Su due battaglie i pentastellati si mostrano uniti. La revoca delle concessioni a Autostrade e la riforma della prescrizione. Sul primo punto la linea di Conte sembra convergere con quella Di Maio: nessuno sconto ad Autostrade, ha spiegato il premier nell’ attesa che finisca l’ istruttoria. Ma lo scontro con Iv è alle porte. «Le cose vanno fatte bene, altrimenti l’ Italia perde credibilità: dobbiamo evitare di diventare una barzelletta perché nessuno investe in un Paese in cui si cambiano le regole in corsa. E poi dobbiamo preoccuparci di tutelare i lavoratori di Autostrade e garantire gli investimenti», avverte Maria Elena Boschi. Il Pd, invece, è in una posizione attendista. Codacons, esposto su doppio ministero «Lo sdoppiamento del Ministero della pubblica istruzione comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese in capo alla collettività», sottolinea il Codacons in un comunicato che annuncia per domani «un esposto alla Corte dei conti affinché apra una indagine per verificare eventuali danni erariali. Sdoppiare il dicastero dell’ istruzione è una follia, inutile e costosa, che porterà ad un aumento dei costi della macchina burocratica – spiega il presidente Carlo Rienzi – Oggi il Ministero in questione costa oltre 59 miliardi di euro all’ anno, e lo sdoppiamento tra scuola e università determinerà un incremento ulteriore».
Libertà, 30/12/2019 05:21
Il Codacons all’ attacco «Dividere il Miur costa»
Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento del Miur per dare vita ai due nuovi ministeri della Ricerca e dell’ Istruzione, dopo l’ addio di Lorenzo Fioramonti. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Grane anche sui due neoministri, che non hanno ancora prestato giuramento, in attesa dello spacchettamento. Lucia Azzolina (M5s), titolare in pectore della Scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di Ricerca e Università, è costretto alla difensiva. Il Tempo ha scritto che è sotto indagine per falso all’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», la replica. Il Codacons chiede intanto al capo dello Stato di non firmare le nomine se non a costo zero. «Lo sdoppiamento comporterà costi ingenti per i cittadini» sottolineal’ associazione.
Gazzetta di Parma, 30/12/2019 05:20
Due ministeri? Il Codacons è contro. Sì di Confindustria
3ROMA Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento – annunciato dal premier Giuseppe Conte – della ricerca dall’ istruzione, dopo l’ addio dell’ ormai ex ministro Lorenzo Fioramonti. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Grane anche sui due neo ministri che, peraltro non hanno ancora prestato giuramento – previsto per i primi di gennaio – in attesa che lo spacchettamento diventi legge. Lucia Azzolina (M5S), titolare in pectore della «branca» scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Anche Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di ricerca e Università, è costretto alla difensiva. Ieri «Il Tempo» ha ricordato che è sotto indagine per falso a L’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», replica. «Lo sdoppiamento comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese», sottolinea il Codacons che annuncia «un esposto alla Corte dei Conti per verificare eventuali danni erariali». «Sdoppiare il dicastero è una follia, inutile e costosa, che porterà ad un aumento dei costi – sostiene il presidente dei consumatori Carlo Rienzi – Oggi il Ministero costa oltre 59 miliardi di euro all’ anno, e lo sdoppiamento determinerà un incremento dei costi della politica a carico dei cittadini». Il Codacons pertanto chiede al Presidente della Repubblica di non firmare la nomina dei due nuovi ministri, «se la nuova misura non sarà a costo zero». . Apprezzamento per lo spacchettamento e la nomina di Manfredi, è arrivata da Confindustria.
Il Messaggero (ed. Umbria), 30/12/2019 04:40
Cenone, la tradizione vale 6 milioni
sold out 3 ristoranti su 4 e chi resta a casa opta per l’ asporto gli esperti: «spesa sentita, ma viene poco programmata» prezzi dei prodotti sull’ ottovolante: il salmone costa meno più cari merluzzo, ananas e clementine. l’ anno della faraona
CHE UMBRIA FA Per le feste vale la pena fare qualche strappo alla regola, non solo a tavola. Così anche per San Silvestro cresce la quota di persone che lo trascorre fuori casa spendendo fino a oltre 100 euro per cenone e veglione, mentre chi festeggia tra le mura domestiche, preferisce il take away. Secondo una stima di Fipe Confcommercio nella regione la spesa complessiva di questo fine anno si aggirerà sui 6 milioni di euro con tre ristoranti su quattro verso il tutto esaurito. Rispetto a dieci anni fa si è ridotta la quota del cenone fai-da-te per il quale questo dicembre ha regalato prezzi sull’ ottovolante. Per il pesce, il record di rincari spetta al merluzzo, più caro del 16% rispetto a un anno fa. In salita anche i prezzi di ananas (+12,3%), clementine (+35%), carciofi (+30%) e finocchi (+13%). Pressoché stabili i prezzi di salmone (-1,8%) e vongole (+1,8%), è meno cara l’ uva da tavola (-5%) e costano meno anche torrone e spumante: piccoli ritocchi verso l’ alto per cotechino e lenticchie. I costi per un menu di tradizione sono aumentati quasi dell’ uno per cento osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria mentre scende la spesa per i botti, trend che è cominciato da alcuni anni. La spesa media per famiglia per i giochi pirotecnici oscilla tra i 25 e i 30 euro. In tanti si muoveranno solo oggi, sia per rimpinguare la dispensa sia per organizzare la serata, in casa o nei locali. «Si tratta di una spesa molto sentita ma poco programmata, osserva Lucio Tabarrini, presidente Federcarni Confcommercio Umbria. «Basti pensare che per quanto riguarda la mia attività, le prenotazioni per il cenone da asporto tra sabato e domenica sono passate da 20 a 150. Questo a conferma che in tanti ci penseranno all’ ultimo momento. L’ idea di festeggiare e di uscire, per San Silvestro, è prevalente. In molti si organizzano per stare a casa di qualcuno o nei locali che nella maggior parte risultano pieni». Secondo Fipe Confcommercio, il 65,8% dei ristoranti domani sera sarà aperto e tra gli operatori c’ è ottimismo: tre su quattro ritengono «probabile il tutto esaurito» e solo il 24,4% dei ristoratori che appare scettico. Si calcola una spesa di 80 euro per il cenone ma c’ è chi arriverà a spenderne 105 considerando il veglione, per un giro d’ affari che in Umbria potrebbe superare i 5,8 milioni di euro. «Risulta invece più contenuta la spesa per il cenone fai-da-te aggiunge Tabarrini ma in occasione delle festività tutti almeno una volta un salto in negozio lo fanno, anche solo per acquistare cose particolari e di tendenza: il 2018 è stato l’ anno della galantina di pollo, quest’ anno è della faraona». Ma nessun derby carne-pesce. «Per i menù del 31 è un pareggio, ma occorre ricordare che se il pesce è di qualità, a un menu di mare per 2 persone, ne corrisponde uno per 4 di carne». Fabio Nucci.
Alto Adige, 30/12/2019 04:35
i due nuovi ministeri
Esposto del Codacons «Sdoppiare costa caro»
ROMA. Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento del Miur per dare vita ai due nuovi ministeri della Ricerca e dell’ Istruzione, dopo l’ addio di Lorenzo Fioramonti. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Grane anche sui due neoministri, che non hanno ancora prestato giuramento, in attesa dello spacchettamento. Lucia Azzolina (M5s), titolare in pectore della Scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di Ricerca e Università, è costretto alla difensiva. Il Tempo ha scritto che è sotto indagine per falso all’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», la replica. Il Codacons chiede intanto al capo dello Stato di non firmare le nomine se non a costo zero.
Trentino, 30/12/2019 04:35
Esposto del Codacons «Sdoppiare costa caro»
ROMA. Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento del Miur per dare vita ai due nuovi ministeri della Ricerca e dell’ Istruzione, dopo l’ addio di Lorenzo Fioramonti. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Grane anche sui due neoministri, che non hanno ancora prestato giuramento, in attesa dello spacchettamento. Lucia Azzolina (M5s), titolare in pectore della Scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di Ricerca e Università, è costretto alla difensiva. Il Tempo ha scritto che è sotto indagine per falso all’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», la replica. Il Codacons chiede intanto al capo dello Stato di non firmare le nomine se non a costo zero.
La Sicilia, 30/12/2019 04:32
Viagrande
ViagrandePensionato investito sulle striscep.l.)Un pensionato di 73 anni di Aci Bonaccorsi, all’ altezza del numero 111 di via Garibaldi è stato investito sulle strisce pedonali da una utilitaria guidata da un 37enne di Acireale. Soccorso da un’ autoambulanza del 118, allertata dagli agenti della polizia locale Marilena Sortino e Domenico Sambataro, è stato trasportato al pronto soccorso del civico di Acireale. Gli stessi agenti hanno proceduto ai rilievi sull’ incidente e a regolare l’ intenso traffico considerata l’ ora (la via Garibaldi coincide con la strada provinciale Catania – Zafferana). L’ investiore ha dichiarato ai vigili che procedendo da via Teocrito (dove ieri mattina è stato dirottato tutto il traffico a nord di via Garibaldi per consentire il montaggio delle monumentali luminarie in preparazione della festa patronale di San Mauro Abate) per svoltare su via Garibaldi, prestando attenzione alle auto provenienti dalla zona sud, non si è accorto della presenza del pedone che attraversava le strisce pedonali.maletto e mirabella”Piccolo comune amico”I comuni di Maletto, Mirabella Imbaccari, Santo Stefano di Camastra (Me) e Oliveri (Me) partecipano ufficialmente al premio “Piccolo comune amico” lanciato dal Codacons e riservato ai Comuni italiani con meno di 5000 abitanti. Si tratta di una iniziativa avviata a livello nazionale – patrocinata da Anci e Uncem – tesa a valorizzare le eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio e a diffondere in tutta Italia la conoscenza dei prodotti e della cultura locali, pietra miliare delle nostre tradizioni e culla del cibo di alta qualità – spiega il Codacons – Il premio Piccolo Comune Amico individuerà in tutta Italia e premierà 25 Comuni che ospitano le eccellenze del territorio italiano, all’ interno di 5 categorie (Agroalimentare, Artigianato, Innovazione sociale, Cultura, arte, storia, Economia Circolare), e diffonderà la conoscenza dei prodotti locali attraverso la creazione di una Mappa interattiva dei Comuni e degli eventi che questi ospitano in tema di produzione e vendita delle eccellenze artigianali ed enogastronomiche, Mappa consultabile attraverso un’ App con cui si potranno visionare aziende e punti vendita di prodotti d’ eccellenza oltre a eventi.
La Sicilia, 30/12/2019 04:32
Miur sdoppiato attacco ai ministri dal Codacons e dalle opposizioni
ROMA. Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento – annunciato dal premier Giuseppe Conte – della ricerca dall’ istruzione, il ministero ora scisso in due mentre prima sotto una unica guida amministrava scuola, Università e ricerca. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Grane anche sui due neoministri che, peraltro non hanno ancora prestato giuramento – previsto per i primi di gennaio – in attesa che lo spacchettamento diventi legge. Lucia Azzolina (M5s), titolare in pectore della branca scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Anche Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di ricerca e Università, è costretto alla difensiva. Ieri Il Tempo ha ricordato che è sotto indagine per falso a L’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», replica. «Lo sdoppiamento comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese», sottolinea il Codacons che annuncia «un esposto alla Corte dei Conti per verificare eventuali danni erariali». «Sdoppiare il dicastero è una follia, inutile e costosa, che porterà ad un aumento dei costi – sostiene il presidente dei consumatori Carlo Rienzi – Oggi il Ministero costa oltre 59 miliardi di euro all’ anno, e lo sdoppiamento determinerà un incremento dei costi a carico dei cittadini». Il Codacons pertanto chiede al Presidente della Repubblica di non firmare la nomina dei due nuovi ministri, «se la nuova misura non sarà a costo zero».
Giornale di Brescia, 30/12/2019 04:27
Codacons ricorre alla Corte dei Conti per lo sdoppiamento del Miur
esposto grane anche per i due neoministri: manfredi indagato, azzolina per gli esiti del concorso
ROMA. Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento – annunciato dal premier Giuseppe Conte – della ricerca dall’ istruzione, dopo l’ addio dell’ ormai ex ministro Lorenzo Fioramonti che insoddisfatto dei fondi risicati ha lasciato le redini del Miur, il ministero ora «scisso» in due mentre prima sotto una unica guida amministrava scuola, Università e ricerca. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Granean che sui due neoministri che, peraltro non hanno ancora prestato giuramento- previsto per i primi di gennaio – in attesa che lo spacchettamento diventi legge. Lucia Azzolina (M5s), titolare in pectore della «branca» scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Anche Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di ricerca e Università, è costretto alla difensiva. Il Tempo ha ricordato che è sotto indagine per falso a L’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», replica. «Lo sdoppiamento comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese», sottolinea il Codacons che annuncia «un esposto alla Corte dei Conti per verificare eventuali danni erariali». «Sdoppiare il dicastero è una follia, inutile e costo sa, che porterà ad un aumento dei costi – sostiene il presidente dei consumatori Carlo Rienzi- Oggi il Ministero costa oltre 59 miliardi di euro all’ anno, e lo sdoppiamento determinerà un incremento dei costi della politica a carico dei cittadini». Il Codacons pertanto chiede al Presidente della Repubblica di non firmare la nomina dei due nuovi ministri, «se la nuova misura non sarà a costo zero». Arriva da Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Fi, la bordata ad Azzolina. «La neo ministra a giugno ha partecipato da deputata componente della commissione Istruzione, a un concorso per dirigente scolastico. Una caduta di stile quanto a opportunità politica. La disinvoltura di questi ex fustigatori dei costumi ormai non ci sorprende più», attacca Bernini. «Quello che lascia perplessi, è che l’ onorevoleAzzolina, pur superando il concorso, ha ottenuto 0/6 punti in informatica e 5/12 in inglese. Un risultato mediocre, dunque, e i tanti con punteggi maggiori avrebbero diritto ad aspirare almeno alla Presidenza del Consiglio. Ma quello grillino è un mondo alla rovescia: meno vali, più sei premiato», conclude Bernini. //
Corriere Adriatico, 30/12/2019 04:05
Il ministero si sdoppia in Scuola e Università Il Codacons annuncia l’ esposto: «Che spreco»
LA DENUNCIA Lo sdoppiamento del Ministero della pubblica istruzione comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese in capo alla collettività. Ad affermarlo il Codacons, che annuncia per oggi un esposto alla Corte dei Conti affinché apra una indagine per verificare eventuali danni erariali. «Sdoppiare il dicastero dell’ istruzione è una follia, inutile e costosa, che porterà ad un aumento dei costi della macchina burocratica – spiega il presidente Carlo Rienzi – Oggi il Ministero in questione costa oltre 59 miliardi di euro all’ anno, e lo sdoppiamento tra scuola e università deciso dal Premier Conte determinerà un incremento generale dei costi, tra nuove sedi, uffici, personale, senza contare gli stipendi di ministri, dirigenti e capi di gabinetto, che faranno impennare i costi della politica a carico dei cittadini». Per tale motivo il Codacons presenterà un esposto alla Corte dei Conti affinché verifichi se il provvedimento deciso dal Presidente del Consiglio configuri uno spreco di pubbliche risorse con conseguente danno erariale. L’ associazione inoltre – che la notte del 31 dicembre diffonderà un video-denuncia dove il presidente Carlo Rienzi spiegherà tutte le criticità che nel 2020 attendono gli italiani – chiede al Capo dello Stato di non firmare il decreto di nomina dei due nuovi ministri, se la nuova misura voluta dal Premier non sarà a costo zero per la collettività. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 30/12/2019 03:50
Raddoppio ministeri ricorso del Codacons
grane per azzolina e manfredi
ROMA. Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento della Ricerca dall’ istruzione, dopo l’ addio dell’ ormai ex ministro Lorenzo Fioramonti. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Grane anche sui due neo ministri che, peraltro non hanno ancora prestato giuramento. Lucia Azzolina (M5s), titolare in pectore della «branca» scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Anche Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di ricerca e Università, è costretto alla difensiva, dal momento che è sotto indagine per falso a L’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», replica. Arriva da Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Fi, la bordata ad Azzolina. «La neoministra a giugno ha partecipato da deputata componente della commissione Istruzione, a un concorso per dirigente scolastico. Una caduta di stile quanto a opportunità politica», attacca Bernini. «Quello che lascia perplessi, è che l’ onorevole Azzolina, pur superando il concorso, ha ottenuto 0/6 punti in informatica e 5/12 in inglese. Un risultato mediocre, dunque, e i tanti con punteggi maggiori avrebbero diritto ad aspirare almeno alla Presidenza del Consiglio. Ma quello grillino è un mondo alla rovescia: meno vali, più sei premiato», conclude Bernini. Sull’ indagine che lo riguarda, Manfredi sottolinea che «è una contestazione puramente formale a tutte le commissioni di collaudo. Ma non ho fatto nulla di irregolare». Apprezzamento per lo spacchettamento e la nomina di Manfredi, è invece arrivata da Confindustria.
Giornale di Sicilia, 30/12/2019 03:46
Il Codacons contro i due ministeri
Annunciato un esposto ricorso contro lo sdoppiamento della ricerca dall’ istruzione, dopo l’ addio dell’ ormai ex ministro Lorenzo Fioramonti. Il Codacons contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. «Lo sdoppiamento comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese», sottolinea il Codacons che annuncia «un esposto alla Corte dei Conti per verificare eventuali danni erariali». «Sdoppiare il dicastero è una follia, inutile e costosa», – sostiene il presidente dei consumatori Carlo Rienzi.
Corriere dell’Umbria, 30/12/2019 03:40
esposto del codacons alla corte dei conti
“Due ministeri al posto di uno: aumento di spesa per il denaro pubblico”
di Berto Liveni ROMA 1M La soluzione che ha trovato il premier Giuseppe Conte sostituendo il ministro dell’ università e della Pubblica Istruzione dimissionario, sdoppiando il dicastero e nominando due nuovi ministri scatena la protesta dei consumatori. «Lo sdoppiamento del ministero della pubblica istruzione comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese in capo alla collettività». Ad affermarlo – rife risce l’ Adnkronos – è il Codacons, che annuncia per oggi un esposto alla Corte dei Conti affinché apra una indagine per verificare eventuali danni erariali. «Sdoppiare il dicastero dell’ istruzione è una follia, inutile e costosa, che porterà ad un aumento dei costi della macchina burocratica – spiega il presidente Carlo Rienzi – Oggi il ministero in questione costa oltre 59 miliardi di euro all’ anno, e lo sdoppiamento tra scuola e università deciso dal Premier Conte determinerà un incremento generale dei costi, tra nuove sedi, uffici, personale, senza contare gli stipendi di ministri, dirigenti e capi di gabinetto, che faranno impennare i costi della politica a carico dei cittadini». Codacons presenterà l’ esposto affinché si verifichi se il provvedimento configuri uno spreco di pubbliche risorse con conseguente danno erariale. L’ associazione inoltre annunciache la notte del 31 dicembre diffonderà un video -denuncia dove il presidente Carlo Rienzi spiegherà tutte le criticità che nel 2020 attendono gli italiani chiede al Capo dello Stato di non firmare il decreto di nomina dei due nuovi ministri, se la nuova misura voluta dal Premier non sarà a costo zero.
La Nuova Sardegna, 30/12/2019 03:30
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Emilia-Romagna, duello Pd-Lega
bonaccini presenta le liste con sala, salvini annuncia le 100 piazzeesposto del codacons. polemiche sul concorso della neoministradal cnel 12 nuovi disegni di legge depositati nel 2019
Dodici nuovi disegni di legge inaggiunta ai 22 depositati nei 60 anni di attività, 39 attiufficiali di cui 20 indirizzati a Governo e Parlamento, 187iniziative con oltre 11mila partecipanti, 78 audizioni di organizzazioni rappresentative su temi d’ attualità, oltre 25mila questionari compilati dai cittadini nelle prime due consultazioni pubbliche, sul futuro dell’ Europa e sulla sicurezza stradale. Sono alcuni numeri relativiall’ attività svolta nel 2019 dal Cnel, il cui nuovo corso èiniziato a giugno 2018 con l’ insediamento della decima Consiliatura, rende noto un comunicato di Villa Lubin. BOLOGNA Quattro settimane in cui tutti giocheranno il tutto per tutto. Completata la presentazione delle liste, è partita, in Emilia-Romagna, la campagna elettorale ufficiale. E anche se la scansione temporale colpisce poco (la campagna elettorale, in realtà, a Bologna e dintorni è cominciata da mesi), le ultime quattro settimane saranno decisive. Ogni giorno che avvicina alla scadenza del 26 gennaio aumenta la consapevolezza del carico della posta in palio. Lo sa Salvini, che da Bologna ha annunciato che per il prossimo mese il suo impegno sarà infaticabile ed esclusivo. Ma lo sa anche Bonaccini che per presentare il proprio programma elettorale ha scelto con cura il partner da cui farsi affiancare: non un leader nazionale del Pd, ma il sindaco senza tessera di Milano Beppe Sala: pragmatismo efficientista milanese e il riformismo solidale emiliano che, in caso di successo, si candidano a rappresentare l’ unica possibile faccia vincente del centrosinistra italiano. In caso di sconfitta, invece, le macerie potrebbero travolgere tutti, ben oltre Bologna. «Se vinciamo qui in Emilia-Romagna parte una riscossa per l’ Italia», ha detto Bonaccini con Sala a fianco. Un messaggio di speranza per il centrosinistra emiliano-romagnolo, che è preoccupato come mai nella propria storia, ma anche un avviso ai dirigenti nazionali del centrosinistra e della maggioranza di governo. Sala gli ha dato manforte, elogiando il suo operato e attaccando la sua avversaria. Salvini è approdato a Bologna per una riunione organizzativa con i suoi. «Sarò in 100 piazze dell’ Emilia-Romagna», ha annunciato per non lasciare niente di intentato in quella che sarebbe un’ impresa storica, come la conquista dell’ Emilia-Romagna. «Altro che maratona – ha detto riferendosi alle parole del premier – Conte si fermerà al primo chilometro, indipendentemente dal risultato delle regionali». Il 26 gennaio si vota anche in Calabria, ma Salvini ha scelto l’ Emilia-Romagna per concentrare i suoi sforzi: se la Lega dovesse sconfiggere il Pd sarebbe un gol in trasferta che vale doppio e gli effetti sul governo non potrebbero non farsi sentire. ROMA Non è nato sotto i migliori auspici lo sdoppiamento del Miur – annunciato l’ altroieri dal premier Giuseppe Conte – per dare vita ai due nuovi ministeri della Ricerca e dell’ Istruzione, dopo l’ addio di Lorenzo Fioramonti. Il Codacons è infatti sceso sul piede di guerra e contro la duplicazione delle poltrone ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Grane anche sui due neoministri, che non hanno ancora prestato giuramento, in attesa dello spacchettamento. Lucia Azzolina (M5s), titolare in pectore della Scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, chiamato da Conte ad occuparsi di Ricerca e Università, è costretto alla difensiva. Il Tempo ha scritto che è sotto indagine per falso all’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», la replica. «Lo sdoppiamento comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale con un aumento non indifferente delle spese», sottolinea il Codacons, secondo cui «sdoppiare il dicastero è una follia, inutile e costosa, che porterà ad un aumento dei costi». Il Codacons pertanto chiede al Presidente della Repubblica di non firmare le nomine, «se la nuova misura non sarà a costo zero». Arriva da Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Fi, la bordata ad Azzolina. «La neoministra a giugno ha partecipato da deputata componente della commissione Istruzione a un concorso per dirigente scolastico. Una caduta di stile quanto a opportunità politica», attacca Bernini. «Quello che lascia perplessi, è che l’ onorevole Azzolina, pur superando il concorso, ha ottenuto 0/6 punti in informatica e 5/12 in inglese. Un risultato mediocre, dunque, e i tanti con punteggi maggiori avrebbero diritto ad aspirare almeno alla Presidenza del Consiglio. Ma quello grillino è un mondo alla rovescia: meno vali, più sei premiato», conclude Bernini. Sull’ indagine che lo riguarda, Manfredi – intervistato dal Corriere – sottolinea che «è una contestazione puramente formale a tutte le commissioni di collaudo. Ma non ho fatto nulla di irregolare».
Il Giornale Di Vicenza, 30/12/2019 02:45
Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti contro lo sdoppiamento del Miur per i due
Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti contro lo sdoppiamento del Miur per i due nuovi ministeri della Ricerca e dell’ Istruzione. Grane anche sui due neoministri. Lucia Azzolina (M5s), destinata alla Scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Gaetano Manfredi, chiamato a Ricerca e Università, è costretto alla difensiva dopo che Il Tempo ha scritto che è sotto indagine all’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», la replica.
Brescia Oggi, 30/12/2019 02:40
Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti contro lo sdoppiamento del Miur per i due
Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti contro lo sdoppiamento del Miur per i due nuovi ministeri della Ricerca e dell’ Istruzione. Grane anche sui due neoministri. Lucia Azzolina (M5s), destinata alla Scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Gaetano Manfredi, chiamato a Ricerca e Università, è costretto alla difensiva dopo che Il Tempo ha scritto che è sotto indagine all’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», la replica.
L’Arena, 30/12/2019 02:35
Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti contro lo sdoppiamento del Miur per i due
Il Codacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti contro lo sdoppiamento del Miur per i due nuovi ministeri della Ricerca e dell’ Istruzione. Grane anche sui due neoministri. Lucia Azzolina (M5s), destinata alla Scuola, è sotto tiro per la sua non brillante prova al concorso da preside. Gaetano Manfredi, chiamato a Ricerca e Università, è costretto alla difensiva dopo che Il Tempo ha scritto che è sotto indagine all’ Aquila per uno dei collaudi post sisma. «Nulla di irregolare», la replica.
Virgilio, 30/12/2019 00:25
Saldi invernali, Codacons prevede pesante flessione
brutte notizie per i commercianti che sperano di rifarsi nel periodo degli sconti
30 dicembre 2019 – (Teleborsa) – Scaldano i motori i saldi invernali – al via in Sicilia già il 2 gennaio, mentre nelle altre regioni si parte il 4 o il 5 gennaio – che “saranno un flop totale , e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media”. Ad affermarlo il Codacons , che prevede una “pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti”. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre – precisa il Codacons nella nota – la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività . Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale : solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. “In tale contesto – si legge ancora – i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati, per fare posto sia a iniziative come il “Black Friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Secondo le rilevazioni dell’ O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori – gli acquisti verranno effettuati dal 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 milioni di famiglie) e l’ andamento delle vendite sarà in lieve calo : rispetto allo scorso anno si registrerà una diminuzione del -1,3% , per una spesa media di 179,20 euro per ogni famiglia. Un calo – sottolinea di nuovo Federconsumatori – ascrivibile specialmente all’ andamento delle vendite in occasione del Black Friday : se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi, quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi il capo desiderato. Tag: Codacons saldi Leggi anche Saldi invernali e vendite, allarme Codacons: ancora un flop all’ orizzonte Saldi, partenza deludente. Vendite solo in outlet e boutique d’ alta moda Saldi, associazioni dei consumatori piuttosto pessimiste Outlet e saldi: quanto e come si risparmia davvero? Commercio, a novembre il Black Friday mette le ali alle vendite al dettaglio (+0,7%). Codacons: “Iniziativa che ridà ossigeno” Rispondi Cancel Scrivi qui il tuo commento… Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento: E-mail (obbligatorio) (L’ indirizzo non verrà pubblicato) Nome (obbligatorio) Sito Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. ( Chiudi sessione / Modifica ) Stai commentando usando il tuo account Google. ( Chiudi sessione / Modifica ) Stai commentando usando il tuo account Twitter. ( Chiudi sessione / Modifica ) Stai commentando usando il tuo account Facebook. ( Chiudi sessione / Modifica ) Annulla Connessione a %s… NFON Strumenti per rendere efficiente la comunicazione in azienda LEGGI Titoli Italia A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z I temi caldi Bonus facciate, la detrazione al 90% vale anche per la sola tinteggiatura “Salvini torna al governo entro primavera”. 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Tags: Ministero dell’istruzione, Saldi
