31 Dicembre 2019

Rssegna stampa del 31 dicembre 2019

ladiscussione.com/, 31/12/2019 23:06
Saldi: Codacons “sarà flop totale, abolirli e promozioni tutto l’ anno”
Per il Codacons i saldi invernali, in partenza il prossimo 4 gennaio, saranno un flop totale e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. “Il ‘black friday’ di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il ‘black friday’ che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”, conclude Rienzi. (Italpress) Carlo Rienzi Codacons saldi sconti Condividi 0.
carlo rienzi

Msn, 31/12/2019 10:41
Villaggio di Natale a San Siro, chiesti 3mila rimborsi
Milano, 31 dicembre 2019 – Tremila richieste di rimborso in pochi giorni. Sono quelle arrivate al Codacons Lombardia da cittadini che pretendono di ottenere indietro i soldi spesi per il biglietto del villaggio di Natale . Villaggio chiuso il 24 dicembre – ufficialmente – a causa delle cattive recensioni e delle polemiche scatenatesi sui social in seguito ai disagi vissuti dai visitatori, che avrebbero provocato un crollo delle prenotazioni e le prime richieste di rimborso dei ticket. Questa, almeno, la tesi degli organizzatori. Tesi che – naturalmente – non è stata condivisa delle associazioni per la tutela dei consumatori. Nel frattempo, sui gruppi social, gli utenti si sono scatenati nel proporre la “ricetta” corretta per ottenere il rimborso. Stando a quanto emerge fino a ora, se il biglietto è stato acquistato per una data successiva al 24 dicembre non ci dovrebbero essere problemi nell’ ottenere la restituzione dell’ importo attraverso i canali che offrono il servizio di biglietteria (es. TicketOne). Discorso differente riguarda chi – insoddisfatto dell’ esperienza vissuta al villaggio – prentende il rimborso dagli organizzatori . “In questo senso stiamo avviando la class action – ha spiegato il presidente del Codacons, l’ avvocato Marco Donzelli -. A nostro parere ci sono stati inadempimenti contrattuali gravi relativi ai disagi vissuti da chi si è recato lì e tutto ha trovato tranne che un villaggio di Babbo Natale. Le giustificazioni degli organizzatori? Mi sembrano suggestioni: i video dei visitatori sono disarmanti. Per questo rinnovo l’ invito: tutti coloro che vogliono aderire alla class action devono andare sul sito del Codacons Lombardia e compilare il format”. Donzelli ha conti nuato: “Quanto successo evidenzi a un fenomeno nuovo : i cittadini che lamentavano un disservizio sono riusciti a veicolare il messaggio e arrivare a una forma di autotutela . Parliamo del tanto bistrattato cittadino, che ha superato le forme di tutela tardive dello Stato”.

Zoom 24, 31/12/2019 09:54
Crollano le case all’ asta, la denuncia del Codacons
nel 2019 in calabria finiti all’ asta 1008 immobili: un calo del 19,3%. le proposte del codacons per
Le vendite degli immobili all’ asta trovano sempre meno appetiti sul mercato e gli immobili si vendono con sempre maggiore difficoltà.Questo è quanto emerge da una ricerca effettuata dal Codacons che ha esaminato la situazione nei tribunali calabresi.I dati. Nel 2019 sono diminuite le procedure immobiliari in Calabria, passando dai 1429 fascicoli registrati nel 2017, ai 1249 procedimenti del 2018, fino al dato attuale di 1008 espropriazioni – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons.Soltanto il Tribunale di Paola registra un dato in controtendenza, con aumento del 12 %.Le diminuzioni dei fascicoli più significative si registrano a Castrovillari (-44 %), Cosenza (-31%) e Catanzaro (-18%).La provincia con il maggior numero di pignoramenti immobiliari è quella di Cosenza con ben 419 fascicoli aperti nel corso del 2019 (ma erano 581 nel 2018 e, addirittura, 647 nel 2017).Seguono le province di Reggio Calabria con 236 fascicoli (erano 257 nel 2018), quindi Catanzaro con 194 fascicoli (erano 230 nel 2018), Crotone con 97 fascicoli (erano 100 nel 2018) e, infine, Vibo Valentia con 62 procedura contro le 81 dell’ anno scorso.I motivi. Le ragioni della diminuzione dei procedimenti sono molteplici e frutto anche degli incrementi degli anni passati. Ma anche i costi da sostenere diventano sempre più importanti.Una volta subìto il pignoramento, infatti, diventa un’ impresa titanica venirne a capo, perché le somme da affrontare aumentano, tra le spese della procedura, quelle legali, quelle per la pubblicità degli annunci immobiliari, per non parlare di altri creditori che possono intervenire e, magari, rendere meno appetibile la vendita. Le aste che vanno deserte sono in media da due, a volte tre. E, ad ogni nuova asta, l’ immobile finisce per perdere sempre più valore.Di conseguenza alla fine il prezzo effettivamente realizzato è decisamente inferiore (intorno al 30%) rispetto al valore stimato e, nella quasi totalità dei casi gli immobili abbisognano di importanti interventi di ripristino o, addirittura, sono occupati e per renderli liberi bisogna affrontare altre spese.La parte del leone nell’ attivare le procedure, ovviamente, spetta agli istituti di credito. Mentre le “vittime” sono non soltanto piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, ma anche famiglie di impiegati che, oramai, non riescono più a sostenere il peso dei debiti contratti per sopravvivere.Infatti per finire nel tunnel della povertà, basta davvero poco, una spesa improvvisa, una bolletta esorbitante, piccoli problemi di salute.Difatti mentre fino al decennio scorso si chiedeva un prestito solo per effettuare acquisti “importanti”, in questi anni le famiglie sono costrette a ricorre al credito anche per fare la spesa o pagarsi le spese mediche ed anche un funerale.Sono tantissime le famiglie costrette a chiedere finanziamenti, non per effettuare spese, ma per pagare altri prestiti. Un circolo vizioso in cui, una volta finiti dentro, è difficilissimo venirne a capo.Senza contare che questo fenomeno dilagante lascia spiragli sempre più ampi alla ignobile piaga dell’ usura. E così finanziamento dopo finanziamento, aumenta il rischio di ritrovarsi con la casa in vendita.Vere protagoniste delle esecuzioni immobiliari sono le banche che, a volte davvero in maniera scellerata, agiscono senza aver prima tentato soluzioni alternative.Questa “facilità” nell’ attivare pignoramento, unita ad un “abuso” delle segnalazioni a sofferenza – incalza Di Lieto – meriterebbe un durissimo intervento da parte della Banca d’ Italia. Ed invece assistiamo a segnalazioni che finiscono per decretare la “morte” sociale di tante famiglie, perché costituisce l’ anticamera del baratro, atteso che impedire l’ accesso al credito rende estremamente vulnerabile una famiglia e rischia di consegnarla direttamente in mano agli usurai.Le richieste. L’ elevata percentuale di espropriazioni proposte senza un serio rischio di poter recuperare il credito (ma solo per qualche rateo arretrato), il disagio sociale che spesso rischia di trasformarsi in tragedia – sostiene Di Lieto – imporrebbero al governo regionale di agire nei confronti degli istituti di credito che operano in Calabria. Da anni chiediamo al Governo regionale di intervenire per “imporre” procedure di conciliazione capaci di garantire sia le famiglie che si trovano in stato di obiettiva difficoltà. Il tutto, non solo per scongiurare la perdita della casa ma anche per evitare che siano le stesse banche ad essere insoddisfatte dell’ esito dell’ esecuzione, recuperando, dalla vendita, solo un pugno di mosche. Ma, evidentemente, si tratta di un argomento non ritenuto particolarmente interessante dal parlamento regionale.Il malaffare. Ma c’ è anche un’ altra ragione perché le aste sono sempre più deserte.Le esecuzioni immobiliari rappresentano un enorme lato oscuro del sistema giudiziario – prosegue Di Lieto.Per come sono concepite finiscono per essere un “strumento” per riciclare proventi illeciti, arricchire personaggi non “adamantini” che ruotano intorno alle procedure espropriative e ridurre sul lastrico tante, troppe famiglie”.Le aste “condizionate” sono venute alla ribalta a seguito di noti fatti di cronaca e sono oggetto di un osceno chiacchiericcio in quasi tutti i tribunali italiani.Tanto imporrebbe una serie riflessione sul rischio che i Tribunali finiscano per trasformarsi in gigantesche “lavatrici” di danaro di provenienza illecita.Le proposte. Occorre intervenire per molteplici motivi: Per rispetto di coloro che subiscono ingiustamente le aste giudiziarie;Per tutelare chi vanta un credito che diventa sempre più costoso riuscire a soddisfare;Per rinsaldare la fiducia nelle istituzioni”.Per allontanare i “mercanti dal tempio”.Per questi motivi abbiamo chiesto al Governo ed a tutti i Presidenti dei Tribunali di assumere precise iniziative a garanzia della trasparenza e della legalità:1- Istituire una banca dati unica, che possa consentire di verificare tutte le operazioni incoerenti rispetto alle disponibilità di chi acquista.2- Individuare un valore soglia, al di sotto del quale è inutile, oltre che antieconomico, procedere alla vendita.3- Prevedere controlli successivi allo svolgimento delle aste e propedeutici alla firma dei decreti di aggiudicazione, per verificare se è stata, concretamente, rispettata la normativa anti-riciclaggio.Confidiamo, infine, che la Guardia di Finanza voglia verificare tutti i fascicoli delle vendite giudiziarie per accertare il rispetto della normativa anti-riciclaggio nonché acquisire le eventuali segnalazioni poste in essere dai tribunali su operazioni e condizionamenti sospetti.

Linkiesta, 31/12/2019 06:51
Qualcuno contenga l’ irrefrenabile logorrea del Codacons (finora non c’ è riuscito nemmeno il Tar)
si pronuncia contro lo sdoppiamento del ministero dell’ istruzione. ma il problema è che l’ associazione che difende i consumatori si pronuncia continuamente su tutto: dal pokemon go a chiara ferragni a sanremo. probabile che di tanto in tanto abbia ragione, se non altro per caso
Il Codacons si impiccia di temi che non gli competono, è la sintesi di una sentenza del Tar del Lazio, il tribunale amministrativo regionale che per competenza territoriale si occupa più o meno di tutto . Il giudizio del Tar nasce dall’ iniziativa con cui il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, questo il significato della sigla Codacons, ha fatto ricorso presso la Corte dei Conti contro la decisione del governo Conte di sdoppiare il Ministero dell’ Istruzione , per imporre al presidente Mattarella di non firmare le nomine di Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi. «Lo sdoppiamento del Ministero della pubblica istruzione comporterà costi ingenti per i cittadini, poiché porterà ad un trasferimento di compiti e personale, con un aumento non indifferente delle spese in capo alla collettività», spiega il presidente Carlo Rienzi. Da cui «l’ esposto alla Corte dei conti affinché apra una indagine per verificare eventuali danni erariali». In effetti, sul punto magari il Codacons ha ragione. Diciamo di più: nato nel 1986 come “Associazione di Associazioni”, leader quell’ avvocato Carlo Rienzi che si candidò alle ultime amministrative a sindaco di Roma prendendo lo 0,21%, il Codacons mette il becco in talmente tante cose che risulta oggettivamente impossibile che in almeno qualcuna non ci azzecchi. Semplicemente spulciando a caso le agenzie scopriamo che mentre faceva esposto alla Corte dei Conti contro la separazione del ministero dell’ Università e della Ricerca da quello dell’ Istruzione il Codacons formulava anche una jettatoria previsione sulla partenza dei saldi invernali dal 2 gennaio: «Saranno un flop totale». E chiedeva ai sindaci di vietare i botti di Capodanno. E minacciava cause legali contro la Rai se davvero avesse affidato Sanremo a Chiara Ferragni, indicata come cattivo esempio per l’ esibizione del figlio sui social. E se la prendeva col Fatto quotidiano per aver accusato la stessa Codacons di aver attaccato la Ferragni «dimenticando le vallette precedenti». E rendeva noto che dal caso Cirio agli scandali Parmalat, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, fino all’ ultimo della Banca Popolare di Bari, i crac bancari e finanziari degli ultimi anni avrebbero danneggiato 1,3 milioni di risparmiatori italiani, con una perdita media di 34.427 euro a risparmiatore. E chiedeva le dimissioni in massa di tutti i consiglieri comunali di Catanzaro. E denunciava un libro per bambini sui demoni. Questo soltanto nelle ultime settimane. Tornando indietro nel tempo, il Codacons ha denunciato Corto Maltese come istigatore “subliminale” al vizio del fumo presso l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato , l’ Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e la Procura della Repubblica di Roma. E ha presentato un esposto contro la decisione dell’ allora presidente del Senato Piero Grasso di bloccare la proiezione allo stesso Senato di Vexxed : film contro i vaccini di cui è regista quell’ Andrew Wakefield che è stato condannato e radiato dal Medical Register del Regno Unito per aver pubblicato uno studio che metteva in relazione con l’ autismo la vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia e che è stato giudicato falso perché completamente privo di evidenze scientifiche da tutti gli studiosi, e addirittura corroborato da dati fasulli. E ha pure minacciato «una raffica di denunce» contro piani di «vaccinazioni di massa». E ha fatto un esposto per chiedere il «divieto totale di diffusione dell’ App Pokémon GO sul territorio italiano». Secondo Rienzi, infatti, «giochi di questo tipo rappresentano un pericolo concreto perché vengono utilizzati in qualsiasi momento della giornata e distolgono i giocatori dalla dovuta attenzione verso la strada e l’ ambiente circostante». Il Codacons ha anche denunciato alla Corte dei Conti la passerella realizzata da Christo sul Lago d’ Iseo, per verificare «se ci fosse stato o no spreco di denaro pubblico». Chiese la chiusura e il «licenziamento in tronco degli autori» del Grande Fratello Vip, per «sessismo e omofobia». Ha denunciato Ballando con le stelle, quando Anna Oxa si ruppe una gamba. Ai Mondiali del 2002, a nome dei tifosi italiani chiese i danni al guardalinee malese Awang Hamat, che a Italia-Messico aveva annuato un gol di Inzaghi per un fuorigioco inesistente. E nel 2015 è sceso pure in campo per la bambina siciliana che come celebrazione del suo nono compleanno aveva chiesto una torta con l’ effige di Little Pony , che un pasticcere evidentemente più versato in musica leggera che in cartoni animati aveva invece realizzato con Little Tony. Insomma, nella variegata galassia del consumierismo italiano, forse solo la Adusbef di Elio Lannutti si agita altrettanto. A favore di Rienzi possiamo attestare che non solo non elogia i Protocolli dei Savi di Sion come il senatore Cinque Stelle candidato alla Commissione sulle Banche, ma che anzi i grillini non li può proprio vedere. A parte essersi candidato contro la Raggi, ha avuto il coraggio di sostenere che le Olimpiadi di Roma potevano essere fatte senza eccessivi aggravi semplicemente grazie agli sponsor, presentando un sondaggio da cui risultava che i cittadini le volevano. Ha chiesto il commissariamento del Comune di Roma se la Raggi tardava ancora a fare la giunta. Ed è tornato a fare causa al Comune di Roma per lesioni, dopo essere caduto a causa di una buca. Però, lo ripetiamo, si impiccia in troppe cose. E non è un nostro opinabile giudizio, ma la semplice traduzione in giornalistico di una sentenza del Tar del Lazio. Quando nel 2010 ha respinto un ricorso Codacons contro l’ ampliamento del novero dei potenziali fruitori dei voli di Stato. Si legge nella sentenza 7459 che l’ iscrizione del Codacons nel registro delle associazioni rappresentative a livello nazionale riguarda esclusivamente «la tutela dei consumatori e degli utenti in ordine ai fondamentali diritti previsti dal testo normativo in questione». Non è una «legittimazione ad agire in giudizio così vasta da ricomprendervi qualsiasi attività di tipo pubblicistico che si riverberi economicamente in modo diretto o indiretto sui cittadini non in quanto consumatori e/o utenti, ma in quanto contribuenti».

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 31/12/2019 06:12
Pre-saldi per i clienti “affezionati” Arriva il decalogo anti fregatura
gli avvisi delle vendite promozionali vengono inviati tramite sms
Antonella Scalzi Una stagione commerciale da recuperare, ma l’ avvio dei saldi invernali è ormai una formalità che, anche a Catanzaro, almeno un commerciante su tre, non aspetta più. Ed ecco che arriva lo shopping pre-saldi: quello dedicato ai clienti “più affezionati” e non certo in linea con le norme. Sì, da sabato al 3 marzo gli sconti saranno aperti, ma fino ad allora la caccia all’ affare correrà via sms. I commercianti rischiano multe fino a mille euro, ma la tentazione di rimpinguare i bilanci vince e il Codacons rispolvera un suo storico cavallo di battaglia da aizzare contro una normativa «da abolire per liberalizzare i saldi». Una sfida, la loro, rilanciata fuori tempo massimo perché, se i saldi sono alle porte, i pre-saldi impazzano anche sui Tre colli. Da qui la scelta di anticipare il decalogo “anti-fregatura”. Mai gettare lo scontrino perché – ricordano dal Codacons – «il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche a distanza di mesi e se il cambio non è possibile, ad esempio per esaurimento merce, il consumatore ha diritto alla restituzione dei soldi». Altro mito da sfatare è insomma quello del “buono” che costringe l’ acquirente a comprare nello stesso negozio. Saldi poi è un termine che non ha nulla a che vedere con i fondi di magazzino. Ecco perché il Codacons raccomanda di «stare alla larga da negozi con scaffali semivuoti poco prima dei saldi e poi magicamente forniti dei più svariati articoli. È improbabile che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e di ogni colore». Fondamentale poi la verifica dei prezzi, prima e dopo l’ avvio dei saldi, senza mai fermarsi al primo negozio. Le idee chiare inoltre aiutano a evitare acquisti inutili. E se la pazienza è la virtù dei forti lo è anche dei consumatori perché per concludere un buon affare è necessario leggere le etichette e diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. La percentuale di sconto inoltre è di fondamentale importanza perché spesso dietro a uno sconto superiore al 50 per cento si nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi, falsi e gonfiati. Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, insomma, ma un negozio che si conosce può garantire più sicurezza dell’ effetto sorpresa che spesso si trasforma in effetto “fregatura” soprattutto quando il cartellino non indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale dello sconto. Prezzi chiari e amicizia lunga, dunque, ed è anche per questo che il Codacons consiglia di «controllare che la merce in saldo sia separata dalla nuova». Vero è che il commerciante non è obbligato a farvi provare i capi, ma un’ altra dritta targata Codacons consiste nel diffidare di tale diniego nonché «delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce». Al momento di pagare poi bisogna sapere che i pagamenti digitali non comportano oneri aggiuntivi. Queste le dieci regole anti-fregatura e se proprio non siete riusciti ad evitarla sappiate che potete chiamare i vigili urbani.

Cronache di Salerno, 31/12/2019 06:00
codacons
Saldi, “sarà un flop totale” Black friday e Natale annullano le vendite durante gli sconti
I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”.

Il Quotidiano della Calabria, 31/12/2019 05:40
il 2 saldi al via
Sos flop, Consumatori «Speso tutto con feste e Black Friday»
MILANO -Al via il 2 gennaio la stagione dei saldi, ed è già conto alla rovescia. Con le associazioni dei consumatori che però si dicono certe che ci sarà un calo nelle vendite, che il Codacons non esita a definire ‘flop’. I primi a partire saran noi siciliani, giovedì 2 gennaio, mentre nelle altre regioni le vendite a prezzi scontati scatteranno dal 4 o dal 5 gennaio. Secondo le rilevazioni dell’ Onf Osservatorio Nazionale Federconsumatori, gli acquisti verranno effettuati dal 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 milioni di famiglie) e l’ andamento delle vendite sarà in lieve calo: rispetto allo scorso anno si registrerà una diminuzione del -1,3%, per una spesa media di 179,20 euro per ogni famiglia. Una diminuzione – sottolinea Federconsumatori – dovuta specialmente all’ andamento delle vendite in occasione del Black Friday: se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi, quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi il capo desiderato. Federconsumatori, in occasione dell’ avvio dei saldi, ricorda che per legge il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinario’ che quello scontato, riportando la percentuale di sconto. In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano entrambi i prezzi (quello pieno e quello scontato) e la percentuale di sconto nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%).

Gazzetta del Sud, 31/12/2019 05:37
I saldi scattano il 2 gennaio «Fate acquisti a Messina»
Lilly La Fauci L’ invito è quello di comprare a Messina, il consiglio quello di fare comunque attenzione ai cartellini indicanti i prezzi senza e con l’ applicazione degli sconti. La Sicilia è tra le prime regioni d’ Italia a dare il via ai saldi invernali (scatteranno giovedì 2 gennaio), mentre nella maggior parte dei casi cominceranno il 4. Tuttavia, tra promozioni personalizzate, carte fedeltà e soprattutto durante il black friday di fine novembre, che in molti casi ha previsto sconti per un’ intera settimana, i saldi ormai iniziano di fatto molto prima della classica data di fine stagione molto attesa fino a qualche anno fa. Secondo il Codacons i saldi invernali, quest’ anno, complici il black friday ma anche le recenti spese natalizie, saranno un flop totale e andrebbero ormai direttamente aboliti per lasciare spazio solo a varie iniziative promozionali durante tutto l’ anno. L’ associazione di consumatori, infatti, prevede su tutto il territorio nazionale una riduzione sia del numero dei consumatori che decideranno di fare compere sia della spesa media con una flessione degli acquisti prevista pari a circa il 10% su anno. Tuttavia, secondo le proiezioni di Federconsumatori Sicilia in media nella nostra regione una famiglia su due farà acquisti durante i saldi invernali 2020. «Il problema attualmente è non solo e non tanto la crisi – afferma il presidente di ConfCommercio Messina Carmelo Picciotto – quanto il collegamento tra lo stipendio con le offerte del black friday e soprattutto con le promozioni di Amazon. Credo che i messinesi abbiano già fatto buona parte degli acquisti previsti, tuttavia credo e spero che i nostri commercianti troveranno il modo di attirare i consumatori e sono certo che nella maggior parte dei casi si tratterà di offerte realmente vantaggiose. L’ invito ovviamente è quello di comprare nei negozi di Messina. E speriamo che venga mantenuta almeno la spesa media dello scorso anno che si aggirava, in città, intorno ai cento euro a famiglia. Per i commercianti messinesi i saldi sono sempre un’ occasione per guadagnarsi la fedeltà dei consumatori. Emozionalità e fidelizzazione, infatti, sono elementi fondamentali per competere con le grandi vendite del mercato via internet». «Ci aspettiamo – dichiara il presidente della Confesercenti Messina Alberto Palella – che i cittadini approfittino di questa occasione per fare acquisti vantaggiosi. La stagione, in generale, non è andata bene per quanto riguarda le vendite, nemmeno nel periodo natalizio. Amazon è il più importante competitor delle attività commerciali e spadroneggia sempre di più. I saldi, però, possono rappresentare una buona opportunità sia per i commercianti che per i clienti. Infatti, soprattutto per scegliere alcuni prodotti, il piacere di fare acquisti durante una passeggiata, toccando e provando i prodotti, non può essere sostituito da internet. E se spesso la gente dichiara di comprare in rete per via delle promozioni, durante gli sconti non ci sarebbe motivo. Invitiamo quindi i messinesi a dare la precedenza ai negozi della città e a stare comunque bene attenti ai prezzi». I consigli sono quelli di ogni anno, in particolare: non fermarsi mai davanti alla prima vetrina, confrontare i prezzi e, in ogni caso, orientarsi verso prodotti realmente utili; diffidare dalle vetrine tappezzate dai manifesti o che offrono sconti eccessivi; fare attenzione alla presenza delle etichette; fare attenzione al cartellino del prezzo (vecchio e nuovo); diffidare dall’ acquisto di capi di abbigliamento che non si possono provare; conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto, prezioso in caso di merce fallata o non “conforme” in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso della cifra pagata. Problemi o “bufale” devono essere subito denunciati ai vigili urbani, all’ ufficio comunale per il commercio o rivolgendosi alle sedi territoriali di Federconsumatori Sicilia. È un’ occasione per fidelizzare i clienti e rispondere allasfida online di “Amazon”

La Prealpina, 31/12/2019 05:01
Pronti via ed ecco i saldi. Ma è polemica
codacons e federconsumatori: «inutili col black friday. meglio liberalizzarli»
ROMA Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via da sabato 4 (come in Lombardia e fino al 4 marzo) o da domenica 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti: «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Perciò l’ organizzazione dei consumatori liquida come «inutili e obsoleti» i saldi di fine stagione che «andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la merce». Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: «Se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o lo shopping al periodo dei saldi – spiega l’ associazione – quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero , col vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’ articolo desiderato». Nel periodo dei saldi, poi, «il rischio dell’ inganno è sempre dietro l’ angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta», avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ordinario sia quello scontato e di «diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%».

La Prealpina, 31/12/2019 05:01
Processo per 69 il 17 febbraio
escluso caianiello e chi aveva chiesto il patteggiamento. stralciata la posizione di comi
gallarate Dei commensali che si abbuffavano alla mensa di Nino Caianiello, in sessantanove andranno a processo già il 17 febbraio, data indicata dal giudice Natalia Imarisio per l’ udienza preliminare. È un gruppo folto, composto da alcuni personaggi chiave dell’ inchiesta condotta dai pubblici ministeri Luigi Furno, Silvia Bonardi e Adriano Scudieri, dal quale sono espunti gli undici indagati che avevano scelto il patteggiamento e Caianiello stesso, che – difeso dall’ avvocato Tiberio Massironi – ancora non ha terminato gli interrogatori con il pm Furno. Nell’ elenco degli imputati compare anche quello dell’ immobiliarista Leonida Paggiaro, stroncato il 25 dicembre da un tumore che lo rese subito incompatibile con il carcere dove era stato collocato il 7 maggio, e quindi per lui verrà dichiarata l’ estinzione del reato. E poi l’ ex commissario provinciale di Forza Italia Carmine Gorrasi, la dipendente comunale Marta Cundari, Giuseppe Filoni, Angelo Palumbo – tutt’ ora consigliere regionale – l’ avvocato Xavier Santiapichi, il deputato novarese Diego Sozzani (messo di recente ai domiciliari), l’ ex vicecoordinatore regionale e consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella, l’ imprenditore Mauro Tolbar, l’ ex direttore di Afol Giuseppe Zingale (solo per la prima tranche dell’ inchiesta), Fabio Altitonante e Daniele D’ Alfonso, pure lui ai domiciliari. Le parti offese individuate dagli inquirenti sono innanzitutto il Comune di Gallarate, rappresentato dall’ avvocato Riccardo Piga. Poi Amsa, Cpl Concordia, Codacons, la Società di tutela ambientale Arno, Rile e Tenore, l’ agenzia di Milano, Accam, Prealpi servizi, Afol. A Palumbo è stato contestato un nuovo reato, oltre al primo finanziamento illecito emerso nell’ ordinanza emessa il 7 maggio. Si tratta di 2mila euro e coinvolge anche Alberto Bilardo, il forzista difeso da Roberto Aventi che era pronto a patteggiare tre anni e 50mila euro in virtù dell’ ampia collaborazione offerta agli inquirenti subito dopo l’ arresto. Attraverso due false fatture emesse da due tipografie, una di Casorate e una di Gallarate, Bilardo avrebbe pagato il conto di volantini e manifesti della campagna elettorale di Palumbo e non i corsi di formazione indicati nell’ oggetto. Gli avvocati Luca Abbiati, Roberto Craveia, Christian Bossi, Massimo Dinoia, Luigi Giuliano, Francesca Cramis, Nadia Alecci, Lara Paladino, Stefano Giangrande e Vinicio Nardo decideranno quale rito chiedere per i loro assistiti. Qualcuno ha già annunciato di voler andare a dibattimento, in quel caso il processo potrebbe essere trasferito a Busto Arsizio. Stralciate le posizioni di Lara Comi, Paolo Orrigoni e Attilio Fontana, su cui con ogni probabilità ci sono ancora indagini in corso. Nei giorni scorsi il tribunale del riesame ha rigettato il ricorso presentato dagli avvocati di Sozzani contro gli arresti domiciliari, evitati a settembre grazie all’ immunità parlamentare. Nelle motivazioni i giudici spiegano: la misura cautelare è «l’ unica idonea allo scopo perseguito, cioè impedire la ricaduta di Sozzani in condotte illecite». Il deputato piemontese è accusato di aver preso 10mila euro dall’ imprenditore D’ Alfonso come finanziamento elettorale, «con modalità di pagamento indicate da Caianiello». I giudici della libertà sottolineano «la profonda refrattarietà dimostrata da Sozzani al rispetto e all’ ottemperanza delle prescrizioni pubbliche. Altre misure meno afflittive sono del tutto inadeguate e inefficaci al necessario contenimento dell’ indagato».

Libertà, 31/12/2019 04:55
Saldi, il Codacons prevede un flop È l’ effetto degli acquisti nel Black Friday
ROMA – Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal4 o dal 5 gennaio. Mala stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Feder consumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto perlespesenatalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni diitaliani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Coda cons -e così isaldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Per questo, l’ organizzazione dei consumatori liquida come «inutili e obsoleti» i saldi di fine stagione che «andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, siaallaliberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercentilafacoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce». Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: «se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o ilproprio shopping al periodo dei saldi- spiega l’ associazione -quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’ articolo desiderato». Nel periodo dei saldi, poi, «il rischio dell’ inganno è sempre dietro l’ angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta», avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo «ordinario» che quello scontato e di «diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiorial60%».

Trentino, 31/12/2019 04:36
Saldi dal 2 gennaio La prima è la Sicilia Spesa media in calo
ROMA. Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti.«Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali si tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti».

Alto Adige, 31/12/2019 04:35
Saldi dal 2 gennaio La prima è la Sicilia Spesa media in calo
black friday. di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite
ROMA. Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti.«Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali si tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti».

La Sicilia, 31/12/2019 04:31
codacons
«In Sicilia sarà un flop solo il 35 per cento ne approfitterà»
«I saldi invernali, al via dal 2 gennaio in Sicilia, saranno un flop totale e si ridurrà sia il numero di acquirenti, sia la spesa media». Lo prevede il Codacons, che come ogni anno diffonde le previsioni sull’ andamento degli sconti di fine stagione. «Il Black Friday di fine novembre ha portato migliaia di siciliani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi – Inoltre la partenza degli sconti così vicina alle feste di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati. Quindi, i saldi invernali si tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti».Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -15% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 130 euro – stima il Codacons – Diminuisce inoltre il numero di chi farà compere durante i saldi e solo il 35% dei siciliani approfitterà degli sconti.«In tale contesto – conclude Tansi – i saldi di fine stagione andrebbero eliminati per fare posto a iniziative come il “black friday” o alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come farli».

La Sicilia, 31/12/2019 04:31
Catania
CataniaSaldi al via dal 2 gennaiopesa la crisi economicama cresce lo shopping in cittàConfcommercio, nell’ evidenziareil fardello del dissesto del Comune, sottolinea una maggiore presenza di negozi e acquirenti in centro storico. Per il Codacons sarà invece un flop. Servizi paginaV.

La Sicilia (ed. Siracusa), 31/12/2019 04:31
botti di capodanno
Codacons: «Denunciate chi utilizza materiali pericolosi per la salute»
Botti di fine anno, l’ appello del Codacons: “fotografare e denunciare chi fa esplodere petardi e altri materiali pericolosi”. Il segretario nazionale Francesco Tanasi scende in campo e chiede a polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani tour de force e uno speciale dispiegamento di forze per effettuare controlli e sequestrare i botti pericolosi in tutte le città. «Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – afferma Tanasi – Per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine. Già molti Comuni hanno risposto al nostro appello, emanando delibere che vietano i botti ma occorre fare di più».

La Sicilia, 31/12/2019 04:30
Saldi giovedì al via in Sicilia. Poi in tutta Italia
il codacons: «saranno un flop totale. acquisti in calo del 10 per cento»
Laura CafaroROMA. Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che prevede una «pesante flessione degli acquisti durante il periodo di sconti, pari a circa il 10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro. In calo anche il numero di cittadini che deciderà di fare compere durante i saldi, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti». «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre – spiega il Codacons in una nota – la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 milioni) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Per questo, l’ organizzazione dei consumatori liquida come «inutili e obsoleti» i saldi di fine stagione che «andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce». Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: «se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi – spiega l’ associazione – quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’ articolo desiderato». Nel periodo dei saldi, poi, «il rischio dell’ inganno è sempre dietro l’ angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta», avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinariò che quello scontato e di «diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%».

Corriere dell’Umbria, 31/12/2019 03:40
la prima regione in cui si potranno fare acquisti a prezzi scontati sarà la sicilia, qui si comincerà giovedì
Saldi, al via con 11 ‘Twill° flop
commercianti preoccupati che gli italiani abbiano già speso tutto in occasione del black friday
MILANO M Al via il 2 gennaio la stagione dei saldi, ma è già conto alla rovescia. Le associazioni dei consumatori che però si dicono certe che ci sarà un calo nelle vendite, che il Codacons non esita a definire ‘flop’. I primi a partire saranno i siciliani, giovedì 2 gennaio, mentre nelle altre regioni le vendite a prezzi scontati scatteranno dal 4 o dal 5 gennaio. Secondo le rilevazioni dell’ Onf – Osservatorio nazionale Federconsumatori, gli acquisti verranno effettuati dal 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 milioni di famiglie) e l’ andamento delle vendite sarà in lieve calo: rispetto allo scorso anno si registrerà una diminuzione del -1,3%, per una spesa media di 179,20 euro per ogni famiglia. Una diminuzione – sottolinea Federconsumatori – dovuta specialmente all’ andamento delle vendite in occasione del Black Friday: se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi, quest’ anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi il capo desiderato. Federconsumatori, in occasione dell’ avvio dei saldi, ricorda che per legge il cartellino deve indicare sia il prezzo ordinario che quello scontato, riportando la percentuale di sconto. In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano entrambi i prezzi (quello pieno e quello scontato) e la percentuale di sconto nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), dietro a cui potrebbe nascondersi un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto. «I saldi invernali saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media», afferma in una nota il Codacons. “Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi”, spiega il presidente Carlo Rienzi. Per Rienzi, inoltre, “la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni i saldi invernali si tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Per il Coda cons la spesa media a famiglia scende a 145 euro. Diminuisce il numero di italiani che farà acquisti durante i saldi, solo il 40% approfitterà degli sconti.

La Nazione (ed. Siena), 31/12/2019 03:28
I saldi invernali anticipano l’ Epifania, via il 4 gennaio
speranza di recupero per i commercianti. ma codacons frena: «in calo acquisti e spesa media familiare»
Inizieranno sabato 4 gennaio e dureranno sessanta giorni, dunque fino al 3 marzo successivo, i saldi invernali 2020 in Toscana. La data di inizio è stata fissata in conformità alla legge regionale in materia ‘Codice del Commercio’, con una delibera della Regione Toscana, nel primo giorno feriale antecedente l’ Epifania. Le vendite a prezzi scontati dunque arrivano appena passate le feste e per fortuna coincidono con il calo delle temperature, dopo mesi di caldo anomalo: il via della stagione più fredda dovrebbe far ripartire – almeno questa è l’ attesa – anche le vendite del settore moda, che da anni soffre la crisi e stagionalità non più rispettate. Quest’ anno dunque i ribassi arriveranno un giorno prima e batteranno di gran lunga la Befana, che atterrerà con la sua scopa 48 ore dopo. Il primo a fare previsioni, annunciando però in questo caso il flop, è il Codacons, che intravede il calo sia del numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia della spesa media. Complici, secondo l’ associazione consumatori, le occasioni di sconto che si susseguono tutto l’ anno. Sempre che i compratori ne abbiano approfittato: «Il Black Friday di fine novembre – sostiene – ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi. Inoltre la partenza degli sconti così ravvicinata alle feste natalizie e di fine anno impedisce alle famiglie di spendere, perché i portafogli dei consumatori sono stati già svuotati dalle festività. Saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti. Gli acquisti durante il periodo di sconti faranno registrare una pesante flessione, pari a circa il -10% su anno e una spesa media a famiglia che scende a quota 145 euro – stima il Codacons -. Diminuisce inoltre il numero di cittadini che deciderà di fare compere, e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti».

Il Resto del Carlino (ed. Cesena), 31/12/2019 03:24
codacons
«I saldi sono un flop e vanno aboliti»
I saldi invernali in partenza il prossimo 4 gennaio saranno un flop totale, e si ridurrà sia il numero di consumatori che deciderà di fare acquisti, sia la spesa media. Ad affermarlo il Codacons, che chiede invece di abolire i saldi per lasciare spazio a vendite promozionali tutto l’ anno.

Il Resto del Carlino (ed. Bologna), 31/12/2019 03:23
Gli enti inutili che sono ‘utili’ a dare prebende
Se la politica avesse un po’ di interesse per la logica e la trasparenza, la stessa formula ‘enti inutili’ spiegherebbe il problema. Ciò che è senza una finalità riconosciuta e tangibile, dovrebbe vedere ridotti la propria attività e i propri costi. Non sono un esperto di diritto pubblico, ma se, come sottolinea il Codacons, nel nostro Paese sono almeno 500 gli organismi sovvenzionati dallo Stato per un importo di una decina di miliardi, allora a qualche cosa questi enti serviranno. Lo dico con amarezza: serviranno a distribuire cariche, a crearsi consensi elettorali. Mi sembra una chiara risposta alla Sua domanda, poiché non comprenderei altrimenti l’ obiettivo dei finanziamenti a certi centri studi sulla cultura africana o all’ organizzazione di cosiddette fiere campionarie equivalenti a rassegne del tutto localistiche e minori. Nel 1956 era stato istituito l’ Iged, l’ Ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti, con una struttura di circa 130 fra dirigenti e funzionari; iniziativa che oggi ci appare grottesca, dal momento che nel 2002 l’ Iged andò incontro alla liquidazione, mentre gran parte delle strutture che avrebbe dovuto liquidare sono rimaste gaiamente in piedi. mail: [email protected].

Il Resto del Carlino, 31/12/2019 03:21
Lezioni private Il giro d’ affari vale quasi un miliardo
Il costo delle ripetizioni per ogni famiglia, secondo alcuni studi, può arrivare a 625 euro a materia nella stagione scolastica e salire anche fino a 925 euro al Classico. Secondo il Codacons, il giro d’ affari per il 2018/2019 è stato di 950 milioni di euro, per il 90% in nero.

Il Resto del Carlino, 31/12/2019 03:21
È l’ ora dei saldi. Ma molti sono mascherati
stagione delle occasioni al via il 4 gennaio: in realtà è già partita. i consumatori avvertono: rischio flop per colpa del black friday
MILANO Neppure il tempo di andare nei negozi a cambiare qualche regalo non proprio gradito ricevuto sotto l’ albero o di riciclare qualche dono per la Befana – se non rivendere i maglioni dalla taglia sbagliata su Internet (un trend che secondo Coldiretti/Ixé riguarda un italiano su quattro) – che già riparte la stagione degli acquisti con lo sconto. Ovvero, il periodo dei saldi invernali. Il via sarà dato dalla Sicilia (giovedì 2 gennaio) mentre le altre regioni hanno fissato la partenza delle vendite di fine stagione per sabato 4 (data che riguarderà anche Lombardia, Marche, Liguria e Toscana) e domenica 5 (come in Emilia Romagna e Umbria). L’ anno scorso, secondo Confcommercio, la spesa media pro capite durante i saldi era stata di 141 euro per un giro d’ affari di circa 5 miliardi. Quest’ anno, pur calcolando cifre di spesa più alte, secondo il Codacons i saldi rischiano di essere un flop con una media di 145 euro, una flessione del 10% e solo quattro italiani su dieci che faranno acquisti. Per Federconsumatori il budget di spesa sarà più alto (179 euro) ma ci sarà comunque un calo dell’ 1,3%. A frenare i saldi, spiegano i consumatori, è la nuova moda del Black Friday, che assorbe una quota consistente di spesa natalizia, ma anche la vicinanza alle Festività. Giudizio, questo, condiviso dai commercianti che chiedono che il periodo dei saldi sia posticipato e ridotto dagli attuali 45-60 giorni. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, andrebbero addirittura aboliti, consentendo libertà di sconti tutto l’ anno. Del resto, se nei prossimi giorni scatteranno le code in negozi, boutique e cittadelle dello shopping (outlet) a caccia soprattutto dei capi griffati scontati, già da settimane sono partiti i saldi anticipati (non previsti dalla legge) con gli inviti via sms ed e-mail a partecipare a vendite private ed esclusive inviati ai clienti e ai possessori di carte fedeltà. Non solo, se la legge disciplina solo le vendite di fine stagione di capi di abbigliamento, calzature e accessori, ormai il marketing dei saldi riguarda tutto il commercio (arredamento, tempo libero e sport, elettronica ed elettrodomestici, cosmesi e cura della casa) mentre chi vende online non è tenuto a rispettare le norme dei saldi. Norme che impongono di indicare il prezzo normale di vendita (che sarebbe bene controllare in questi giorni prima della partenza dei saldi), lo sconto e il prezzo finale. Federconsumatori ricorda di non lasciarsi ingolosire da ribassi esagerati (pari o superiori al 60%), controllare con attenzione le etichette e conservare lo scontrino. La possibilità di cambiare il capo, avverte Confcommercio, è lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’ obbligo della riparazione, sostituzione o rimborso. Per quanto riguarda la prova dei capi, non c’ è un obbligo che riguarda invece l’ accettazione dei pagamenti con bancomat e carta di credito anche durante i saldi. A. Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nazione, 31/12/2019 03:17
Lezioni private Il giro d’ affari vale quasi un miliardo
Il costo delle ripetizioni per ogni famiglia, secondo alcuni studi, può arrivare a 625 euro a materia nella stagione scolastica e salire anche fino a 925 euro al Classico. Secondo il Codacons, il giro d’ affari per il 2018/2019 è stato di 950 milioni di euro, per il 90% in nero.

La Nazione, 31/12/2019 03:17
È l’ ora dei saldi. Ma molti sono mascherati
stagione delle occasioni al via il 4 gennaio: in realtà è già partita. i consumatori avvertono: rischio flop per colpa del black friday
MILANO Neppure il tempo di andare nei negozi a cambiare qualche regalo non proprio gradito ricevuto sotto l’ albero o di riciclare qualche dono per la Befana – se non rivendere i maglioni dalla taglia sbagliata su Internet (un trend che secondo Coldiretti/Ixé riguarda un italiano su quattro) – che già riparte la stagione degli acquisti con lo sconto. Ovvero, il periodo dei saldi invernali. Il via sarà dato dalla Sicilia (giovedì 2 gennaio) mentre le altre regioni hanno fissato la partenza delle vendite di fine stagione per sabato 4 (data che riguarderà anche Lombardia, Marche, Liguria e Toscana) e domenica 5 (come in Emilia Romagna e Umbria). L’ anno scorso, secondo Confcommercio, la spesa media pro capite durante i saldi era stata di 141 euro per un giro d’ affari di circa 5 miliardi. Quest’ anno, pur calcolando cifre di spesa più alte, secondo il Codacons i saldi rischiano di essere un flop con una media di 145 euro, una flessione del 10% e solo quattro italiani su dieci che faranno acquisti. Per Federconsumatori il budget di spesa sarà più alto (179 euro) ma ci sarà comunque un calo dell’ 1,3%. A frenare i saldi, spiegano i consumatori, è la nuova moda del Black Friday, che assorbe una quota consistente di spesa natalizia, ma anche la vicinanza alle Festività. Giudizio, questo, condiviso dai commercianti che chiedono che il periodo dei saldi sia posticipato e ridotto dagli attuali 45-60 giorni. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, andrebbero addirittura aboliti, consentendo libertà di sconti tutto l’ anno. Del resto, se nei prossimi giorni scatteranno le code in negozi, boutique e cittadelle dello shopping (outlet) a caccia soprattutto dei capi griffati scontati, già da settimane sono partiti i saldi anticipati (non previsti dalla legge) con gli inviti via sms ed e-mail a partecipare a vendite private ed esclusive inviati ai clienti e ai possessori di carte fedeltà. Non solo, se la legge disciplina solo le vendite di fine stagione di capi di abbigliamento, calzature e accessori, ormai il marketing dei saldi riguarda tutto il commercio (arredamento, tempo libero e sport, elettronica ed elettrodomestici, cosmesi e cura della casa) mentre chi vende online non è tenuto a rispettare le norme dei saldi. Norme che impongono di indicare il prezzo normale di vendita (che sarebbe bene controllare in questi giorni prima della partenza dei saldi), lo sconto e il prezzo finale. Federconsumatori ricorda di non lasciarsi ingolosire da ribassi esagerati (pari o superiori al 60%), controllare con attenzione le etichette e conservare lo scontrino. La possibilità di cambiare il capo, avverte Confcommercio, è lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’ obbligo della riparazione, sostituzione o rimborso. Per quanto riguarda la prova dei capi, non c’ è un obbligo che riguarda invece l’ accettazione dei pagamenti con bancomat e carta di credito anche durante i saldi. A. Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giorno, 31/12/2019 03:11
È l’ ora dei saldi. Ma molti sono mascherati
stagione delle occasioni al via il 4 gennaio: in realtà è già partita. i consumatori avvertono: rischio flop per colpa del black friday
MILANO Neppure il tempo di andare nei negozi a cambiare qualche regalo non proprio gradito ricevuto sotto l’ albero o di riciclare qualche dono per la Befana – se non rivendere i maglioni dalla taglia sbagliata su Internet (un trend che secondo Coldiretti/Ixé riguarda un italiano su quattro) – che già riparte la stagione degli acquisti con lo sconto. Ovvero, il periodo dei saldi invernali. Il via sarà dato dalla Sicilia (giovedì 2 gennaio) mentre le altre regioni hanno fissato la partenza delle vendite di fine stagione per sabato 4 (data che riguarderà anche Lombardia, Marche, Liguria e Toscana) e domenica 5 (come in Emilia Romagna e Umbria). L’ anno scorso, secondo Confcommercio, la spesa media pro capite durante i saldi era stata di 141 euro per un giro d’ affari di circa 5 miliardi. Quest’ anno, pur calcolando cifre di spesa più alte, secondo il Codacons i saldi rischiano di essere un flop con una media di 145 euro, una flessione del 10% e solo quattro italiani su dieci che faranno acquisti. Per Federconsumatori il budget di spesa sarà più alto (179 euro) ma ci sarà comunque un calo dell’ 1,3%. A frenare i saldi, spiegano i consumatori, è la nuova moda del Black Friday, che assorbe una quota consistente di spesa natalizia, ma anche la vicinanza alle Festività. Giudizio, questo, condiviso dai commercianti che chiedono che il periodo dei saldi sia posticipato e ridotto dagli attuali 45-60 giorni. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, andrebbero addirittura aboliti, consentendo libertà di sconti tutto l’ anno. Del resto, se nei prossimi giorni scatteranno le code in negozi, boutique e cittadelle dello shopping (outlet) a caccia soprattutto dei capi griffati scontati, già da settimane sono partiti i saldi anticipati (non previsti dalla legge) con gli inviti via sms ed e-mail a partecipare a vendite private ed esclusive inviati ai clienti e ai possessori di carte fedeltà. Non solo, se la legge disciplina solo le vendite di fine stagione di capi di abbigliamento, calzature e accessori, ormai il marketing dei saldi riguarda tutto il commercio (arredamento, tempo libero e sport, elettronica ed elettrodomestici, cosmesi e cura della casa) mentre chi vende online non è tenuto a rispettare le norme dei saldi. Norme che impongono di indicare il prezzo normale di vendita (che sarebbe bene controllare in questi giorni prima della partenza dei saldi), lo sconto e il prezzo finale. Federconsumatori ricorda di non lasciarsi ingolosire da ribassi esagerati (pari o superiori al 60%), controllare con attenzione le etichette e conservare lo scontrino. La possibilità di cambiare il capo, avverte Confcommercio, è lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’ obbligo della riparazione, sostituzione o rimborso. Per quanto riguarda la prova dei capi, non c’ è un obbligo che riguarda invece l’ accettazione dei pagamenti con bancomat e carta di credito anche durante i saldi. A. Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giorno (ed. Milano), 31/12/2019 03:11
Sogno di Natale, chiesti 3mila rimborsi
sono le richieste arrivate al codacons (che intanto prepara la class action) nel giro di pochi giorni. e sui social esplode la rabbia
MILANO di Francesco Pellegatta Tremila richieste di rimborso in pochi giorni. Sono quelle arrivate al Codacons Lombardia da cittadini che pretendono di ottenere indietro i soldi spesi per il biglietto del villaggio di Natale. Villaggio chiuso il 24 dicembre – ufficialmente – a causa delle cattive recensioni e delle polemiche scatenatesi sui social in seguito ai disagi vissuti dai visitatori, che avrebbero provocato un crollo delle prenotazioni e le prime richieste di rimborso dei ticket. Questa, almeno, la tesi degli organizzatori. Tesi che – naturalmente – non è stata condivisa delle associazioni per la tutela dei consumatori. Nel frattempo, sui gruppi social, gli utenti si sono scatenati nel proporre la “ricetta” corretta per ottenere il rimborso. Stando a quanto emerge fino a ora, se il biglietto è stato acquistato per una data successiva al 24 dicembre non ci dovrebbero essere problemi nell’ ottenere la restituzione dell’ importo attraverso i canali che offrono il servizio di biglietteria (es. TicketOne). Discorso differente riguarda chi – insoddisfatto dell’ esperienza vissuta al villaggio – prentende il rimborso dagli organizzatori. «In questo senso stiamo avviando la class action – ha spiegato il presidente del Codacons, l’ avvocato Marco Donzelli -. A nostro parere ci sono stati inadempimenti contrattuali gravi relativi ai disagi vissuti da chi si è recato lì e tutto ha trovato tranne che un villaggio di Babbo Natale. Le giustificazioni degli organizzatori? Mi sembrano suggestioni: i video dei visitatori sono disarmanti. Per questo rinnovo l’ invito: tutti coloro che vogliono aderire alla class action devono andare sul sito del Codacons Lombardia e compilare il format». Donzelli ha continuato: «Quanto successo evidenzia un fenomeno nuovo: i cittadini che lamentavano un disservizio sono riusciti a veicolare il messaggio e arrivare a una forma di autotutela. Parlaimo del tanto bistrattao cittadino, che ha superato le forme di tutela tardive dello Stato». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Giorno, 31/12/2019 03:10
Lezioni private Il giro d’ affari vale quasi un miliardo
Il costo delle ripetizioni per ogni famiglia, secondo alcuni studi, può arrivare a 625 euro a materia nella stagione scolastica e salire anche fino a 925 euro al Classico. Secondo il Codacons, il giro d’ affari per il 2018/2019 è stato di 950 milioni di euro, per il 90% in nero.

Libero, 31/12/2019 02:45
MARINELLA MERONI Il Capodanno è la festa meno amata dagli animali, sia domestici che selvatici: …
MARINELLA MERONI Il Capodanno è la festa meno amata dagli animali, sia domestici che selvatici: hanno il terrore dei rumori di botti, petardi e fuochi d’ artificio, poiché provocano loro veri attacchi di panico, a volte inducendoli a reazioni incontrollate molto pericolose. Come cani e gatti che scappano di casa, con il rischio di finire investiti o non più recuperati, oppure come alcuni cani anziani che muoiono di infarto per la paura, o ancora uccellini che si schiantano su finestre e lampioni in preda all’ angoscia. Come ogni anno, le associazioni animaliste lanciano appelli ai Comuni affinché vietino per l’ appunto botti e fuochi d’ artificio, dispensando anche consigli su come proteggere le nostre bestiole. C’ è oltretutto da aggiungere che, oltre a causare disagi agli animali, i fuochi d’ artificio sono molto pericolosi per l’ uomo e pure per l’ ambiente: ogni anno, in diverse città, c’ è qualcuno che si ferisce più o meno gravemente, anche perdendo una mano o rovinandosi per sempre la vita. Inoltre la Protezione Civile e i pompieri segnalano anche i rischi d’ incendi, le cronache sono piene di episodi di roghi scoppiati a causa dei fuochi pirotecnici, con gravi e costosi danni. Ma c’ è di più. Meno conosciuto ma assai grave per l’ uomo e l’ ambiente è il problema causato dalle polveri fini (il famoso pm10) emesse proprio dagli spettacoli pirotecnici, che possono peggiorare malattie esistenti e provocarne di nuove. È stato dimostrato scientificamente che i fuochi in questione emettono carichi di polveri sottili che superano di ben otto volte il valore limite consentito. In più, quando si accendono si sprigionano miscele che provocano reazioni chimiche, formando nuove sostanze velenose, spesso sconosciute. Gli studi confermano che la valutazione delle suddette emissioni nell’ atmosfera, nel suolo e nelle acque ha mostrato che il maggiore impatto per l’ uomo deriva dall’ aumento temporaneo delle concentrazioni di particolato fine. A seconda del carico preesistente, che dipende dall’ intensità delle fonti di emissione e dalle condizioni meteorologiche nei giorni precedenti le attività pirotecniche, l’ accensione di fuochi d’ artificio può causare, anche se per un breve periodo, un tenore particolarmente elevato di polveri fini in grado di penetrare nei polmoni, tanto che i valori medi su 24 ore possono superare il valore limite di 50 g/m³ stabilito nell’ Oiat (Ordinanza contro l’ inquinamento atmosferico). I dati indicano che tali impennate del pm10 possono essere problematiche per le persone affette da malattie cardiocircolatorie o malattie croniche delle vie respiratorie. Circostanza confermata pure dal Codacons: «I fuochi d’ artificio provocano un vertiginoso aumento delle polveri sottili, sostanze non salutari come le polveri di stronzio, bario, rame, alluminio, titanio e ferro. Non si tratta solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una tradizione che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali». Abolire i botti di Capodanno è un segno di civiltà e le alternative ci sono – peraltro, nulla hanno da invidiare a quelli tradizionali, ma senza controindicazioni e con costi più ridotti: gli spettacoli piromusicali, ossia accompagnati da brani di musica classica senza detonazioni, o anche gli spettacoli di luce di grande effetto che suscitano ammirazione ed emozioni. Chi ama e rispetta la vita, la natura e gli animali preferisce solo il tradizionale, gioioso ed innocuo “botto”, quello dello spumante. Buon anno nuovo a tutti. riproduzione riservata.

Libero, 31/12/2019 02:45
Gli sconti prenatalizi rischiano di affossare i saldi
dal 2 parte la stagione invernale delle offerte
nSaldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un “flop totale” con un -10%. Ad incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite.

Il Giornale Di Vicenza, 31/12/2019 02:45
Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regi
Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali si tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Per questo, l’ organizzazione dei consumatori liquida come «inutili e obsoleti» i saldi di fine stagione che «andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziativecome il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e comescontare la propria merce». Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani.

Brescia Oggi, 31/12/2019 02:40
Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regi
Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali si tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Per questo, l’ organizzazione dei consumatori liquida come «inutili e obsoleti» i saldi di fine stagione che «andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziativecome il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e comescontare la propria merce». Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani.

L’Arena, 31/12/2019 02:37
Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regi
Saldi invernali ai blocchi di partenza: il 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’ anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’ 1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un «flop totale» con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’ effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti. «Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali si tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’ alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti». Per questo, l’ organizzazione dei consumatori liquida come «inutili e obsoleti» i saldi di fine stagione che «andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziativecome il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e comescontare la propria merce». Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani.

La Stampa (ed. Novara), 31/12/2019 02:35
primo sindaco nel novarese ad aderire alla class action di codacons
Fondi per i piccoli Comun i Barengo chiede lo sblocco
Il Comune di Barengo aderisce alla class action attivata dal Codacons per sbloccare le risorse destinate alla salvaguardia dei piccoli Comuni sotto i 5000 abitanti. La giunta comunale guidata dal sindaco Fabio Maggeni ha espresso parere favorevole affinché si provveda all’ attuazione della legge «Salva Borghi», delegando l’ avvocato-docente Carlo Rienzi a rappresentare e difendere il Comune. Nel novembre 2017 era stata pubblicata nella gazzetta ufficiale la legge 158/2017 che indicava le «Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici delle municipalità con meno di 5 mila residenti». La norma aveva come scopo la promozione di misure a favore degli abitanti e delle attività produttive. Era stato pure istituito dal ministero dell’ Interno, il fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale destinato al finanziamento di investimenti diretti alla salvaguardia dei piccoli e piccolissimi Comuni. La mancanza dei decreti attuativi che avrebbero dovuto essere adottati entro il novembre 2018, ha però generato il blocco delle risorse. Iniziativa gratuita Il Codacons ha avviato un’ azione collettiva pubblica per aggregare i consensi dei Comuni danneggiati dalle mancate erogazioni di contributi. L’ adesione alla class action è gratuita. «L’ unica formalità per esprimere l’ adesione – spiegano dal Codacons – è rappresentata dalla sottoscrizione del modulo da parte del sindaco oppure dal rappresentante del singolo ente pubblico». In provincia di Novara il Comune di Barengo è finora il primo ad aver recepito l’ iniziativa collettiva lanciata dal Codacons. r.l.- © RIPRODUZIONE RISERVATA Il comune di Barengo ha meno di mille abitanti il caso.

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