Quando la solidarietà “risponde” agli insulti della becera ignoranza«Non siamo bestie feroci ma persone con un’ anima»
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Antonio SiscaFILADELFIA Quanto accaduto in una pizzeria di Filadelfia, dove sono stati insultati un gruppo di ragazzi affetti da sindrome di down, non ha lasciato indifferenti. Una notizia che ha destato amarezza in tanti e che ha varcato i confini della provincia, da dove da giorni si è fatta sentire forte la voce di solidarietà e di vicinanza ai ragazzi. E proprio quei ragazzi ieri mattina sono stati invitati in caserma dai carabinieri della stazione di Filadelfia, guidati dal maresciallo Emanuele Massimiani, insieme ai loro familiari. Un incontro per esprimere loro la solidarietà della Benemerita per lo sconcertante fatto accaduto sera del 23 dicembre sorso, in pieno clima natalizio. Anche il Prefetto Francesco Zito ha espresso al sua vicinanza ai quattro giovani e li ha invitati a consumare una pizza assieme a lui il prossimo tre gennaio nello stesso ristorante dove si è verificato il fattaccio. Dai social, poi, un invito per una pizza «a Roma sulla terrazza del Nazareno» arriva dal gruppo del Pd. E ferma condanna è giunta, altresì, dall’ associazione italiana persone down di Vibo da dove ritengono «incredibile che ancora oggi esistano persone che compiono gesti beceri come quello accaduto a Filadelfia». Una provocazione, poi, è quella lanciata dal Codacons che “mette” una «taglia per svergognare chi ha offeso i ragazzi». Perché quell’ offesa è «un’ offesa a tutta la comunità». Dunque, l’ auspicio dell’ associazione guidata da Francesco Di Lieto, che si rintraccino i responsabili così da poterli denunciare «nella speranza di poter ottenere una condanna allo svolgimento do lavori socialmente utili magari proprio presso il club dei ragazzi di Filadelfia». E vicino ai ragazzi si è detto anche il titolare della pizzeria ” la Brace” teatro dell’ accaduto. Un coro unanime che ormai da giorni si fa sentire da ogni parte d’ Italia a sostegno sia dei quattro giovani di età compresa tra i 19 e i 22 anni che dei genitori a dimostrazione del fatto che gli italiani non sono un popolo di razzisti. In tanti, infatti, si sono proposti ad aiutare l’ associazione “Giovanni Gemelli” impegnata da tempo in un progetto di autonomia e integrazione per superare gli ostacoli alla disabilità che vede coinvolti giovani con la sindrome di down e che finora ha dato risultati notevoli dal punto di vista del recupero e della integrazione. «Finora – spiega una delle accompagnatrici che segue i ragazzi nel loro percorso – i risultati raggiunti sono più che soddisfacenti; nei giorni scorsi abbiamo portato li abbiamo portati al Centro commerciale e una volta dentro abbiamo voluto lasciarli liberi per fare acquisti dimostrando di sapersela cavare da soli, di avere quindi acquisito il valore del denaro e di come spenderlo. Speriamo che dopo quanto accaduto in pizzeria non li abbia scosso in modo particolare».
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