Natale, meno carrelli ma tantissima qualità
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fonte:
- Il Messaggero
I NOSTRI SOLDI Tradizione, risparmio e salutismo convivono sempre più nelle scelte alimentari in vista del cenone e del pranzo di Natale, con la spesa in leggera ripresa e prezzi un po’ più alti rispetto a un anno fa. Ne conseguono carrelli meno pieni ma il gusto di festeggiare anche a tavola rimasto pressoché intatto, pur con un approccio in evoluzione. Così, oltre che verso prodotti sani le famiglie si orientano sempre più su quelli a chilometro zero, mentre nella disputa tra panettone e pandoro, gli umbri preferiscono il secondo, meglio se abbinato ai dolcetti locali. Nello sprint della vigilia, in tanti si organizzeranno per rifornire di pesce la dispensa. «Tali prodotti, tra orata, salmone, acciughe, baccalà, aringhe, stanno avendo un trend positivo del 7-9%», spiega Samuele Tognaccioli, presidente regionale Fida Confcommercio. «Per una questione di gusti, visto che in Umbria non si mangia spessissimo, ma anche per un trend salutistico ormai in atto». Quanto a salumi e formaggi, prosciutto e parmigiano restano in cima alle scelte. «Hanno la meglio su salame e pecorino aggiunge Tognaccioli – mentre rispetto ai secondi, sempre più famiglie tendono a preparare il piatto unico, puntando su meno cose ma più ricercate e di qualità». Una tendenza che si sta consolidando, con i supermercati presi meno d’ assalto anche per la maggiore offerta presente specie nelle grandi città della regione. «Stimiamo una spesa in leggera ripresa rispetto all’ anno scorso osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ma i prezzi sono un po’ più alti e i carrelli non proprio pieni, anche se domani (oggi, ndr) potrebbe andare molto meglio. Questa mattina (ieri, ndr), ad esempio nei supermercati che abbiamo osservato a Perugia c’ era poca gente a fare la spesa. Ne abbiamo vista di più negli esercizi medio-piccoli che possono contare su un banco gastronomia e macelleria con ricette e prodotti locali». A proposito, secondo Coldiretti Umbria, una famiglia su due ama preparare in casa i dolci della tradizione insieme alla preparazione casalinga dei piatti. «Un’ attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne spiegano da Coldiretti e all’ interno delle mura domestiche si svolge il rito della preparazione di specialità alimentari caratteristiche del Natale, col ritorno (aspetto unico durante l’ anno) di specialità della tradizione contadina». Quanto ai dolci simbolo del Natale, l’ indagine Coldiretti/Ixé vede il panettone presente nel 79% delle tavole degli italiani, mentre il pandoro nel 72% dei casi. Aspetto che a livello regionale si articola diversamente. «In Umbria il panettone può avere la meglio se senza canditi sostiene Tognaccioli – altrimenti la preferenza, anche come regalo, va al pandoro che non a caso costa più del panettone». In alcune zone, vedi perugino, tra i due litiganti hanno la meglio i dolcetti tradizionali a base di mandorle e pinoli: amaretti, torciglione e pinocchiate. «In generale possiamo dire che vince l’ assortimento, magari puntando su quantità inferiori ma abbinando vari dolci di qualità, compresi torrone e cioccolato». Meglio se accompagnati da un vino di qualità. «C’ è molta vivacità nel segmento dei passiti, con le scelte che si orientano su moscato e altri vini liquorosi italiani (Pantelleria) e umbri (Montefalco) scelti sia per accompagnare degustazioni (specie di formaggi) sia a fine pasto con i dolci tradizionali». Quanto ai prezzi, restando nel campo dei prodotti tipici, i cappelletti oscillano tra i 12 e i 29 euro al chilo, il cappone se di allevamento tradizionale locale può costare fino a 15 euro, la galantina di pollo 17,50, la faraona ripiena, 16,90. «Da una ricognizione effettuata a Perugia città aggiunge Carla Falcinelli i prezzi di pesce, cioccolatini e dolci ci sono sembrati un po’ alti». Ma seppur a piccole dosi, in pochi ci rinunceranno. Fabio Nucci.
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