Positivo ad alcol e droga, investe e uccide due 16enni
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fonte:
- Libero
SIMONA PLETTO Condividevano i banchi di scuola, gli amici, lo shopping. Sabato venti minuti dopo mezzanotte la spensieratezza dei loro 16 anni si è spenta sull’ asfalto: il loro destino si è incrociato fatalmente con quello di un 20enne, Pietro Genovese (figlio del noto regista Paolo) che alla guida di un’ auto le ha investite uccidendole. Il giovane risultato positivo all’ alcol e alle droghe. Tutto è successo in pochi minuti, in corso Francia dove le auto sfrecciano di giorno e ancor più di sera. In più quella notte l’ asfalto era viscido per via della pioggia. Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, compagne di classe al Liceo De Santics, residenti entrambe nel vicino quartiere Fleming dove è avvenuto l’ incidente, avevano appena lasciato uno dei locali nel cuore della movida romana e stavano tornando a casa quando sono state travolte mentre attraversavano la strada a scorrimento veloce, vicino a Ponte Milvio, a pochi metri dalla tangenziale. Le strisce pedonali erano distante una decina di metri. Alcuni testimoni hanno raccontato che le ragazze avevano mangiato una pizza in un locale vicino, dopodiché erano uscite per raggiungere amici in un altro locale poco distante. È stato un impatto violentissimo, che non ha lasciato scampo alle due 16enni, morte sul colpo. Camilla è stata riconosciuta subito perché aveva con sé i documenti; Gaia è stata invece riconosciuta dal padre, ufficiale dei Carabinieri da 32 anni in congedo e che, appresa la notizia dell’ incidente, ha riconosciuto il nome dell’ amica della figlia ed è corso subito sul posto perché sapeva che le due ragazze quella sera erano uscite insieme. Pietro Genovese si è fermato subito per prestare soccorso. Il ragazzo è stato trasportato all’ ospedale Umberto I in stato di choc ed è stato sottoposto al test: è risultato positivo ad alcool e droga. I pm di Roma, che hanno sequestrato anche il cellulare del 20enne, hanno aperto un fascicolo per duplice omicidio stradale. SEQUESTRATO IL CELLULARE Come da normale procedura, verranno effettuati accertamenti per verificare se al momento dell’ impatto il giovane si trovava al telefono. Al vaglio della polizia di Roma Capitale anche le immagini di videosorveglianza delle zona.«Abbiamo sentito un gran boato e siamo usciti dal locale. Pensavo a un tamponamento, poi ho visto le ragazze a terra. Penso siano state sbalzate per diversi metri». A parlare è il gestore di un locale di Corso Francia, tra i primi a soccorrere le ragazze investite. «Non pioveva in quel momento – ricorda – è stata una scena terribile. Quando sono arrivato erano ferme diverse auto, ma l’ investitore non l’ ho visto. Sull’ asfalto abbiamo trovato una targa di una macchina che abbiamo consegnato alla polizia. Poi abbiamo accolto i genitori delle ragazze nel nostro locale, erano sconvolti». I corpi delle due ragazze erano distanti qualche metro tra loro e lontani dalle strisce. Dalle prime informazioni erano dirette verso Collina Fleming, probabilmente volevano scavalcare il guardrail. Paolo Genovese, padre del ragazzo che ha investito le due 16enni, ha detto: «Il dolore per Gaia e Camilla e per i loro genitori è insopportabile. Siamo una famiglia distrutta, è una tragedia immensa che ci porteremo dentro per sempre». «Avevamo fatto tanti progetti con Camilla. Non è giusto. Non doveva andare così». A dirlo è la mamma di Camilla Romagnoli a chi ha avuto modo di incontrarla dopo l’ incidente in cui ha perso la vita la figlia. «Roma è una vera e propria giungla stradale dove regna oramai l’ anarchia e il rispetto delle regole del Codice della strada è sempre più un miraggio», ha spiegato ieri il presidente del Codacons Carlo Rienzi. La conferma arriva dai numeri ufficiali degli incidenti sulle strade della capitale: il 2018 si è chiuso con un bilancio di 143 morti a Roma, di cui oltre un terzo (57 vittime) sono pedoni. Non va meglio nel 2019: solo nei primi 11 mesi dell’ anno, e solo nell’ area urbana della città gli incidenti sono stati 27mila con 111 vittime. riproduzione riservata.
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