21 Dicembre 2019

Intesa con i commissari

nuovo piano entro gennaio milano rinvia a febbraio l’ udienza sul contratto: al lavoro sul patto
TARANTO. Quattro pagine in inglese per tentare di trovare entro gennaio una intesa in grado di garantire un futuro allo stabilimento siderurgico di Taranto. Il via libera al memorandum che impegna Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria dell’ omonimo complesso aziendale, e ArcelorMittal, che quel complesso gestisce in fitto finalizzato all’ ac quisto dall’ 1 novembre 2018, arriva direttamente nel palazzo di Giustizia di Milano, teatro ieri mattina della nuova udienza del procedimento civile d’ urgenza intentato dai commissari straordinari nei confronti della multinazionale. L’ udienza, celebrata dal giudice Claudio Marangoni, era comunque destinata a saltare perché le parti non hanno avuto la possibilità, a causa di problemi al sistema informatico, di scaricare e leggere tutti i documenti a corredo della memoria di 57 pagine depositata martedì scorso dai legali di ArcelorMittal. Ma la firma del memorandum di intesa tra l’ amministratore delegato di Ami Lucia Morselli e i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo ha rasserenato gli animi, facendo rinviare l’ udienza al prossimo 7 febbraio, nel pieno accordo delle parti. L’ intesa raggiunta delimita il perimetro della trattativa per la ristrutturazione del contratto originario di affitto finalizzato alla vendita degli stabilimenti e l’ operazione finanziaria di rilancio del polo siderurgico di Taranto. Per Ferdinando Emanuele, l’ avvocato esperto in litigation appositamente ingaggiato da ArcelorMittal, è stato «raggiunto un accordo che indica le basi per la negoziazione che si svolgerà fino al termine massimo del 31 gennaio con lo scopo di raggiungere un accordo vincolante». Il documento ha consentito di ottenere dal giudice Claudio Marangoni sette giorni in più del rinvio richiesto (31 gennaio). I legali dell’ ex Ilva (affiancata nella causa dalla Procura di Milano, dal Comune di Taranto, dalla Regione Puglia e dal Codacons) avranno tempo di depositare le loro memorie di replica fino al 20 gennaio. Gli avvocati del gruppo franco indiano, invece, potranno eventualmente depositare le loro controrepliche entro il 31 gennaio. Il memorandum ruota intorno a quattro punti fondamentali: la partecipazione dello Stato nella compagine azionaria di ArcelorMittal tramite una società partecipata; la graduale installazione di forni elettrici con annessa creazione di una nuova società per implementare o gestire ulteriori impianti di produzione (il riferimento è al pre -ridotto) a Taranto; le 8 milioni di tonnellate di acciaio da produrre nel 2023; un nuovo piano ambientale con conseguente accordo sindacale. Quattro punti su cui si sono espressi già negativamente proprio i sindacati che protestano vivacemente per la loro esclusione dalla trattativa, prontamente rassicurati dal ministro allo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli (M5S): «Non si potrà proporre un cambio di piano industriale senza un accordo sindacale». Singolare anche il derby che si gioca in casa Pd. Se il ministro dell’ Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri non nasconde la sua «soddisfazione per un accordo che costituisce un primo importante passo avanti per la soluzione positiva di una vicenda che riguarda oltre 10.000 lavoratori, che coinvolge il tessuto economico e civile della città di Taranto, che deve assicurare la tutela della salute di lavoratori e cittadini e garantire la tenuta del sistema industriale italiano, di cui l’ industria siderurgica e meccanica costituiscono l’ ossatura», il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano spinge sul freno: «Non si brinda a un accordo di massima. Io lo ritengo tuttavia un fatto enormemente positivo. È il punto di ripartenza di una trattativa molto difficile e complicata».

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