I commissari Ilva: la causa va rinviata Mittal attende la trattativa col governo
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fonte:
- La Stampa
monica serra milano La trattativa col governo è aperta ma fino alla tarda serata di ieri un accordo non era stato trovato. «Seppure – dicono fonti vicine ad ArcelorMittal – ora c’ è maggiore ottimismo». Così questa mattina è probabile che l’ udienza del processo cautelare promosso dai commissari dell’ ex Ilva, dopo l’ annuncio dello stop del gruppo franco indiano, sarà rinviata. Anche se i legali di Arcelor hanno tutto l’ interesse a discuterla quanto prima perché oggi avrebbero più di un asso nella manica da giocare, con l’ Altoforno Afo2 sotto sequestro e la richiesta di rinvio avanzata proprio (e soltanto) dalla stessa amministrazione straordinaria che oltre un mese fa aveva proposto il ricorso cautelare. Carte che diventerebbero difficili da sfruttare dopo il 30 dicembre, nel caso in cui il tribunale del Riesame di Taranto dovesse accogliere la richiesta dei commissari di prorogare l’ uso dell’ Altoforno attualmente bloccato con il conseguente fermo di un terzo della produzione dell’ acciaieria. Anche per questo Ilva, con gli avvocati Giorgio De Nova, Enrico Castellani e Marco Annoni, ieri ha già chiesto il rinvio. Necessario per «effettuare una replica scritta» alla corposa memoria presentata da Arcelor: «57 pagine e ulteriori 39 documenti allegati» che alle parti sono arrivati in ritardo. I legali dei commissari, infatti, nella richiesta di rinvio della discussione scrivono che, mentre Arcelor per presentare la memoria ha avuto trenta giorni di tempo, loro sarebbero costretti ad approntare una replica in non più di due giorni. Cosa che non garantirebbe l’ esigenza di «tutela della correttezza del contraddittorio». «Motivi ragionevoli» e condivisi dalla Procura di Milano che, con Regione Puglia, Comune di Taranto e Codacons, è intervenuta nella causa. Gli avvocati di Arcelor, Ferdinando Emanuele e Giuseppe Scassellati Sforzolini, invece, questa volta hanno preferito non svelare le carte, riservandosi di comunicare le loro intenzioni solo questa mattina, a seconda di come andrà la trattativa con il governo. In questa difficile partita a scacchi tra Arcelor e i commissari, c’ è poi il convitato di pietra che potrebbe ribaltare improvvisamente il tavolo da gioco, ovvero la procura che ha aperto un doppio fascicolo d’ inchiesta sul colosso franco indiano: per aggiotaggio e violazione della legge fallimentare il primo, per evasione fiscale di una società del gruppo il secondo. Proprio due giorni fa gli investigatori della Nucleo di polizia economico finanziaria hanno depositato un’ informativa con l’ esito degli accertamenti sulla documentazione sequestrata. Infine ci sono i sindacati sul piede di guerra per l’ annuncio di 3500 esuberi e che denunciano con forza «i licenziamenti in atto da parte del colosso franco indiano nei confronti di alcuni lavoratori specializzati, assunti da pochi mesi negli stabilimenti di Genova e Taranto». – © RIPRODUZIONE RISERVATA Lo stabilimento ex Ilva di Taranto.
monica serra
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