19 Dicembre 2019

Dissesto Talete, il Codacons denuncia la società e i sindaci della provincia di Viterbo

 

Alla Regione si chiede di commissariare Talete bloccando qualsiasi ulteriore aumento tariffario. Ai magistrati viterbesi di indagare per verificare la sussistenza da parte dei sindaci-soci di eventuali reati tipo l’ inadempimento di contratti di pubbliche forniture o l’ omissione di atti di ufficio . Dopo l’ ennesima assemblea dei soci dell’ azienda idrica andata deserta per mancanza del numero legale , scende in campo il Codacons , con un esposto trasmesso lunedì scorso alla Regione Lazio, all’ Arera e alla Procura della Repubblica di Viterbo. Il presidente nazionale Carlo Rienzi , che vive a Tarquinia, accusa i numerosi sindaci assenti di aver boicottato l’ assemblea dei soci impedendo il raggiungimento del numero legale: “Ci chiediamo quali obiettivi si nascondano dietro certi comportamenti omissivi da parte dei sindaci – dichiara al Corriere di Viterbo -. Non si gioca e non si specula sulla pelle e con le tasce dei cittadini. Per questo chiediamo alla Regione il commissariamento di Talete e la ripubblicizzazione dell’ acqua”. ” La società Talete spa – si legge nell’ esposto dell’ associazione dei consumatori – è in totale dissesto finanziario e gestionale, con ricadute che pagano tutti i cittadini al di fuori dei previsti luoghi istituzionali e del regolare iter democratico, che in questo caso coinvolgerebbe la preventiva discussione in tutti i consigli comunali ed in pubbliche assemblee. Continui sono infatti i disservizi a cui i cittadini devono porre rimedio: dai frequenti errori nella fatturazione delle bollette, alle difficoltà da parte degli utenti nel contattare la società, ai distacchi non dovuti, ai continui aumenti di tariffe che la società impone senza fornire servizi adeguati e senza effettuare investimenti sulla rete. Ne consegue che la scelta di commissariare i comuni non ancora aderenti al gestore unico da parte della Regione Lazio è uno sfregio alla volontà popolare espressa nel 2011 col referendum sull’ acqua pubblica, e alla legge regionale di iniziativa popolare, la 5/2014, legge che infatti giace nell’ oblio”. Non sono quindi i comuni “ribelli” rispetto all’ ingresso in Talete che vanno commissariati, secondo il Codacons, ma la stessa azienda idrica. “Per espressa dichiarazione del presidente di Talete – si legge ancora nell’ esposto – è necessario ricorrere a un investitore per sostenere i 35 milioni di euro per la ricapitalizzazione della società, nonostante gli introiti tariffari e le risorse pubbliche già investite a suo favore”. A questo proposito l’ associazione dei consumatori ricorda alla Regione, e ai magistrati, “lo stanziamento tra il 2016 ed il 2018 di circa 15 milioni di euro in favore della Talete per sostenere i costi di esercizio dei ‘dearsenificatori’ con evidente disparità di trattamento di quei comuni che gestiscono in proprio il servizio idrico e non hanno dunque ottenuto tale beneficio economico)” . In conclusione, l’ entrata di soci privati nella gestione del servizio idrico determinerà inevitabilmente, ad avviso del Codacons, ” un incremento tariffario per soddisfare le esigenze di profitti che con finanziamenti richiesti alle banche, saranno sempre pagati dai cittadini”.

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