18 Dicembre 2019

Pacchi e regali, ripartono le consegne driver e FedEx a patti su soldi e tempi

trovato un accordo dopo lo sciopero: giornata lavorativa ridotta a 10 ore e 1500 euro di extra
PADOVA Avevano già annunciato un nuovo presidio davanti al magazzino padovano di FedEx, dove la mobilitazione proseguiva da giovedì scorso. Poi, lunedì notte, è arrivata la fumata bianca e ieri i driver sono tornati regolarmente al volante dei furgoni. Dopo cinque giorni di blackout, i pacchi di Natale possono riprendere a viaggiare in tutto il Veneto: i sindacati dei trasportatori e la società di spedizioni, infatti, hanno raggiunto un accordo che mette un limite, almeno per ora, al super lavoro e alle conseguenti proteste dei fattorini in subappalto, stritolati tra una mole sterminata di regali e i tempi frenetici delle consegne. Massimo Cognolato, segretario Filt Cgil di Padova, assicura che i problemi erano iniziati a settembre, quando «FedEx ha cambiato le regole e ha cercato di acquisire i fornitori con pesi oltre i limiti di legge». Una situazione che riguarda circa 180 lavoratori, di cui un’ ottantina solo a Padova, e che col passare dei mesi è diventata sempre più insostenibile, fino a esplodere con l’ avvento delle festività natalizie. Nonostante l’ ingaggio di alcuni lavoratori stagionali, infatti, il carico di lavoro dei driver è salito fino a 12 ore e 150 pacchi da consegnare al giorno, spesso anche in pausa pranzo o al piano del palazzo desiderato per venire incontro alle esigenze del destinatario. «In queste condizioni è difficile anche solo rispettare il codice della strada – spiega Cognolato -. Nelle scorse settimane abbiamo fatto diversi incontri con l’ azienda per definire il premio di risultato, la piena applicazione del contratto nazionale e altre garanzie sui carichi di lavoro e sui pesi, ma non abbiamo ottenuto nulla. Così la situazione è degenerata e lunedì 9 siamo entrati in sciopero». Non avendo ricevuto le risposte che l’ azienda aveva promesso, i fattorini hanno nuovamente incrociato le braccia a partire da giovedì 12. E la tensione è salita alle stelle lunedì scorso, quando i driver in presidio davanti al magazzino hanno visto arrivare dei nuovi fattorini, che avevano ricevuto il compito di caricare i pacchi in giacenza e portarli a destinazione: è finita con i primi che hanno rincorso i nuovi arrivati per bloccarli, e con le forze dell’ ordine che sono intervenute per riportare la calma. La trattativa tra azienda, fornitori e sindacati è ripartita alle 15 di ieri e si è conclusa attorno a mezzanotte, sulla base degli accordi così riassunti da Cognolato: «I driver riceveranno un riconoscimento economico di 1.500 euro a testa come forma di risarcimento per i disagi subiti negli ultimi mesi, con la garanzia che se il fornitore non potrà far fronte al pagamento subentrerà in surroga FedEx. Poi, fino al nuovo accordo che verrà definito il prossimo gennaio, i driver si rendono disponibili a lavorare per 10 ore al giorno, che comprendono anche mezzora di pausa pranzo. Inoltre ci sarà un riconoscimento anche per i facchini di Portogruaro, una decina in tutto, che tra buoni pasto e altre voci riceveranno 250 euro in più al mese». Va da sé che ridurre i carichi di lavoro vuol dire anche ridurre la quantità di pacchi consegnati al giorno, e che quindi non tutti i regali di Natale arriveranno sotto l’ albero per tempo, a maggior ragione dopo lo sciopero dei giorni scorsi: con due ore di lavoro in meno, un calo di almeno 20-25 consegne al giorno sembra inevitabile. E secondo fonti sindacali, gli scaffali dei magazzini sono talmente pieni che sarà impossibile smaltire tutte le spedizioni nel giro di una settimana. In tal caso, FedEx dovrà fare i conti anche con le denunce del Codacons: nei giorni scorsi, infatti, l’ associazione dei consumatori aveva annunciato l’ intenzione di chiedere i danni esistenziali per i regali che non fossero stati recapitati entro il 24 dicembre. Ritardi e polemiche a parte, quanto accaduto in Veneto in queste settimane ha lasciato il segno: «Il prossimo 21 gennaio – annuncia Cognolato – verrà aperto un tavolo nazionale sui driver per fare chiarezza sui livelli di retribuzione, sui premi di produzione e sull’ organizzazione del lavoro. Nelle prossime settimane, dunque, costituiremo una commissione con due rappresentanti dell’ azienda, due lavoratori e un sindacalista, che avanzeranno delle proposte in vista di questo incontro, nato proprio dalla spinta dei lavoratori veneti».
alessandro macciò

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