Rassegna stampa dell’1 novembre 2019
laprovinciadicomo.it, 01/11/2019 21:11
Bottiglie, buste e il tetrapak del latte Quanto costerà la tassa sulla plastica
si applicherà a tutti i prodotti monouso: dalle bottigliette ai tappi, dalle buste dell’ insalata ai contenitori per la frutta. le associazioni dei consumatori: le aziende scaricheranno i costi sui clienti, un salasso da 138 a 165 euro a famiglia
Bottigliette per acqua e bibite, buste dell’ insalata. Ma anche contenitori del latte in tetrapak e materiali per proteggere il trasporto di oggetti, come il polistirolo. I tappi e le etichette. È lunga la lista dei prodotti di plastica che saranno soggetti alla nuova «plastic tax» prevista dalla Manovra. La nuova tassa sulla plastica, dalla quale sono escluse quelle compostabili, ha già messo in allarme i consumatori: si teme che i nuovi costi saranno scaricati dalle aziende sui consumatori, con le famiglie che rischiano di spendere fino a 138 euro in più, secondo Federconsumatori. Secondo i calcoli del Codacons la stangata può arrivare a 165 euro, considerando anche lo stop, sempre in chiave ecologista, alle agevolazioni sul gasolio per l’ autotrasporto anche agli euro 3. La tassa sulla plastica si applicherà a tutti i prodotti monouso, escluse siringhe e taniche, secchi e i contenitori per custodire oggetti vari. Sono coinvolti, spiega la relazione che accompagna la bozza della legge di Bilancio, tutti i prodotti per di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari. Tra questi appunto bottiglie, buste e anche le vaschette per gli alimenti, ma anche i contenitori in tetrapak utilizzati per latte, bibite o vini nonché i contenitori per detersivi realizzati in materiali plastici. Coinvolti anche gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili, che servono per la protezione o la consegna di prodotti come elettrodomestici o apparecchiature informatiche. Accanto alla nuova imposta ecologica il governo giallorosso introduce però anche degli incentivi per le aziende che puntano a riconvertirsi alla produzione di bioplastiche. Queste imprese avranno a disposizione un credito d’ imposta del 10% per le spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 20 mila euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
laprovinciadisondrio.it, 01/11/2019 20:54
Bottiglie, buste e il tetrapak del latte Quanto costerà la tassa sulla plastica
si applicherà a tutti i prodotti monouso: dalle bottigliette ai tappi, dalle buste dell’ insalata ai contenitori per la frutta. le associazioni dei consumatori: le aziende scaricheranno i costi sui clienti, un salasso da 138 a 165 euro a famiglia
Bottigliette per acqua e bibite, buste dell’ insalata. Ma anche contenitori del latte in tetrapak e materiali per proteggere il trasporto di oggetti, come il polistirolo. I tappi e le etichette. È lunga la lista dei prodotti di plastica che saranno soggetti alla nuova «plastic tax» prevista dalla Manovra. La nuova tassa sulla plastica, dalla quale sono escluse quelle compostabili, ha già messo in allarme i consumatori: si teme che i nuovi costi saranno scaricati dalle aziende sui consumatori, con le famiglie che rischiano di spendere fino a 138 euro in più, secondo Federconsumatori. Secondo i calcoli del Codacons la stangata può arrivare a 165 euro, considerando anche lo stop, sempre in chiave ecologista, alle agevolazioni sul gasolio per l’ autotrasporto anche agli euro 3. La tassa sulla plastica si applicherà a tutti i prodotti monouso, escluse siringhe e taniche, secchi e i contenitori per custodire oggetti vari. Sono coinvolti, spiega la relazione che accompagna la bozza della legge di Bilancio, tutti i prodotti per di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari. Tra questi appunto bottiglie, buste e anche le vaschette per gli alimenti, ma anche i contenitori in tetrapak utilizzati per latte, bibite o vini nonché i contenitori per detersivi realizzati in materiali plastici. Coinvolti anche gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili, che servono per la protezione o la consegna di prodotti come elettrodomestici o apparecchiature informatiche. Accanto alla nuova imposta ecologica il governo giallorosso introduce però anche degli incentivi per le aziende che puntano a riconvertirsi alla produzione di bioplastiche. Queste imprese avranno a disposizione un credito d’ imposta del 10% per le spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 20 mila euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
laprovinciadilecco.it, 01/11/2019 20:39
Bottiglie, buste e il tetrapak del latte Quanto costerà la tassa sulla plastica
si applicherà a tutti i prodotti monouso: dalle bottigliette ai tappi, dalle buste dell’ insalata ai contenitori per la frutta. le associazioni dei consumatori: le aziende scaricheranno i costi sui clienti, un salasso da 138 a 165 euro a famiglia
Bottigliette per acqua e bibite, buste dell’ insalata. Ma anche contenitori del latte in tetrapak e materiali per proteggere il trasporto di oggetti, come il polistirolo. I tappi e le etichette. È lunga la lista dei prodotti di plastica che saranno soggetti alla nuova «plastic tax» prevista dalla Manovra. La nuova tassa sulla plastica, dalla quale sono escluse quelle compostabili, ha già messo in allarme i consumatori: si teme che i nuovi costi saranno scaricati dalle aziende sui consumatori, con le famiglie che rischiano di spendere fino a 138 euro in più, secondo Federconsumatori. Secondo i calcoli del Codacons la stangata può arrivare a 165 euro, considerando anche lo stop, sempre in chiave ecologista, alle agevolazioni sul gasolio per l’ autotrasporto anche agli euro 3. La tassa sulla plastica si applicherà a tutti i prodotti monouso, escluse siringhe e taniche, secchi e i contenitori per custodire oggetti vari. Sono coinvolti, spiega la relazione che accompagna la bozza della legge di Bilancio, tutti i prodotti per di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari. Tra questi appunto bottiglie, buste e anche le vaschette per gli alimenti, ma anche i contenitori in tetrapak utilizzati per latte, bibite o vini nonché i contenitori per detersivi realizzati in materiali plastici. Coinvolti anche gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili, che servono per la protezione o la consegna di prodotti come elettrodomestici o apparecchiature informatiche. Accanto alla nuova imposta ecologica il governo giallorosso introduce però anche degli incentivi per le aziende che puntano a riconvertirsi alla produzione di bioplastiche. Queste imprese avranno a disposizione un credito d’ imposta del 10% per le spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 20 mila euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Abruzzo , 01/11/2019 20:11
PLASTIC TAX: ASSOCIAZIONI CONSUMATORI, ”STANGATA PER FAMIGLIE”
Pubblicazione: 01 novembre 2019 alle ore 19:50ROMA – Bottigliette per acqua e bibite, buste dell’ insalata. Ma anche contenitori del latte in tetrapak e materiali per proteggere il trasporto di oggetti, come il polistirolo. I tappi e le etichette.E’ lunga la lista dei prodotti di plastica che saranno soggetti alla nuova “plastic tax” prevista dalla manovra.La nuova tassa sulla plastica, dalla quale sono escluse quelle compostabili, ha già messo in allarme i consumatori: si teme che i nuovi costi saranno “scaricati” dalle aziende sui consumatori, con le famiglie che rischiano di spendere fino a 138 euro in più, secondo Federconsumatori.Secondo i calcoli del Codacons la ‘stangata’ può arrivare a 165 euro, considerando anche lo stop, sempre in chiave ‘ecologista’, alle agevolazioni sul gasolio per l’ autotrasporto anche agli euro 3.La tassa sulla plastica si applicherà a tutti i prodotti monouso, escluse le siringhe e taniche, secchi e i contenitori per custodire oggetti vari. Sono coinvolti, spiega la relazione che accompagna la bozza della legge di Bilancio, tutti i prodotti per di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari.Tra questi appunto bottiglie, buste e anche le vaschette per gli alimenti, ma anche i contenitori in tetrapak utilizzati per latte, bibite o vini nonché i contenitori per detersivi realizzati in materiali plastici. Coinvolti anche gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili, che servono per la protezione o la consegna di prodotti come elettrodomestici o apparecchiature informatiche.Accanto alla nuova imposta “ecologica” il governo giallorosso introduce però anche degli incentivi “green” per le aziende che puntano a riconvertirsi alla produzione di bioplastiche. Queste imprese avranno a disposizione un credito d’ imposta del 10% per le spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 20mila euro.
larena.it, 01/11/2019 19:53
Tassa sulla plastica «Stangata» fino a 165 euro a famiglia
Bottigliette per acqua e bibite, buste dell’ insalata. Ma anche contenitori del latte in tetrapak e materiali per proteggere il trasporto di oggetti, come il polistirolo. I tappi e le etichette. È lunga la lista dei prodotti di plastica che saranno soggetti alla nuova «plastic tax» prevista dalla manovra. La nuova tassa sulla plastica, dalla quale sono escluse quelle compostabili, ha già messo in allarme i consumatori: si teme che i nuovi costi saranno «scaricati» dalle aziende sui consumatori, con le famiglie che rischiano di spendere fino a 138 euro in più , secondo Federconsumatori. Secondo i calcoli del Codacons la «stangata» può arrivare a 165 euro , considerando anche lo stop, sempre in chiave ecologista, alle agevolazioni sul gasolio per l’ autotrasporto anche agli euro 3. La tassa sulla plastica si applicherà a tutti i prodotti monouso, escluse le siringhe e taniche, secchi e i contenitori per custodire oggetti vari. Sono coinvolti, spiega la relazione che accompagna la bozza della legge di Bilancio, tutti i prodotti per di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari. Tra questi appunto bottiglie, buste e anche le vaschette per gli alimenti, ma anche i contenitori in tetrapak utilizzati per latte, bibite o vini nonché i contenitori per detersivi realizzati in materiali plastici. Coinvolti anche gli imballaggi in polistirolo espanso, i rotoli in plastica pluriball e le pellicole e film in plastica estensibili, che servono per la protezione o la consegna di prodotti come elettrodomestici o apparecchiature informatiche. Accanto alla nuova imposta ecologica il governo giallorosso introduce però anche degli incentivi green per le aziende che puntano a riconvertirsi alla produzione di bioplastiche. Queste imprese avranno a disposizione un credito d’ imposta del 10% per le spese sostenute nel 2020 fino a un massimo di 20mila euro.
Ansa, 01/11/2019 19:23
Bio-on:Codacons centinaia chiedono aiuto
(ANSA) – BOLOGNA, 1 NOV – Sarebbero centinaia i risparmiatori che chiedono aiuto al Codacons per la vicenda che sta coinvolgendo Bio-on, la produttrice di bioplastiche imolese i cui vertici sono accusati di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato dalla Procura di Bologna. E’ quanto comunica, in una nota, la stessa associazione a tutela dei consumatori secondo cui nel caso della società emiliana ci sarebbe “400 milioni di euro di perdite da recuperare”. Nel dettaglio, viene spiegato, il Codacons “si prepara a fornire assistenza ai 10.000 risparmiatori della società danneggiati dalle perdite registrate dal titolo” e dai presunti “illeciti su cui indaga la magistratura. Già centinaia di azionisti si sono rivolti alla nostra associazione, la prima a scendere in campo sul caso, per ottenere aiuto e informazioni – spiega il Codacons -: in totale sono coinvolti circa 10.000 risparmiatori per perdite complessive superiori ai 400 milioni di euro, soldi che adesso andranno recuperati”.
Rai News, 01/11/2019 19:17
Ospedale Garibaldi: vertici a giudizio
un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015 dall’ ex direttore generale santonocito all’ ex assessore scialfa, quale medico esterno. il codacons parte civile
I fatti risalgono al 2015 quando l’ ex Direttore Generale dell’ Ospedale Garibaldi di Catania, Giorgio Santonocito conferì una mansione da 40 mila euro come medico esterno del nosocomio all’ ex assessore Valentina Scialfa, allora in giunta Bianco. A contestare l’ incarico fu il Codacons, che presentò un esposto denunciado la inosservanza delle norme per l’ accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione. Un incarico che i magistrati accertarono affidato senza avviso pubblico e quindi in violazione di legge. Mercoledì scorso dopo una lunga serie di rinvii Il GUP di Catania, Cardillo, ha emesso il decreto che dispone il giudizio per il reato di abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda Ospedaliera, il Direttore Amministrativo, Giovanni Annino, il Direttore Sanitario della medesima struttura, Anna Rita Mattaliano ed il Dirigente responsabile del settore affari Generali, Sviluppo Organizzativo e risorse umane, Gaetana Bonanno. Secondo l’ accusa in violazione di legge, gli indagati avrebbero prima conferito e poi in concorso prorogato l’ incarico professionale procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ ex assessore comunale. Il 2 luglio dell’ anno prossimo l’ avvio del processo innanzi la terza sezione del Tribunale di Catania. Mentre l’ ex manager Giorgio Santonocito ha optato per il rito abbreviato; sarà giudicato il primo aprile 2020. Il servizio di Antonella Gurrieri Montaggio di Rosario Condorelli watchfolder_TGR_SICILIA__588107_11.01.2 GURRIERI Inchiesta Ospedale.mxf.
Yahoo Notizie, 01/11/2019 18:33
Plastic tax, stangata di oltre 100 euro a famiglia
Nella bozza della manovra economica è apparsa una lunga la lista di prodotti monouso sui quali si applicherà la plastic tax di un euro al chilo.fino a 138 euro in più, secondo Federconsumatori. Secondo i calcoli del Codacons la ‘stangata’ può arrivare a 165 euro .” data-reactid=”23″La nuova tassa sulla plastica, dalla quale sono escluse quelle compostabili, ha già messo in allarme i consumatori: si teme che i nuovi costi saranno “scaricati” dalle aziende sui consumatori, con le famiglie che rischiano di spendere fino a 138 euro in più , secondo Federconsumatori. Secondo i calcoli del Codacons la ‘stangata’ può arrivare a 165 euro .VIDEO – Cos’ è la plastic tax?Tra i prodotti tassati , infatti, ci saranno le bottiglie, i sacchetti di verdura e insalata, le vaschette in polietilene per gli alimenti, il tretrapak del latte, i contenitori dei detersivi. A subire la stangata anche il polistirolo, i tappi e le etichette di plastica. Esclusi, oltre alle siringhe, i prodotti riutilizzabili come tanche e contenitori.La nuova ImuE’ in arrivo inoltre la ‘nuova Imu’ che unisce Imu e Tasi . L’ aliquota base sale dal 7,6 all’ 8,6 per mille e i sindaci avranno spazio per manovrarla fino a un massimo del 10,6 per mille. La novità è che i sindaci potranno anche decidere di azzerare del tutto l’ imposta, scelta possibile finora solo rispetto alla Tasi. E lo potranno fare anche su castelli, ville e abitazioni di pregio che attualmente pagano l’ Imu anche se sono prime case.VIDEO – L’ inventore dei sacchetti di plastica voleva ‘salvare’ il pianeta.
primo piano
Catania Oggi, 01/11/2019 16:43
Ospedale Garibaldi: incarico senza avviso, a giudizio i vertici
un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex direttore generale dell’ ospedale garibaldi di […]
Un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex Direttore Generale dell’ Ospedale Garibaldi di Catania Giorgio Santonocito all’ ex assessore Valentina Scialfa, quale medico esterno, dopo diversi rinvii, ha portato il Giudice dell’ Udienza Preliminare di Catania, ad emettere il decreto che dispone il giudizio per abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda Ospedaliera, il Direttore Amministrativo, Giovanni Annino, il Direttore Sanitario, Anna Rita Mattaliano, ed il Dirigente responsabile del settore affari Generali, Sviluppo Organizzativo e risorse umane, Gaetana Bonanno. Secondo l’ accusa Santonocito avrebbe prima conferito e poi prorogato (in concorso) l’ incarico professionale di medico esterno procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ ex assessore comunale, Valentina Scialfa. Il processo inizierà il 2 Luglio 2020 innanzi la terza sezione collegiale del Tribunale di Catania. Giorgio Santonocito ha invece optato per il rito alternativo del Giudizio Abbreviato, e sarà giudicato l’ 1 Aprile 2020. Il Codacons, che si è costituito parte civile, aveva denunciato nel 2016 la violazione delle norme per l’ accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione attraverso un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, da cui è partito l’ odierno processo, e all’ Autorità Nazionale Anticorruzione.
Corriere di Sciacca, 01/11/2019 16:36
INCARICO ESTERNO NEL 2016, SANTONOCITO (ASP) SCEGLIE RITO ABBREVIATO
La vicenda è quella relativa ad un incarico da 40 mila euro che sarebbe stato conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex Direttore Generale dell’ Ospedale Garibaldi di Catania, Giorgio Santonocito, oggi al vertice dell’ Asp di Agrigento, all’ ex assessore Valentina Scialfa, quale medico esterno. Così come informa una nota del Codacons, che nel 2016 aveva denunciato in un esposto la violazione delle norme per l’ accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione, il Giudice dell’ Udienza Preliminare di Catania, nell’ udienza di mercoledì 30 ottobre scorso ha emesso il decreto che dispone il giudizio per il reato di abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda Ospedaliera, il Direttore Amministrativo, Giovanni Annino, il Direttore Sanitario della medesima struttura, Anna Rita Mattaliano ed il Dirigente responsabile del settore affari Generali, Sviluppo Organizzativo e risorse umane, Gaetana Bonanno. Costoro, in violazione di legge, avrebbero prima conferito (il Santonocito) e poi prorogato (in concorso) l’ incarico professionale di medico esterno procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ ex assessore comunale, Valentina Scialfa. Il processo inizierà il 2 Luglio 2020 innanzi la terza sezione collegiale del Tribunale di Catania. Giorgio Santonocito ha invece optato per il rito alternativo del giudizio abbreviato, e sarà giudicato giorno 1 Aprile 2020. Il Codacons, nell’ udienza di mercoledì, si è costituito parte civile.
Msn, 01/11/2019 14:39
Cimitero di Verano, fiori ai propri cari tra calcinacci e transenne
codacons denuncia la cattiva gestione – ansa
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giornaledisicilia.it, 01/11/2019 14:35
Sanità, i vertici del Garibaldi di Catania a giudizio per abuso d’ ufficio
Un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex Direttore Generale dell’ Ospedale Garibaldi di Catania Giorgio Santonocito all’ ex assessore Valentina Scialfa, quale medico esterno, dopo diversi rinvii, ha portato il Giudice dell’ Udienza Preliminare di Catania, ad emettere il decreto che dispone il giudizio per abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda Ospedaliera, il Direttore Amministrativo, Giovanni Annino, il Direttore Sanitario, Anna Rita Mattaliano, ed il Dirigente responsabile del settore affari Generali, Sviluppo Organizzativo e risorse umane, Gaetana Bonanno. Secondo l’ accusa Santonocito avrebbe prima conferito e poi prorogato (in concorso) l’ incarico professionale di medico esterno procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ ex assessore comunale, Valentina Scialfa. Il processo inizierà il 2 Luglio 2020 innanzi la terza sezione collegiale del Tribunale di Catania. Giorgio Santonocito ha invece optato per il rito alternativo del Giudizio Abbreviato, e sarà giudicato l’ 1 Aprile 2020. Il Codacons, che si è costituito parte civile, aveva denunciato nel 2016 la violazione delle norme per l’ accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione attraverso un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, da cui è partito l’ odierno processo, e all’ Autorità Nazionale Anticorruzione. (ANSA) © Riproduzione riservata.
Catania Today, 01/11/2019 14:13
Incarico all’ ex assessore, a giudizio i vertici del Garibaldi di Catania
si tratta di un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex direttore generale dell’ ospedale giorgio santonocito all’ ex componente della giunta pd valentina scialfa
Al centro della vicenda giudiziaria c’ è un incarico da 40 mila euro conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex direttore generale dell’ ospedale Garibaldi di Catania Giorgio Santonocito all’ ex assessore Valentina Scialfa, quale medico esterno. Così dopo diversi rinvii il giudice dell’ udienza preliminare di Catania ha disposto il giudizio per abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda ospedaliera, il direttore amministrativo, Giovanni Annino, il direttore sanitario, Anna Rita Mattaliano, ed il dirigente responsabile del settore affari generali, aviluppo organizzativo e risorse umane, Gaetana Bonanno. Per le accuse l’ ex direttore avrebbe dato l’ incarico, poi prorogandolo, causando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ ex assessore comunale, Valentina Scialfa. Il processo verrà celebrato il 2 Luglio 2020. L’ ex direttore ha chiesto, invece, il rito abbreviato. Il processo è partito da una denuncia del 2016 del Codacons sulla violazione delle norme per l’ accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione.
quotidianodisicilia.it, 01/11/2019 13:12
Sanità , Garibaldi Catania, a giudizio ex dg Santonocito per incarico a ex assessore Valentina Scialfa
un incarico da quarantamila euro conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex direttore generale dell’ ospedale garibaldi di catania giorgio santonocito all’ ex assessore valentina scialfa, quale medico esterno, dopo diversi rinvii, ha portato il giudice dell’ udienza preliminare di catania, a emettere il decreto che dispone il giudizio per abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda ospedaliera,
Un incarico da quarantamila euro conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex Direttore Generale dell’ Ospedale Garibaldi di Catania Giorgio Santonocito all’ ex assessore Valentina Scialfa, quale medico esterno, dopo diversi rinvii, ha portato il Giudice dell’ Udienza Preliminare di Catania, a emettere il decreto che dispone il giudizio per abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda Ospedaliera, il Direttore Amministrativo, Giovanni Annino, il Direttore Sanitario, Anna Rita Mattaliano, ed il Dirigente responsabile del settore affari Generali, Sviluppo Organizzativo e risorse umane, Gaetana Bonanno. Secondo l’ accusa Santonocito avrebbe prima conferito e poi prorogato (in concorso) l’ incarico professionale di medico esterno procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ ex assessore comunale, Valentina Scialfa. Il processo inizierà il 2 Luglio 2020 innanzi la terza sezione collegiale del Tribunale di Catania. Giorgio Santonocito ha invece optato per il rito alternativo del Giudizio Abbreviato, e sarà giudicato l’ 1 Aprile 2020. Il Codacons, che si è costituito parte civile, aveva denunciato nel 2016 la violazione delle norme per l’ accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione attraverso un esposto alla Procura della Repubblica di Catania, da cui è partito l’ odierno processo, e all’ Autorità Nazionale Anticorruzione.
lasicilia.it, 01/11/2019 12:57
“Incarico a Valentina Scialfa”, ex manager Garibaldi sceglie rito abbreviato
giorgio santonocito è accusato di aver conferito, senza avviso pubblico, un incarico come medico esterno all’ ex assessore del comune di catania. il codacons si è costituito parte civile
Catania – La vicenda è quella relativa ad un incarico da 40 mila euro che sarebbe stato conferito nel 2015, senza avviso pubblico, dall’ ex Direttore Generale dell’ Ospedale Garibaldi di Catania, Giorgio Santonocito all’ ex assessore Scialfa, quale medico esterno. Così come informa una nota del Codacons, che nel 2016 aveva denunciato in un esposto la violazione delle norme per l’ accesso ad incarichi professionali nella pubblica amministrazione, il Giudice dell’ Udienza Preliminare di Catania, Dott.ssa Cardillo, nell’ udienza di mercoledì 30 ottobre scorso ha emesso il decreto che dispone il giudizio per il reato di abuso d’ ufficio nei confronti dei vertici dell’ azienda Ospedaliera, il Direttore Amministrativo, Giovanni Annino, il Direttore Sanitario della medesima struttura, Anna Rita Mattaliano ed il Dirigente responsabile del settore affari Generali, Sviluppo Organizzativo e risorse umane, Gaetana Bonanno. Costoro, in violazione di legge, avrebbero prima conferito (il Santonocito) e poi prorogato (in concorso) l’ incarico professionale di medico esterno procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale all’ ex assessore comunale, Valentina Scialfa. Il processo inizierà il 2 Luglio 2020 innanzi la terza sezione collegiale del Tribunale di Catania. Giorgio Santonocito ha invece optato per il rito alternativo del giudizio abbreviato, e sarà giudicato giorno 1 Aprile 2020. Il Codacons, nell’ udienza di mercoledì, si è costituito parte civile tramite l’ Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’ Ufficio Legale Regionale.
Borse, 01/11/2019 12:53
Scandalo Bio-on, Codacons in campo: “10mila risparmiatori colpiti, perdite per 400 mln”
Sul caso Bio-on, la società bolognese di bioplastiche finita nel mirino della magistratura con l’ accusa di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato, le associazioni dei consumatori sono pronte a dare battaglia. In prima fila il Codacons che si prepara a fornire assistenza ai 10mila risparmiatori della società danneggiati dalle perdite registrate dal titolo e dagli illeciti su cui indaga la magistratura. “Già centinaia di azionisti si sono rivolti alla nostra associazione per ottenere aiuto e informazioni – spiega il Codacons -. In totale sono coinvolti circa 10mila risparmiatori per perdite complessive superiori ai 400 milioni di euro, soldi che adesso andranno recuperati attraverso le dovute azioni in sede civile e penale”. Per tale motivo i risparmiatori che si ritengono danneggiati da Bio-on, precisa l’ associazione, si raduneranno il prossimo 6 novembre a Bologna, nel corso dell’ assemblea indetta dal Codacons durante la quale l’ associazione spiegherà l’ iter da seguire per avviare le richieste di rimborso dei soldi perduti.
larepubblica.it (Bologna), 01/11/2019 12:21
Bio-on, il Codacons: “10 mila risparmiatori colpiti, perdite per 400 milioni di euro”
l’ associazione offre assistenza agli investitori danneggiati
Sarebbero centinaia i risparmiatori che chiedono aiuto al Codacons per la vicenda che sta coinvolgendo Bio-on , la produttrice di bioplastiche i cui vertici sono accusati di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato dalla Procura di Bologna. È quanto comunica, in una nota, la stessa associazione a tutela dei consumatori secondo cui nel caso della società emiliana ci sarebbero “400 milioni di euro di perdite da recuperare”. Nel dettaglio, viene spiegato, il Codacons “si prepara a fornire assistenza ai 10.000 risparmiatori della società danneggiati dalle perdite registrate dal titolo” e dai presunti “illeciti su cui indaga la magistratura. Già centinaia di azionisti si sono rivolti alla nostra associazione, la prima a scendere in campo sul caso, per ottenere aiuto e informazioni – spiega il Codacons -: in totale sono coinvolti circa 10.000 risparmiatori per perdite complessive superiori ai 400 milioni di euro, soldi che adesso andranno recuperati”. Per questo, conclude l’ associazione, i risparmiatori che si ritengono danneggiati da Bio-on si raduneranno il prossimo 6 novembre a Bologna, nel corso di una assemblea indetta dal Codacons.
lastampa.it, 01/11/2019 07:53
Caso Rimborsopoli in Cassazione: per Cota il procuratore chiede di valutare le attenuanti
Impianto accusatorio da confermare. Ieri – 31 ottobre – in Cassazione a Roma il sostituto procuratore generale Pina Casella ha chiesto ai giudici di avvallare la sentenza di condanna emessa il 24 luglio 2018 dalla Corte d’ Appello di Torino per i 24 imputati della cosiddetta «Rimborsopoli» piemontese. Sono gli ex consiglieri regionali chiamati in causa per vari episodi di peculato nei rimborsi spese: erano stati assolti in primo grado, poi l’ appello aveva ribaltato la sentenza. Solo per alcune posizioni l’ accusa ha chiesto lievi ritocchi di pena, evidenziando la liceità di alcune spese. Tra gli imputati anche l’ ex Governatore leghista Roberto Cota, avvocato novarese, che arriva in Cassazione con una condanna a 1 anno e 7 mesi. Per lui il pg ha chiesto di valutare la concessione delle attenuanti. Nel corso della requisitoria, l’ accusa ha sottolineato che fra le spese di rappresentanza «non possono essere fatte rientrare cene coi colleghi o i collaboratori», e le spese di ospitalità devono essere legate a occasioni istituzionali, non quindi «esigenze elettorali, politiche, relazionali». Tra gli imputati c’ è anche Massimo Giordano, ex assessore della giunta Cota: in appello aveva rimediato un anno e mezzo di reclusione. Anche per lui il pg ha chiesto la conferma della condanna. Tra l’ altro Giordano è in attesa di un’ altra sentenza. Lunedì sarà emessa quella del processo per corruzione e concussione pendente in tribunale a Novara, per presunti favori al mondo dell’ imprenditoria novarese. A Roma, ieri, anche l’ intervento delle parti civili, la Regione Piemonte e la Codacons, e di alcuni dei difensori. L’ udienza è stata aggiornata al 18 novembre per gli ultimi interventi. Tutti gli ex consiglieri regionali hanno sempre negato gli addebiti, sostenendo di aver documentati spese per attività inerenti il loro incarico.
Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 01/11/2019 06:12
L’ Azienda sanitaria senza tranquillità Bagnato annuncia le sue dimissioni
l’ ex prefetto in seguito chiarisce: motivi strettamente familiari
È durata meno di due mesi l’ esperienza di Domenico Bagnato nella terna commissariale che guida l’ Asp di Catanzaro dal 13 settembre scorso dopo lo scioglimento deciso dal ministro dell’ Interno Luciana Lamorgese per infiltrazioni della criminalità organizzata. Ieri mattina Bagnato, con alle spalle una lunga carriera prima nella Polizia e poi come prefetto, ha comunicato la sua decisione agli altri due componenti della triade, Franca Tancredi e Salvatore Gullì, ai dirigenti dell’ Asp catanzarese e al Ministero dell’ Interno. Una scelta «determinata da motivi familiari». «Ho presentato le dimissioni – ha detto Bagnato – per gravi motivi di famiglia che non mi consentivano di proseguire l’ attività con la consueta serenità e continuità». Bagnato ha anche ringraziato «l’ istituzione di appartenenza per la fiducia che mi ha accordato e che ho sempre onorato anche in precedenti ed importanti occasioni, col consueto impegno, moralità e rispetto della legge e degli altri, com’ è sempre stato nel mio costume». Bagnato, nei giorni scorsi, era stato obiettivo di critiche, da parte in particolare del Movimento 5 stelle, per una sua presunta appartenenza alla massoneria. In particolare i parlamentari del Movimento 5 Stelle Paolo Parentela, Bianca Laura Granato, Giuseppe d’ Ippolito e Francesco Sapia, avevano presentato un’ interrogazione parlamentare ai ministri dell’ Interno e della Salute «per sapere se Bagnato sia iscritto a logge massoniche o ne abbia fatto parte». Gli stessi parlamentari anche ieri hanno chiesto «immediata chiarezza». «La rinuncia all’ incarico da parte dell’ ex prefetto – proseguono i parlamentari 5 Stelle – deve essere motivata senza indugi. Chiaramente la vicenda è molto delicata in quanto caratterizzata da un dubbio persistente, che va sciolto al più presto. Sarebbe infatti inammissibile, e nel caso andrebbero individuati e puniti tutti i responsabili, che un appartenente alla massoneria possa guidare un’ azienda sanitaria, peraltro commissariata per ‘ndrangheta e con risaputi problemi di legalità e notorie incrostazioni di potere». «In ogni caso, attenderemo risposta dai ministri interrogati, che a riguardo sollecitiamo, perché le amministrazioni pubbliche della Calabria devono essere libere da ogni opacità e possibile condizionamento, altrimenti è del tutto inutile e addirittura farsesco che vengano commissariate». Anche il Codacons «insiste nel chiedere se risponda al vero che uno dei componenti, cui sono state affidati tutti i poteri per ristabilire la legalità nell’ Asp di Catanzaro, non abbia dichiarato la propria appartenenza ad una loggia massonica e, nel caso lo abbia fatto, per quale motivo si è proceduto ugualmente alla sua nomina». ga.ma.
Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 01/11/2019 06:12
Sale l’ indebitamento delle famiglie E le spese impreviste fanno pauraL’ isola pedonale che non c’ è più, neanche di sabato
un terzo della popolazione alle prese con finanziamenti e rate in provincia ha conti in rosso il 36,7 per cento dei cittadini
Una spesa imprevista di mille euro e ogni certezza va in frantumi. È l’ estrema sintesi dell’ indebitamento in Calabria, messa nero su bianco da un’ indagine più generale condotta da Acri e Ipsos sugli italiani e il risparmio in occasione proprio della Giornata mondiale del risparmio. «Un vero e proprio allarme» – come l’ ha definito il Codacons – che a Catanzaro e in tutta la provincia si accende di rosso, di quel rosso così vivo e inquietante da non poter essere ignorato. In Calabria ci si indebita anche per curarsi e un terzo della popolazione, a fine mese, fa i conti con un finanziamento e una rata che a Catanzaro surclassa la media regionale e arriva a ben 314 euro. Ventitré euro in più senza neppur coronare il sogno di una vita perché sullo sfondo non c’ è più l’ acquisto della casa e dell’ automobile. In pratica non ci si indebita per mangiare, per tutto il resto sì e ed è così che anche a Catanzaro telefonini e computer si comprano a rate. Per single e famiglie, quei pagamenti in piccole somme rendono meno irraggiungibile l’ aspirazione a vivere un’ esistenza il più possibile normale, ma poi finiscono comunque per presentare il conto pesando come macigni su una quotidianità che non è più sgombra da preoccupazioni. Proprio così perché le rate sono sempre più diffuse e sempre più spesso finiscono per essere l’ escamotage più usato quando non si vuole rinunciare a un viaggio o a una festa che altrimenti non ci si potrebbe permettere. Non va meglio per la salute perché Catanzaro, in tema di sanità, resta il capoluogo di una regione soggetta a Piano di rientro che senza diminuire il debito continua a imporre lacrime e sangue ai cittadini calabresi. E quando si sta male non è più una questione di scelte. Sono proprio questi i casi in cui ci si aggrappa a tutto e per i quali non si ha né la voglia né la lucidità di impelagarsi nei calcoli di un’ asettica indagine economica. Sullo sfondo del miraggio delle piccole rate che stanno strozzando anche Catanzaro, insomma, c’ è un insieme di fattori che sulla città dei Tre colli si trasforma in un mix micidiale in grado di far schizzare il capoluogo di regione in cima a una classifica di cui non andare fieri. E sì, se la statistica regionale riserva alla Calabria scenari complicati, da noi va anche peggio. La statistica provinciale parla chiaro e dice che in questa porzione di territorio ben il 36,7 per cento dei cittadini è indebitato e chiamato a restituire mediamente 23.987 euro. Cifre troppo alte per una città e una provincia dove la liquidità non gira a causa del lavoro che non c’ è e che quando si trova è scarsamente retribuito. E se le banche elargiscono prestiti soltanto dietro inderogabili garanzie, per chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese c’ è anche un altro rischio pronto a tendere pericolosi agguati: quello paventato dal Codacons che riguarda il dramma dell’ usura. D’ altronde, i numeri non lasciano spazio alle interpretazioni, anzi mollano l’ ennesimo schiaffo alla voglia di risollevarsi che a Catanzaro era e resta forte. I cittadini ci provano a uscire dal pantano di un capoluogo dove le difficoltà stringono la quotidianità in una morsa, ma sembrano farlo ricorrendo a una spirale che inevitabilmente si avvita su se stessa. La luce in fondo al tunnel, dunque, finisce per essere offuscata dalla fotografia di una realtà che non fa sconti. Nella città del vento i prestiti finalizzati, quelli che in sostanza riguardano beni e servizi, sono ben il 52,2 per cento del totale, poi c’ è un 33,2 per cento da ricondurre ai prestiti personali, ma anche i mutui hanno il loro peso. Si attestano al 14,6 per cento e nell’ insieme le cifre emerse dal report targato Acri e Ipsos soffocano i sogni di una città che continua ad arrancare. an.sc.
Corriere della Sera (ed. Torino), 01/11/2019 05:44
il pg in cassazione
Processo Rimborsopoli «Confermare condanne»
È attesa per il 18 novembre la sentenza della Cassazione nel processo per la Rimborsopoli dei consiglieri regionali in Piemonte. Al termine della lunga requisitoria del sostituto procuratore, Pina Casella, hanno preso la parola gli avvocati delle parti civili, la Regione Piemonte e il Codacons, a seguire i difensori di alcuni degli imputati. Ma l’ udienza sarà riaggiornata al 18 novembre per la conclusione del dibattimento e, al termine della camera di consiglio, la sentenza. Per il pg, è da confermare l’ impianto della sentenza della Corte d’ Appello di Torino. Tra gli imputati ci sono il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari (in appello 11 mesi, assolto in primo grado), la parlamentare di Fratelli d’ Italia Augusta Montaruli e l’ ex governatore Roberto Cota (1 anno e 7 mesi in appello per entrambi).
Il Messaggero (ed. Viterbo), 01/11/2019 04:40
Cantiere infinito alla stazione disagi e proteste `
tarquinia, i pendolari chiedono spiegazioni per lo stop dei lavori. interviene il comune
TRASPORTI Stazione ferroviaria di Tarquinia off limits per i disabili. Ascensori mai entrati in funzione e lavori infiniti nel passaggio sotterraneo che permette il collegamento pedonale con i binari esterni. Non bastasse: bagni serrati e inutilizzabili. Per i pendolari, una situazione che va avanti da anni: da quando il cantiere dei lavori di ristrutturazione è stato chiuso lasciando l’ opera a metà. Già nello scorso mese di giugno la questione era stata sollevata da parte del Codacons con una diffida ad adempiere entro 30 giorni inviata al Gruppo ferrovie italiane e al sindaco Alessandro Giulivi. Nel documento, insieme alla piena fruibilità dei servizi, si chiedeva la messa in sicurezza della scala che dà accesso al sottopassaggio. Inoltre, era stato chiesto alle Ferrovie di poter visionare gli atti di fornitura di appalto dei lavori di ristrutturazione e quelli relativi alla fornitura degli ascensori, per valutare la possibilità di eventuali danni commessi e di danni all’ erario. Parole rimaste lettera morta a quattro mesi dalla comunicazione. Capire le ragioni di uno stop così prolungato è quello che chiedono i pendolari. «Le prime segnalazioni sono del 2017, rispetto a quei mesi la situazione è migliorata ma abbandono e degrado restano. C’ è un cantiere perenne, mancano i servizi e la biglietteria funziona a metà. Per noi, che ogni giorno ci confrontiamo con questa realtà, è un problema fastidioso ma peggiore è l’ immagine che si restituisce ai turisti. Si parla del rilancio di Tarquinia invece sembra si voglia far di tutto per tenerli lontani». Il Comune non è rimasto a guardare. Nelle settimane scorse Giulivi ha inviato una lettera ai vertici di Ferrovie italiane per chiedere un incontro e avere spiegazioni sullo stato delle cose. «Ci rendiamo conto del disagio che vivono i pendolari. È interesse di tutti che la situazione si sblocchi e venga normalizzata» spiega il vicesindaco Luigi Serafini. Luca Telli © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 01/11/2019 04:37
Photored, multe sospette il Codacons vuole indagare
SANTA MARINELLA Dopo le proteste del comitato cittadino, il Codacons di Santa Marinella ha avviato un’ indagine sulle procedure adottate per la convalida e l’ invio delle multe. Finisce di nuovo nell’ occhio del ciclone l’ uso dei photored installati in tutti gli incroci semaforici del comprensorio sulla statale Aurelia che, in pochi mesi, hanno portato all’ emissione di oltre 10mila sanzioni. «Da quando tali apparecchiature hanno cominciato a funzionare – esordisce l’ avvocato Enrico Bonizzoni, responsabile dell’ associazione di tutela dei consumatori – sono stati tantissimi gli automobilisti colpiti dalle sanzioni. Molti i cittadini che hanno denunciato uno stato di vessazione ritenendo l’ utilizzo indiscriminato dei photored solo un sistema per aumentare gli introiti di bilancio dell’ ente comunale». Il Codacons, dopo aver raccolto le istanze di molti cittadini, ha avviato la sua personale inchiesta in merito. Tre gli elementi finiti sotto la lente di ingrandimento. Il primo riguarda la presunta violazione degli obblighi informativi. Come lamentato dagli automobilisti, inizialmente non è stato pubblicizzato il fatto che la multa sarebbe scattata, non solo superando l’ incrocio con il semaforo rosso, ma anche se il veicolo si fosse fermato oltrepassando di poco la linea segnaletica bianca dello stop. Un particolare, non di poco conto, che ha fatto lievitare il numero delle contravvenzioni. Il Codacons, che ipotizza possa esserci stata anche una violazione del diritto alla riservatezza e al trattamento dei dati personali, vuole verificare se sia stato commesso un abuso utilizzando i photored anche al di fuori dei centri urbani. Infine l’ associazione lamenta la poca trasparenza sull’ entità delle spese per la notifica e spedizione delle multe. «La nostra azione – ribadisce l’ avvocato Bonizzoni – non vuol mettere in discussione la necessità di sanzionare i comportamenti negligenti, a volte criminali degli automobilisti irresponsabili, vuole solo far chiarezza, considerando la forte polemica che è insorta e l’ eccessivo numero dei multati, sulla corretta applicazione delle procedure». Monica Martini © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quotidiano di Puglia (ed. Brindisi), 01/11/2019 03:45
«Fiori più cari per la siccità» È lotta agli abusi sui defunti
intensificati i controlli della polizia locale al mercato multe di 6mila euro agli abusivi fiorai ufficiali rispettosi della ricorrenza cimiteri ripuliti: apertura estesa per le visite
Lucia PEZZUTO Weekend lungo per la settimana di Ognissanti, in questi giorni in cui si commemorano i defunti a Brindisi si serrano i controlli intorno all’ area del cimitero comunale e zone limitrofe. Sotto la lente d’ ingrandimento della polizia locale i venditori ambulanti di fiori che in queste ore fanno concorrenza ai negozianti che si trovano sotto i portici del campo Santo e un occhio in più alle zone di parcheggio dove spesso e volentieri si annidano i fastidiosi parcheggiatori abusivi. Nella giornata di ieri proprio i controlli serrati da parte della Polizia locale, coordinata dal comandante Antonio Orefice, hanno dato esito negativo per quanto riguarda gli ambulanti. Ogni rivenditore di fiori è stato trovato in regola con concessioni e permessi per la vendita. Controlli straordinari anche da parte della Guardia di Finanza di Brindisi che verificherà con attenzione che siano emessi gli scontrini fiscali ed esposti i prezzi così come legge prevede. A questo proposito nei giorni scorsi il Codacons è intervenuta sull’ argomento affermando che I venditori si nascondono dietro le leggi di mercato ed adducono quale motivo del caroprezzi la penuria di precipitazioni. Per l’ associazione si tratta di una ignobile speculazione quella che provoca la lievitazione del prezzo dei fiori. Una tendenza, stimolata dagli innumerevoli abusivi presenti davanti ai cimiteri, che si trasformano in veri e propri mercati di fiori e di luminarie e che finisce per portare anche il più semplice mazzolino di fiori a costare cifre assolutamente incredibili. Si tratta, ovviamente di servizi dedicati in occasioni di giornate, quali quelle del primo e del 2 novembre, già segnalate. Così non è stato, purtroppo, per i controlli durante il mercato settimanale, che come vuole tradizione si è svolto ieri, giovedì, dove i vigili hanno comminato multe per 6mila euro a spuntisti senza titolo, sei persone multate per mille euro ciascuno. Resta la massima attenzione sulle aree parcheggio dove quotidianamente la polizia locale vigila al fine di allontanare i parcheggiatori abusivi. Stiamo facendo un’ attività congiunta con la Polizia Stato ma anche da soli- ha spiegato il comandante Orefice- ci sono unità in più che stanno operando, non solo nella zona in prossimità del cimitero comunale ma anche verso la stazione ferroviari, piazzale Spalato, via Del Mare. Questa per noi è una guerra quotidiana. Nel frattempo una pulizia straordinaria è stata eseguita in questi giorni sul verde e nella sistemazione della segnaletica da parte di Ecotecnica e Multiservizi, così come disposto dall’ amministrazione comunale, in previsione di queste festività. Ieri mattina in prossimità del cimitero comunale, gli operai erano ancora a lavoro sulla rotatoria. Nella stessa area cimiteriale nei giorni scorsi sono stati eseguite alcune opere di rifacimento e manutenzione dei vialetti. Il cimitero di Brindisi e quello di Tuturano oggi, primo novembre, saranno aperti dalle ore 7-18, stesso orario anche per sabato 2, domenica 3, e lunedì 4. Da martedì si torna all’ orario tradizionale dalle 7 alle 17. Inoltre Poste Italiane ha fatto sapere che in provincia di Brindisi le pensioni del mese di novembre saranno messe regolarmente in pagamento anche durante il ponte di Ognissanti, a partire da domani, sabato. Tutti i titolari di un Conto BancoPosta e di un Libretto di Risparmio e in possesso della carta Postamat oppure della Carta Libretto, hanno comunque la possibilità di prelevare il contante in disponibilità sul proprio Conto Bancoposta o sul proprio Libretto di risparmio anche venerdì 1 e domenica 3 novembre utilizzando uno dei 45 Atm Postamat disponibili in tutta la provincia, fino a 600 euro al giorno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
lucia pezzuto
MF, 01/11/2019 02:50
il tribunale nomina un amministratore giudiziale. il rischio liquidazione rimane
Per Bio-on arriva il commissario
si tratta di luca mandrioli. intanto i giudici allentano la misura cautelare per il fondatore astorri. l’ inchiesta prosegue sulle carte sequestrate. codacons in campo
Marco Astorri è di nuovo libero e nel frattempo è stato nominato l’ amministratore giudiziale di Bio-on che dovrà decidere le sorti dell’ azienda di bio-plastica al centro dell’ inchiesta della Procura e della Guardia di Finanza di Bologna per false comunicazioni sociali e manipolazione di mercato. Ieri, il gip del Tribunale di Bologna Alberto Ziroldi ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei confronti del fondatore ed ex presidente di Bio-on, sostituendola con una misura interdittiva. Una mossa legata al fatto che Astorri ha lasciato tutte le cariche societarie e non dispone di un gran patrimonio visto che le azioni dell’ azienda in suo possesso sono state sequestrate (oltre ai beni personali oggetto del provvedimento di sequestro). È stata così accolta la richiesta formulata lunedì scorso dagli avvocati Filippo Sgubbi e Tommaso Guerini che chiedevano l’ allentamento della misura restrittiva per Astorri, indagato assieme all’ altro fondatore di Bio-on, Guido Cicognani, ai consiglieri, all’ intero collegio sindacale e al revisore di EY. Soggetti che continuano a non collaborare coi magistrati attivi sull’ indagine che nel frattempo prosegue con l’ esame di tutta la documentazione sequestrata dalle Fiamme Gialle anche nella sede del global coordinator e specialist, Banca Finnat (azionista di minoranza di due sub holding di Bio-on, finanziatrice dell’ azienda e della holding di controllo Capsa). Ed è possibile che nei documenti in possesso di magistrati e della Gdf vi siano aspetti che rafforzano le ipotesi accusatorie. Tra l’ altro l’ indagine potrebbe allargarsi ad altri soggetti e altri reati. Anche perché l’ azienda, che ha un debito di oltre 41 milioni (15 milioni con Banca Finnat e circa 10 milioni con Unicredit), è stata decapitata dall’ inchiesta. Così adesso toccherà al nuovo amministratore giudiziale, il commercialista modenese Luca Mandrioli. Proverà a gestire Bio-on che non ha di fatto fatturato (917 mila euro nel primo semestre) e dispone di un unico cespite: lo stabilimento che doveva garantire 100 tonnellate all’ anno di prodotto e che si era a malapena fermato a 5. Il rischio della messa in liquidazione è serio. Mandrioli, già consigliere di Hera e Castello sgr, ha una lunga esperienza in fatto di procedure concorsuali, e attualmente ricopre 24 incarichi di commissario e curatore fallimentare: il più importante è quello per la Cmc di Ravenna, la principale coop di costruzioni in Italia esposta finanziariamente per 900 milioni. Nel frattempo i piccoli azionisti e le associazioni a tutela del risparmio, Siti, Adusbef e ora il Codacons, si stanno muovendo per raccogliere adesioni a cause collettive per il risarcimento della perdita di valore dei titoli, più interessi di mora e danni morali. L’ intenzione è di rivalersi anche nei confronti degli amministratori, del collegio sindacale, dei revisori dei conti, di nomad, intermediari e broker e persino Borsa Italiana e Consob. In discussione anche il ruolo dalle controparti degli accordi comunicati con enfasi, come Ikea e Unilever. (riproduzione riservata)
emerick de narda e andrea montanari
Libero, 01/11/2019 02:45
uccisioni e maltrattamenti contro gli animali si susseguono. gli animalisti chiedono alle istituzioni di intervenire
Crudele Sicilia: non è una terra per cani
l’ ultima violenza: scariche elettriche per non farli abbaiare
MARINELLA MERONI Scariche elettriche ai cani per non farli abbaiare. La Procura di Agrigento, giorni fa, ha citato a giudizio l’ ex consigliere comunale di Canicattì (Agrigento) Giuseppe Milioti con l’ accusa di maltrattamenti di animali, che prevede l’ arresto fino a due anni e una multa fino a 30 mila euro. I fatti risalgono al 2018. A seguito di segnalazioni giunte al Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus, il presidente Enrico Rizzi, con l’ avvocato Alessio Cugini, decise di verificare personalmente la situazione, chiedendo l’ intervento sul posto di Polizia e Servizio Veterinario dell’ Asp di Agrigento. Il blizt scoprì una situazione drammatica. All’ interno di un angusto box dell’ ex consigliere, noto cacciatore, vennero trovati cinque cani da caccia, chiusi al buio giorno e notte, dentro piccolissime gabbie di ferro tra le loro feci ed urine, in evidente stato di sofferenza. Non solo: due cani indossavano collari elettrici che rilasciavano scosse ogni volta che avessero provato ad abbaiare. Vicino ai cani trovati anche due furetti in condizioni sanitarie precarie, oltre a diversi farmaci scaduti, privi di regolare prescrizione medico veterinaria. L’ ex politico sarà processato il 7 gennaio, oltre che per il reati di maltrattamento di animali, anche per diffamazione aggravata ai danni del presidente Rizzi, attaccato nel corso di interviste su tv locali. A Canicattì da anni si verificano moltissimi maltrattamenti e sevizie su animali, per lo più cani e gatti, denunciati da Lav e associazioni animaliste; due cuccioli di cani impiccati in via Torres, la testa mozzata di un meticcio lupoide lasciata davanti al rifugio che accoglie cani salvati da strada o violenze, o ancora un adolescente che ha impiccato un yorkshire alla maniglia del portone di una casa vicina alla villa comunale di Canicattì, accanendosi poi sul corpo, e un romeno che in strada ha ucciso e sviscerato un gattino per mangiarlo. Si sa pure di giri di scommesse clandestine legate a combattimenti tra cani scoperte dai Carabinieri. In Sicilia non c’ è pace per gli animali, e i bravi volontari animalisti che tentano di salvare e denunciare vedono spesso vanificare il loro lavoro (gratuito) a causa di istituzioni inadempienti, menefreghiste, come denuncia la Lega Nazionale per la difesa del cane: «In Sicilia continua l’ ondata di orrore. Dopo il drammatico caso di Sciacca, in cui decine di randagi sono stati avvelenati, a Rosolini (Ragusa) quattro cani randagi sono stati trovati impiccati, altri avvelenati a Paternò (Catania)dove sono morti alcuni cani di proprietà. Diversi randagi avvelenati a Licata (Agrigento). Questi sono solo gli ultimi casi, che si aggiungono ai tanti altri che in passato hanno martoriato questa regione. Soprattutto a danno dei tanti randagi che loro malgrado popolano le strade, frutto di una pessima gestione del fenomeno in primis da parte delle istituzioni». Interviene anche il Codacons con l’ appello del segretario nazionale Francesco Tanasi: «Fermate la strage dei cani in Sicilia», creando una task force di legali guidata dalla penalista Giuseppina Chiara Reale, pronta ad assistere tutte le associazioni animaliste siciliane contro «i responsabili di questi delitti che devono essere puniti con celerità per evitare il reiterarsi di simili scempi», lanciando a tutti i Comuni siciliani e anche alla Regione la proposta di istituire una taglia di 50mila euro a favore di chiunque identifichi i responsabili o permetta l’ identificazione, con successiva pena. Lav chiede poi a governo e parlamento una normativa più completa ed efficace a tutela degli animali ,prevedendo il reato di strage di animali, l’ impossibilità per chi è condannato di detenere animali e una procedura chiara della custodia giudiziaria che consenta alla magistratura di non dover lasciare le vittime animali nella disponibilità dei loro aguzzini. riproduzione riservata.
Il Giornale Di Vicenza, 01/11/2019 02:45
l’ interrogazione. il consigliere di coalizione civica chiede che il sindaco faccia chiarezza
La rete 5G e i rischi per la salute «In arrivo centinaia di antenne»
asproso: «il codacons ha chiesto ai comuni di adottare precauzioni»
Una connessione più veloce e a portata di tutti. Ma con quali rischi per la salute? Sul futuro della tecnologia 5G in città il consigliere di Coalizione civica, Ciro Asproso, dedica un’ interrogazione per chiedere al sindaco Francesco Rucco che posizione intende assumere sull’ implementazione delle reti di quinta generazione, anche alla luce del piano antenne approvato l’ 11 aprile dal Consiglio. «Questa nuova tecnologia non è la normale evoluzione del sistema attuale, ma rappresenta una svolta tecnica che promette di cambiare il nostro rapporto con gli oggetti di uso quotidiano – afferma Asproso -. Quindi, non solo maggiore velocità nella trasmissione dei dati, ma nuove possibilità di utilizzare l’ intelligenza artificiale». Un salto nel futuro che, secondo Asproso, non è privo di incognite: «Il prezzo da pagare si traduce in una serie di questioni altamente problematiche. Innanzitutto si avrà un utilizzo di onde ad alta frequenza ben superiore. Inoltre serviranno milioni di micro-antenne a poche decine di metri l’ una dall’ altra, con una fortissima concentrazione di impianti in luoghi affollati e di passaggio». Sui potenziali rischi non c’ è ancora chiarezza. Nel frattempo, però, «il Codacons ha chiesto ai Comuni di applicare il principio di precauzione e di non sottoporre i cittadini a una campagna di sperimentazione su larga scala». Asproso aggiunge: «A Vicenza, dopo l’ approvazione del piano di localizzazione, il tema delle stazioni radio base è uscito dai radar della politica, ma questo non significa che sia tutto congelato. Anzi, a quanto mi risulta, a essere particolarmente attiva sul mercato del 5G è Iliad che sta contattando molti amministratori di condominio alla ricerca di edifici di una certa altezza e con tetti a terrazza. In cambio, offrono contratti di locazione intorno ai 12 mila euro l’ anno». Di qui la richiesta di spiegazioni: «Quante sono le domande di nuove installazioni? E qual è la posizione che intende assumere il sindaco in merito all’ implementazione della tecnologia, alla luce del fatto che alcuni Comuni, tra i quali Longare, hanno emesso un’ ordinanza per vietare la sperimentazione sul loro territorio?». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
laura pilastro
La Stampa (ed. Novara), 01/11/2019 02:26
in cassazione
Rimborsopoli in Piemonte “Per Cota valutare le attenuanti”
Impianto accusatorio da confermare. Ieri in Cassazione a Roma il sostituto procuratore generale Pina Casella ha chiesto ai giudici di avallare la sentenza di condanna emessa il 24 luglio 2018 dalla Corte d’ Appello di Torino per i 24 imputati della cosiddetta «Rimborsopoli» piemontese. Sono gli ex consiglieri regionali chiamati in causa per vari episodi di peculato nei rimborsi spese: erano stati assolti in primo grado, poi l’ appello aveva ribaltato la sentenza. Solo per alcune posizioni l’ accusa ha chiesto lievi ritocchi di pena, evidenziando la liceità di alcune spese. Tra gli imputati anche l’ ex governatore leghista Roberto Cota, avvocato novarese, che arriva in Cassazione con una condanna a 1 anno e 7 mesi. Per lui il pg ha chiesto di valutare la concessione delle attenuanti. Nel corso della requisitoria, l’ accusa ha sottolineato che fra le spese di rappresentanza «non possono essere fatte rientrare cene coi colleghi o i collaboratori», e le spese di ospitalità devono essere legate a occasioni istituzionali, non quindi «esigenze elettorali, politiche, relazionali». Tra gli imputati c’ è anche Massimo Giordano, ex assessore della giunta Cota: in appello aveva rimediato un anno e mezzo di reclusione. Anche per lui il pg ha chiesto la conferma della condanna. Tra l’ altro Giordano è in attesa di un’ altra sentenza. Lunedì sarà emessa quella del processo per corruzione e concussione pendente in tribunale a Novara, per presunti favori al mondo dell’ imprenditoria novarese. A Roma, ieri, anche l’ intervento delle parti civili, la Regione Piemonte e la Codacons, e di alcuni dei difensori. L’ udienza è stata aggiornata al 18 novembre per gli ultimi interventi. Tutti gli ex consiglieri regionali hanno sempre negato gli addebiti, sostenendo di aver documentati spese per attività inerenti il loro incarico. M.BEN. – c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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