30 Ottobre 2019

Indagini su 20 anni di amministrazione

 

VOGLIA di parlare, almeno in via ufficiale, poca. Ma a microfoni spenti e taccuini chiusi il greto del fiume, fino a quel momento in secca, si anima di parole. Il “day after” nel Comune di Vibo l’ aria che si respira è pesante anche perché è emersa la presenza di persone finite nel registro degli indagati (di cui riferiamo nell’ ar ticolo nelle cronache regionali). La presenza, lunedì mattina, degli oltre 20 uomini della Guardia di finanza ha inevitabilmente lasciato il segno. Ma ciò che ha destabilizzato maggiormente l’ ambiente a livello umorale sono state quei tre termini che hanno dato il là all’ attività condotta dagli uomini delle Fiamme gialle: Direzione distrettuale antimafia. È chiaro, dunque, che tutto quello che probabilmente si subodorava da tempo tra gli ambienti del municipio abbia trovato conferma proprio 48 ore fa. La Dda sta indagando sull’ attività del Comune capoluogo, ma a quanto pare non su quella portata avanti dall’ amministrazione attuale, guidata dal sindaco Maria Limardo, quanto quelle precedenti, tant’ è che -sembra – sia addirittura stata acquisita documentazione risalente ai primi anni 2000. Lo stesso sindaco, che ieri pomeriggio ha incontrato gli esponenti della giunta e della sua maggioranza in una riunione dai toni tutto sommato tranquilli, nel corso della quale sono stati esposti nel dettaglio tutti i particolari – per quanto è stato dato loro sapere – dell’ indagine, si è subito smarcata precisando che l’ attività di indagine non riguarda, appunto, l’ esecutivo attuale insediatosi da poco più di trenta giorni. Ed in effetti, secondo quanto è stato possibile apprendere, la documentazione inerente gli atti di questa amministrazione sarebbe stata acquisita solo in minima parte dai finanzieri del comandante Roberto Prosperi, giunto lunedì mattina di buon’ ora al palazzo municipale a capo del “plo tone” che si è messo subito a scartabellare tra gli archivi dell’ ente fino a tarda sera per come “tradi vano” le luci accese del palazzo municipale e il portone ancora aperto nonostante fossero le 22. Numerosi i settori interessati dall’ azione dei “baschi verdi” alla ricerca di possibili condizionamenti nelle attività amministrative del tempo: dall’ impiantistica sportiva all’ anagrafe, dall’ illuminazione pubblica ai vari capitolati di appalto. Ed altro ancora: al vaglio le delibere di Giunta, quelle di consiglio, le numerose determine, le variazioni di bilancio, so prattutto quelle recanti cifre corpose, che hanno ottenuto il placet dell’ assemblea civica. Gli affidamenti dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria alle ditte e se è stato adottato il criterio di rotazione delle stesse. Ma non solo, l’ elenco degli incarichi dei professionisti (tra architetti, ingegneri e avvocati) da parte dell’ ente. La contrazione dei mutui per le opere pubbliche finalizzati a terminare i lavori anche di importanti strutture di pregio culturale della città; i contenziosi davanti la giustizia amministrativa per l’ affidamento degli appalti per altre imponenti edifici nonostante ribassi anche del 63% che avevano portato già la procura ordinaria ad avviare indagini. Senza poi dimenticare la questione dell’ affidamento della gestione dei migranti sbarcati al porto di Vibo, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2018, che hanno visto aziende finire nel mirino della Prefettura, tanto quella di Reggio quanto quella di Vibo, con l’ emissione di interdittive antimafia. E ancora, il regolamento sulla pubblicità che la passata amministrazione aveva messo in piedi e poi ritirato e che proprio pochi giorni addietro è stato approvato dall’ attuale giunta in attesa, adesso, di approdare in Consiglio, le varie manifestazioni, dai mercatini di Natale a “Vibo va in fiera”; il capitolato per la raccolta differenziata che vede avviata dallo scorso anno un’ inchiesta sempre della procura ordinaria, le strisce blu, rispetto alle quali più volte il Comune era stato interpellato dalla Procura ordinaria di Vibo Valentia e sui cui criteri c’ erano stati numerosi rilievi del Codacons. Non dovrebbe essere tralasciata anche la questione dei suoli cimiteriali. Appena pochi giorni fa il dirigente del settore, Filippo Nesci, aveva parlato di situazione di «totale anarchia», annunciando l’ avvio della redazione di una mappatura del cimitero, visto che prima era completamente assente» e sottolineando che «la compravendita è vietata» e che «chi mai fosse a conoscenza di tali pratiche è invitato denunciarle e noi interverremo, così come l’ abbiamo fatto in presenza di cappelle abusive che sono state distrutte attraverso apposite ordinanze». Il funzionario aveva poi rilevato in Commissione la presenza «consolidata di alcune prassi riguardanti le assegnazioni di aree cimiteriali nella parte vecchia del sito a determinati soggetti e ciò avveniva ricorrendo anche ad atti amministrativi (le determine, ndr) che -ha ri Il municipio di Vibo Valentia ferito – ho subito bloccato». E l’ elenco è ancora lontano dal terminare perché ogni giorno potrebbero venire alla luce nuovi possibili filoni d’ indagine: si va dalla gestione dei pontili all’ affidamento di interventi per la manutenzione della rete idrica e fognaria. E proprio su quest’ ultimo settore non possono non passare inosservate le dimissioni di ben quattro Rup nel giro di pochi mesi per quanto concerne il progetto “Maione” del quale si sta aspettando la nomina della nuova figura. E in questa indagine condotta dal pm della Dda, Antonio De Bernardo, vero e proprio “mastino”, saranno state certamente prese in più che ampia considerazione le denunce del commissario straordinario Giuseppe Guetta che al termine del suo breve mandato di appena tre mesi aveva riportato una corposa relazione della quale non è mai trapelato alcunché.

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