28 Ottobre 2019

Alle famiglie costerà 77 euro

Confesercenti stima che l’ obbligo del Pos per i commercianti potrebbe costare alle piccole imprese italiane almeno 2 miliardi di euro. Fiutata l’ aria, Carlo Rienzi , presidente del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dei consumatori) afferma: «Siamo favorevoli all’ obbligo per gli esercenti di accettare i pagamenti con carta e bancomat, ma è innegabile che tale misura comporterà costi ingenti che inevitabilmente saranno scaricati sui consumatori finali, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio e delle tariffe. Tra costi di installazione, gestione dei Pos e commissioni interbancarie, ogni famiglia rischia di subire un aggravio di spesa pari a 77 euro annui, nel caso in cui i costi dei pagamenti elettronici siano interamente trasferiti sui consumatori». «Le categorie economiche devono riuscire a strappare condizioni più vantaggiose ai gestori dei sistemi di pagamento, vale a dire banche, start up eccetera, altrimenti sarà inevitabile che i consumatori si accollino una parte dei costi aggiuntivi. È un principio di economia», sostiene Carlo Biasior , direttore del Crtcu di Trento (Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti). «La negoziazione avviene tra il distributore e chi offre il servizio del sistema di pagamento, non si scappa», prosegue Biasior, «e il distributore deve cercare di spuntare le condizioni migliori». L’ ideale, conclude il direttore del Crtcu, «sarebbe un intervento legislativo del governo che imponga alle banche dei costi massimi. Il governo, peraltro, lo ha già fatto sulle commissioni di estinzione anticipata di un finanziamento, anche se il risultato è stato abbastanza travagliato». Diego Pontalti , vice presidente dell’ Adoc del Trentino (Associazione difesa orientamento consumatori), va all’ attacco: «Le commissioni delle banche sui Pos devono sparire». E come si fa? «Bella domanda». E la risposta? «Dico solo una cosa: la piccola distribuzione sta chiudendo, le microimprese sono le più bersagliate. Si potrebbe pensare, allora, a una “doppia velocità”, una “doppia commissione”: una per i grandi fatturatori e una per le piccole imprese. E quest’ ultima ridotta al lumicino». A Pontalti sta simpatica la doppia velocità. «Potrebbe funzionare per ogni cosa. Non capisco perché si debba omogeneizzare sempre tutto: andare per scaglioni potrebbe essere una soluzione. Altrimenti si andrà incontro ad aumenti più o meno giustificati». G.La.

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