26 Ottobre 2019

Acqua non potabile, massiccia terapia di cloro

sinora niente autobotti. l’ asp «esclude una contaminazione esterna all’ acquedotto»
Giuseppe Mercurio Tutto rinviato a lunedì. Solo all’ inizio della settimana prossima si potrà sapere se l’ acqua che sgorga dai rubinetti della zona nord della città e del quartiere Santo Janni potrà essere utilizzata per scopi potabili. Sino ad allora rimarrà in vigore l’ ordinanza del sindaco, Sergio Abramo, che ne vieta l’ uso potabile dopo che dalle analisi di routine sono emerse delle non conformità di tipo microbiologico. In questo lasso di tempo sarà effettuata (ma è già iniziata nelle scorse ore) l’ opera di sanificazione della rete idrica che porterà i valori non conformi nei limiti previsti dalla legge. Anche perché questo tipo di operazione, che di norma di esegue con la clorazione, non porta a un abbassamento immediato dei valori visto che non sarebbe nemmeno possibile inserire un valore di cloro superiore rispetto a quello previsto per effettuare questo tipo di operazioni. Ecco perché il dirigente dell’ unità operativa Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’ Asp, Francesco Faragò, e quella del Laboratorio analisi dell’ Arpacal, Filomena Casaburi, avrebbero deciso di comune accordo di attendere il termine delle operazioni di sanificazione per poi procedere a nuove analisi. Anche perché gli ulteriori campioni prelevati e analizzati in questo lasso di tempo potrebbero solo evidenziare (cosa che sembra stia succedendo) l’ abbassamento graduale dei valori di tipo microbiologico che sinora non sono conformi alla normativa. Da qui la nota inviata da Faragò al Comune nella quale si chiariscono alcuni aspetti della vicenda: «La non conformità in questione è stata rilevata in occasione dei controlli che vengono effettuati con frequenza ravvicinata da questo Servizio ai sensi della normativa vigente. Nel caso particolare il problema va inquadrato come lieve non conformità di tipo microbiologico, assolutamente non dovuta a infiltrazioni di materiale esterno alle condotte e alle reti, quindi si esclude una contaminazione da ciò che è esterno all’ acquedotto. Per la gestione del problema è stata diramata un’ ordinanza al solo scopo di tenere alto il livello di tutela della salute pubblica. In ogni caso, è in atto un monitoraggio continuo e il Comune ha già attivato gli interventi tecnici volti alla soluzione che, con quasi certezza, consentirà la revoca dell’ ordinanza nella prossima settimana». Sinora, dopo quattro giorni di emergenza, non sono state utilizzate le autobotti per rifornire i residenti dei quartieri di acqua potabile. Sulla nota inviata dall’ Asp ironizza il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto: «Oggi l’ Asp di Catanzaro ha messo in piedi una innovativa e, soprattutto, tranquillizzante teoria destinata a stravolgere dettami tecnici che, almeno fino a ieri, sembravano inoppugnabili: la presenza di colibatteri non è assolutamente dovuta a infiltrazioni di materiale esterno alle condotte e alle reti. Sono gli stessi tubi che generano inquinanti». Nella serata di ieri, invece, Nicola Fiorita (Cambiavento) ha annunciato che Arpacal svolgerà oggi, in via del tutto eccezionale, le attività di analisi dei valori dell’ acqua. «L’ accortezza della Regione, la disponibilità dell’ Arpacal e il nostro interessamento consentiranno, laddove i valori fossero rientrati nella norma di evitare di prolungare l’ attuazione le forti limitazioni dell’ uso dell’ acqua nell’ area nord della città».

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