17 Ottobre 2019

Consumi in ritirata, inflazione negativa

TRENTO – Passa in negativo l’ inflazione nella nostra città. In settembre infatti il tasso è stato pari a meno 0,3% con un risparmio teorico annuo sulle uscite per una famiglia con 2,4 componenti pari a 74 euro. A Bolzano al contrario l’ inflazione sale dell’ 1% e per una famiglia composta allo stesso modo si prevede un aumento annuo della spesa di 301 euro. La deflazione (inflazione negativa) indica uno «stallo nei consumi» spiega il Codacons. A rendere noti i dati dell’ inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti è stata ieri l’ Istat. In base ai quali l’ Unione nazionale consumatori ha stilato l’ oramai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’ Italia, in termini di aumento del costo della vita, non solo rispetto all’ inesistente famiglia media, ma anche per la famiglia di 3 persone, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia. Secondo lo studio dell’ associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi, in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’ inflazione dell’ 1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia di 3 persone, a 347 euro (301 per la famiglia media). Al secondo posto Genova, dove il rialzo dei prezzi dell’ 1% determina un aggravio annuo di spesa, per la famiglia di 3 componenti, pari a 316 euro (243 per la famiglia tipo), terza Bari, dove l’ inflazione a +1%, comporta una spesa supplementare pari a 258 euro (208 per la famiglia media). Le città più convenienti sono, invece, addirittura in deflazione. Al primo posto della città più risparmiose Bologna, dove l’ abbassamento dei prezzi dello 0,4% genera un risparmio annuo di 148 euro (114 per la famiglia tipo). Al secondo posto Ravenna (-0,4%, pari a -146 euro) e al terzo Ancona, -0,5%, con un ribasso del costo della vita pari a 139 euro (112 euro per la famiglia media). In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, si conferma la Liguria, che, con l’ inflazione a +0,7, registra, per una famiglia di 3 componenti, una batosta pari a 212 euro su base annua (161 euro per famiglia media). Segue l’ Abruzzo, dove l’ incremento dei prezzi pari allo 0,7%, implica un’ impennata del costo della vita pari a 168 euro, terza la Puglia, dove per via dell’ inflazione a +0,6%, si ha un salasso di 147 euro.

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