12 Ottobre 2019

Indagata la ginecologa che eseguì il tracciato

VIBO VALENTIA – C’ è un’ in dagata nell’ inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia sulla vicenda del mancato parto cesareo su una gestante di 32 anni a causa del quale il feto di 39 settimane che la donna portava in grembo sarebbe morto. L’ indagata, A.D.A, di 59 anni, di Pizzo, cui è stata notificata un’ informazione per accertamenti tecnici irripetibili (in questo caso l’ esame autoptico) emessa dal Pubblico ministero titolare del fascicolo d’ inchie sta, Concettina Iannazzo, è la ginecologa dell’ ospedale di Vibo Valentia che aveva seguito la 32enne durante la gravidan za e che, a quanto risulterebbe, sia il 26 settembre scorso che la mattina del 9 ottobre successivo, vale a dire mercoledì, aveva eseguito il tracciato sulla paziente che era al 39esimo mese. Si è appreso, intanto, che l’ inchiesta della Procura di Vibo per accertare eventuali responsabilità nella vicenda, che ha delegato le indagini alla Squadra mobile, è stata avviata sulla base di una denuncia presentata dai genitori del bambino deceduto. Per stamani, poi, è stata fissata l’ autop sia sul feto, affidata all’ anato mopatologa Katiuscia Bisogni mentre i genitori del bambino deceduto hanno nominato come legale di fiducia l’ avvocato Antonella Natale ed un perito di parte nella persona dello specialista Alfonso Luciano, mentre per la ginecologa indagata vi è allo stato l’ avvocato Salvatore Sorbilli, nominato d’ ufficio. Nel frattempo, il Codacons ha redatto un esposto -denuncia trasmesso alla Procura della Repubblica di Vibo attraverso il quale si chiede di accertare tutte le responsabilità e di procedere per i reati che saranno riscontrati dall’ autorità giudiziaria. Allo stesso tempo, anche la Regione Calabria si è mossa sulla vicenda. Il Dipartimento regionale Tutela della Salute ha infatti disposto l’ in vio del “team risk management” all’ ospedale “Jazzolino”. A firmare il provvedimento è stato il dirigente generale della struttura, Antonio Belcastro: il team, composto da quattro professionisti, effettuerà verifiche e attività di audit degli operatori sanitari che, a vario titolo, hanno avuto un ruolo nella vicenda della donna che ha perso la bimba che portava in grembo dopo essere stata rimandata a casa dai medici per mancanza di anestesisti per un parto cesareo. E non è stato fermo neanche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha disposto l’ in vio di un’ ispezione all’ ospedale di Vibo Valentia, mentre l’ Asp ha avviato a sua volta un’ inda gine interna per accertare eventuali responsabilità.

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