Roma, il venerdì nero della metro «Chiudete le stazioni o denunciamo»
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fonte:
- Corriere.it
Tutti in fila nella galleria della metro B, e prima ancora nei corridoi sotterranei della stazione Termini. Al buio, con gli smartphone usati come torce. Una mattinata di paura, disagi, rabbia. Un vero venerdì 13 – come il titolo del film dell’ orrore – per l’ Atac. Trasporti pubblici ancora una volta nel caos, a poche ore dalle misure cautelari nei confronti di tre dirigenti dell’ azienda e del responsabile della manutenzione di Metroroma per i ripetuti guasti e disservizi alle scale mobili delle stazioni del centro, che hanno portato all’ incidente del 23 ottobre scorso a Repubblica, con 24 tifosi russi feriti, e al sequestro della fermata, nonché di quella di piazza Barberini. Un danno d’ immagine per la Capitale come ieri, quando per circa 120 minuti centinaia di persone sono state costrette a incamminarsi nei tunnel della stazione della metropolitana a Termini privo di illuminazione per un’ interruzione dell’ energia elettrica, causata da un guasto. Tutto al buio: banchine, scale mobili, gallerie. Turisti spaesati, spaventati per quello che stava accadendo. Ma quello, come purtroppo capita spesso , era soltanto l’ inizio dell’ ennesima giornata da dimenticare per chi si avventura sui mezzi pubblici. Prima delle 11 un altro inconveniente alla linea aerea della metro B ha causato l’ interruzione di tutta la tratta fra San Paolo e Castro Pretorio. «Abbiamo visto un flash mentre ci trovavamo nel tunnel e il treno si è fermato», ha raccontato un giovane passeggero costretto a scendere con tutti coloro che si trovavano a bordo fra le fermate Circo Massimo e Colosseo. Il convoglio è stato evacuato dal personale dell’ Atac, insieme con un altro treno che stava percorrendo la tratta in direzione contraria. Per una decina di minuti i viaggiatori sono rimasti sui vagoni in attesa di istruzioni su come comportarsi. «C’ è stato qualcuno che ha cominciato a preoccuparsi davvero, voleva scendere subito», hanno riferito ancora alcuni testimoni. Fra i passeggeri persone anziane, qualcuna sofferente di claustrofobia. Ci sono state crisi di panico. Dalla fermata Colosseo alcuni operatori dell’ Atac si sono incamminati sui binari per andare incontro a chi stava percorrendo la strada ferrata alla luce dei telefonini. A circa cento metri dalla stazione Cavour invece sono dovuti intervenire i vigili del fuoco: un disabile è rimasto bloccato su un altro treno fermo per l’ interruzione della linea. I pompieri hanno accompagnato il passeggero fino alla banchina con l’ aiuto del personale medico dell’ Ares 118 e della guardia medica. Per fortuna è andato tutto bene. La conferma che oltre ai disagi si sono vissute situazioni drammatiche. Scene che, insieme con quelle dei corridoi di Termini al buio – con la visibilità assicurata appena dalle luci d’ emergenza e dai pannelli pubblicitari -, sono finite nell’ arco di qualche minuto sui social network, scatenando la reazione di moltissimi utenti, alle prese non solo con quanto accaduto nei tunnel ma anche in superficie. Le navette sostitutive approntate da Atac sono state prese d’ assalto da chi attendeva alle fermate. Il piano emergenza metro è scattato immediatamente: pattuglie di vigili urbani hanno raggiunto i principali capolinea dove si erano radunate folle di persone in attesa dell’ arrivo dei bus. Anche qui rabbia e rassegnazione. Alle 13.45 la situazione è tornata alla normalità. Due ore prima era stata riallacciata la corrente elettrica alle gallerie di Termini. «La misura è colma. Servono provvedimenti urgenti per garantire la sicurezza degli utenti delle metro capitoline», attacca il Codacons, con il presidente Carlo Rienzi, che aggiunge: «Se non si è in grado di assicurare l’ incolumità dei passeggeri, tutte le scale mobili ubicate nelle stazioni metro vanno chiuse con effetto immediato. Almeno fino a che non sarà possibile garantire con assoluta certezza l’ incolumità dei cittadini, aprendo i tornelli per consentire l’ accesso gratuito dei passeggeri in banchina. Se non saranno adottati provvedimenti in tal senso – avverte Rienzi -, saremo costretti a chiedere alla procura il sequestro delle stazioni e, quindi, l’ interruzione del servizio sulle tre linee metro della Capitale».
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