«Sì a meno tasse ma non mettendo le mani… nell’ altra tasca»
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fonte:
- Giornale di Sicilia
l’ intervista a francesco tanasi, codacons
«Per scongiurare l’ aumento dell’ Iva nel 2020 si fa sempre più strada l’ idea di una rimodulazione selettiva dell’ aliquota. In questo modo il rialzo uscirebbe dalla porta per rientrare dalla finestra grazie ad un abile gioco delle tre carte». In vista della legge di Bilancio, Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, non nasconde preoccupazione per le ipotesi di intervento fiscale allo studio del governo, intravedendo già «l’ incremento dell’ imposta indiretta su alcuni beni, con conseguente rincaro dei prezzi, ulteriore riduzione dei consumi e minor gettito per le casse statali. Sarebbe un clamoroso autogol e un danno per l’ economia del Paese». L’ Esecutivo starebbe pensando a una riduzione delle aliquote dal 5 al 10% per le bollette e fino all’ 1% per prodotti come pane, latte e frutta. Quanto risparmieremmo sulla spesa mensile? «I risparmi variano a seconda dei consumi delle famiglie, ma trattandosi di beni primari si tratterebbe di una minore spesa per centinaia di euro l’ anno a nucleo. Proprio per questo riteniamo poco probabile una riduzione così forte dell’ Iva sui prodotti di largo consumo, poiché abbatterebbe il gettito erariale con conseguente danno per le casse statali. Intanto, da domani (oggi, ndr) i consumatori dovranno fare i conti con il rialzo delle tariffe di luce e gas decise dall’ Autorità per l’ energia: +2,6% per l’ elettricità e +3,9% per il metano: tradotto in moneta, significa 18 euro in più all’ anno rispetto al 2018». A quanto pare, se ci saranno aumenti dell’ Iva, riguarderanno alcune aree più a rischio evasione e verranno comunque compensati da uno sconto per chi paga con carte e bancomat. Meccanismo efficace? «Qualsiasi misura per abbattere l’ evasione è ben accetta, ma non può gravare sulle spalle dei cittadini: deve essere a costo zero. Non si può pensare di contrastare il fenomeno prevedendo da una parte sconti per chi usa la moneta elettronica e alzando dall’ altra l’ Iva e dunque i prezzi di alcuni beni». È sicuro che la rimodulazione dell’ imposta indiretta non possa portare vantaggi, perlomeno al ceto medio? «L’ esperienza del passato insegna che qualsiasi incremento dell’ imposta sul valore aggiunto produce un’ immediata riduzione dei consumi, perché le famiglie reagiscono ai prezzi più alti riducendo la spesa». Allo studio del governo anche il superamento del superticket sanitario e la riduzione delle rette per gli asili nido. Se queste misure venissero approvato, quanto potrebbe rientrare nel portafoglio degli italiani? «Il risparmio per la famiglia media con un figlio al di sotto di 3 anni sfiorerebbe i 400 euro al mese. Anche l’ eliminazione dei ticket sanitari consentirebbe risparmi, diversi da regione a regione, ma si tratta di annunci che sembrano più propaganda che realtà. Aspettiamo l’ Esecutivo alla prova dei fatti, per vedere se questi provvedimenti verranno davvero concretizzati o rimarranno mero spot elettorale». (*ADO*)
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Tags: Francesco Tanasi, iva
