28 Settembre 2019

Finanziamenti per le buche Dal pm i funzionari comunali

Abuso d’ ufficio. È questo il reato che la procura di Roma ha ipotizzato nel fascicolo sulle buche, aperto dopo un esposto del Codacons. Il procedimento, avviato nell’ aprile scorso punta a verificare se i fondi a disposizione dei vari Municipi e derivanti dalle contravvenzioni siano stati correttamente utilizzati per la manutenzione delle strade. Nessun indagato, per ora, ma il pm Antonia Giammaria ha sentito, come persone informate sui fatti, alcuni funzionari dell’ ufficio Ragioneria e della Segreteria generale che hanno messo a disposizione degli inquirenti una serie di documenti. Obiettivo di chi indaga è, in primo luogo, fare chiarezza sulle competenze e verificare se i municipi abbiano aggirato in modo illecito quanto previsto dal punto di vista normativo ed amministrativo. Il pubblico ministero ha affidato ampia delega alla Guardia di Finanza. L’ esposto dei legali del Codacons è nato, alcuni mesi fa, dopo aver presentato una richiesta di accesso agli atti per verificare le voci di spesa delle varie ex circoscrizioni. Alcuni hanno fornito gli atti relativi alle operazioni di messa in sicurezza delle strade, altri, invece, non hanno consegnato nulla. All’ esposto l’ associazione ha allegato un vero e proprio dossier. All’ attenzione dei magistrati una serie di dati circa i fondi impegnati dai municipi che sarebbero stati eseguiti solo in parte. Il sospetto del Codacons è che il flusso di denaro sia stato impiegato per tutt’ altro. « Negli ultimi anni il Comune di Roma – spiegano i consumatori – avrebbe effettivamente speso per tali opere meno di quanto impegnato in bilancio: 108 milioni nel 2016 contro i 348 milioni impegnati; 155 milioni nel 2017 contro i 355 impegnati ». – m.e.v.

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