«Urgente che il Comune provveda a potenziare i controlli interni»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
«Il Comune di Lecce adotti e potenzi le procedure di controllo interno della propria macchina burocratica per evitare in futuro ciò che sembra emergere dalla stampa». I responsabili del Codacons di Lecce, Cristian Marchello e Piero Mongelli, preannunciano la costituzione parte civile dell’ associazione, qualora dovesse essere avviato un processo nel quadro della nuova inchiesta avviata dalla Procura di Lecce sul filone dei presunti “favori & voti”. «Se le perquisizioni avviate dalla Procura della Repubblica di Lecce confermeranno le ipotesi di indagine, disegnando una città in cui gli amici e gli amici degli amici vedevano annullarsi verbali, bypassare le liste di attesa alla Asl o ottenere ingiusti passaggi alle zone Ztl nel centro – si rileva nella nota del Codacons – verrebbe così disegnata una inaccettabile situazione in cui il privilegio vince sul diritto, l’ abuso del pubblico vince sulla regolarità, trasparenza ed equità dell’ azione amministrativa. Un sistema talmente radicato e profondo nell’ azione amministrativa da imporre, ora più che mai, una radicale riforma amministrativa che deve divenire priorità di qualunque Sindaco e Giunta». Il caso all’ esame della Procura è delicato e impone cautela. Ma il Codacons mette in guardia e fa un esempio: «Per poter annullare le multe comminate da un agente di polizia municipale – osservano Marchello e Mongelli – occorre oltre alla connivenza dell’ accertatore, anche la completa omissione di controllo e l’ adozione di procedure amministrative che consentono di annullare la sanzione al di fuori dei presupposti previsti per l’ eventuale autotutela da parte dell’ amministrazione. Ciò avviene a dan no non solo di tutti gli altri cittadini multati ma delle casse del Comune di Lecce e quindi di tutta la cittadinanza. Appare quindi urgentissimo – sostengono i rappresentanti dell’ associazione – che il Comune adotti e potenzi le proprie procedure di controllo interno. Intanto il Codacons di Lecce seguirà da vicino la vicenda e, nel caso in cui le ipotesi di indagine dovessero trovare adeguato riscontro probatorio, preannuncia la propria costituzione di parte civile nel processo che dovesse eventualmente partire». Sulla questione interviene con una nota anche il Partito comunista leccese, che non esita a parlare di «scandalo» se i riscontri dell’ inchiesta dovessero essere confermati. «Un sistema – commenta il Partito comunista in cui tutto è in vendita, perché i diritti vengono tolti, oppure i servizi vengono fatti funzionare male. Perché dove c’ è mancanza di diritti e dove i servizi pubblici funzionano male ecco che si presentano i mercati, quando legali, quando illegali, il tutto a danno dei più». Il Partito comunista, quindi dice «no ai tagli sui servizi pubblici, alle privatizazioni e si alla lotta per i diritti sociali. Se non garantiamo questi diritti conclude il PC – saremo sempre nelle mani dei mercanti, legali e illegali».
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