25 Settembre 2019

Finte vaccinazioni, le famiglie: paghino anche gli ospedali

il processo a emanuela petrillo per falso, omissione d’ atti d’ ufficio e peculato intanto le stesse aziende sanitarie sono già parte civile. in lista anche il codacons
Luana de Franciscoudine. Potrebbero essere le aziende sanitarie, alla fine, a pagare il conto delle responsabilità penali, se accertate, di Emanuela Petrillo, l’ ex assistente sanitaria di 33 anni di Spresiano (Treviso), accusata di avere finto di iniettare il vaccino a centinaia di bambini, tra il distretto di Codroipo e l’ Ulss n.2 di Treviso. A chiederlo, ieri, all’ apertura del processo davanti al tribunale collegiale di Udine, sono stati i legali delle famiglie che, dal Friuli al Veneto, hanno deciso di costituirsi parte civile, proprio ai fini del risarcimento del danno patito dai rispettivi figli.L’ istanza deve essere ancora formalizzata, visto che l’ udienza “filtro” si è aperta e chiusa senza neppure procedere con l’ ammissione delle prove, per l’ assenza di due dei tre componenti del collegio titolare del procedimento. Se ne riparlerà il 15 ottobre, quando il presidente Paolo Milocco ha rinviato le parti. Intanto, però, è stato l’ avvocato Tullia Tauro, dello studio Calvetti, in rappresentanza di 19 famiglie, a preannunciare la presentazione della richiesta di citazione come responsabili civili delle aziende sanitarie. Istanza cui i colleghi Roberto Mete, per un’ altra coppia di genitori, e Marianna Martina, che ieri ha chiesto di essere ammessa a propria volta come parte civile per tre famiglie, si sono associati. In lista d’ attesa per la costituzione, da ieri mattina, anche l’ associazione di consumatori Codacons, con l’ avvocato Nicola D’ Andrea.Tutte new entry che, al pari delle parti civili già ammesse in sede di udienza preliminare, l’ avvocato Chiara Pianon, di Treviso, difensore di Petrillo insieme al collega Paolo Salandin, ha chiesto di escludere. Intanto, della partita fanno già parte proprio le aziende sanitarie cui i genitori cercheranno di fare rispondere in prima persona per i danni dell’ ex dipendente: l’ Aas 3 “Medio Friuli”, rappresentata dall’ avvocato Mirta Samengo, l’ Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, con l’ avvocato Laura Baggio, e l’ Ulss 2 di Treviso, con l’ avvocato Fabio Crea.Assente dall’ aula, come sempre da quando il procedimento è approdato in tribunale, Petrillo è accusata dei reati di falso, omissione d’ atti d’ ufficio e peculato. «Un’ azione prolungata nel tempo, scientifica e gravemente preordinata», aveva sostenuto il procuratore aggiunto Claudia Danelon, titolare del fascicolo, chiedendone il rinvio a giudizio. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 2009 e il giugno del 2017 (quando l’ assistente sanitaria fu licenziata per giusta causa). «Ristretta la forbice del riscontro probatorio a 259 bambini sottoposti alla prima dose del vaccino contro il morbillo nei soli casi riconducibili alla sua mano – aveva spiegato il pm, all’ esito della perizia -, è emerso come nessuno fosse coperto». Ma lei, l’ imputata, ha sempre negato ogni addebito, professandosi innocente. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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