Processo alla Petrillo, le famiglie preparano il conto
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fonte:
- Il Gazzettino
vaccini fantasma in tribunale a udine con altre parti civili
L’ UDIENZA TREVISO Si è aperto ieri mattina a Udine ed è stato però subito rinviato al 15 ottobre prossimo il processo in cui Emanuela Petrillo, l’ ex assistente sanitaria accusata di aver solo finto di vaccinare quasi 8 mila persone tra il 2009 e il 2016 durante il suo servizio nelle aziende sanitarie di Codroipo, San Daniele del Friuli, Udine e Treviso, deve rispondere di peculato, omissione in atti d’ ufficio e falsità ideologica nella redazione di certificati medici. Nell’ udienza in cui ci sarebbe dovuta essere l’ ammissione delle prove e la costituzione delle parti civili il collegio dei giudici non era infatti quello titolare. E da qui il rinvio. In aula hanno chiesto di costituirsi parte civile un’ associazione di consumatori e altre tre famiglie oltre a quelle già presentatesi in udienza preliminare. La difesa della donna, affidata agli avvocati Paolo Salandin e Chiara Pianon, si è opposta alla costituzione delle parti civili, tra cui le aziende sanitarie Aas 3 Alto Friuli, l’ Asuiud e l’ Usl 2, lista include anche alcune delle famiglie dei pazienti che non sarebbero stati sottoposti ad immunizzazione, per la maggior parte bambini, e a cui stanno per aggiungersi altri genitori di piccoli che non avrebbero ricevuto la profilassi e il Codacons del Friuli, che ha annunciato di voler presentare una istanza per citare come responsabili civili le aziende sanitarie. Secondo l’ accusa Emanuela Petrillo, licenziata per giusta causa dalla Usl 2, avrebbe solo simulato almeno 21 vaccinazioni. L’ ipotesi della Procura di Udine su cui si regge il processo è che la donna fingesse di inoculare il siero quando in realtà il vaccino sarebbe stato buttato via e a confermarlo vi sarebbero i sospetti di alcuni colleghi della 34enne, che avevano notato una eccessiva tranquillità dei bambini durante il procedimento di somministrazione. Per coprire le proprie tracce Emanuela Petrillo avrebbe aggiornato il sistema informatico e i libretti sanitari con informazioni false. Per i magistrati friulani, così come per la Usl trevigiana, la pistola fumante che inchioderebbe la ex assistente sanitaria sarebbero i dati relativi a un campione di 284 soggetti vaccinati da lei e che, esaminato, mostra solo nel 15,5% dei casi una positività agli anticorpi per il morbillo. Tra pazienti friulani e trevigiani il riscontro all’ antigene sarebbe di 20 positivi su 129, dato che scende nel caso dei bambini trevigiani, in cui la percentuale di immunizzazione cala addirittura al 10%. . Prima della chiusura dell’ udienza infine l’ avvocato Tullia Tauro dello studio Calvetti, che tutela la posizione di 19 famiglie, ha infine preannunciato l’ intenzione di formalizzare un’ istanza di citazione delle tre aziende sanitarie quali responsabili civili per i danni per l’ operato della loro dipendente. (db)
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