`L’ udienza è durata pochi minuti, giusto il tempo `Il collegio di ieri era diverso da quello titolare
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fonte:
- Il Gazzettino
di ricevere le richieste di codacons e di tre famiglie a trattare il fascicolo, da qui lo slittamento
IL PROCESSO UDINE Sarebbe dovuto cominciare ieri mattina, in Tribunale a Udine, il processo a carico di Emanuela Petrillo, l’ assistente sanitaria di Spresiano, in provincia di Treviso, accusata di aver finto di somministrare le vaccinazioni ad alcuni bambini tra il 2009 e il 2016, prima nel Medio Friuli a Codroipo, San Daniele e Udine e poi nell’ Usl 2 di Treviso. Ma la prima udienza filtro, che era stata fissata per l’ ammissione delle prove, è stata tenuta da un collegio diverso da quello titolare a trattare il fascicolo e per questo subito rinviata al 15 ottobre prossimo. PARTI CIVILI L’ udienza è durata pochi minuti, giusto il tempo di ricevere le ulteriori istanze di costituzione di parte civile che sono state avanzate dal Codacons tramite l’ avvocato Nicola D’ Andrea e da altre tre famiglie di bambini che sarebbero risultati scoperti dai vaccini, assistite dall’ avvocato Mariana Martina. LA DECISIONE A quel punto, rigettata una richiesta di rinvio della difesa per legittimo impedimento di uno dei difensori, è stato lo stesso collegio (presieduto dal giudice Paolo Milocco, a latere Roberto Pecile e Rossella Miele) ad aggiornare il processo tra un paio di settimane. In calendario ci sarà una nuova udienza filtro in cui saranno discusse tutte le questioni preliminari. E’ in quella sede che verranno decise infatti le ammissioni delle ultime parti civili che ieri hanno chiesto di costituirsi. LE AZIENDE In precedenza, già nel corso dell’ udienza preliminare, si erano costituite le tre aziende sanitarie coinvolte nella vicenda, l’ Aas 3 Alto Friuli con l’ avvocato Mirta Samengo, l’ Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine (Asuiud) con l’ avvocato Laura Baggio e l’ Usl 2 di Treviso con l’ avvocato Fabio Crea, nonché altre famiglie di bambini, assistiti alcuni dall’ avvocato Roberto Mete e altri dallo studio Calvetti di Treviso. Le aziende avevano già effettuato in quella sede una prima quantificazione dei danni di 700 mila euro per l’ Azienda sanitaria 3, circa 130 mila per l’ Asuiud e 300 mila per l’ Usl 2 di Treviso. LA DIFESA La difesa dell’ assistente sanitaria trevigiana, con l’ avvocato Chiara Pianon, ha anticipato ieri in aula che alla prossima udienza intenderà chiedere l’ esclusione delle parti civili. Petrillo, che è accusata di peculato, omissione d’ atti d’ ufficio e falsità in certificati ma che ha sempre negato tutti gli addebiti sostenendo di aver eseguito regolarmente le vaccinazioni, non era presente in aula. Prima della chiusura dell’ udienza infine l’ avvocato Tullia Tauro dello studio Calvetti, che tutela la posizione di 19 famiglie, ha infine preannunciato l’ intenzione di formalizzare, sempre alla prossima udienza, un’ istanza di citazione delle tre aziende sanitarie quali responsabili civili per i danni per l’ operato della loro dipendente. LA VICENDA Il caso era scoppiato inizialmente nella Marca Trevigiana a seguito dei primi sospetti sorti nelle colleghe. Poi, a fine aprile 2017, il caso si era allargato al Friuli dove l’ assistente sanitaria aveva lavorato in precedenza, dal novembre 2009 al dicembre 2015, in distretto sanitario a Codroipo, San Daniele e Udine. Le aziende sanitarie coinvolte, insieme alla Regione, avevano avviato subito una task force che aveva messo in campo un piano straordinario vaccinare-sì ed effettuato una serie di controlli su un campione di bambini da cui erano emerse alte percentuali di mancata copertura vaccinale. A seguito delle verifiche era scattata quindi la rivaccinazione dei bambini che erano stati sottoposti a profilassi con l’ assistente finita al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Udine con l’ aggiunto Claudia Danelon. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
elena viotto
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