Bimbo dimenticato in auto, Codacons: Tragedia evitabile, 9 morti in 10 anni
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- Quotidiano di Sicilia
ROMA – Una morte evitabile sulla quale lo Stato Italiano ha una responsabilità morale diretta. Lo afferma il Codacons , commentando il decesso a Catania di un bimbo di due anni dimenticato in auto dal padre .âNon può non ravvedersi un nesso tra quanto accaduto ieri e i gravi ritardi nellâintroduzione dellâobbligo dei seggiolini anti-abbandono sulle auto – afferma il presidente Carlo Rienzi – Se fossero stati emanati a tempo debito i decreti attuativi della norma, forse oggi questa ennesima tragedia si sarebbe potuta evitare. LâItalia è colpevole di un grave ritardo in materia: 9 bambini morti negli ultimi 10 anni perché dimenticati in auto dai genitori, e nonostante gli allarmi lanciati a più riprese ad oggi non esiste alcun sistema in vigore per salvare la vita dei bambini. Per questo riteniamo lo Stato Italiano moralmente responsabile per la tragedia avvenuta a Cataniaâ.âTutto ciò avviene mentre già da anni alle case automobilistiche è stato proposto dal Codacons un software da montare sulle auto in grado non solo di avvisare il guidatore circa la presenza di bambini o cani sui sedili posteriori, ma anche di attivare in modo automatico il sistema di climatizzazione della vettura in caso di emergenza, garantendo cosà la possibilità di respirazione anche in condizioni estremeâ, conclude l’ associazione.âLa terribile vicenda del piccolo dimenticato in auto dal padre a Catania impone un’ accelerazione rispetto alla norma che obbliga l’ uso di seggiolini salva-bebéâ. Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito democratico.âLa norma esiste già – prosegue Rotta – ma non è ancora operativa perché la bozza del decreto attuativo è stata bocciata dal Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione europea. Per il Tris il testo proposto dallâex ministro Toninelli non andava bene e dunque va riscritto. Se invece sarà approvato senza modifiche ci sarà il rischio di incorrere in una procedura di infrazione. Ora è necessario che il governo si impegni per risolvere la situazione. Abbiamo il dovere – conclude – di consegnare al Paese una norma cosà importante per proteggere i più piccoliâ.
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