Fonderie, la Procura «Condannate i Pisano»
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fonte:
- Il Mattino
Nove anni complessivi per i sei imputati del processo in abbreviato sulle Fonderie Pisano. I pm Marco Silvio Guarriello e Mariacarmela Polito, al termine della loto requisitoria, hanno chiesto al gup Maria Zambrano un anno e sei mesi per i consiglieri del Cda Guido, Ugo e Renato Pisano; il direttore tecnico Ciro Pisano (tutti difesi dall’ avvocato Guglielmo Scarlato), l’ ingegnere Luca Fossati che preparò le procedure per presentare la richiesta dell’ Aia e l’ ingegnere Antonio Setaro che, in qualità di dirigente regionale, rilasciò alle fonderie l’ Aia nel 2012, ritenute dalla procura di Salerno illegittime. Ma non solo, i due pm hanno chiesto anche 150mila euro di multa per la società e l’ interdizione all’ esercizio dell’ attività per sei mesi. LA REQUISITORIA I pubblici ministeri hanno riconosciuto a tutti le generiche e la diminuzione della pena per la scelta del rito alternativo ma hanno dichiarato «superate le criticità» sulla base delle analisi fornite dall’ Arpac. Ultima quella del 2019. Hanno invece ribadito l’ illegittimità dell’ autorizzazione integrata ambientale pur non riconoscendo alcuna collusione tra il dirigente regionale Setaro e i Pisano, tant’ è che a loro non è stato riconosciuto l’ abuso d’ ufficio, e neanche tra il dirigente e il tecnico che ha redatto le schede su cui ci si è basati per il rilascio dell’ Aia, l’ ingegnere Fossati. Anche laddove – hanno poi precisato i due pm – l’ autorizzazione fosse stata legittima, ci sarebbero però stati dei problemi relativamente agli anni 2015 e 2016. E l’ accusa ha anche fatto riferimento ai sequestri di materiale ferroso imbrattato di olii esausti di motore che provocavano l’ emissione di idrocarburi nell’ aria dimostrando l’ utilizzo, per la fusione, di materiali non trattati. Anche se – hanno poi precisato – continuano (nonostante le nuove indagini) a non emergere connessioni tra le morti in zona e la fabbrica. GLI AMBIENTALISTI Slitta la discussione della difesa dei Pisano, rappresentata dall’ avvocato Scarlato, e si interrompono i termini per la prescrizione. Gli avvocati delle associazioni ambientaliste (i legali Marchetti e Torluccio, gli altri sono rinviati a novembre) durante le arringhe hanno chiesto il riconoscimento di un’ indennità per tutelare la propria immagine non avendo potuto ottemperare al loro mandato, la tutela ambientale. Hanno discusso anche gli avvocati del Comune di Salerno e del Ministero dell’ Ambiente. Ricordiamo che si sono costituiti parte civile il Ministero dell’ Ambiente, i Comuni di Salerno, Pellezzano, Baronissi, ed associazioni come Salute e Vita, Medicina democratica, Legambiente, Wwf, Codacons, Impatto ecosostenibile e circa un centinaio di cittadini. La sentenza è attesa per la fine dell’ anno, al massimo i primi di gennaio. LE CONTESTAZIONI Vanno dallo scarico di acque reflue inquinanti alla gestione illecita di rifiuti speciali anche pericolosi e alle emissioni nocive in atmosfera, danneggiamento di beni pubblici, gettito di cose idonee a molestare le persone, violazione della normativa antincendio e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (ipotesi contestate ai Pisano) e, per gli ingegneri, abuso d’ ufficio, falsità materiale e ideologica in atto pubblico. Secondo la Procura, infatti, i due professionisti avrebbero «intenzionalmente procurato ai titolari delle fonderie Pisano un ingiusto vantaggio patrimoniale rilasciando il decreto Aia (149/2012), sia perché illegittimo sia perché fondato su documenti che contenevano false attestazioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
petronilla carillo
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