Rimborsi banche: un mese in più ma associazioni sempre più divise
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fonte:
- Il Gazzettino
incontro con governo e consap. ugone: alzare il tetto a 200mila. conte: basta ritardi
RISPARMIO TRADITO VENEZIA Duecentomila risparmiatori azzerati dai crac bancari, 13mila registrazioni e solo 2mila domande inoltrate. Fino a oggi il portale Consap attivato il 22 agosto è un mezzo fallimento. E alcune associazioni chiedono di far slittare di almeno un mese la chiusura dei termini, cioè arrivare a marzo 2020. Proposta che i tecnici Consap e anche il sottosegretario all’ economia Alessio Villarosa stanno valutando. E che ha già scatenato la reazione di altre sigle: «Basta perdere tempo, un mese in più rischia di far scattare i primi indennizzi ai risparmiatori a giugno o, peggio, nel settembre dell’ anno prossimo», denuncia il Codacon Veneto. «Ci hanno detto che al momento hanno presentato domanda 2.000 persone delle 200.000 che avrebbero diritto», ha spiegato Letizia Giorgianni, responsabile dell’ Associazione Vittime del Salvabanche. «Ma a noi dei numeri a freddo non interessa – le ha fatto eco Luigi Ugone di Noi che credevamo nelle banche Venete – ci interessa avere un contatto diretto con la Consap. che ha ammesos i problemi del portale. Ribadisco quello che ho detto a Pontida domenica, la situazione per noi è critica: aspettavamo dall’ Europa una risposta per alzare il tetto dei rimborsi accelerati da 100mila a 200mila euro, e non è ancora arrivata. Abbiamo incontrato il sottosegretario Villarosa e il ministro ai rapporti col parlamento Federico D’ Incà, che si sono detti pronti a intervenire con l’ Europa e a valutare la proroga. E non serve una nuova legge o portare rimborsi al 100%. A noi poi la nomina di Pier Paolo Baretta come sottosegretario all’ economia preoccupa. E temo che con questo governo, di cui ho un giudizio negativo, non vedremo mai la nascita di una commissione d’ inchiesta seria». Anche Barbara Puschiasis di Consumatori Attivi ha chiesto la proroga: «Fino a oggi il portale è stato un fallimento. Confidiamo che Consap ora rimedi a questa situazione». Franco Conte del Codacons Veneto invece lancia l’ allarme: «Se si fa slittare di un altro mese i tempi per presentare i pagamenti c’ è il rischio di far arrivare i primi rimborsi fra un anno perché dopo marzo ci sono i tempi per le banche, le verifiche di Consap e Guardia di Finanza. La gente è esasperata, i risparmiatori sono anziani e stanno già subendo grandi problemi a gestire le domande sul portale. Meglio semplificare il percorso e premere sulle banche perché diano i documenti in fretta. In ogni caso questa legge è fatta male, saranno costretti a cambiare qualcosa e speriamo che si possa introdurre il rimborso al 100%». DOMANDE INCOMPLETE «La Consap dopo i problemi che abbiamo denunciato ha dato pronta risposta ad alcune delle criticità evidenziate nei giorni scorsi, per esempio dando la possibilità di inviare anche domande incomplete – avverte Federconsumatori -. Rimangono, però, ancora una serie di questioni irrisolte, per questo abbiamo chiesto una proroga dei termini». «Non evidenziamo particolari criticità nell’ uso della piattaforma telematica – afferma invece Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino da Onara – e abbiamo già registrato un centinaio di domande di rimborso. La legge sui rimborsi è già stata bloccata tre volte, ogni ipotesi di modifica ulteriore significherebbe per i risparmiatori tornare al punto zero. E siamo contro anche a reintrodurre gli arbitrati. Meglio alzare semplicemente il limite percentuale del 30%». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema
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