12 Settembre 2019

RIFIUTI: AMA NEGA RIMBORSO TARI A UTENTI E SCARICA SU CITTADINI RESPONSABILITA’ DELLA MANCATA RACCOLTA

 

ASSURDA RISPOSTA DELL’AZIENDA ALLA DIFFIDA PROMOSSA DAL CODACONS. ASSOCIAZIONE CHIEDE A PROCURA DI PROCEDERE PER APPROPRIAZIONE INDEBITA

Ama spa potrebbe essere chiamata a rispondere del reato di appropriazione indebita. Il Codacons ha infatti presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro l’azienda, a seguito delle risposte fornite dalla stessa Ama alle diffide promosse dal Codacons con cui si chiedeva di rimborsare agli utenti l’80% della tariffa rifiuti, in considerazione dei disservizi sul fronte della raccolta della spazzatura registrati nei mesi scorsi a Roma.
Oltre 500 famiglie residenti nella capitale hanno inviato nei mesi scorsi all’Ama il modulo di diffida messo a disposizione dal Codacons con cui, ai sensi dell’art. 1 comma 656 legge 147/2013, si chiedeva il rimborso dell’80% della Tari, in relazione alla mancata raccolta dei rifiuti in città – spiega l’associazione – Numerosi utenti stanno ricevendo in questi giorni la risposta dell’azienda che non solo rifiuta di riconoscere i rimborsi previsti dalla legge, ma addirittura scarica la colpa dell’emergenza spazzatura sugli stessi cittadini.
Si legge testualmente nella risposta fornita da Ama spa:
AMA è costantemente impegnata a garantire il continuo e regolare svolgimento del servizio di raccolta rifiuti nella città di Roma. Eventuali ed occasionali criticità sono da ricollegare non alle attività svolte da AMA quanto, piuttosto a contingenti problematiche connesse all’intero ciclo di gestione dei rifiuti nonché, in alcuni casi, al non corretto conferimento dei rifiuti medesimi da parte dell’Utenza”.
Per i cittadini oltre al danno, la beffa – attacca il Codacons – Prima l’Ama definisce l’emergenza rifiuti come un qualcosa di “eventuale e occasionale”, poi scarica la responsabilità della situazione disastrosa registrata nei mesi scorsi a Roma sugli stessi utenti.
Per tale motivo l’associazione ha inviato una nuova diffida all’azienda in cui si chiede di provvedere ad annullare le note inviate ai cittadini nel rispetto di quanto impone la legge e la regolamentazione di settore. Non solo. L’associazione si è rivolta alla Procura chiedendo di accertare se il diniego dell’Ama a riconoscere i rimborsi possa configurare fattispecie come il rifiuto di atti d’ufficio e l’appropriazione indebita.

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