Lotta all’ amianto negli edifici pubblici: finanziamenti in arrivo per lo smaltimento
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fonte:
- il Roma
NAPOLI. Scuole, ospedali, uffici o impianti sportivi che ancora oggi contengono amianto potranno liberarsene per sempre. È stata da poco pubblicata in Gazzetta ufficiale la graduatoria dei primi progetti ammessi al finanziamento per rimuovere l’ amianto dagli edifici pubblici. Si tratta di un fondo da 870 mila euro per 140 interventi di rimozione e smaltimento dell’ amianto e del cemento -amianto presente in coperture e manufatti di strutture di propietà dello Stato in oltre 100 comuni d’ Italia. In Campania sono quattro le città ammesse a ricevere il finanziamento: Pozzuoli, Battipaglia, Cerreto Sannita e Maddaloni. Mentre per il comune di Caserta, ammesso con riserva, sarà necessario presentare ulteriore documentazione per ricevere l’ incentivo del ministero. Questo è un aiuto quanto mai necessario visto che ancora oggi in Italia ci sono almeno 32 milioni di tonnellate di amianto dunque, nonostante sia stato messo al bando da 27 anni, l’ unico strumento che abbiamo per tutelare la salute è ridurne l’ esposizione eliminandolo da tutti i manufatti che lo contengono, soprattutto da quelli statali. Ma il dato allarmante è un altro. Stando a una recente ricerca del Codacons, l’ amianto sarebbe presente in 2.400 scuole, con un bacino di 350.000 alunni e 50.000 docenti coinvolti. Questo materiale è stato impiegato negli anni passati principalmente in combinazione con il cemento per realizzare diversi tipi di prodotti: dalle condutture alla pavimentazione, dai prodotti isolanti ai feltri per la costruzione di tetti. Basti pensare che, secondo l’ Osservatorio amianto, in Italia più di 800 biblioteche e centri di studio, 250 ospedali, 300.000 km di tubature di acqua potabile, contengono materiali di asbesto, con fibre di amianto, un materiale altamente cancerogeno dunque dannoso per la salute dei cittadini. Ma finalmente qualcosa sembra andare nella giusta direzione. Questa tranche di finanziamenti riguarda la seconda annualità delle richieste ammesse al contributo per le quali costituisce titolo preferenziale la collocazione in un raggio non superiore a 100 metri da asili, scuole, parchi giochi, strutture di accoglienza, ospedali e impianti sportivi. Altri criteri sono la presenza di un progetto definitivo, cantierabile o attuabile in 12 mesi, l’ esistenza di una segnalazione da parte degli enti di controllo sanitario o di tutela ambientale sulla presenza di amianto, la collocazione in un SIN (Sito d’ Interesse Nazionale) o la presenza nella mappatura dell’ amianto. La lista approvata dal decreto contiene anche una tabella riguardante le richieste di finanziamento ammesse con riserva per le quali il ministero dell’ Ambiente ha inviato ai comuni una richiesta di integrazione di documenti. Com’ è successo, per esempio, al comune di Caserta che per accedere ai finanziamenti richiesti (poco più di 2000 euro) dovrà regolarizzare la sua posizione con l’ invio di ulteriori documenti. «Questi finanziamenti – ha spiegato il ministro dell’ Ambiente Sergio Costa – sono una grande opportunità per liberare dall’ amianto tante strutture pubbliche disseminate su tutto il territorio nazionale e insieme per dare stimolo al sistema delle imprese che opera in questo settore. La lotta contro l’ amianto è ancora lunga e c’ è tanto lavoro da fare. Il nostro impegno finora è stato profuso nel velocizzare il trasferimento delle risorse, l’ aumento della progettualità, la trasparenza su un problema spesso invisibile e dunque ancor più pericoloso per le persone. Perciò, questi interventi sono estremamente necessari proprio perché risolvono criticità presenti in quegli edifici più sensibili come le scuole o dove sono presenti situazioni particolarmente a rischio come l’ amianto friabile». In Italia dal 1946 fino al 1992 sono state lavorate più di 3 milioni di tonnellate di asbesto o amianto ma la legge 257 del 1992 ha vietato l’ estrazione, la lavorazione e la commercializzazione di asbesto e dei prodotti che lo contengono. Qual è invece la situazione nel resto del mondo? La messa al bando di questo materiale è circoscritta solo a 62 Stati: quelli dell’ Unione Europea, l’ Arabia Saudita, l’ Argentina, l’ Australia, il Cile, la Croazia, il Giappone e pochi altri. Basti pensare che l’ agenzia per la protezione dell’ ambiente del governo federale degli Stati Uniti d’ America, nell’ agosto del 2018, ha rivalutato l’ utilizzo di asbesto nell’ edilizia. Fortunatamente, però, l’ uso negli Stati Uniti è diminuito del 99% negli ultimi 30 anni, soprattutto in seguito all’ alta entità dei risarcimenti decisi dalle Corti di quel paese, in favore delle vittime. Già, perché il pericolo è concreto. Stando agli ultimi dati dell’ Osservatorio, solo in Italia i morti per patologie legate all’ amianto sono aumentate nel 2017 raggiungendo in totale 6000 casi: 3600 per tumore polmonare, 1800 per mesotelioma e 600 per asbestosi.
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