7 Settembre 2019

«Retroattività illegittima Lavoriamo già ai ricorsi»

le associazioni dei consumatori pronte a dare battaglia
L’ applicazione dell’ Iva alle nuove patenti? «Un provvedimento assolutamente odioso e che porterebbe molte autoscuole a chiudere». A parlare all’ unisono sono le associazioni dei consumatori, che stigmatizzano non solo il rincaro dei prezzi a danno di chi si accinge a conseguire la patente di guida, ma soprattutto la paventata estensione retroattiva fino al 2014 dell’ applicazione dell’ Iva al 22%. E gli avvocati dei consumatori si preparano a inoltrare valanghe di ricorsi tributari in favore delle autoscuole. «La nostra risposta sarà forte: consiglieremo alle autoscuole da noi assistite di non pagare l’ Iva degli ultimi 5 anni e di fare ricorsi tributari risponde l’ avvocato Antonio Tanza, vicepresidente nazionale Adusbef . In questi giorni, ho ricevuto valanghe di richieste di consulenza da parte di autoscuole di Lecce e Galatina e questa sera (ieri, ndr) li incontrerò per avviare le pratiche. Quello dell’ Agenzia delle Entrate è un provvedimento capestro, perché è una tassa che colpirà i poveri: tutti conseguono la patente di guida perché oggi è necessario usare l’ auto per andare al lavoro. I titolari delle autoscuole sono disperati e non hanno certo la liquidità per pagare il 22% su 5 anni di introiti. Per questo faremo ricorso, anche se prenderà per le lunghe, e attenderemo che sia la Cassazione a fare chiarezza. Certo, chi da ora in poi vorrà conseguire la patente dovrà pagare tanto, troppo: anche questo è ingiusto. Senza considerare che c’ è un rischio di concorrenza sleale: quelle autoscuole che hanno aperto da poco potrebbero applicare prezzi più vantaggiosi, non dovendo restituire la vecchia Iva». Anche dal Codacons Lecce partono aspre critiche. «Ancora una volta saranno i cittadini a dover pagare il conto commenta Christian Marchello, presidente leccese dell’ associazione . In primo luogo, perché da oggi in avanti chi si iscriverà a una scuola guida dovrà pagare l’ Iva al 22%. In secondo luogo, perché, se è vero che ai cittadini che hanno ottenuto la patente negli ultimi 5 anni non può essere richiesto alcun pagamento retroattivo, è altrettanto vero che, per effetto della pronuncia della Corte di Giustizia e della risoluzione dell’ Agenzia delle Entrate, la regola della retroattività ben potrebbe valere per le scuole guida, che pertanto potrebbero essere costrette a versare l’ imposta degli ultimi 5 anni. Di conseguenza, le scuole guida saranno portate a scaricare tali nuovi costi sui nuovi iscritti, che non solo subiranno un aumento del 22%, ma anche gli ulteriori aumenti che le scuole guida praticheranno per far fronte al pagamento dell’ Iva per gli anni pregressi. Alla luce di ciò e per scongiurare tale situazione, sembra necessario un intervento legislativo chiarificatore, che tuttavia dovrà essere adottato nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di Iva, per evitare dichiarazioni di illegittimità delle corti europee».
serena costa

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