26 Agosto 2019

Rassegna stampa del 26 agosto 2019

Yahoo Notizie, 26/08/2019 15:34
Di quanto aumentano i beni se aumenta l’ Iva?
La fretta di chiudere la crisi di governo e di avere un nuovo esecutivo, sottolineata con fermezza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riguarda anche la possibilità di votare una manovra finanziaria che non faccia scattare le clausole di salvaguardia sull’ Iva, la cui aliquota principale passerebbe il prossimo 1° gennaio dal 22% al 25,2%.Ciò creerebbe un bel salasso , che porterebbe gli italiani a essere il secondo popolo europeo più tartassato da questa imposta. Il primato è dell’ Ungheria, in cui l’ aliquota si assesta al 27%. Sotto ci sono tutti gli altri: Germania (19%), Francia (20%), Spagna (21%), Portogallo (23%), Finlandia (24%). Secondo un’ analisi di Unimpresa, il gettito Iva per l’ Italia potrebbe raggiungere i 164,1 miliardi di euro nel 2020, contro i 140 miliardi previsti per il 2019.Come detto, senza contromisure l’ aliquota ordinaria sale dal 22% al 25,2%, mentre quella ridotta dovrebbe aumentare dal 10% al 13%. La prima riguarda caffè, vini e alcolici, sigarette, abbigliamento, calzature, motori e biciclette, carburanti, spettacoli sportivi, smartphone, computer, parrucchiere; la seconda si applica invece a carne, pesce, salumi, uova, marmellata, elettricità, parcelle di idraulico ed elettricista, voli aerei e treni interni, caffè al bar, alberghi. Insomma, non c’ è aspetto della quotidianità che non ne sarebbe toccato.Per capire l’ impatto dell’ aumento dell’ Iva sulle spese degli italiani si possono considerare alcuni dei beni più venduti negli ultimi anni. Per esempio, un’ automobile Fca (Fiat, Jeep, Lancia Alfa Romeo, Chrysler) costerebbe quasi 300 euro in più, mentre per una moto Bmw servirebbero 480 euro in più. Guardando a spese più frequenti, un paio di scarpe Adidas o Converse costerebbero dai 2 ai 3 euro in più; uno smartphone da 255 euro salirebbe a 261 euro; una bottiglia di vino da 5,5 euro costerebbe 14 centesimi in più. E il classico caffè al bar salirebbe di 3 centesimi.Per quanto riguarda l’ impatto complessivo sui consumi , non ci sono stime univoche. Per il Codacons, la stangata sarà di 1200 euro in più all’ anno a famiglia: la cifra si riferisce però al 2021, nell’ ipotesi di un ulteriore scatto della clausola di salvaguardia che porterebbe l’ Iva al 26,5% e presupponendo che i consumi rimangano invariati. Cosa improbabile, tanto che lo stesso Codacons ha calcolato una una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di circa 8,1 miliardi di euro, pari a 311 euro di minori consumi a testa. Per Confcommercio, invece, l’ aumento dell’ Iva si tradurrà in 382 euro di maggiori tasse a persona, con un aggravio per le famiglie di quasi 890 euro.

panorama.it, 26/08/2019 15:24
economia
Ritorno a scuola: tutti i costi da sostenere
libri, materiale didattico, zaini e astucci incidono sul bilancio delle famiglie che spenderanno fino a 1.130 euro a figlio
I bilanci delle famiglie italiane ogni anno a settembre devono fare i conti con il ritorno a scuola . Che in casa si abbiano figli piccoli, ragazzini o giovani studenti delle superiori ogni nucleo famigliare con minori a carico in questo periodo stinge la cinghia per affrontare il temutissimo ” caro scuola “. Ritorno a scuola: +2,5% Come ogni anno anche per il 2019 il Codacons ha già fatto un po’ di conti in tasca alle famiglie e c’ è poco da stare allegri. Il rincaro medio del materiale scolastico, dei libri e degli accessori che ogni studente ha bisogno di avere nello zaino è di oltre il 2,5%. E (a parte i libri di testo) proprio zaini, astucci e agende sono quelle voci di spesa da mettere a bilancio che incidono di più sull’ aumento dei costi. Alzi la mano il fortunato genitori che non ha figli che chiedono di avere l’ agenda brandizzata o l’ astuccio di marca : che sia Peppa Pig, Spiderman, la squadra di calcio preferita o l’ astuccio con l’ unicorno la maggior parte dei ragazzini avrà desiderata che variano per genere ed età cui i genitori dovranno rispondere. E rispondere stando al passo con la moda significa arrivare a sborsare fino a 140 euro per uno zaino, 40 euro per un astuccio e 25 per un’ agenda . “Figli piccolo problemi piccoli; figli grandi problemi grandi” recita un vecchio adagio e anche nel caso del caro scuola l’ equazione non cambia. I costi alle elementari Premesso che sono sempre gli studenti dei primi cicli coloro che hanno una nota spese maggiore, a seconda dell’ età dei figli cambiano i costi, le richieste di libri e la quantità di materiale didattico necessaria. Alle scuole elementari , ad esempio, la spesa media per i libri di testo della prima e seconda classe e in media di circa 22 euro l’ anno, per la terza si arriva a 29 euro che lievitano a 50 euro l’ anno che i bambini di quinta. In media il materiale didattico per le elementari costa circa 200 euro l’ anno , ma per i più piccoli la voce di spesa più significativa è quella che si riferisce alla mensa scolastica: circa 860 euro annue . Quanto costa andare alle scuole medie Già alle scuole medie, però, i costi lievitano. Accanto a sussidiario e antologia arriva, infatti, la richiesta di materiale tecnico, dizionari e libri per tutte le materie di studio. In prima media la spesa annua e di circa 680 euro , di cui alemeno 300 sono destinati ai libri di testo e ai dizionari. A questi vanno aggiunti 200 euro per la cancelleria e 180 euro circa per zaino, diario e astuccio . In seconda e terza la spesa scolastica si riduce e tiene in considerazione i soli libri di testo per una cifra che è di 121 euro per la seconda media e 116 per la terza . Ritorno a scuola: superiori e liceo Le noti dolente arrivano con le superiori: per chi frequenta gli istituti tecnici a incidere di più sul bilancio famigliare è il materiale didattico che arriva a costare 533 euro a famiglia . Al liceo, invece, soprattutto per le prime classi, sono i vocabolari a gravare sulle voci di spesa. Al liceo classico, ad esempio, oltre ai 400 euro di libri che servono per iniziare la quarta ginnasio vanno aggiunti i 95 euro del dizionario di greco e gli 85 di quello di latino (senza considerare l’ italiano, l’ inglese o il francese). Leggermente più economico è il liceo scientifico in fatto di libri (circa 300 euro per il primo anno), ma allo scientifico pesa il costo di squadre, compassi e calcolatrici di ultime generazioni. A conti fatti mandare un figlio a scuola, sintetizza il Codacons , incide sul bilancio famigliare di settembre per un costo che va dai 533 euro ai 1.130 euro a studente. Come risparmiare Cifre da capogiro che, però, possono essere abbattute con un pò di furbizia e sacrificando la moda all’ economia della famiglia. Il primo luogo evitando zaini e astucci di marca il costo del ritorno a scuola cala del 30%. Inoltre per risparmiare è preferibile acquistare quaderni, righelli e penne presso i grandi centri commericali o i supermercati che in questo periodo traboccano di offerte promozionali e di kit “tutto incluso” a prezzo fisso. Per i libri , invece, esiste un ricco mercato dell’ usato dove trovare offerte a misura di budget ridotto . Occhio al tema delle “nuove edizioni”: spesso le scuole specificano che lo studente deve arrivare il classe con la nuova edizione di questo e quel libro e in questo modo la famiglia è costretta a non servirsi del mercato dell’ usato. Grazie, però, a un’ intesa stipulata tra le maggiori case editrici le “nuove edizioni” devono essere calmierate e immesse sul mercato solo se almeno il 20% del libro in questione prevede sostanziali differenze rispetto all’ edizione precedente.

Msn, 26/08/2019 15:01
Milano, la proposta di Codacons Lombardia: estendere Area C in tutta la città
Milano, 26 agosto 2019 – Codacons Lombardia ha dei progetti su Milano. O meglio, delle proposte. Come il potenziamento dei mezzi pubblici, degli investimenti sulla metropolitana e l’ estensione dell’ Area C in tutta la città. Le idee saranno presentate a palazzo Marino e a Regione Lombardia e a comunicarlo è stata l’ associazione con una nota, ricordando come queste richieste siano “bataglie che, da anni, il Codacons porta avanti”. MEZZI E AREA C – La prima tra le proposte riguarda il “potenziamento” dei servizi pubblici cittadini, con un ” rinnovamento dei mezzi in circolazione, un incremento delle corse e potenziamento degli orari”. Di conseguenza vanno gli “investimenti sulla linea metropolitana, manutenzione dei mezzi in circolazione e introduzione di nuove vetture più moderne”. Ma in ordine di importanza, l’ idea di allargare l’ Area C “in tutta la città”, con il fine di abbattere il traffico e il numero di incidenti stradali . MAPPARE GLI INCROCI PERICOLOSI – Codacons, inoltre, propone anche delle mappature degli incroci più pericolosi, ritenuti “interventi risolutivi volti a diminuire il rischio per i cittadini”. L’ assocazione sottolinea la “necessità di intervenire al fine di risolvere le situazioni più pericolose”. MENO INQUINAMENTO – Infine, la richiesta di diminuire l’ inquinamento, con la domanda di studiare nuove tecnologie e introdurre nuove aree verdi.

Travelnostop, 26/08/2019 12:33
La spesa delle vacanze estive vola a +5%. Puglia la più gettonata insieme alla Grecia
Tra giugno e agosto gli italiani hanno speso per le vacanze estive complessivamente 25,4 miliardi di euro, con una crescita del giro d’ affari del +5% rispetto al 2018. Lo afferma il Codacons segnalando come, rispetto al periodo della crisi economica, il numero di cittadini che si è concesso una vacanza è aumentato del +41% rispetto a 10 anni fa. Complessivamente, tra giugno e agosto, sono partiti 34,5 milioni di italiani, generando un giro d’ affari complessivo pari a 25,4 miliardi di euro. La spesa media procapite passa dai 703 euro dello scorso anno ai 736 euro del 2019, con un incremento che sfiora il +5% su base annua. A pesare sull’ incremento della spesa, è anche il fattore prezzi, con i listini di beni e servizi in crescita in tutto il comparto turistico, dal trasporto aereo ai pacchetti vacanza, passando per stabilimenti balneari, ristorazione e strutture ricettive. Tra le destinazioni favorite del nostro paese, la Puglia si conferma in cima alle preferenze degli italiani e all’ estero la Grecia. La Puglia è stata scelta dal 21% delle famiglie, seguita da Sicilia, Toscana e Liguria. Tra le mete estere Grecia sempre in pole position (30%), seguita da Croazia (25%) e Spagna (19%) – conclude il Codacons. Per quanto riguarda le mete di villeggiatura anche quest’ anno il 70% degli italiani ha scelto il mare mentre circa il 60% dei vacanzieri è rimasto in Italia.

ilgiorno.com (Milano), 26/08/2019 12:23
Milano, la proposta di Codacons Lombardia: estendere Area C in tutta la città
Milano, 26 agosto 2019 – Codacons Lombardia ha dei progetti su Milano. O meglio, delle proposte. Come il potenziamento dei mezzi pubblici, degli investimenti sulla metropolitana e l’ estensione dell’ Area C in tutta la città. Le idee saranno presentate a palazzo Marino e a Regione Lombardia e a comunicarlo è stata l’ associazione con una nota, ricordando come queste richieste siano “bataglie che, da anni, il Codacons porta avanti”.MEZZI E AREA C – La prima tra le proposte riguarda il “potenziamento” dei servizi pubblici cittadini, con un ” rinnovamento dei mezzi in circolazione, un incremento delle corse e potenziamento degli orari”. Di conseguenza vanno gli “investimenti sulla linea metropolitana, manutenzione dei mezzi in circolazione e introduzione di nuove vetture più moderne”. Ma in ordine di importanza, l’ idea di allargare l’ Area C “in tutta la città”, con il fine di abbattere il traffico e il numero di incidenti stradali .MAPPARE GLI INCROCI PERICOLOSI – Codacons, inoltre, propone anche delle mappature degli incroci più pericolosi, ritenuti “interventi risolutivi volti a diminuire il rischio per i cittadini”. L’ assocazione sottolinea la “necessità di intervenire al fine di risolvere le situazioni più pericolose”.MENO INQUINAMENTO – Infine, la richiesta di diminuire l’ inquinamento, con la domanda di studiare nuove tecnologie e introdurre nuove aree verdi.
il giorno

secoloditalia.it, 26/08/2019 07:05
Vacanze, gli italiani hanno speso più di 25 miliardi. Cresce il giro d’ affari
ferie quasi finite, si fanno i conti. tra giugno e agosto gli italiani hanno speso per le vacanze estive complessivamente 25,4 miliardi di euro, con una crescita del giro d’ affari del +5% rispetto al 2018. lo afferma il codacons segnalando come, rispetto al periodo della crisi economica, il numero
Ferie quasi finite, si fanno i conti. Tra giugno e agosto gli italiani hanno speso per le vacanze estive complessivamente 25,4 miliardi di euro, con una crescita del giro d’ affari del +5% rispetto al 2018. Lo afferma il Codacons segnalando come, rispetto al periodo della crisi economica, il numero di cittadini che si è concesso una vacanza è aumentato del +41%. 34,5 milioni di italiani sono partiti tra giugno e agosto, generando un giro d’ affari complessivo pari a 25,4 miliardi di euro.La spesa media procapite passa dai 703 euro dello scorso anno ai 736 euro del 2019, con un incremento che sfiora il +5% su base annua. A pesare sull’ incremento della spesa, tuttavia, è anche il fattore prezzi, con i listini di beni e servizi in crescita in tutto il comparto turistico, dal trasporto aereo ai pacchetti vacanza, passando per stabilimenti balneari, ristorazione e strutture ricettive. Rispetto a 10 anni fa il numero di cittadini che si è concesso una vacanza nel periodo estivo cresce del +41%: nel 2009 infatti, in piena crisi economica, solo 24,2 milioni di italiani andarono in villeggiatura, fa notare l’ associazione.Per quanto riguarda le mete di villeggiatura.

Gazzetta Matin, 26/08/2019 06:32
il caso / confindustria, confcommercio e chambre fanno le carte alla
«L’ aumento dell’ Iva sarebbe DEVASTANTE» Il mondo produttivo chiede stabilità in fretta
crisi di governo
di Alessandro BIANCHET AOSTA – Crisi di governo, trattative e consultazioni in corso per un possibile esecutivo targato Movimento 5 Stelle e Pd (con la Lega pronta a rientrare) o l’ alternativa delle elezioni, economia in fase di stallo (se non in recessione) e sullo sfondo il tanto temuto spauracchio dell’ aumento Iva. E proprio quest’ ultimo aspetto, in particolare, fa drizzare le antenne agli operatori economici della nostra regione. Se questo aumento non dovesse essere neutralizzato, attraverso il reperimento di 23 miliardi di euro (50 nel biennio 2020/2021), dal 1° gennaio l’ Iva ridotta volerebbe al 13%, mentre quella ordinaria salirebbe prima al 25.2%, per poi “decollare” fino al 26% nel 2021. Un salasso insomma che, secondo i dati rilevati dal Codacons, potrebbero portare a una contrazione dei consumi intorno allo 0.7%, traducibile in 27.5 miliardi di euro spesi in meno. Questo ovviamente avrebbe effetti sul Pil, aggravando di fatto la situazione. Il tutto sarebbe poi completato da un ipotetico aumento, segnalato da sostariffe.it, del 10% delle utenze domestiche, fatto che unito ad altri rincari porterebbe a un ipotizzabile aumento di circa 540 euro a famiglia, ossia mezzo stipendio. Le domande A tal proposito abbiamo fatto analizzare il momento a chi questa situazione la vive in prima fila e tocca con mano le esigenze del mondo produttivo: i presidenti delle sedi valdostane di Confindustria, Confcommercio e Chambre Giancarlo Giachino, Graziano Dominidiato e Nicola Rosset, cui abbiamo rivolto le stesse domande. 1 – Che conseguenze può avere questa crisi di governo sull’ economia e l’ industria italiana? 2 – Che esito si augura? Nuovo governo o elezioni nel più breve tempo possibile? 3 – Quali sono i punti più urgenti da affrontare per una nuova eventuale formazione di governo? 4 – Si augura che qualcuno dei provvedimenti economici presi dal governo uscente possa venire revocato? 5 – Rischio aumento dell’ Iva. Sarebbe devastante come immaginato? Che impatto può avere?

Corriere Adriatico, 26/08/2019 04:05
Vacanze boom, cresce la spesa degli italiani: oltre 25 miliardi
LA STIMA Tra giugno e agosto gli italiani hanno speso per le vacanze estive complessivamente 25,4 miliardi di euro, con una crescita del giro d’ affari del +5% rispetto al 2018. Lo afferma il Codacons segnalando come, rispetto al periodo della crisi economica, il numero di cittadini che si è concesso una vacanza è aumentato del +41%. 34,5 milioni di italiani sono partiti tra giugno e agosto, generando un giro d’ affari complessivo pari a 25,4 miliardi di euro. La spesa media procapite passa dai 703 euro dello scorso anno ai 736 euro del 2019, con un incremento che sfiora il +5% su base annua. A pesare sull’ incremento della spesa, tuttavia, è anche il fattore prezzi, con i listini di beni e servizi in crescita in tutto il comparto turistico, dal trasporto aereo ai pacchetti vacanza, passando per stabilimenti balneari, ristorazione e strutture ricettive. Rispetto a 10 anni fa il numero di cittadini che si è concesso una vacanza nel periodo estivo cresce del +41%: nel 2009 infatti, in piena crisi economica, solo 24,2 milioni di italiani andarono in villeggiatura, fa notare l’ associazione. Per quanto riguarda le mete di villeggiatura anche quest’ anno il 70% degli italiani ha scelto il mare, e circa il 60% dei vacanzieri è rimasto in Italia. Tra le destinazioni favorite del nostro paese, la Puglia si conferma in cima alle preferenze degli italiani ed è stata scelta dal 21% delle famiglie, seguita da Sicilia, Toscana e Liguria. Tra le mete estere Grecia sempre in pole position (30%), seguita da Croazia (25%) e Spagna (19%), conclude il Codacons. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Nuova di Venezia e Mestre, 26/08/2019 03:33
la crisi delle ex popolari del veneto
Conte: «Banche, non bastano gli spiccioli Le vittime delle truffe risarcite al 100%»
il codacons lancia l’ allarme: serve prudenza, ci sono troppi sciacalli pronti a mettere le mani nelle tasche dei risparmiatori
Nicola BrilloVENEZIA. «Non mi unisco al clima di festa, si vuole chiudere la partita della grande truffa delle ex popolari del Veneto con qualche spicciolo, io voglio giustizia con il risarcimento del 100%: il Fir deve essere una tappa, non un traguardo». L’ avvocato mestrino Franco Conte, presidente veneto del Codacons, sottolinea come dopo oltre due anni di lavori «le vittime non hanno un arbitro cui rivolgersi e richiedere quanto è stato loro truffato». Avvocato Conte, non negherà il passaggio storico dell’ istituzione del Fondo indennizzo risparmiatori. Si tratta di un’ operazione, che per dimensioni, non si è mai vista in Italia. «Il governo gialloverde ha vinto l’ oscar del dilettante perché è passato da una norma contenuta nella legge 205/17 del governo Gentiloni che prevedeva i rimborsi al 100% a un provvedimento che risarcisce solo il 30%. La legge c’ era, bastava finanziarla come hanno fatto poi: non avremmo perso oltre due anni. Gli obbligazionisti delle quattro banche del Centro Italia finite in default (Etruria, Cariferrara, Carichieti, Carimarche) con quella norma hanno ricevuto l’ 80% di quanto perso. Senza quella legge, che ha stabilito che pure i risparmiatori-azionisti sono risarcibili, non ci sarebbe oggi tutto questo. E ha tolto la necessità della sentenza passata in giudicato. Ricordo che la norma era passata in Commissione con il voto di tutte le forze politiche, la sola Lega si astenne».Perché lei chiede l’ arbitro-giudice? «Come avviene quando ho un problema con una banca, mi rivolgo a un giudice che valuta la mia situazione e nel caso ristorna completamente quanto mi è stato tolto, con l’ aggiunta della rivalutazione del danno nel corso degli anni, cosa che il Fir non lo fa».Ma in questo modo si allungano le tempistiche. E poi c’ è il problema dei fondi. Come la mettiamo? «Secondo alcuni addetti ai lavori, di quel miliardo e 570 miliardi stanzianti ne verranno utilizzati 7-800 milioni dopo tre anni. Con l’ incremento di oltre 100 milioni l’ anno prelevato dai conti dormienti si può far fronte al ristoro complessivo. La Consob aveva dichiarato di poter valutare 50-60mila arbitrati all’ anno. Numeri idonei a soddisfare in 4-5 anni tutti i risparmiatori danneggiati dai crac di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Paradossalmente, con questo sistema, se si attivasse subito l’ arbitro avremmo migliaia di ristorati prima del Fir, che risarcirà a primavera 2020».Non sono mancate le critiche ad associazioni e professionisti, che con l’ assistenza ai risparmiatori hanno trovato lavoro. Anche lei si unisce?«C’ è il pericolo di finire in mano ad opportunisti: serve prudenza, gli sciacalli volano. Sollecito i Comuni a mettere al servizio i propri uffici: il diritto di cittadinanza deve essere garantito. Chi si rivolge al Codacons ha assistenza gratuita per l’ inserimento della domanda online».Concludendo chi può fare domanda al Fir? «Sono indennizzabili le azioni ed obbligazioni subordinate emesse dalle banche e società controllate poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1 gennaio 2018. Hanno diritto all’ indennizzo specifiche categorie di risparmiatori, i loro successori e familiari (entro il secondo grado) che hanno acquisito la titolarità dei titoli indennizzabili». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Il Mattino di Padova, 26/08/2019 03:32
la crisi delle ex popolari del veneto
Conte: «Banche, non bastano gli spiccioli Le vittime delle truffe risarcite al 100%»
il codacons lancia l’ allarme: serve prudenza, ci sono troppi sciacalli pronti a mettere le mani nelle tasche dei risparmiatori
Nicola BrilloVENEZIA. «Non mi unisco al clima di festa, si vuole chiudere la partita della grande truffa delle ex popolari del Veneto con qualche spicciolo, io voglio giustizia con il risarcimento del 100%: il Fir deve essere una tappa, non un traguardo». L’ avvocato mestrino Franco Conte, presidente veneto del Codacons, sottolinea come dopo oltre due anni di lavori «le vittime non hanno un arbitro cui rivolgersi e richiedere quanto è stato loro truffato». Avvocato Conte, non negherà il passaggio storico dell’ istituzione del Fondo indennizzo risparmiatori. Si tratta di un’ operazione, che per dimensioni, non si è mai vista in Italia. «Il governo gialloverde ha vinto l’ oscar del dilettante perché è passato da una norma contenuta nella legge 205/17 del governo Gentiloni che prevedeva i rimborsi al 100% a un provvedimento che risarcisce solo il 30%. La legge c’ era, bastava finanziarla come hanno fatto poi: non avremmo perso oltre due anni. Gli obbligazionisti delle quattro banche del Centro Italia finite in default (Etruria, Cariferrara, Carichieti, Carimarche) con quella norma hanno ricevuto l’ 80% di quanto perso. Senza quella legge, che ha stabilito che pure i risparmiatori-azionisti sono risarcibili, non ci sarebbe oggi tutto questo. E ha tolto la necessità della sentenza passata in giudicato. Ricordo che la norma era passata in Commissione con il voto di tutte le forze politiche, la sola Lega si astenne».Perché lei chiede l’ arbitro-giudice? «Come avviene quando ho un problema con una banca, mi rivolgo a un giudice che valuta la mia situazione e nel caso ristorna completamente quanto mi è stato tolto, con l’ aggiunta della rivalutazione del danno nel corso degli anni, cosa che il Fir non lo fa».Ma in questo modo si allungano le tempistiche. E poi c’ è il problema dei fondi. Come la mettiamo? «Secondo alcuni addetti ai lavori, di quel miliardo e 570 miliardi stanzianti ne verranno utilizzati 7-800 milioni dopo tre anni. Con l’ incremento di oltre 100 milioni l’ anno prelevato dai conti dormienti si può far fronte al ristoro complessivo. La Consob aveva dichiarato di poter valutare 50-60mila arbitrati all’ anno. Numeri idonei a soddisfare in 4-5 anni tutti i risparmiatori danneggiati dai crac di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Paradossalmente, con questo sistema, se si attivasse subito l’ arbitro avremmo migliaia di ristorati prima del Fir, che risarcirà a primavera 2020».Non sono mancate le critiche ad associazioni e professionisti, che con l’ assistenza ai risparmiatori hanno trovato lavoro. Anche lei si unisce?«C’ è il pericolo di finire in mano ad opportunisti: serve prudenza, gli sciacalli volano. Sollecito i Comuni a mettere al servizio i propri uffici: il diritto di cittadinanza deve essere garantito. Chi si rivolge al Codacons ha assistenza gratuita per l’ inserimento della domanda online».Concludendo chi può fare domanda al Fir? «Sono indennizzabili le azioni ed obbligazioni subordinate emesse dalle banche e società controllate poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1 gennaio 2018. Hanno diritto all’ indennizzo specifiche categorie di risparmiatori, i loro successori e familiari (entro il secondo grado) che hanno acquisito la titolarità dei titoli indennizzabili». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Tribuna di Treviso, 26/08/2019 03:32
la crisi delle ex popolari del veneto
Conte: «Banche, non bastano gli spiccioli Le vittime delle truffe risarcite al 100%»
il codacons lancia l’ allarme: serve prudenza, ci sono troppi sciacalli pronti a mettere le mani nelle tasche dei risparmiatori
Nicola BrilloVENEZIA. «Non mi unisco al clima di festa, si vuole chiudere la partita della grande truffa delle ex popolari del Veneto con qualche spicciolo, io voglio giustizia con il risarcimento del 100%: il Fir deve essere una tappa, non un traguardo». L’ avvocato mestrino Franco Conte, presidente veneto del Codacons, sottolinea come dopo oltre due anni di lavori «le vittime non hanno un arbitro cui rivolgersi e richiedere quanto è stato loro truffato». Avvocato Conte, non negherà il passaggio storico dell’ istituzione del Fondo indennizzo risparmiatori. Si tratta di un’ operazione, che per dimensioni, non si è mai vista in Italia. «Il governo gialloverde ha vinto l’ oscar del dilettante perché è passato da una norma contenuta nella legge 205/17 del governo Gentiloni che prevedeva i rimborsi al 100% a un provvedimento che risarcisce solo il 30%. La legge c’ era, bastava finanziarla come hanno fatto poi: non avremmo perso oltre due anni. Gli obbligazionisti delle quattro banche del Centro Italia finite in default (Etruria, Cariferrara, Carichieti, Carimarche) con quella norma hanno ricevuto l’ 80% di quanto perso. Senza quella legge, che ha stabilito che pure i risparmiatori-azionisti sono risarcibili, non ci sarebbe oggi tutto questo. E ha tolto la necessità della sentenza passata in giudicato. Ricordo che la norma era passata in Commissione con il voto di tutte le forze politiche, la sola Lega si astenne».Perché lei chiede l’ arbitro-giudice? «Come avviene quando ho un problema con una banca, mi rivolgo a un giudice che valuta la mia situazione e nel caso ristorna completamente quanto mi è stato tolto, con l’ aggiunta della rivalutazione del danno nel corso degli anni, cosa che il Fir non lo fa».Ma in questo modo si allungano le tempistiche. E poi c’ è il problema dei fondi. Come la mettiamo? «Secondo alcuni addetti ai lavori, di quel miliardo e 570 miliardi stanzianti ne verranno utilizzati 7-800 milioni dopo tre anni. Con l’ incremento di oltre 100 milioni l’ anno prelevato dai conti dormienti si può far fronte al ristoro complessivo. La Consob aveva dichiarato di poter valutare 50-60mila arbitrati all’ anno. Numeri idonei a soddisfare in 4-5 anni tutti i risparmiatori danneggiati dai crac di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Paradossalmente, con questo sistema, se si attivasse subito l’ arbitro avremmo migliaia di ristorati prima del Fir, che risarcirà a primavera 2020».Non sono mancate le critiche ad associazioni e professionisti, che con l’ assistenza ai risparmiatori hanno trovato lavoro. Anche lei si unisce?«C’ è il pericolo di finire in mano ad opportunisti: serve prudenza, gli sciacalli volano. Sollecito i Comuni a mettere al servizio i propri uffici: il diritto di cittadinanza deve essere garantito. Chi si rivolge al Codacons ha assistenza gratuita per l’ inserimento della domanda online».Concludendo chi può fare domanda al Fir? «Sono indennizzabili le azioni ed obbligazioni subordinate emesse dalle banche e società controllate poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1 gennaio 2018. Hanno diritto all’ indennizzo specifiche categorie di risparmiatori, i loro successori e familiari (entro il secondo grado) che hanno acquisito la titolarità dei titoli indennizzabili». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Corriere delle Alpi, 26/08/2019 03:31
la crisi delle ex popolari del veneto
Conte: «Banche, non bastano gli spiccioli Le vittime delle truffe risarcite al 100%»
il codacons lancia l’ allarme: serve prudenza, ci sono troppi sciacalli pronti a mettere le mani nelle tasche dei risparmiatori
Nicola BrilloVENEZIA. «Non mi unisco al clima di festa, si vuole chiudere la partita della grande truffa delle ex popolari del Veneto con qualche spicciolo, io voglio giustizia con il risarcimento del 100%: il Fir deve essere una tappa, non un traguardo». L’ avvocato mestrino Franco Conte, presidente veneto del Codacons, sottolinea come dopo oltre due anni di lavori «le vittime non hanno un arbitro cui rivolgersi e richiedere quanto è stato loro truffato». Avvocato Conte, non negherà il passaggio storico dell’ istituzione del Fondo indennizzo risparmiatori. Si tratta di un’ operazione, che per dimensioni, non si è mai vista in Italia. «Il governo gialloverde ha vinto l’ oscar del dilettante perché è passato da una norma contenuta nella legge 205/17 del governo Gentiloni che prevedeva i rimborsi al 100% a un provvedimento che risarcisce solo il 30%. La legge c’ era, bastava finanziarla come hanno fatto poi: non avremmo perso oltre due anni. Gli obbligazionisti delle quattro banche del Centro Italia finite in default (Etruria, Cariferrara, Carichieti, Carimarche) con quella norma hanno ricevuto l’ 80% di quanto perso. Senza quella legge, che ha stabilito che pure i risparmiatori-azionisti sono risarcibili, non ci sarebbe oggi tutto questo. E ha tolto la necessità della sentenza passata in giudicato. Ricordo che la norma era passata in Commissione con il voto di tutte le forze politiche, la sola Lega si astenne».Perché lei chiede l’ arbitro-giudice? «Come avviene quando ho un problema con una banca, mi rivolgo a un giudice che valuta la mia situazione e nel caso ristorna completamente quanto mi è stato tolto, con l’ aggiunta della rivalutazione del danno nel corso degli anni, cosa che il Fir non lo fa».Ma in questo modo si allungano le tempistiche. E poi c’ è il problema dei fondi. Come la mettiamo? «Secondo alcuni addetti ai lavori, di quel miliardo e 570 miliardi stanzianti ne verranno utilizzati 7-800 milioni dopo tre anni. Con l’ incremento di oltre 100 milioni l’ anno prelevato dai conti dormienti si può far fronte al ristoro complessivo. La Consob aveva dichiarato di poter valutare 50-60mila arbitrati all’ anno. Numeri idonei a soddisfare in 4-5 anni tutti i risparmiatori danneggiati dai crac di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Paradossalmente, con questo sistema, se si attivasse subito l’ arbitro avremmo migliaia di ristorati prima del Fir, che risarcirà a primavera 2020».Non sono mancate le critiche ad associazioni e professionisti, che con l’ assistenza ai risparmiatori hanno trovato lavoro. Anche lei si unisce?«C’ è il pericolo di finire in mano ad opportunisti: serve prudenza, gli sciacalli volano. Sollecito i Comuni a mettere al servizio i propri uffici: il diritto di cittadinanza deve essere garantito. Chi si rivolge al Codacons ha assistenza gratuita per l’ inserimento della domanda online».Concludendo chi può fare domanda al Fir? «Sono indennizzabili le azioni ed obbligazioni subordinate emesse dalle banche e società controllate poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1 gennaio 2018. Hanno diritto all’ indennizzo specifiche categorie di risparmiatori, i loro successori e familiari (entro il secondo grado) che hanno acquisito la titolarità dei titoli indennizzabili». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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