23 Agosto 2019

Rassegna stampa del 23 agosto 2019

La Provincia di Civitavecchia, 23/08/2019 20:59
”Migliaia di tarquiniesi e turisti senza acqua potabile”
l’ esposto. il codacons attacca talete: «chiediamo all’ autorità per l’ energia severe sanzioni a tutela degli utenti»
TARQUINIA – Il Codacons denuncia «l’ incredibile situazione che si è venuta a creare a Tarquinia, dove la fornitura di acqua potabile è stata interrotta dalla Talete, la società che gestisce il sistema idrico della città, senza avvertire né la Polizia Municipale né i cittadini che abitano lungo la via provinciale di Marina Velca. Senza contare che il numero verde, 800949340, funziona solo di pomeriggio e solo da telefono fisso (che molti cittadini non possiedono neanche più), rendendo così quasi impossibile l’ idea di chiedere informazioni o aggiornamenti sull’ interruzione della fornitura». «Di fronte a questo incredibile disservizio – affermano dal Codacons – che sta creando disagi a migliaia di residenti e turisti, il Codacons presenterà un esposto contro l’ azienda Talete all’ Autorità per l’ Energia. L’ Associazione chiederà severe sanzioni a tutela degli utenti, lasciati inspiegabilmente senza acqua potabile e senza nessuna informazione in proposito». Anche se in verità Talete ha dato comunicazione del disservizio anche attraverso la stampa. (23 Ago 2019 – Ore 20:04)

Today, 23/08/2019 20:58
Vivere con l’ Iva al 25%: cosa succede se scattano le clausole di salvaguardia
l’ effetto delle clausole di salvaguardia è dirompente: oltre all’ iva prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti . e per comprare un paio di jeans serviranno quasi 5 euro in più, per un’ auto addirittura 619 euro
Dopo la crisi di Governo il capo dello Stato ha fretta: la probabilità che scatti l’ aumento dell’ Iva cresce man mano che passa il tempo senza un Governo capace di mettere in sicurezza i conti pubblici. Occorre adottare una manovra di bilancio, entro i necessari tempi tecnici, e soprattuto trovare i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote iva , ma anche delle accise sui carburanti. Le clausole di salvaguardia non prevedono infatti solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’ Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno. Accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti , con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma . Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo – avverte il Codacons – i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia. Aumento iva, quali effetti sui prezzi L’ associazione dei consumatori Codacons ha elaborato come – nel dettaglio – potrebbero cambieranno i prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a causa dell’ aumento Iva. Anche senza tenere conto dei possibili arrotondamenti, l’ effetto è dirompente. Ad esempio per comprare un paio di jeans serviranno quasi 5 euro in più, per un’ auto addirittura 619 euro Prezzo medio con Iva al 22% Prezzo medio attuale Prezzo medio con Iva 26,5% caffè (2 pz x 250 gr) 6,40 euro 6,64 euro birra (0,66 cl) 1,55 euro 1,61 euro dentifricio 2,70 euro 2,80 euro sapone liquido mani 1,80 euro 1,87 euro Coca Cola (1,5 lt) 2,05 euro 2,13 euro bagnoschiuma 2,30 euro 2,39 euro spazzolino da denti 2,80 euro 2,90 euro scarpe da ginnastica 100 euro 103,7 euro lavanderia pantalone 4,00 euro 4,15 euro Parrucchiere (messa in piega) 16 euro 16,6 euro Parrucchiere (taglio donna) 20 euro 20,7 euro Jeans uomo (di marca) 126 euro 130,7 euro Auto media cilindrata 16.775 euro 17.394 euro Auto Suv alta gamma 61.000 euro 63.250 euro Tablet 299 euro 310 euro Smartphone 799 euro 828 euro Vediamo ora come potrebbero cambiare i prezzi dei beni con aliquota ridotta che potrebbe salire dal 10 al 13% Prezzo medio con Iva 10% Prezzo medio attuale Prezzo medio con Iva 13% caffè al bar 0,90 euro 0,93 euro biscotti frollini (1 kg) 3,29 euro 3,38 euro tramezzino 2,30 euro 2,37 euro pizza Margherita 6,85 euro 7,04 euro cappuccino 1,20 euro 1,23 euro Yogurt (2 pz) 1,55 euro 1,60 euro Uova (conf. Da 6) 1,25 euro 1,28 euro bolletta gas (anno 2018) 1.096 euro 1.126 euro bolletta luce (anno 2018) 552 euro 567 euro biglietto cinema 8,50 euro 8,73 euro Intanto sul fronte politico prosegue l’ interlocuzione tra Movimento 5 stelle e Partito Democratico per dar vita ad un nuovo governo e presentare al Presidente della Repubblica le “solide basi di una maggioranza” come richiesto dal capo dello Stato. . In una sala del gruppo pentastellato alla Camera si sono seduti il vicesegretario Pd Andrea Orlando e i capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci con i capigruppo pentastellati Francesco D’ Uva e Stefano Patuanelli con i vice Francesco Silvestri e Gianluca Perilli. Nuovo governo, Di Battista e Renzi spaccano l’ intesa tra M5s e Pd I dem hanno chiesto una posizione pubblica da parte del M5s che chiarisca come il forno con la Lega sia ufficialmente chiuso, con un impegno diretto di Luigi Di Maio in tal senso. Dall’ altro fronte il Pd si è detto disponibile a votare la legge di riforma che taglia il numero di deputati e senatori accompagnata “da garanzie costituzionali e da regole sul funzionamento parlamentare”. Qui resta l’ ultimo scoglio per dare il via alla seconda fase che vedrà “nelle prossime ore” i leader Zingaretti e Di Maio intavolare un dialogo sui dossier ancora aperti. Se sul programma, da entrambe le parti, si mostra grande fiducia, ancora tutta da definire è la questione dei nomi. Il Pd chiede “nomi nuovi” e la questione del possibile nuovo premier guarda ad un “profilo terzo” gradito a entrambi. Nelle ultime ore si sta facendo anche strada l’ identikit di Franco Bernabè. Banchiere, finanziere, ex Telecom e Eni, manager della Cultura, Bernabè è stimato sia in ambienti dem che in quelli pentastellati, tanto da essere uno degli ospiti dell’ ultima edizione di ‘Sum’, la kermesse che ogni anno Davide Casaleggio organizza a Ivrea in nome del padre Gianroberto.

New Sicilia, 23/08/2019 18:18
Aumento Iva, stangata di 1.200 euro per le famiglie. Per un paio di jeans serviranno quasi 5 euro in più
PALERMO – Aumento Iva : a causa delle maggiori aliquote, per comprare un paio di jeans serviranno quasi 5 euro in più , per un’ auto addirittura 619 euro . Da maggiori aliquote 2020-2021 e ritocco accise, stangata complessiva da 1.200 euro a famiglia, ecco come cambieranno i prezzi al dettaglio per i beni di largo consumo. Sempre più inquietante la prospettiva di un eventuale aumento dell’ Iva , dopo la crisi di Governo che mette seriamente a rischio la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti. Le clausole di salvaguardia non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’ Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5% . Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno. ” Accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma”, avverte il Codacons . Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia. Quindi per esempio se oggi , con l’ Iva al 22% il dentifricio ha un prezzo medio di 2,70 euro , nel biennio in questione con l’ Iva al 26,5% raggiungerebbe un prezzo medio di 2,80 euro . La stessa cosa si verificherebbe col bagnoschiuma, oggi a 2,30 (prezzo medio) nel 2020-21 arriverebbe a costare 2,39 euro. Variazioni che avrebbero un’ incisione notevole sui consumi delle famiglie. Ecco di seguito alcuni esempi: Fonte immagine Freepik Per rimanere sempre aggiornato scarica la nostra app.
redazione newsicilia

AgenPress, 23/08/2019 17:38
Ecco come cambieranno i prezzi al dettaglio per i beni di largo consumo causa aumento Iva
Agenpress. Sempre più inquietante la prospettiva di un eventuale aumento dell’ Iva, dopo la crisi di Governo che mette seriamente a rischio la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti. Le clausole di salvaguardia non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’ Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno . Accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma – avverte il Codacons. Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia . Ecco in dettaglio come cambieranno i prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a causa dell’ aumento Iva, senza tenere conto dei possibili arrotondamenti che saranno effettuati da esercenti e professionisti sui propri listini: BENI CON IVA AL 22% Prezzo medio attuale Prezzo medio con Iva 26,5% caffè (2 pz x 250 gr) 6,40 euro 6,64 euro birra (0,66 cl) 1,55 euro 1,61 euro dentifricio 2,70 euro 2,80 euro sapone liquido mani 1,80 euro 1,87 euro Coca Cola (1,5 lt) 2,05 euro 2,13 euro bagnoschiuma 2,30 euro 2,39 euro spazzolino da denti 2,80 euro 2,90 euro scarpe da ginnastica 100 euro 103,7 euro lavanderia pantalone 4,00 euro 4,15 euro Parrucchiere (messa in piega) 16 euro 16,6 euro Parrucchiere (taglio donna) 20 euro 20,7 euro Jeans uomo (di marca) 126 euro 130,7 euro Auto media cilindrata 16.775 euro 17.394 euro Auto Suv alta gamma 61.000 euro 63.250 euro Tablet 299 euro 310 euro Smartphone 799 euro 828 euro BENI CON IVA AL 10% Prezzo medio attuale Prezzo medio con Iva 13% caffè al bar 0,90 euro 0,93 euro biscotti frollini (1 kg) 3,29 euro 3,38 euro tramezzino 2,30 euro 2,37 euro pizza Margherita 6,85 euro 7,04 euro cappuccino 1,20 euro 1,23 euro Yogurt (2 pz) 1,55 euro 1,60 euro Uova (conf. Da 6) 1,25 euro 1,28 euro bolletta gas (anno 2018) 1.096 euro 1.126 euro bolletta luce (anno 2018) 552 euro 567 euro biglietto cinema 8,50 euro 8,73 euro Fonte: elaborazioni Codacons.

gazzettadimodena.it, 23/08/2019 17:29
Codacons: “Una stangata di 1.
Codacons: “Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva”

Il Dispaccio, 23/08/2019 17:29
Codacons scrive alla Regione: “Ecosistema lacustre a rischio per svuotamento Ampollino”
“L’ ecosistema lacustre a rischio a seguito del significativo abbassamento del livello del lago Ampollino. Rivoli e rigagnoli praticamente scomparsi per la disperazione degli agricoltori”. Il Codacons punta il dito nei confronti della A2A SpA, ovvero la multinazionale cui è stata affidata la gestione dello splendido invaso nella Sila Crotonese e pretende spiegazioni dalla Regione Calabria e dal Ministero dell’ Ambiente. “Chiediamo che la Regione verifichi, immediatamente, “se risulti modificato il quadro ambientale ed ecologico rispetto all’ originario progetto di gestione di A2A SpA” – si legge in una nota diffusa dal Codacons. Alla luce di un evidente svuotamento in atto del livello del lago, pretendiamo spiegazioni dalla società bresciana e chiediamo che il Ministero dell’ Ambiente, il Parco nazionale e la Regione Calabria, pongano in essere tutte le opportune e dovute verifiche affinché sia chiarito “se risulti invariato il quadro chimico-fisico e biologico rispetto al passato”. Un atteggiamento irresponsabile che mette a nudo un metodo spregiudicato di utilizzo del territorio senza la benché minima ricaduta positiva per i Calabresi che, anzi, vengono depredati delle proprie risorse, a vantaggio di grandi multinazionali che mortificano l’ ecosistema e la morfologia delle nostre montagne. Infatti – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – nonostante la nostra regione produca energia in maniera abnorme, tanto da esportane ben l’ 80%, si ritrova a pagare le imposte più alte d’ Italia con la colpevole complicità dei nostri amministratori”.

ilsecoloxix.it, 23/08/2019 17:25
Codacons: ‘Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva’
sempre più inquietante la prospettiva di un eventuale aumento dell’ iva, dopo la crisi di governo che mette seriamente a rischio la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti.quanto costerà l’ aumento dell’ iva alle famiglie? il conto lo ha fatto il codacons. per l’ associazione di consumatori, le clausole di salvaguardia non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’ iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. «per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno. accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma» avverte il codacons. per il codacons, se le aliquote iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia.l’ associazione ha messo insieme alcuni dei beni che rincareranno. ecco in dettaglio come cambieranno i prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a causa dell’ aumento iva, senza tenere conto dei possibili arrotondamenti che saranno effettuati da esercenti e professionisti sui propri listini:
Sempre più inquietante la prospettiva di un eventuale aumento dell’ Iva, dopo la crisi di Governo che mette seriamente a rischio la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti.Quanto costerà l’ aumento dell’ Iva alle famiglie? Il conto lo ha fatto il Codacons. Per l’ associazione di consumatori, le clausole di salvaguardia non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’ Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. «Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno. Accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma» avverte il Codacons.Per il Codacons, se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia.L’ associazione ha messo insieme alcuni dei beni che rincareranno. Ecco in dettaglio come cambieranno i prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a causa dell’ aumento Iva, senza tenere conto dei possibili arrotondamenti che saranno effettuati da esercenti e professionisti sui propri listini:

tribunatreviso.it, 23/08/2019 17:20
Codacons: “Una stangata di 1.
Codacons: “Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva”

laprovinciapavese.it, 23/08/2019 17:18
Codacons: “Una stangata di 1.
Codacons: “Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva”

gazzettadimantova.it, 23/08/2019 17:14
Codacons: “Una stangata di 1.
Codacons: “Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva”

iltirreno.it, 23/08/2019 17:12
Codacons: “Una stangata di 1.
Codacons: “Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva”

messaggeroveneto.it, 23/08/2019 17:12
Codacons: “Una stangata di 1.
Codacons: “Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva”

corrierealpi.it, 23/08/2019 17:08
Codacons: “Una stangata di 1.
Codacons: “Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva”

lastampa.it, 23/08/2019 16:57
Codacons: ‘Una stangata di 1.200 euro si abbatterà sulle famiglie con l’ aumento dell’ Iva’
preoccupante previsione: l’ incremento colpirà soprattutto beni di largo consumo e carburante
Sempre più inquietante la prospettiva di un eventuale aumento dell’ Iva, dopo la crisi di Governo che mette seriamente a rischio la possibilità di adottare, entro i necessari tempi tecnici, le misure per reperire i 23 miliardi di euro che servono a scongiurare il ritocco al rialzo non solo delle aliquote, ma anche delle accise sui carburanti.Quanto costerà l’ aumento dell’ Iva alle famiglie? Il conto lo ha fatto il Codacons. Per l’ associazione di consumatori, le clausole di salvaguardia non prevedono solo il ritocco delle aliquote dal 22 al 25,2% (ordinaria) e dal 10 al 13% (ridotta) nel 2020, ma stabiliscono che l’ Iva debba aumentare anche nel 2021, raggiungendo quota 26,5%. «Per entrambi gli anni, inoltre, tali clausole prevedono anche gli incrementi delle accise sui carburanti con un gettito stimato dalla Legge di bilancio pari a 400 milioni di euro all’ anno. Accise più alte equivalgono a più elevati costi dei carburanti, con conseguenti effetti negativi sui listini dei beni trasportati su gomma» avverte il Codacons.Per il Codacons, se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo, dunque, i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia.L’ associazione ha messo insieme alcuni dei beni che rincareranno. Ecco in dettaglio come cambieranno i prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a causa dell’ aumento Iva, senza tenere conto dei possibili arrotondamenti che saranno effettuati da esercenti e professionisti sui propri listini:

Agenzia Giornalistica Opinione, 23/08/2019 14:53
CODACONS * MONUMENTO GARIBALDI AL GIANICOLO – ROMA: « TUTTO FERMO E NESSUN RESTAURO AD UN ANNO DAL DANNEGGIAMENTO » (VIDEOO
era il 7 settembre 2018 quando un fulmine ha danneggiato il celebre monumento di garibaldi al gianicolo, situato nell’ omonimo piazzale nel municipio xii di roma. a quasi un anno dall’ incidente al bassorilievo del versante occidentale posto sotto la statua in bronzo, le transenne e le impalcature frettolosamente installate ancora non sono state rimosse e i
Era il 7 settembre 2018 quando un fulmine ha danneggiato il celebre monumento di Garibaldi al Gianicolo, situato nell’ omonimo piazzale nel municipio XII di Roma. A quasi un anno dall’ incidente al bassorilievo del versante occidentale posto sotto la statua in bronzo, le transenne e le impalcature frettolosamente installate ancora non sono state rimosse e i lavori di restauro non sono mai stati portati a termine.Il Comune di Roma, con l’ incarico di effettuare una rapida riparazione, non ha rilasciato nessuna dichiarazione successiva per giustificare l’ assenza d’ intervento in uno dei quartieri più belli della Città Eterna. Oggi, il piazzale Giuseppe Garibaldi si mostra ai turisti in tutta la sua decadenza, con un’ impalcatura rapidamente montata e chissà da quanto abbandonata, nastri arancioni, assi di legno gettate alla base del monumento e, addirittura, alcune delle transenne lasciate a terra. Così il degrado di Roma si manifesta in uno dei principali luoghi d’ interesse della Capitale, a testimonianza dell’ indifferenza preoccupante delle autorità competenti.Il Codacons, in qualità di associazione a tutela dei consumatori e dei cittadini, si propone di denunciare questa sbandierata inefficienza da parte delle cariche comunali e la sommessa dimostrazione di abbandono riguardo agli affari culturali, che apporta un tasso di degrado sempre maggiore alla città e i suoi cittadini.

Huffington Post, 23/08/2019 13:18
Greta, (poche) luci e (molte) ombre
WPA Pool via Getty Images Non è un mistero che il cambiamento climatico sia un problema reale e particolarmente al centro delle attenzioni mediatiche, specie nell’ ultimo periodo. La Griffith University ha divulgato una ricerca su “Nature Climate Change”, confermando i dati sempre più preoccupanti sul cambiamento climatico e i suoi effetti globali nel corso dei prossimi anni. Responsabili tutti di un’ emergenza innegabile e assolutamente prioritaria, di fronte alla quale è indispensabile mettere in campo tutte le misure necessarie a stretto giro e con la massima efficacia. Di per sé Greta sta portando avanti un’ operazione di concentrazione mediatica su un problema effettivo, che in un modo o nell’ altro va risolto: da questo punto di vista la traversata atlantica, come tutte le sue mobilitazioni, funziona. Questa nuova forma di lotta contro i cambiamenti climatici rappresenta, in questo senso, un’ azione positiva per sensibilizzare i cittadini di fronte al crescente rischio del surriscaldamento globale. E però, rovesciandola, si scopre che c’ è un altro lato della medaglia. Non contesto l’ idea che si cela dietro alle proteste della giovane svedese e posso anche apprezzare il modo in cui riesce a incanalare l’ interesse sul fenomeno, ma nella realtà il problema va affrontato diversamente, con politiche adeguate da parte dei governi e una riduzione delle emissioni da parte del singolo (in modo semplice e facilmente attuabile). Si tratta di rinunciare a poco per avere un beneficio più grande, per tutti: altrimenti non andremo da nessuna parte. Non sono certo la maggioranza quelli che possono vantare una barca a vela come quella del Principato, Malizia II , per le proprie giornate di mare: non è questa, quindi, la strada da seguire. Per i cittadini medi una simile strategia per ridurre le emissioni diventa infatti impraticabile. È per questo motivo che noi del Codacons ribadiamo che gli effetti del cambiamento climatico potranno essere contrastati solo attraverso il combinato disposto di politiche ecologiche adeguate e piccoli gesti quotidiani. Senza necessariamente imbarcarsi su un vascello da 4 milioni di euro, il singolo cittadino può dare il suo contributo. Non certo ricorrendo a esose operazioni mediatiche, ininfluenti dal punto di vista ambientale, come quella di Greta. Non certo contando sul contributo di danarosi principi monegaschi, come accaduto stavolta. Dobbiamo polarizzare le nostre personali risorse per poter dare un apporto, che benché minimo sarà considerato essenziale, modificando alcune delle abitudini dannose per l’ ambiente (e quindi per noi) e che ormai siamo abituati a considerare “norma”. I cittadini comuni devono scendere in campo in prima persona, utilizzando armi molto più efficaci e capillari: contribuendo al corretto smaltimento dei rifiuti, limitando l’ utilizzo dell’ automobile, ricorrendo ai mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani, evitando un eccessivo consumo d’ acqua, scegliendo prodotti ricavati da materiali riciclati e riducendo il consumo di contenitori in plastica. È fattibile e richiede un minimo sforzo. Sicuramente sarà più efficace questo, nel concreto, che la traversata una tantum di un personaggio mediaticamente santificato come Greta. Pur riconoscendo la funzione di input positivo delle azioni della sedicenne ecologista, quindi, noi continuiamo a denunciare l’ inaccettabile incongruenza tra realtà e propaganda, tra le doverose misure da adottare a livello collettivo e le estemporanee iniziative “ecologiste” che poco o nulla giovano alla causa ambientale – escluso il valore simbolico e pubblicitario che queste, come stavolta, possono avere. Riusciremo a garantirci un futuro senza affidarci a terzi? Io continuo a credere di sì.

Studio Cataldi, 23/08/2019 11:34
Aumento dell’ IVA: le ipotesi
di Lucia Izzo – Una cosa è certa: la crisi di governo in piena estate genera più caos che in altri periodi dell’ anno. Da settembre, infatti, il ciclo di bilancio passa attraverso la sua fase più importante, ovvero quella che conduce, entro fine anno, all’ approvazione della manovra per l’ anno successivo. Entro il 27 settembre il Governo trasmette al Parlamento una nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef) che tiene conto di eventuali mutamenti economici. I nuovi obiettivi programmatici vengono poi ripresi dal Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) da trasmettere alla Commissione Europea e all’ Eurogruppo, oltre che al Parlamento , entro il 15 ottobre. La nuova legge di bilancio , invece, deve approdare in Parlamento entro il 20 ottobre e la sua approvazione deve avvenire tassativamente entro il 31 dicembre , pena l’ esercizio provvisorio di bilancio. Se la legge di bilancio è sempre un passaggio essenziale e fondamentale, quest’ anno, se possibile, lo è ancora di più: l’ Italia è sfuggita alla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo assicurando garanzie da cristallizzare proprio nella manovra, senza parlare dello spettro che più preoccupa i cittadini italiani, ma anche gli investitori stranieri, ovvero l’ aumento dell’ IVA . L’ aumento dell’ IVA Le clausole di salvaguardia Aumento dell’ IVA, si o no? Le ipotesi Iva congelata per decreto? Codacons: sciopero contro aumento dell’ IVA L’ aumento dell’ IVA [ Torna su ] La Legge di Bilancio 2019, come noto, ha sterilizzato le clausole di salvaguardia rinviando di un anno gli aumenti. Senza un intervento ad hoc, tuttavia, a partire dal prossimo 1° gennaio 2020 , aumenteranno sia l’ aliquota IVA ordinaria che quella agevolata, che passerebbero rispettivamente dal 22% al 25,2% e dal 10% al 13% nel 2020. Ma non è tutto: se le clausole di salvaguardia non vengono disinnescate, nel 2021 l’ IVA potrebbe arrivare addirittura al 26,5%. Da più fronti l’ aumento dell’ IVA, che innanzi all’ attuale crisi di Governo parrebbe essere inevitabile, viene confermato come foriero di effetti negativi sulla nostra economia , in particolare su crescita e investimenti, posto che l’ incremento graverebbe in maniera lineare su tutti i contribuenti. E a pagarne le conseguenze saranno, in prima battuta, i consumatori che dovranno scontrarsi con un aumento dei prezzi. Secondo le stime di Confcommercio, l’ aumento rischia di provocare per l’ anno prossimo una contrazione dei consumi stimata tra 11 e 18 miliardi di euro, ovvero tra l’ 1,1 e l’ 1,8% della spesa complessiva. E ciò si tradurrebbe in un impatto negativo sul PIL di circa mezzo punto percentuale. Le clausole di salvaguardia [ Torna su ] Facendo un passo indietro, quando si parla di clausole di salvaguardia si fa riferimento a quelle norme che prevedono la variazione automatica di specifiche voci di tasse e imposte con efficacia differita nel tempo rispetto al momento dell’ entrata in vigore della legge che le contiene. Tali clausole mirano dunque a “salvaguardare” il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti dal Governo per gli anni in cui le variazioni diventano efficaci. In sostanza, le clausole garantiscono allo Stato maggiori entrare consentendo così di rispettare i vincoli di bilancio comunitari e i parametri in materia di deficit. Agli incrementi di gettito che le stesse comportano potrà non procedersi qualora le corrispondenti risorse si riescano a reperire attraverso altre misure. In mancanza delle risorse per serilizzare le clausole, invece, la loro attivazione si tradurrebbe in aumento delle aliquote IVA. Per questo le clausole vengono definite, come spiega un documento della Camera, come misure di maggiore entrata a efficacia differita , normativamente operative nell’ anno per il quale sono previste ma per le quali vi è un impegno programmatico – stante gli effetti economici recessivi connessi al maggior carico fiscale determinato dagli aumenti delle aliquote o accise – ad individuare misure alternative. Quando sono state introdotte le clausole di salvaguardia Le clausole di salvaguardia sono state introdotte per la prima volta dal Governo Berlusconi con il D.L. n. 98/2011 e successivamente più volte reintrodotte e modificate: ad esempio, con il D.L. n. 201/2011 del Governo Monti sono state trasformate in aumenti di aliquote IVA . Le più recenti clausole di salvaguardia, previste dal Governo Renzi con la legge n. 190/2014 (legge di stabilità 2015), hanno disposto l’ incremento delle aliquote dell’ IVA (ordinaria e ridotta) e delle accise sui carburanti per assicurare maggiori entrate fiscali comprese tra 12 e 22 miliardi di euro a decorrere dal 2016. La “sterilizzazione” delle clausole di salvaguardia Trattandosi tipicamente di norme volte a ridurre la spesa pubblica o aumentare le entrate fiscali , le clausole di salvaguardia incorporano nella legislazione vigente una misura di politica di bilancio di segno restrittivo . Per questo motivo, negli anni si sono susseguiti interventi tesi a impedirne, totalmente o parzialmente, l’ entrata in vigore al fine di evitare un potenziale effetto recessivo sull’ economia. Si parla di “sterilizzazione” o “disattivazione” delle clausole proprio per indicare la misura politica di bilancio di segno espansivo, poiché volta a neutralizzare quella di segno restrittivo operata dalla clausola, ad esempio l’ intervento per impedire gli aumenti di aliquota e i conseguenti effetti sul gettito fiscale. Da quando le clausole sono state introdotte, dunque, annualmente il Governo si è attivato per reperire le risorse destinate a scongiurare l’ aumento dell’ IVA. Quest’ anno, secondo le stime, per coprire le spese già programmate, lo Stato dovrebbe reperire almeno 23,1 miliardi euro. Aumento dell’ IVA, si o no? Le ipotesi [ Torna su ] L’ urgenza con cui reperire i suddetti fondi si scontra con i rallentamenti che comporta la crisi di Governo . Molto dipende dalle conseguenze che avranno le dimissioni del Premier Giuseppe Conte: qualora si finisse al voto, i tempi costituzionali renderebbero assai certo il rischio di rinviare l’ adozione della manovra di bilancio , il che si tradurrebbe in esercizio provvisorio e conseguente aumento dell’ IVA. Certo, la migliore soluzione auspicabile sarebbe quella di formare in tempi brevi un Governo che, non solo, resista o traghetti verso nuove elezioni, ma che sia anche in grado di predisporre una manovra di bilancio adeguata e idonea a bloccare integralmente l’ aumento dell’ IVA che sembra ormai un rischio concreto. Iva congelata per decreto? [ Torna su ] Ma in realtà sono altre le ipotesi che si profilano all’ orizzonte visto il rischio concreto di non riuscire a predisporre una manovra idonea a una disattivazione integrale delle clausole. Si pensa, ad esempio, a un intervento per sterilizzare provvisoriamente l’ IVA nei primi quattro mesi del 2020, periodo che, guarda caso, coincide il tempo massimo di durata dell’ esercizio provvisorio di bilancio. In tal modo si avrebbe il tempo necessario per sbloccare la situazione politica. Altra via praticabile potrebbe essere quella di una sterilizzazione solo parziale dell’ IVA: qualora non si trovassero tutte le risorse necessarie per intervenire, ma solo una parte, queste potrebbero essere utilizzate anche per l’ intero anno, ma per frenare solo parzialmente l’ aumento delle aliquote ed evitare di raggiungere direttamente il 13% e il25,2%. Codacons: sciopero contro aumento dell’ IVA [ Torna su ] Mentre procedono le consultazioni del Capo dello Stato , che in questi giorni ha ascoltato i Presidenti di Camera e Senato e i vari gruppi Parlamentari, e si delineano le potenziali alleanze per un nuovo Esecutivo e per scongiurare lo scioglimento delle Camere e finire al voto, il Codacons ha annunciato “Uno sciopero dei consumatori per protestare contro il rischio di un aumento IVA e il completo disinteresse del governo nei confronti dei cittadini”. Per il giorno 8 settembre , l’ associazione ha inviato tutti i consumatori “a non prendere la macchina se non per estrema necessità, a non fare il pieno di benzina, a non fare acquisti se non necessari (nemmeno di generi alimentari) e a spegnere la TV per almeno 3 ore”. Un modo per esprimere la propria protesta “nei confronti in particolare del rischio di un aumento IVA, che avrebbe conseguenze devastanti per l’ economia nazionale”. “Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo – si legge nel Comunicato Stampa – i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e, a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia . Un altro salasso, dopo i tanti, troppi, già subiti in passato”. Come aderire allo sciopero degli acquisti Ecco le modalità indicate dall’ associazione per partecipare allo sciopero degli acquisti: evitare lo shopping e gli acquisti di abbigliamento/elettronica; evitare di acquistare caffè, cappuccino, brioches, acqua al bar; portarsi il pranzo direttamente da casa, senza acquistarlo fuori; evitare di acquistare quotidiani in edicola; utilizzare il telefono cellulare o quello fisso solo per le chiamate urgenti e indispensabili, non utilizzare sms, limitare Internet alla navigazione strettamente necessaria; limitare al massimo durante il giorno l’ uso di apparecchiature elettroniche (impianto hi-fi, televisore, luce, ecc.); evitare di prendere il taxi, utilizzare i mezzi pubblici; obliterare a mano i biglietti dei treni. E ancora: studiare percorsi alternativi alle tratte autostradali; non acquistare gelati, birra, e altre bevande (per combattere la sete bere acqua di rubinetto); non acquistare sigarette e non fumare per un giorno; non andare dal parrucchiere o dall’ estetista; non effettuare operazioni in banca se non strettamente necessarie; non andare al cinema o a teatro; non andare a cena al ristorante; non andare in discoteca o in pub; limitare al massimo durante il giorno l’ uso di apparecchiature elettroniche (impianto hi-fi, televisore, luce, ecc.); evitare di spedire lettere e raccomandate. Per rispettare queste indicazioni, acquisti necessari e indispensabili potranno essere anticipati o ritardati, dice il Codacons, senza ovviamente mettere a rischio la salute e l’ incolumità di ciascuno .

Il Messaggero (ed. Umbria), 23/08/2019 07:06
acqua, rifiuti, trasporti: stangata di settembre
Ecco i nuovi presidi: 16 su 36 da fuori regione
previsti 1800 euro per ogni famiglia e poi c’ è il conguaglio sull’ immondizia»
segue dalla prima pagina «A livello nazionale abbiamo stimato circa 1.850 euro di spesa con un aumento del 9% – spiega Alessandro Petruzzi, presidente regionale di Federconsumatori – ma per l’ Umbria tale importo è destinato a crescere». Sui bilanci domestici degli umbri pesano in particolare i rincari delle bollette, le bollette di acqua e luce, su cui pendono ancora i conguagli shock di Umbra Acque e i consumi per gli impianti di condizionamento. Settembre per molti sarà anche il mese per il pagamento del bollo auto (scadenza di agosto) e della seconda rata della Tari. Considerando i dati dell’ Osservatorio sui rifiuti 2018, si stima tra i 100 e i 130 euro per una famiglia tipo (tre persone che vivono in 100 metri quadrati) ma la spesa è destinata a salire. «Ancora non sappiamo quali aumenti saranno applicati da qui a fine anno – spiega Alessandro Petruzzi, presidente Federconsumatori Umbria – quando potrebbe arrivare un conguaglio-stangata per le famiglie umbre in relazione anche ai nuovi piani finanziari dei gestori. Ci aspettiamo altri aumenti anche in relazione alla dilazione delle questioni legate allo smaltimento dei rifiuti e a un piano regionale che ancora non c’ è». Per quanto riguarda acqua, luce e gas (dati Arera) e telefonia si parla di una mini stangata di quasi 600 euro da sborsare entro settembre-ottobre. A queste cifre, si aggiungono quelle che le famiglie dovranno sostenere per il materiale scolastico destinato a bambini e ragazzi che si apprestano a rientrare tra i banchi di scuola. Per libri di testo, dizionari e parte del corredo scolastico, Federconsumatori stima una spesa di quasi 820 euro. Solo per gli accessori scolastici, secondo il Codacons, la spesa potrebbe superare i 530 euro. «In base alle prime stime – spiega Carla Falcinelli, presidente Codacons Umbria – per penne, diari, quaderni, zaini, astucci griffati i prezzi al dettaglio, rispetto al 2018, registrano un incremento medio del 2,5%». Tutto questo senza considerare il costo per i libri di testo e l’ impatto degli abbonamenti ai trasporti. «Ogni anno si ripete la questione della carta tuttotreno (a marzo era stata varata con aumenti fino al 30% coi costi agganciati alla situazione Isee dei richiedenti, ndr) – osserva Alessandro Petruzzi – cui quest’ anno si aggiunge quella delle linee bus tagliate: vorremmo sapere che fine fanno. Siccome quel taglio era dovuto a mancanza di risorse, il problema al rientro a scuola si pone in relazione agli abbonamenti scolastici ma anche e soprattutto alla qualità del servizio. Ci chiediamo quante delle linee tagliate in estate (circa il 60%) saranno riattivate». Sui bilanci delle famiglie incombono anche altri aumenti fiscali locali. «Preoccupa la situazione di alcuni grandi Comuni alle prese con difficoltà di bilancio – aggiunge Petruzzi – che potrebbero portare a nuovi aumenti dei tributi locali». Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Il Gazzettino, 23/08/2019 06:20
Banche, via alle domande di indennizzo
`partite ieri le prime richieste di rimborso attraverso il portale miatello (associazione ezzelino): «un miracolo, grazie tria» `sfida m5s-lega sulla paternità del fondo per i risparmiatori conte (codacons): «ai veri truffati bisogna restituire il 100%»
EX POPOLARI TREVISO L’ operazione indennizzi ai risparmiatori azzerati delle ex Popolari venete e delle altre banche in liquidazione entra nella fase operativa: con la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta ufficiale, il ministero dell’ Economia ha attivato l’ apposito portale internet, tramite il quale, da ieri, è possibile registrarsi e inviare la domanda di rimborso. L’ associazione Ezzelino III da Onara riferisce che alle 9.14 di ieri ha inoltrato la prima delle richieste per conto di propri associati, preparate sulla base delle istruzioni dei suoi consulenti. «Riteniamo un miracolo che il fondo sia partito esulta il presidente Patrizio Miatello, ringraziando il ministro Giovanni Tria , certamente con le nostre continue, studiate e mirate iniziative abbiamo salvato definitivamente il fondo per la quarta volta e dato il via a uno strumento unico al mondo». IL MERITO In piena crisi di Governo, Movimento 5 Stelle e Lega rivendicano ciascuno il merito dell’ operazione. Così i pentastellati sul Blog delle Stelle: «Abbiamo lavorato per far partire questo fondo dal primo giorno dopo le elezioni del 4 marzo 2018. Lo avevamo promesso dai banchi dell’ opposizione quando il governo Gentiloni istitutiva un fondo da appena 100 milioni di euro, prendendo in giro i risparmiatori truffati. Alle briciole abbiamo preferito la giustizia sociale». Pronta la replica dei leghisti, con il sottosegretario uscente Massimo Bitonci: «Con le correzioni che la Lega ha apportato col decreto Crescita alle criticità della norma primaria contenuta nella legge di bilancio, siamo riusciti a superare le obiezioni della Commissione Ue sul funzionamento del Fondo, che avevano portato ad una fase di stallo la procedura dei rimborsi». I TEMPI Nonostante l’ aspettativa, in questi primi giorni non si dovrebbe però scatenare la corsa all’ invio, a giudizio di Franco Conte, presidente regionale del Codacons, associazione che segue oltre 1.300 ex soci e obbligazionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Innanzi tutto per una questione di tempi tecnici: «Alla domanda è necessario allegare una serie di documenti, a partire, ad esempio, dall’ attestazione dell’ acquisto delle azioni. Banca Intesa (che ha rilevato le attività dei due istituti veneti, ndr) si è impegnata a fornirla entro trenta giorni. Dunque difficilmente le richieste potranno essere inviate prima di fine settembre. Inoltre, solo il decreto ha definitivamente fatto chiarezza su criteri e modalità di accesso». Per il Codacons, peraltro, non c’ è motivo di affrettarsi, basta rispettare le scadenze fissate: 180 giorni dal 22 agosto, le istanze verranno liquidate contemporaneamente e vi sono risorse sufficienti. Il portale (per gli interessati: https://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it/), al netto di alcuni termini tecnici e degli inevitabili riferimenti normativi, è dettagliato e di consultazione abbastanza semplice. «La procedura in sé è agevole, ma è solo on line concede Conte e oltre due terzi dei risparmiatori coinvolti hanno più di 65 anni, con una quota di analfabeti informatici molto elevata». IL TETTO Un altro punto di criticità è rappresentato dalla quota del ristoro: 30% del prezzo d’ acquisto, con il tetto di centomila euro. «I primi soldi stima Conte non arriveranno prima di maggio 2020. Come si può parlare di risultato storico? Questa deve essere solo una tappa, verso l’ obiettivo di dare, tramite il giudizio di un arbitro, il 100% alle persone realmente truffate. Il Codacons su questo non molla e abbiamo già in programma incontri con le forze politiche per ricordare gli impegni in questo senso». Aggiunge Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi: «Finalmente un piccolo grande passo è stato compiuto. L’ auspicio è che il 30% di indennizzo previsto per gli azionisti venga elevato come promesso dalle forze politiche di maggioranza». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
mattia zanardo

Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria), 23/08/2019 05:42
Bimbo disabile discriminato Rissa tra Garante e Codacons
«no al linciaggio virtuale». «vuol negare l’ accaduto»
Antonio Blefari Bovalino Si è trasformata in un polemico botta e risposta la squallida vicenda del bimbo autistico aggredito verbalmente con la mamma, signora Lorena, («gli handicappati dovete lasciarli a casa») da un anziano turista torinese di origini calabresi sulla spiaggia tra Bovalino e Ardore. Protagonisti il Garante dei diritti dei disabili del Comune di Bovalino, Maria Rita Canova, e il Codacons regionale, associazione dedita alla tutela dei diritti dei cittadini Come si ricorderà, dopo l’ accorata segnalazione via social della signora Lorena, raccolta dal presidente dell’ associazione ADDA Vito Crea e l’ intervento di Alessandra Polimeno di “Nuova Calabria”, la dottoressa Canova, presente sul luogo dell’ accaduto, aveva “bacchettato” la Polimeno, consigliera comunale di minoranza, sul metodo utilizzato per rendere nota la vicenda («è fondamentale utilizzare canali di comunicazione adeguati, reali e non virtuali, anche perché tali situazioni necessitano ascolto, sostegno e comprensione») ma soprattutto specificato che «ponendo come obiettivo principe la tutela dei diritti del bambino, ho voluto ascoltare, mediare e mettere in comunicazione le parti coinvolte» specificando «per onestà, intellettuale e professionale» che «quanto accaduto non ricade nel comune di Bovalino, ma di Ardore Marina, e che gli interessati non appartengono alla comunità bovalinese». Questa nota aveva scatenato la reazione prima di “Nuova Calabria” («non abbiamo fatto alcun riferimento alla comunità bovalinese, ci è stato riferito che il fatto è successo a Bovalino perché quel tratto di spiaggia viene identificato così» e poi del Codacons regionale nella persona di Francesco Lieto, che era stato molto duro con la dottoressa Canova: «Il miglior alleato dell’ inciviltà è il silenzio, il silenzio di chi assiste e decide di voltarsi dall’ altra parte; il silenzio, di chi ricopre incarichi istituzionali, che interviene solo per imporre la sordina, con la “scusa” di non danneggiare l’ immagine del territorio, sottovalutando la gravità di ciò che accade». Un botta e risposta incandescente che è proseguito con la controreplica della Canova: «La mia priorità – ha scritto la Garante – non è stata quella di specificare il luogo dell’ accaduto e la provenienza delle parti coinvolte, e ancora di più che tutto ciò abbia limitato il mio intervento, che tutto ciò che era in mio potere e dovere è stato fatto: si sta accusando e denigrando l’ operato di chi in questo momento rappresenta un’ istituzione e che non siede su nessuna poltrona, ma svolge questo compito gratuitamente. È assurdo scambiare la professionalità, il garbo, l’ attenzione, il rispetto e la riservatezza, per il soggetto coinvolto, un bambino autistico, per “omertà istituzionale”. Lo dico e lo ribadisco: l’ utilizzo dei social per la denuncia fine a se stessa, a cui segue il linciaggio virtuale, non è sensibilizzazione, e non è il modo in cui io lavoro». A stretto giro un nuovo lungo comunicato del Codacons, che aveva chiesto alla Canova di rivelare il nome dell’ anziano turista autore della frase. «Bisogna denunciare, svergognare chi umilia non solo una famiglia ma l’ intera collettività. E invece – scrive Di Lieto, che afferma di essere stato contattato dalla dottoressa Canova – a sentire il Garante sembra si tratti di una bufala, un gigantesco fraintendimento… tanto rumore per nulla: la Garante con toni gravi ha smentito categoricamente che quella schifosa frase sia mai stata pronunciata. Confidiamo che vorrà perdonarci se continueremo a nutrire dubbi su siffatta ricostruzione. Non ho registrato dal Garante alcun segno di solidarietà, al contrario quasi un tentativo di sottacere la cosa. Il Garante ha detto che voleva mediare avrei voluto leggere una risposta diversa, più solidale».

La Sicilia, 23/08/2019 04:30
Fontanarossa le valigie dei turisti svuotate da operaio addetto ai nastri
Sono risultati fondati i sospetti che i poliziotti dell’ Ufficio di Frontiera nutrivano nei confronti di un dipendente di una delle società di handling dell’ aeroporto Fontanarossa. Nel corso di un controllo dell’ armadietto dell’ uomo, infatti, sono stati rinvenuti numerosi oggetti trafugati dai bagagli che passavano per le mani dell’ operaio, il quale avrebbe avuto il mero compito di caricarli sugli aeromobili e/o scaricarli, per poi riporli sui nastri di restituzione ai viaggiatori. Occhiali da donna, coltelli, svariati profumi nonché numerose banconote estere di dubbia provenienza costituiscono l’ illecito bottino dell’ uomo che, adesso, dovrà rispondere del reato di ricettazione. Al dipendente è stato revocato il “pass aeroportuale” per l’ accesso in area sterile.Appresa la notizia, il Codacons ha emesso una nota con cui si congratula con la polizia di frontiera e in cui «ricorda – a conferma dell’ importanza di questa e simili operazioni, che possono sembrare secondarie solo a un occhio disattento – che proprio garantendo la tutela dei passeggeri e degli utenti in transito si contribuisce al turismo e in generale allo sviluppo della città». «I reati sui bagagli da stiva dei passeggeri – conclude – sono purtroppo ancora oggi tristemente diffusi negli aeroporti della penisola: fa quindi doppiamente piacere che la polizia abbia trovato il modo di intervenire», nella speranza «che tale meritevole impegno riesca a sradicare qualsiasi attività illegale ai danni di passeggeri e turisti».

Il Giorno (ed. Brianza), 23/08/2019 03:13
il caso esposto del codacons
Incendio al deposito della stazione: non è stato doloso
– MONZA – NON È stato doloso. Le vere cause dell’ incendio di martedì al deposito della stazione ferroviaria di Monza non sono certe eppure i vigili del fuoco escludono un’ origine dolosa: non sono stati trovati inneschi o tracce che qualcuno abbia appiccato volontariamente le fiamme alle vecchie traversine in legno nel deposito. Si ipotizza dunque che le fiamme siano scaturite da una delle tante operazioni effettuate da chi lavora in quel luogo, ma in maniera del tutto accidentale. Le fiamme, da cui si era innalzato un fumo visibile a grande distanza, erano state domate dopo oltre quattro ore di lavoro dai pompieri, intervenuti con due mezzi da Monza e uno da Vimercate assieme a polizia locale e personale delle ferrovie. In serata qualche focolaio era ripreso dopo le opere di smassamento, ma era stato presto domato. Il Codacons ha annunciato un esposto in Procura sull’ episodio. Da.Cr.

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